Studente Ist. Prof. Servizi per l'agricoltura e Sviluppo Rurale-Aidone

Studente Ist. Prof. Servizi per l'agricoltura e Sviluppo Rurale-Aidone

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Qui saranno inserite le attività dell'istituto Agrario viste dagli occhi di uno studente
PAGINA NON UFFICIALE

Photos from Studente Ist. Prof. Servizi per l'agricoltura e Sviluppo Rurale-Aidone's post 26/11/2025

Oggi la nostra scuola ha aderito alla manifestazione "Un albero per ogni nato", organizzata dalla Pro loco di Aidone e promossa per celebrare la nascita dei bambini del 2024 e per sensibilizzare al valore dell'ambiente.
Sono stati messi a dimora 18 alberi, uno per ogni bambino, di specie autoctone, nell'area comunale di via Pier Santi Mattarella; ogni albero è stato dotato di un cartellino identificativo con il nome del bambino a cui è dedicato.
Alcuni alunni hanno recitato delle poesie, in italiano e inglese, che hanno avuto un buon gradimento da parte dei genitori, dei docenti e delle autorità presenti.
L'iniziativa ha raggiunto gli obiettivi prefissati, creando un legame concreto con il territorio.
Gli alberi piantati cresceranno come simbolo della nuova generazione, mentre le poesie resteranno un ricordo condiviso della partecipazione attiva della scuola al progetto "Un albero per ogni nato".
(Patina Ist. Prof. Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale - Aidone)

«Chiamavano mio figlio "fr**io": lui rideva ma poi l'ha fatta finita. Ci sono parole che rovinano la vita». Sì, il bullismo omotransfobico uccide 10/11/2025

https://lespresso.it/c/attualita/2024/5/17/chiamavano-mio-figlio-fr**io-lui-rideva-ma-poi-lha-fatta-finita-ci-sono-parole-che-rovinano-la-vita-si-il-bullismo-omotransfobico-uccide/50995

In un’epoca dove si crede di essere più aperti e inclusivi verso le differenze, leggere notizie come questa è semplicemente inaccettabile. Viviamo in un tempo in cui la tecnologia avanza a passi da gigante, dove possiamo comunicare in un istante con chiunque, eppure, come esseri umani, sembriamo spesso fermi. Pronti a giudicare, a ridere, a voltare lo sguardo, ma non ancora pronti ad accogliere davvero.

Ogni giorno si parla di progresso, di rispetto, di libertà, ma poi basta una parola cattiva, un insulto, una risata di troppo per distruggere la serenità di una persona. Il bullismo, e in particolare il bullismo omotransfobico, non è un gioco. Non è una “ragazzata”. È una ferita profonda che può cambiare, segnare e – a volte spegnere una vita.

Dietro un sorriso forzato può nascondersi un dolore immenso, dietro un “non è nulla” può esserci la paura di non essere accettati, di non sentirsi abbastanza. E questo non può più essere ignorato. Come scuola, come comunità, come persone, dobbiamo fermarci a riflettere: cosa stiamo insegnando se non impariamo noi per primi ad accogliere e proteggere?

L’inclusione non è solo una parola scritta nei progetti o nei regolamenti: è un impegno quotidiano. È scegliere di non restare in silenzio quando assistiamo a un’ingiustizia. È avere il coraggio di dire “basta” davanti a chi ferisce con leggerezza. È imparare che le differenze non dividono, ma arricchiscono.

Ci sono parole che possono rovinare la vita, ma ce ne sono altre che possono salvarla: “ti capisco”, “sono con te”, “non sei solo”. Usiamole di più.
Costruiamo insieme una scuola che sia davvero uno spazio sicuro, dove ogni studente possa sentirsi libero di essere se stesso senza paura. Perché la scuola deve essere il luogo in cui si cresce, non quello in cui si soffre.

Contro ogni forma di bullismo. Per una scuola inclusiva, consapevole, umana. Sempre.

«Chiamavano mio figlio "fr**io": lui rideva ma poi l'ha fatta finita. Ci sono parole che rovinano la vita». Sì, il bullismo omotransfobico uccide Nel nostro Paese aumentano i suicidi e le discriminazioni che colpiscono anche chi non si conforma alle norme di genere. A L'Espresso parla Teresa Manes, mamma

10/10/2025

Alunni e insufficienze. Riflessione della serata.

Quando noi, alunni, prendiamo l'insufficienza in una materia a scuola, si scatena dentro di noi, inevitabilmente, un meccanismo di frustrazione, prendendosela dentro di noi, con i docenti, con il metodo che magari hanno di spiegare, con noi stessi per aver fallito.
Ma non pensiamo che possiamo essere stati noi, magari, studiando poco a causare quell'insufficienza.

Perché diciamolo: a nessuno piace sentirsi dire “non sei andato bene”. È una frase che pesa, che scava, che mette in discussione il nostro valore. Ma a volte dimentichiamo che il voto non è una sentenza sulla persona, è solo un segnale. Un campanello d’allarme che ci dice: “Ehi, qui forse c’è qualcosa da rivedere, qualcosa da migliorare.”

