Dott.ssa Alexia Martinelli - Pedagogista

Dott.ssa Alexia Martinelli - Pedagogista

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🤱 gravidanza e neonato
🌈 disabilità e dintorni
❣️ crescita personale
🧒👧Educazione emotiva

24/05/2026

22/05/2026

20/05/2026

Di cosa si occupa un pedagogista? Scopriamolo attraverso gli spazi del centro Pedagogico

05/05/2026

🎶 La musica è molto più di un suono

È relazione.
È comunicazione.
È un modo per incontrarsi… anche quando le parole non bastano.
Nel lavoro con bambini con autismo e ADHD, la musicoterapia può diventare un ponte:

🌿 aiuta a esprimersi
🌿 sostiene l’attenzione
🌿 regola le emozioni
🌿 favorisce la relazione

👉 Non si tratta di “imparare la musica”
ma di usarla per sentirsi, comunicare e stare meglio nel proprio corpo

Nel mio lavoro integro la musicoterapia collaborando con musicoterapeuti qualificati,
per costruire percorsi su misura che rispettino i tempi e i bisogni di ogni bambino.

💛 È un lavoro di squadra, dove: corpo, suono e relazione si incontrano

04/05/2026

🌿 Dal riflesso al gesto consapevole

Il bambino nasce con movimenti automatici.
Sono i riflessi primitivi: risposte immediate, non pensate.
Con la crescita, questi riflessi dovrebbero lasciare spazio a qualcosa di nuovo:
✨ il gesto consapevole
👉 Ma questo passaggio non è automatico.
Ha bisogno di esperienza, corpo, relazione.
Quando un riflesso resta attivo, il bambino può: 🌪️ muoversi tanto senza sentirsi
🌪️ fare fatica a fermarsi
🌪️ reagire invece che scegliere
Non è disattenzione.
È un sistema che non si è ancora organizzato.
💛 Attraverso il movimento, il gioco e la presenza dell’adulto, il bambino può imparare a: 🌿 sentire il proprio corpo
🌿 riconoscere ciò che accade dentro
🌿 trasformare una reazione in una scelta
👉 È qui che nasce il gesto consapevole.
Non chiediamo al bambino di controllarsi.
Lo accompagniamo a sentirsi.

🌻 Dal riflesso al gesto… c’è un percorso.

E ogni piccolo passo è già integrazione.

Centro Pedagogico Il Girasole

01/05/2026

📚 10 cose che aiutano davvero un bambino autistico a scuola

Si è pensato.per troppo tempo che un bambino “non ascolti”, “non stia attento” o “non si impegni abbastanza” e nel caso dell' autismo che bastava modificare il comportamento.

Ma spesso non è così.

👉 Molti bambini hanno bisogno di più struttura, più chiarezza e più tempo per riuscire a funzionare bene nel contesto scolastico.

Questo decalogo (ispirato al lavoro di Brigitte Harrisson) nasce proprio da qui:

💡 rendere visibile ciò che per loro è difficile organizzare da soli
🌿 Piccoli cambiamenti fanno una grande differenza:
dire una cosa alla volta
usare supporti visivi
anticipare i cambiamenti
ridurre il carico sensoriale
dare tempo per rispondere
👉 Non è “semplificare troppo”.
È creare le condizioni perché il bambino possa accedere davvero alle sue risorse.
💛 Quando un bambino si sente: ✔ compreso
✔ sostenuto
✔ organizzato
può finalmente: ✨ apprendere
✨ partecipare
✨ sentirsi capace
🌻 Non è il bambino che deve adattarsi sempre al contesto.

Anche il contesto può diventare più accessibile.
Se sei un genitore o un insegnante e vuoi capire meglio come aiutare il tuo bambino, scrivimi.

Centro Pedagogico Il Girasole

30/04/2026
28/04/2026

Il corpo del bambino parla… anche quando non usa le parole

I riflessi primitivi sono movimenti automatici con cui nasciamo.
Con la crescita dovrebbero integrarsi, lasciando spazio a movimenti più consapevoli.

