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Sentite ( o, meglio, leggete) cosa sciveva Lucio Ficara, poco meno di due anni fa, in un articolo riportato da "La Tecni...
20/09/2016

Sentite ( o, meglio, leggete) cosa sciveva Lucio Ficara, poco meno di due anni fa, in un articolo riportato da "La Tecnica della scuola", su:

L’algoritmo matematico elaborato per la buona scuola
Lucio Ficara Martedì, 30 Settembre 2014

Il Piano Renzi sembra rispondere ad un preciso algoritmo: come abbassare ulteriormente i costi del nostro sistema di istruzione. La sensazione è che anche la consultazione sarà puramente formale.
Le proposte governative inserite, scientemente e consapevolmente, all’interno del rapporto “La buona scuola”, non sono il frutto di pensieri politici stravaganti e approssimativi, ma rappresentano una seria e precisa ipotesi di quello che dovrà essere la scuola italiana dei prossimi trent’anni.
Non ci troviamo difronte ad un rapporto buttato giù da dei dilettanti che non sanno cosa vogliono, ma piuttosto è stato architettato ed elaborato da esperti tecnici, che si sono posti obiettivi precisi, da raggiungere in tempi certi. Il documento della buona scuola è stato programmato ed elaborato come se fosse un preciso algoritmo matematico, che dovrà rivoluzionare l’attuale sistema scolastico. Non esistono margini di confronto, rispetto alla programmazione elaborata nel piano Renzi-Giannini, tale algoritmo matematico non sarà facilmente modificabile o riprogrammabile. Questo il motivo di fondo che ha spinto Renzi a non confrontarsi con i sindacati scuola, e ad indire una consultazione pubblica per raccogliere pareri, idee e critiche. Ma appare scontato che i pareri, le idee e le critiche che verranno raccolte nei due mesi di consultazioni, rimarranno solamente pareri, idee e critiche. Nulla cambierà rispetto a quanto programmato e deciso, attraverso quello che vogliamo chiamare un algoritmo matematico già elaborato. Con tale algoritmo si è voluto procedere formalmente, attraverso alcuni passi ben definiti, alla risoluzione del problema principale, “ i costi eccessivi del nostro scassatissimo sistema scolastico”.
Attraverso il principio teorico della calcolabilità, si è trovato il modo per risolvere il problema dei costi dell’istruzione, aumentando progressivamente i carichi di lavoro degli insegnanti e tagliando pesantemente gli investimenti, sia per quanto riguarda gli stipendi e sia per quanto attiene il salario accessorio.
In questo algoritmo matematico è prevista l’automatizzazione dell’immediata abolizione degli scatti di anzianità, senza che venga specificato, con chiarezza e precisione, cosa sarà degli scatti già acquisiti e di quelli acquisiti in parte. Inoltre è prevista la restituzione alla scuola, da parte di tutti gli insegnanti, sotto forma di supplenze o corsi di recupero, di una decina di ore ogni anno scolastico.
Questa restituzione di ore, nota come banca ore, viene applicata a compensazione di qualche giornata di chiusura della scuola decisa dal Consiglio d’Istituto. Ma in questo algoritmo matematico c’è di più. C’è la flessibilità oraria degli insegnanti, che quasi sicuramente, potranno essere utilizzati per più compiti e magari anche durante la sospensione delle attività didattiche per fare i corsi di recupero senza avere retribuzioni aggiuntive.
In buona sostanza l’algoritmo di cui stiamo parlando abolirà i compensi accessori, sostituendoli con crediti didattici e professionali. L’algoritmo di cui stiamo parlando, è l’algoritmo della fregatura, che caricherà di lavoro aggiuntivo gli insegnanti e li stresserà pesantemente, senza programmare per loro ad alcun aumento stipendiale significativo.

Una riflessione ed alcune considerazioni:LA BUONA SCUOLA ovvero l’  delle fasi della Legge 107/15 ovvero “”Gli ultimi sa...
20/09/2016

Una riflessione ed alcune considerazioni:

LA BUONA SCUOLA ovvero l’ delle fasi della Legge 107/15 ovvero “”Gli ultimi saranno i primi””.

