28/05/2026
Dottoressa Deianira Pedoto - Pediatra
Dirigente medico pediatra presso Asl di Avellino Si riceve solo su appuntamento
28/05/2026
12/05/2026
Togliamo il pannolino!
Quando iniziare?
Quando il bambino ha acquisito il controllo degli sfinteri. Non c'è un calendario uguale per tutti ma in genere succede a due anni.
Come facciamo?
Alla loro età parlano le emozioni! Il volto di mamma e papà che cambia quando succede qualcosa. Le spiegazioni funzionano poco.
E allora per giocare, e capire come funzionano i bambini, proviamo a metterci dalla loro parte e immaginiamo i loro discorsi:
“Oggi è successa una cosa strana…”
“Mi hanno vestito in modo diverso. Stavo proprio bene! Più fresco, camminavo meglio, mi sentivo più leggero…”
“Che bello! E allora?”
“E allora ero contento e andava tutto bene. Poi improvvisamente ho sentito una “cosa strana” sotto… Non ci avevo fatto poi tanto caso ma improvvisamente la mamma si è agitata!”
“Si è agitata?”
“Si, ha detto un sacco di cose e mi ha portato in una stanza dove c’era un coso bianco con un buco grande. Si premeva un bottone, faceva un sacco di rumore e si mangiava tutto!"
"Che paura! Sembrava che mi volesse buttare lì dentro!”
“Ma che dici?”
“Si, è successo proprio così! Ma non una volta! Tutta la giornata ha fatto così”
“Eri stato cattivo?”
“Forse si, ma non ho capito bene che avevo fatto…”
“Ti capisco!!” E’ successo pure a me! E anche peggio!
“Improvvisamente mamma e papà hanno fatto le facce brutte brutte e mi hanno fatto vedere che a terra c’era una cosa… sembrava acqua ma si sono arrabbiati e hanno detto che ero stato io!”
“Si che eri stato tu!”
“Pensa che io addirittura a terra ci avevo fatto andare una cosa schifosa puzzolente. L’avevo proprio cacciata io!”
“Una cosa orribile!”
“Ho paura che succeda ancora e allora io stringo il culetto e non la faccio più!”
“Ok, mi scappa, ma sto imparando a stringere forte forte…”
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Questi sono i bambini.
A noi sembra logico trattenere una c***a o una p**ì per andare poi in un gabinetto a farla in modo riservato e vorremmo “spiegarlo” usando tante parole piene di concetti astratti che per loro sono incomprensibili!
Se riflettiamo… non è affatto logico!
“Ho lo stimolo… la faccio! Perché dovrei trattenerla, andare in questo posto, spogliarmi sedermi (spesso in modo anche scomodo) e farla?”
“Perché sei diventato grande!”
E che significa “grande” se sono qui e ora esattamente come mi sento e “ieri oggi o domani” sono solo parole?
Alla loro età parlano i volti, i toni di voce, il gioco, il piacere, l’allegria… non le parole.
E allora un “l’hai fatta a terra… non fa niente, non ti preoccupare…” con un volto che comunque esprime un disappunto può dare un messaggio di allarme che contraddice le parole!
Un volto brutto, addirittura accompagnato a una sgridata poi può spaventare e provocare nel bambino il tentativo di non farla più e nascondersi.
Non raramente in questo modo si innesca un circolo vizioso:
“La trattengo-diventa dura-fa male-la trattengo ancora di più-diventa ancora più dura…” Che guaio questa c***a!! Diventa una cosa da dottori.
L’epilogo è l’encopresi: la c***a scappa nella mutandina e mortifica innescando problemi ancora più grandi.
Un “tu puzzi!” detto da un compagno dell’asilo sarebbe il disastro.
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E allora?
E allora togliamo questi pannolini, ma iniziamo a... giocare!!
Appena però la p**ì sta uscendo… “Evviva!!!! Corriamo corriamo!” parte una gara per arrivare ad un vasino dove festeggiare un evento bellissimo condito di baci allegria e premi.
“Ma la p**ì non ci è andata dentro!”
Ok, non fa niente. Non ci interessa! Non gliela facciamo nemmeno vedere. L’importante è che una sensazione si associ ad un fatto bello e piacevole su un vasino.
Se siamo stati bravi e rapidi e invece nel vasino ce ne è un pochino… Bravissimo!!! Certo che gliela facciamo vedere e festeggiamo. E' un grande successo!
E' importante associare piacere festa e gioco ad una sensazione.
Quindi dovremmo stare attenti e seguire il nostro piccino per evitare che "la cosa" sia successa da tempo e lui sia rimasto tutto bagnato o sporco senza capirne il perchè.
Dobbiamo seguirlo, ma senza tempestarlo di “devi fare p**ì??” che diventerebbe ansia.
Magari usiamo il vasino come posto bello per stare seduti a giocare insieme.
Funziona il gioco, il sorriso, la festa, il senso di approvazione di mamma e papà, il piacere di sentirsi bravi.
Incontrai un bambino che proprio non la voleva fare. Era ormai grande, ma senza pannolino proprio si bloccava.
Come risolvemmo?
Facendo la gara con papà a chi la faceva più lontano!!! Fu una “terapia” efficacissima che risolse il problema.
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E per la c***a?
La c***a non scappa. Quando il bambino deve farla ce ne accorgiamo e sappiamo che c’è il riflesso gastrocolico dopo mangiato.
E allora creiamo dei momenti belli piacevoli e propizi.
Niente “spingi” “dài” “ci sono io” ecc…
Creiamo un momento bello di coccole con mamma. Ci sediamo comodi e raccontiamo una bella favola abbracciati.
Se durante la favola succede qualcosa lì sotto… la favola si interrompe e si festeggia un grandissimo evento!
Se non succede niente… Amen! La favola è stata bella e riproveremo.
Nei più grandetti tendenzialmente stitici funziona anche un sistema di premi:
Ogni c***a si vince una figurina da attaccare su un album. Dopo 5 o 10 figurine si vince un premio contrattato prima!
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Domani 13 maggio alle ore 13,45 su TG2 nel programma Medicina 33 si parlerà di questo con una mia intervista.
La giornalista mi ha fatto domande precise e pratiche. Per chi vuole forse potrà uscirne qualche spunto.
07/04/2026
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