La cornice teorica attorno alla quale si sviluppa il progetto pedagogico è quella della psicologia e della pedagogia umanista (con particolare riferimento a Carl Rogers e Thomas Gordon). Uno degli obiettivi che il progetto vuole perseguire è la possibilità che attraverso la relazione con l’adulto il bambino abbia la possibilità di essere se stesso, di avere un facilitatore in grado di aiutarlo a
chiarire ciò che pensa, fa e sente, di sentirsi compreso e accettato come persona con tutti i suoi desideri, sentimenti e bisogni. All’interno del nostro nido vogliono essere promosse relazioni democratiche in cui l’adulto è un facilitatore dello sviluppo fisico, psichico e sociale del bambino: al centro c’è il bambino e ruolo dell’adulto è quello di favorire, attraverso l’esempio, l’autodisciplina vista come processo che nasce dall’interno. Momenti della giornata tipo al nido
Accoglienza: è il momento in cui i bambini entrano al nido, si congedano dai genitori ed iniziano l’interazione con i compagni e le educatrici. E’ anche il momento in cui l’educatrice interagisce con il genitore. L’obiettivo è quello che il bambino ed il genitore possano vivere il momento del distacco in modo sereno in un clima di fiducia, rispetto e accettazione. La routine delle presenze: rappresenta un vero e proprio rito di apertura della giornata. Attraverso foto e modalità che le educatrici costruiscono insieme ai bambini, è un momento per salutarsi, per vedere chi è presente e chi è rimasto a casa. E’ un momento per conoscersi e farsi conoscere. Per i più grandi rappresenta anche il momento in cui il bambino può parlare di sé, e può sentire cosa gli altri dicono di lui. Gli obiettivi principali sono: promuovere l’autostima, incrementare la consapevolezza delle proprie risorse, promuovere l’interesse per l’altro e la conoscenza di se stessi, riflettere sulle diversità, facilitare momenti di scambio verbale fra coetanei, riconoscere se stesso come risorsa del gruppo e stimolare la coesione di gruppo. La merenda: è preceduta da una canzoncina o una formula magica che i bambini cantano tutti insieme ed è introdotta dalle educatrici. I bambini, seduti attorno al tavolo, ognuno al proprio posto (che può variare durante l’anno in base a richieste del bambino o ad esigenze organizzative). Le educatrici possono accompagnare questo momento al rito delle canzoncine. Le attività strutturate: all’interno del nostro nido le attività strutturate sono programmate dalle educatrici con la supervisione della coordinatrice. Ogni anno è caratterizzato da un fil rouge, una cornice tematica entro la quale si pensano e si studiano tutte le attività. Per la programmazione delle attività nello specifico facciamo riferimento alla teoria di Haward Gardner delle “Intelligenze Multiple”. Il nucleo centrale di questa teoria, come dice la stessa espressione, pone l’attenzione sull’idea che non esiste una sola intelligenza, cioè una sola capacità di risolvere i problemi, ma più modi, perché differenti sono le situazioni anche complesse a cui un essere umano deve poter dare una risposta. Ispirarsi a questa teoria significa per noi prendere in considerazione il bambino sotto tutti questi punti di vista e offrire esperienze perché tutte le 8 intelligenze che Gardner ha finora individuato, siano sollecitate e perché ogni bambino possa scoprire quale è il suo modo più naturale e spontaneo per risolvere i suoi problemi (Nicolini, 2007). Il cambio: è un momento di relazione privilegiata tra educatore e bambino, fatto di coccole, gesti individualizzati e pratiche quotidiane. Il cambio è, quindi, un momento di intimità, carico di una forte componente affettiva, di rispetto e di accettazione del corpo del bambino, di vero dialogo e di stimolazione verbale e cognitiva. Con la crescita del bambino le educatrici coinvolgono sempre più il piccolo promuovendo e sostenendo il suo processo verso l’autonomia. Gli obiettivi sono quelli di stimolare il bambino al rispetto del proprio corpo, trasmettere la percezione dell’accettazione della propria fisicità, facilitare le autonomie pratiche. Il pranzo: si svolge in un clima sereno in cui si può conversare nel rispetto degli altri. L’alimentazione, oltre a