Le conseguenze della nuova riforma scolastica sono sotto gli occhi di tutti: ingiustizie e malversazioni sono i capisaldi della Buona Scuola.
Una moltitudine di insegnanti ha impugnato gran parte, se non tutto, dell’impianto normativo della nuova riforma scolastica, stramaledetta –come la definisco io- disumana, iniqua e “colabrodo” rispetto a quella che doveva essere considerata una buona opportunità per molti docenti che attendevano da tempo l’immissione in ruolo. In realtà le assunzioni ci sono state, ma sono state condizionate dalla necessità di dover ricoprire tutti i posti a livello nazionale, che per tradizione, sono stati sempre vuoti al nord Italia ove era più conveniente lavorare in fabbrica o in altri ambiti del settore terziario.
In queste ore tutti sono convinti che il famigerato algoritmo di calcolo del Miur non abbia funzionato, (vi ricordo che gira la voce secondo cui non esiste alcun algoritmo) nonostante le smentite ufficiali della Ministra Giannini e del suo vice Davide Faraone. Gli stessi personaggi insistono nel dichiarare la regolarità di tutte le operazioni finora effettuate: una situazione davvero grottesca e insensata e poco trasparente. Se poi consideriamo alcune stranezze che tutti abbiamo notato e sottolineato, tutto diventa incomprensibile e fuori da ogni logica. Mi chiedo: come mai la BUONA SCUOLA ha messo in atto un sistema di assunzioni attraverso fasi a comparti stagni? Che senso ha avuto assumere gli insegnanti lo scorso anno scolastico, differenziandoli per fasi, se oggi di questa distinzione non rimarrà più traccia? Non solo, ma, una delle stranezze o iniquità, sta nel fatto che chi è stato assunto tramite la Fase C della Legge 107/15 si ritroverà, quasi certamente, avvantaggiato rispetto ai colleghi più titolati della Fase B.
Il trionfo delle discriminazioni tra docenti appartenenti a “caste” diverse si è verificata con i recenti trasferimenti della fase di mobilità 2016/17. Il prossimo anno scolastico, quando ci si accorgerà che sia i docenti assunti attraverso la Fase B che quelli della Fase C si mescoleranno insieme, con promiscuità, per diventare improvvisamente tutti una stessa cosa, ecco che finalmente le gravi irregolarità saranno macroscopicamente note a tutti.
Perciò mi chiedo ancora: qual è il vero motivo di questa distinzione?
Le fasi di cui sopra, insomma, non hanno avuto nessun senso, a partire dal contratto: entrambe, infatti, prevedono una durata triennale. Se poi pensiamo che i docenti con più esperienza, cioè chi aveva un punteggio più alto, si troveranno a svolgere durante il prossimo anno scolastico l’incarico precedentemente assegnato, per legge, ai colleghi della fase C, le assurdità saranno ancor di più clamorose.
Ma le perplessità diventano allucinanti se consideriamo il fatto che il ‘potenziamento’ potrebbe essere più frequentato, paradossalmente, dai docenti della Fase B rispetto ai colleghi assunti in Fase C, i quali si troveranno ad insegnare la loro materia curricolare, senza che nessuno possa recriminare a proposito di queste scelte. Questa tesi è avvalorata dal fatto che molte istituzioni scolastiche hanno abolito, per editto, l’anzianità di servizio come criterio fondamentale per l’attribuzione dei docenti alle classi.
Udite, udite: c’è un'altra verità che sta emergendo in questi giorni e che ha dell'incredibile: alcuni insegnanti con trent'anni di servizio si troveranno a fare potenziamento, in barba all'esperienza e al merito.
Tutto questo è assurdo! L’amarezza, lo sconforto, la frustrazione e la consapevolezza di molti docenti circa la mancanza di trasparenza relativa ai criteri di assegnazione delle sedi e degli ambiti scolastici agli stessi, sta regnando sovrana. Qualcuno pensa, persino, che dietro queste scelte si celano interessi e motivazioni personali per avvantaggiare alcuni parenti illustri di alcuni personaggi politici di primo piano, i quali avrebbero orchestrato e messo in pratica questa stravagante macchina infernale chiamata Buona Scuola a discapito di un esercito di migliaia di insegnanti infuriati e pronti alla ribellione di massa.