Quando questo non accade, il bambino può mostrare: 🌿 difficoltà di attenzione
🌿 goffaggine o scarsa coordinazione
🌿 fatica a stare seduto o a regolarsi
👉 Non è “disattenzione” o “capriccio”.

Spesso è il corpo che chiede integrazione.
Attraverso il movimento, il gioco e semplici attività quotidiane, possiamo aiutare il bambino a: 💛 sentirsi più stabile nel corpo
💛 organizzarsi meglio
💛 trovare calma e presenza

Non serve fare tanto.
Bastano 5-10 minuti al giorno, con costanza e ascolto.

🌻 Ogni bambino ha i suoi tempi. Il nostro compito è accompagnarli, non forzarli.

Se vuoi approfondire o hai dubbi, scrivimi. Centro Pedagogico Il Girasole





Unpredictable caregiving rewires the brain’s threat response 02/01/2026

I bambini vedono la madre (o il caregiver principale) come la loro base sicura.
Durante la giornata fanno uno sforzo enorme per contenersi: a scuola, con gli altri adulti, in contesti dove devono “tenere insieme tutto”.

Quando tornano dalla mamma, il loro cervello riceve un messaggio chiaro:
“Qui sono al sicuro. Posso mollare.”

Quello che accade non è un capriccio, è rilascio di tensione.

La spiegazione scientifica (in modo comprensibile)

🔹 Sicurezza e fiducia

Il sistema nervoso del bambino sa che la mamma non è una minaccia.
Sa che può reggere quelle emozioni forti senza giudicare o punire.

🔹 Co-regolazione

Il bambino non sa ancora calmarsi da solo.
Impara a farlo attraverso il corpo e la presenza della mamma:
• respiro
• tono della voce
• battito cardiaco
• calma emotiva

Prima si calma con lei, poi imparerà a farlo da solo.

🔹 Sistema nervoso a specchio

Il sistema nervoso del bambino si sintonizza su quello della madre.
• Una mamma calma = segnale di sicurezza
• Una mamma molto ansiosa = il cervello del bambino può registrare l’ansia come “normalità”

Non è colpa. È biologia.

🔹 “Effetto campo sicuro”

Appena vede la mamma, il cervello del bambino capisce che può lasciar uscire tutto quello che ha trattenuto.

Come si manifesta nella vita quotidiana:
• A scuola “angelo”, a casa esplosioni emotive
• Pianti improvvisi
• Rabbia, opposizione, crisi apparentemente senza motivo

➡️ Non è cattiva educazione
➡️ Non è mancanza di rispetto
➡️ È fiducia profonda

Il bambino “cade a pezzi” solo dove si sente davvero al sicuro.

Come rispondere (la parte più importante)

-Regola prima te stessa-

Il tuo respiro e la tua calma sono la sua medicina.
Anche solo rallentare e respirare manda un segnale di sicurezza.

-Valida, non correggere-

Frasi come:
• “Hai tenuto dentro tante cose oggi”
• “Ora sei al sicuro”
• “Va bene lasciarle uscire”

-Presenza, non spiegazioni-

In quel momento il cervello razionale è spento.
Servono:
• voce calma
• contatto (se accettato)
• vicinanza

-Non prediche, non logica-

⚠️ Un punto cruciale

Gli studi mostrano che quando questa base sicura manca (attaccamento imprevedibile, non contenitivo), il cervello del bambino può:
• diventare iper-reattivo
• restare in modalità “pericolo”
• sviluppare difficoltà emotive e di regolazione nel tempo

Quindi avere uno spazio dove potersi “rompere” è una protezione, non un problema.

In una frase:
Se tuo figlio si sfoga con te, non è perché sei il problema.
È perché sei la sua casa emotiva.

Unpredictable caregiving rewires the brain’s threat response Research shows unpredictable caregiving alters brain responses to threats, highlighting the need for stable environments in childhood for healthy development.

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