rappresentare un momento nutrizionale, comprende in sé una serie di interventi sensoriali, emotivi e psicologici che costituiscono le basi dei primi rapporti relazionali del bambino. Il bambino è stimolato a fare da solo e, a partire da quando inizia lo svezzamento, non è negata la possibilità di maneggiare il cibo, di avere un cucchiaio per sé con cui fare tentativi per fare da solo o con cui semplicemente giocare. Stimolando le autonomie pratiche vogliamo far sentire il bambino “capace di” e in questo modo agire positivamente sull’autostima e sulla motivazione a fare. Non forzando il bambino vogliamo dare fiducia nella sua capacità di autoregolarsi circa la quantità di cibo di cui sente il bisogno. Aiutando il bambino dove richiesto vogliamo promuovere un clima di accettazione in cui il bambino si sente sicuro e libero appoggiarsi all’adulto quando ne sente il bisogno. Pulizia personale prima del riposo: i bambini vanno in bagno dividendosi in piccoli gruppi, in base al tempo impegnato da ognuno per mangiare. I bambini facilitati dall’educatrice lavano mani, viso ed i più grandi i denti. Gli obiettivi sono di stimolare le autonomie pratiche e l’aiuto reciproco. Diverso è per la sezione lattanti dove il rapporto è educatore bambino ed è questo un momento di cura, coccola e scambio uno ad uno. Giochi legati alla cura del sé e dell’altro: una volta che i bambini escono dal bagno puliti e cambiati, inizia il momento della cura prima della nanna. Ai bambini possono essere proposte attività in cui ognuno si mette la crema in viso, nelle mani, oppure i più grandi se la mettono a vicenda. E’ il momento in cui ognuno si prende cura di se stesso e dell’altro, un momento di rilassamento in cui ci si prepara al sonno. Anche l’educatore partecipa al gioco mettendosi la crema, facendosela mettere dai bimbi e aiutandoli in questa routine. I bambini poi iniziano a togliere le scarpe, per recarsi tutti insieme nella stanze della nanna. Gli obiettivi sono di trasmettere al bambino la gioia di prendersi cura di sé e dell’altro e creare un clima di tranquillità e serenità che faciliti il momento della nanna. Per la sezione dei lattanti questo è il momento delle coccole, in cui è l’educatore, in un angolo morbido, a prendersi cura dei piccoli attraverso massaggi, carezze e abbracci che precedono il momento della nanna. Il riposo: è il momento in cui il bambino si abbandona al sonno. Ciò può avvenire solo in un clima di rispetto dell’educatore per i ritmi del bambino e di fiducia nel bambino per l’ambiente che lo circonda. Ogni bambino può costruire le sue abitudini individuali che spesso rispecchiano le abitudini che il bambino ha a casa per abbandonarsi al sonno. Possono scegliere di portare con sé un orsacchiotto, il succhiotto, una cosa cara, oppure possono chiedere di essere cullati, accarezzati. L’educatrice in base al gruppo e a ciò che ritiene funzionale per il gruppo, può scegliere di cantare, raccontare una storia o stare semplicemente in silenzio e ninnare tutti i bambini con lo sguardo e uno ad uno con il contatto corporeo. Merenda pomeridiana e cura personale: i bambini fanno merenda, si lavano mani e bocca, si pettinano e le educatrici li preparano al momento in cui si ricongiungeranno con i genitori. Ricongiungimento con i genitori: è un momento carico emotivamente per bambino e genitore che tanto hanno atteso di rivedersi. Compito dell’educatrice è contenere le emozioni di entrambi e allo stesso tempo comunicare al genitore cosa è successo al nido: nanna, pappa, c***a, ma anche l’attività svolta, come è stato il bambino all’interno dell’attività e cosa è successo di rilevante durante la giornata al nido. Riteniamo che questo, come il momento dell’accoglienza, sia di fondamentale importanza per creare un rapporto di fiducia stima e rispetto fra educatore e genitore che in modo indiretto incide anche nella relazione bambino-scuola. La metodologia che accompagna tutte le attività è il gioco, perché è la reale forma di comunicazione con la quale il bambino si pone, apprende e conosce la realtà che lo circonda. L’adulto gioca con il bambino, può essere più o meno protagonista del gioco a seconda di quelle che sono le richieste stesse dei piccoli.