17/09/2016
“Navigando” nell’oceano di internet, ho trovato un articolo di Sabina Barca dal titolo: < LA POLITICA FATTA DAL “BUGIARD...
14/09/2016

“Navigando” nell’oceano di internet, ho trovato un articolo di Sabina Barca dal titolo: < LA POLITICA FATTA DAL “BUGIARDO PATOLOGICO”>. L’ho modificato molto poco ma, per brevità, ho eliminato alcune parti che non servivano per il mio intento, ed eccolo qui sotto. Ma prima che cominciate a leggerlo, vi chiedo: NON VI SEMBRA CHE SI ADATTI BENE ALLA GIANNINI??? Se proprio non siete d’accordo vi propongo di adattarlo a RENZI!
Ok. Prima leggete e poi rispondete alla mia domanda.

La “negazione dell'evidenza” è una azione della nostra infanzia. Ogni bimbo, prima o poi, ha giocato la carta del "negare a tutti i costi", anche davanti all'evidenza. Ma se ormai adulto, persevera nel mentire e nel tempo, diventa una caratteristica caratteriale della sua personalità, allora o c'è un piano mirato, oppure, un disagio psicologico.
Il bugiardo patologico esiste e ha le seguenti caratteristiche:
Mente gratuitamente, anche se non è necessario
è impaziente
è manipolatore nei confronti degli altri
è seduttivo e disinibito
è intollerante alle critiche
pretende perché gli è tutto dovuto
non prova nessun rimorso
è incapace di relazioni affettive mature
Il bugiardo patologico ostenta altruismo e generosità.
Ciò che non sopporta il bugiardo patologico è sicuramente essere messo in discussione.
Il problema si complica quando la persona affetta dal disturbo è famosa e potente, (CIOE’ UN POLITICO) quindi, in grado di condizionare milioni di persone.
Quindi, il politico bugiardo patologico non avrebbe nessuna difficoltà a promettere, dichiarare o negare qualsiasi cosa, semplicemente perchè è nella sua natura.
Oggi una certa politica addotta questo metodo ripetitivo e martellante per far passare un qualsiasi messaggio.
Un uomo politico così potrebbe pretende e fare ogni cosa, per accrescere e gratificare ogni suo bisogno.
Gli input lanciati, rispecchiano uno stile di vita, una strategia politica mirata all'ottenimento di qualcosa, di interesse privato o pubblico e può al contempo delegittimare, legittimare e nascondere ogni cosa senza dover spiegare nulla, ma soprattutto, imprimendo un pensiero, cercano consenso.
Comunicare così da un palco, durante un comizio, ha la sua “valenza”. Però, in un contesto di normale discussione politica, tra normali cittadini, risulta incoerente e mancante di argomentazione. Senza sostanza.
La frase è spesso assolutista, imperativa. - No, non è vero! - Noi non facciamo così! - Perchè NOI amiamo - E' una vergogna - Non ho MAI detto …! - Abbiamo fatto tutto e lo sanno tutti! - Inaccettabile! - È criminoso! -
L'utilizzo del TUTTI è una sorta di globalizzazione verbale (inglobare tutti in un unico pensiero) facendo credere che TU SEI SOLO e isolato … una minoranza sfigata e debole. Tutti, il mondo intero, concorda, TU no!..............

Ecco in breve qual’era il contenuto del DISEGNO DI LEGGE (DDL) intitolato “La Buona Scuola”.VI RISULTA ESSERE COSI’?????...
13/09/2016

Ecco in breve qual’era il contenuto del DISEGNO DI LEGGE (DDL) intitolato “La Buona Scuola”.
VI RISULTA ESSERE COSI’???????

Il DDL 'La Buona Scuola' è stato frutto di un lavoro di ascolto iniziato a settembre 2014 dal Governo e proseguito con le audizioni in Parlamento e gli incontri dell’Esecutivo con sindacati, studenti e genitori.
Il DDL prevedeva un finanziamento aggiuntivo di 3 miliardi a regime sul capitolo istruzione e un piano straordinario di assunzioni per poter dare alla scuola i docenti di cui ha bisogno e ti**re una linea con il passato sul tema del precariato storico. Dal 2016 si assume solo per concorso. Il provvedimento mette al centro l’autonomia scolastica. Si danno gli strumenti finanziari e operativi a dirigenti scolastici e docenti per poterla realizzare. Ovvero più fondi (viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole) e più risorse umane.
Agli studenti viene garantita un'offerta formativa più ricca che guarda alla tradizione (più Musica, Arte), ma anche al futuro (più lingue, competenze digitali, Economia). L'intera comunità scolastica, famiglie e studenti compresi, sarà coinvolta nell’elaborazione del Piano dell'offerta formativa della propria scuola, il documento costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle scuole.
Nel DDL ci sono risorse specifiche per la formazione e l’aggiornamento dei docenti e per la loro valorizzazione. Continua l'investimento dello Stato sull'edilizia scolastica, con fondi ad hoc per gli interventi di manutenzione, ma anche per la costruzione di strutture innovative.

