01/09/2025
Sperando che finalmente i docenti si rendano conto che parlare solo e sempre di uomini non aiuta i giovani , uomini e donne.
L’educazione alla disuguaglianza parte dalla scuola: gli studenti per anni studiano opere scritte da maschi per maschi, riflettono su argomenti affrontati sempre e solo dal punto di vista maschile, imparano una serie di nomi di imperatori, papi, politici, militari, tutti maschi.
Di donne poche, qualcuna ogni tanto per dare un tocco di colore, e allora ci si abitua, fin da piccoli, che quella è la normalità: il mondo è a misura d’uomo, è fatto da lui e per lui, e la donna è una coprotagonista silenziosa, una sottotrama che non è detto debba essere sviluppata così a fondo.
Quando cresci in un contesto culturale e mentale del genere e questa è la mentalità a cui ti hanno abituato, ogni donna è tua, dal suo corpo alle sue foto, e puoi disporne come meglio credi.
Da padrone assoluto del mondo e degli altri puoi anche condividere con altri maschi, quando tu lo decidi.
Sto dicendo che tutti gli uomini ragionano così? Ovviamente no. È una lamentela stupida. Anche io sono uomo, ma non sono stato educato così.
È per questo che mi impegnerò sempre di più per portare delle penne femminili nei miei corsi di letteratura.
Non perché ci debbano essere le quote rosa, ma perché abbiamo delle scrittrici giganti, tra le più grandi di tutto il Novecento, e non le valorizziamo mai.
Elsa Morante, che vedete qui sotto, ne è un esempio.
Che i suoi romanzi in classe quest’anno ci aiutino ad aprirci al mondo, che ci aiutino a scardinare mentalità retrograde di possesso ed esclusione.
Autore:D. Coluzzi