11/09/2016
Ecco una poesia che svolge il tema della PARTENZA e degli addii con delicata malinconia e che spero non venga dedicata ad alcun docente, ai quali AUGURO DI RIMANERE tutti A CASA o vicino casa, alla faccia della Giannini e della sua Buona Scuola.
La partenza
di PIETRO METASTASIO
Ecco quel fiero istante;
Nice, mia Nice, addio.
Come vivrò, ben mio,
così lontan da te?
Io vivrò sempre in pene,
io non avrò più bene;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Soffri che in traccia almeno
di mia perduta pace
venga il pensier seguace
su l’orme del tuo piè.
Sempre nel tuo cammino,
sempre m’avrai vicino;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Io fra remote sponde
mesto volgendo i passi,
andrò chiedendo ai sassi,
la ninfa mia dov’è?
Dall’una all’altra aurora
te andrò chiamando ognora,
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Io rivedrò sovente
le amene piagge, o Nice,
dove vivea felice,
quando vivea con te.
A me saran tormento
cento memorie e cento;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Ecco, dirò, quel fonte,
dove avvampò di sdegno,
ma poi di pace in pegno
la bella man mi diè.
Qui si vivea di speme;
là si languiva insieme;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Quanti vedrai giungendo
al nuovo tuo soggiorno,
quanti venirti intorno
a offrirti amore e fé!
Oh Dio! chi sa fra tanti
teneri omaggi e pianti,
oh Dio! chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Pensa qual dolce strale,
cara, mi lasci in seno:
pensa che amò Fileno
senza sperar mercé:
pensa, mia vita, a questo
barbaro addio funesto;
pensa... Ah chi sa se mai
ti sovverrai di me!
E questa, la sua parafrasi:
Ecco il momento terribile della partenza e quindi l’invocazione: Nice, mia Nice, addio! Come farò, mio bene, a vivere così lontano da te? Vivrò sempre soffrendo, non avrò più gioia; e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Consenti almeno che, sulle tracce della mia pace perduta, il mio pensiero, che ti segue, venga dietro le orme del tuo piede. Sempre, sulla tua strada, mi avrai vicino sempre; e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Io, camminando triste per terre lontane, chiederò alle rocce dove sarà la mia (amata) ninfa? Da un’aurora all’altra (giorno e notte) ti invocherò sempre, e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Io rivedrò spesso i bei luoghi, o Nice, dove vivevo felice quando vivevo con te. Per me saranno un tormento un’infinità di ricordi; e tu, chissà se qualche volta ti ricorderai di me! Ecco, dirò, quella fontana dove si fece rossa di collera, ma poi mi porse la bella mano in segno di pace. Qui vivevamo di speranza, là eravamo infelici insieme; e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Quanti, giunta alla nuova dimora, vedrai venirti intorno a offrirti amore e fedeltà! Oh Dio, chissà se, fra tanti delicati omaggi e sospiri, talvolta ti ricorderai di me! Pensa, o cara, che dolce freccia mi hai lasciato nel cuore: pensa che (il tuo) Fileno ti ama senza speranza: pensa, vita mia, a questo crudele e luttuoso addio; pensa... Ah, chissà se talvolta ti ricorderai di me!
…..ma, sempre alla faccia della Giannini ed in barba alla sua stramaledetta ed inumana Buona Scuola, molti docenti cominciano ad ottenere sentenze di sospensione dei trasferimenti.