IL DIRITTO ALLA FELICITA’.Di fronte alle difficoltà che si incontrano oggi nel matrimonio e nella famiglia, non serve ag...
12/09/2016

IL DIRITTO ALLA FELICITA’.

Di fronte alle difficoltà che si incontrano oggi nel matrimonio e nella famiglia, non serve agire con atteggiamenti distruttivi o “separativi” quali quelli della GIANNINI e della sua BUONA SCUOLA che tenta di spaccare le famiglie attraverso la deportazione lontano dal nucleo famigliare, di uno dei due coniugi.
I momenti felici - che gli sposi celebrano grazie al loro amore, alla bellezza della paternità e della maternità, alla condivisione dei progetti e delle fatiche, dei desideri e delle preoccupazioni - servono a sostenersi nei passaggi difficili della loro storia di vita, ed invece qualcuno, che, in altro luogo politico parla di “UNIONI CIVILI”, qui spacca la famiglia tradizionale, UNICA VERA FAMIGLIA, A MIO MODESTO PARERE, con l’allontanamento da casa di uno dei due coniugi
Dunque per quanto riguarda il matrimonio e la vita familiare va preferita la regola del far risuonare sempre il “primo annuncio”, ciò che è più bello, più grande, più attraente e, allo stesso tempo, più necessario, da ascoltare sempre in modi diversi, cioè l’annuncio di amore e di tenerezza illuminato dall’infinito amore e SOPRATTUTTO DALLA UNIONE E CONVIVENZA SOTTO LO STESSO TETTO DEI DUE COMPONENTI FONDAMENTALI DELLA FAMIGLIA: L’UOMO E LA DONNA, IL MARITO E LA MOGLIE. Sotto lo stesso tetto e non l’uomo in Sicilia o in Puglia e la donna in Piemonte o in Veneto.
La famiglia va valorizzata e le si deve riconoscere il diritto ad essere felice, anche grazie a quella modalità privilegiata e indispensabile per la maturazione dell’amore coniugale che è IL DIALOGO, POSSIBILE SOLO CON LA CONVIVENZA SOTTO LO STESSO TETTO, dialogo che si rivela particolarmente proficuo quando scaturisce da una ricchezza interiore alimentata dalla copresenza in casa, dalla riflessione personale, dalla preghiera e dall’apertura alla società. L’amore, il matrimonio, la famiglia riconoscono il diritto che ciascun essere umano ha alla felicità: amare una persona e guardarla con lo sguardo PRESENTE E VICINO, -sguardo possibile solo se si vive insieme e non lontano centinaia di chilometri,- che ci dona tutto “perché possiamo goderne”, significa godere intimamente del fatto che ENTRAMBI I CONIUGI ED I LORO FIGLI possano essere felice. Moglie e marito avvertono rivolto a se stessi l’invito di Siracide: «Non privarti di un giorno felice»; ma vivere lontani centinaia di chilometri significa privarsi di ANNI di felicità. Non parliamo, poi, dei figli.
Come la vita insegna, il matrimonio è fatto di gioie e di fatiche, di tensione e di riposo, di sofferenze e di liberazioni, di soddisfazioni e di ricerche, di fastidi e di piaceri. Tuttavia, SI VIVE INSIEME NON PER ESSERE MENO FELICI, «ma per imparare ad essere felici in modo nuovo», ANCHE a partire dalle crisi inevitabilmente presenti nella vita di coppia, ma che, se superate senza curve discendenti o mediocrità sopportate, possono portare ad una relazione più intensa. TUTTO QUESTO E’ POSSIBILE, SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SE SI VIVE INSIEME, NELLA UNITA’ E SINGOLARITA’ DELLA FAMIGLIA.
Chiaro, signora GIANNINI? E’ INUTILE CHE TENTI DI SEPARARE LE DUE COMPONENTI PRINCIPALI DI UNA VERA FAMIGLIA: L’UOMO E LA DONNA, IL MARITO E LA MOGLIE! NON CI RIUSCIRAI. Ormai i giudici stanno dando ragione ai ricorrenti contro i trasferimenti coatti, per questo dico a voi colleghi: FATE RICORSO CONTRO I TRASFERIMENTI, AVETE TEMPO FINO ALL’UNDICI OTTOBRE. Non spezzate le vostre fedi, non spaccate le vostre famiglie, non lasciate i vostri figli, i vostri coniugi, i vostri genitori, i vostri amici, le vostre abitudini, i luoghi della vostra infanzia e giovinezza: CONTRO I TRASFERIMENTI DELLA GIANNINI; TERRETE UNITA LA VOSTRA FAMIGLIA E SARETE FELICI, PERCHE’ LA FELICITA’ E’ UN DIRITTO!

Ecco una poesia che svolge il tema della PARTENZA e degli addii con delicata malinconia e che spero non venga dedicata a...
11/09/2016

Ecco una poesia che svolge il tema della PARTENZA e degli addii con delicata malinconia e che spero non venga dedicata ad alcun docente, ai quali AUGURO DI RIMANERE tutti A CASA o vicino casa, alla faccia della Giannini e della sua Buona Scuola.

La partenza
di PIETRO METASTASIO

Ecco quel fiero istante;
Nice, mia Nice, addio.
Come vivrò, ben mio,
così lontan da te?
Io vivrò sempre in pene,
io non avrò più bene;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Soffri che in traccia almeno
di mia perduta pace
venga il pensier seguace
su l’orme del tuo piè.
Sempre nel tuo cammino,
sempre m’avrai vicino;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Io fra remote sponde
mesto volgendo i passi,
andrò chiedendo ai sassi,
la ninfa mia dov’è?
Dall’una all’altra aurora
te andrò chiamando ognora,
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Io rivedrò sovente
le amene piagge, o Nice,
dove vivea felice,
quando vivea con te.
A me saran tormento
cento memorie e cento;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Ecco, dirò, quel fonte,
dove avvampò di sdegno,
ma poi di pace in pegno
la bella man mi diè.
Qui si vivea di speme;
là si languiva insieme;
e tu, chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Quanti vedrai giungendo
al nuovo tuo soggiorno,
quanti venirti intorno
a offrirti amore e fé!
Oh Dio! chi sa fra tanti
teneri omaggi e pianti,
oh Dio! chi sa se mai
ti sovverrai di me!
Pensa qual dolce strale,
cara, mi lasci in seno:
pensa che amò Fileno
senza sperar mercé:
pensa, mia vita, a questo
barbaro addio funesto;
pensa... Ah chi sa se mai
ti sovverrai di me!

E questa, la sua parafrasi:
Ecco il momento terribile della partenza e quindi l’invocazione: Nice, mia Nice, addio! Come farò, mio bene, a vivere così lontano da te? Vivrò sempre soffrendo, non avrò più gioia; e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Consenti almeno che, sulle tracce della mia pace perduta, il mio pensiero, che ti segue, venga dietro le orme del tuo piede. Sempre, sulla tua strada, mi avrai vicino sempre; e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Io, camminando triste per terre lontane, chiederò alle rocce dove sarà la mia (amata) ninfa? Da un’aurora all’altra (giorno e notte) ti invocherò sempre, e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Io rivedrò spesso i bei luoghi, o Nice, dove vivevo felice quando vivevo con te. Per me saranno un tormento un’infinità di ricordi; e tu, chissà se qualche volta ti ricorderai di me! Ecco, dirò, quella fontana dove si fece rossa di collera, ma poi mi porse la bella mano in segno di pace. Qui vivevamo di speranza, là eravamo infelici insieme; e tu, chissà se talvolta ti ricorderai di me! Quanti, giunta alla nuova dimora, vedrai venirti intorno a offrirti amore e fedeltà! Oh Dio, chissà se, fra tanti delicati omaggi e sospiri, talvolta ti ricorderai di me! Pensa, o cara, che dolce freccia mi hai lasciato nel cuore: pensa che (il tuo) Fileno ti ama senza speranza: pensa, vita mia, a questo crudele e luttuoso addio; pensa... Ah, chissà se talvolta ti ricorderai di me!

…..ma, sempre alla faccia della Giannini ed in barba alla sua stramaledetta ed inumana Buona Scuola, molti docenti cominciano ad ottenere sentenze di sospensione dei trasferimenti.

Indirizzo

Altamura
70022

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