Viviamo in un’epoca dove tutto deve essere immediato: risultati subito, soddisfazioni subito, tutto e subito. E invece lo studio, la crescita, la conoscenza — sono percorsi lenti, fatti di tentativi, di errori, di piccoli passi. Nessuno nasce “bravo”, tutti ci si diventa, e il punto non è non sbagliare mai, ma capire cosa imparare da ogni errore.

L’insufficienza fa male, è vero. Ti toglie sicurezza, ti fa dubitare, ti fa arrabbiare. Ma può anche essere una grande maestra. Ti insegna l’umiltà, ti insegna la perseveranza, ti mette davanti allo specchio e ti chiede: “Vuoi davvero migliorare o vuoi solo sentirti dire che sei bravo?”.
E lì si gioca tutto.

Ci sono docenti severi, altri più comprensivi, altri che sembrano “non vedere” il nostro impegno. Ma dietro ogni voto c’è sempre un messaggio, e dietro ogni studente c’è una storia. Forse non tutti i metodi didattici sono perfetti, certo, ma nemmeno noi alunni siamo sempre nel pieno della nostra concentrazione o motivazione. A volte studiamo con distrazione, con la testa altrove, giusto per “fare il compito”. E poi ci stupiamo se il risultato non è quello sperato.

Eppure, ogni insufficienza può diventare una svolta, se la si affronta nel modo giusto.
Perché non è mai il voto a definirci, ma come reagiamo a quel voto.
Puoi scegliere di chiuderti, di dire “non sono capace”, oppure puoi scegliere di dire: “Ok, questa volta non è andata, ma la prossima sì. Ci riprovo, capisco dove ho sbagliato e torno più forte.”

E allora forse, un giorno, guarderemo indietro e capiremo che quelle insufficienze che tanto ci hanno fatto male, sono state proprio quelle che ci hanno insegnato di più.
Perché ci hanno costretto a credere in noi stessi, a metterci in discussione, a capire che la vita — come la scuola — non premia chi non sbaglia mai, ma chi dopo ogni caduta trova la forza di rialzarsi.

E magari, la prossima volta che prenderemo un voto basso, invece di arrabbiarci, ci fermeremo un attimo, respireremo, e ci chiederemo:
“Cosa posso fare di diverso per migliorare?”
Perché solo da lì inizia davvero la crescita

26/09/2025

Oggi gli alunni della classe quinta dell'Istituto volgono i più sinceri auguri alla Prof.ssa Valentina Marino, in occasione del suo compleanno.
I docenti come più volte ribadito su questa pagina, rivestono un ruolo cardine con dedizione e passione accompagnando gli studenti in un percorso di crescita!

Photos from Ist. Prof. Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale - Aidone's post 15/07/2025
11/06/2025

L'istituto Agrario è presente! Contribuisce attivamente alle iniziative poste in essere sul territorio!

Photos from Studente Ist. Prof. Servizi per l'agricoltura e Sviluppo Rurale-Aidone's post 30/05/2025

Oggi ci siamo recati a Prizzi nell’ambito del progetto "Coltiviamo Innovazione", presso l’azienda "MAM – L’assistenza che fa la differenza". È stata un’esperienza molto interessante e utile per noi studenti di Agraria perché abbiamo potuto vedere da vicino diverse macchine agricole moderne e assistere a dimostrazioni pratiche.

L’attività si è svolta completamente all’esterno, in un ambiente agricolo reale. Appena arrivati, siamo stati accolti dallo staff dell’azienda, che ci ha accompagnati durante tutta la visita. Abbiamo osservato le macchine in funzione e ascoltato spiegazioni sul loro utilizzo e sulla loro importanza nel lavoro quotidiano in agricoltura.

L’incontro è stato utile anche perché ci ha permesso di rafforzare ciò che già affrontiamo nelle attività pratiche che si svolgono nel nostro Istituto: esperienze come questa ci aiutano a consolidare le competenze e ad applicare nella realtà ciò che impariamo in classe.

Questa uscita ci ha permesso di collegare teoria e pratica in modo concreto e coinvolgente. Ringraziamo l’azienda MAM per l’accoglienza e la disponibilità, e i nostri insegnanti per aver organizzato questa esperienza formativa. Giornate come questa sono molto utili per prepararci al meglio al mondo del lavoro agricolo.

A metà giornata ci è anche stato offerto il pranzo.

Photos from Studente Ist. Prof. Servizi per l'agricoltura e Sviluppo Rurale-Aidone's post 29/05/2025

Stamattina ci siamo recati presso UKE Università Kore Enna - pagina ufficiale , per l'incontro conclusivo del progetto di "Gestione delle Acque".
Progetto che ci è servito molto e che riteniamo estremamente utile per il nostro corso di studi. Abbiamo avuto modo di visionare le strumentazioni con cui docenti e collaboratori esterni lavorano quotidianamente.
Abbiamo approfondito alcuni corsi di laurea, abbiamo visitato alcuni laboratori del centro di ricerca L.E.D.A. tra cui il laboratorio di Ingegneria Sanitaria Ambientale e il laboratorio di Ingegneria Civile Ambientale.
Questi progetti ci aiutano ad arricchire sempre più le nostre competenze!
Un grazie ai docenti dell'Università per averci ospitati e per averci fatto capire in maniera semplice gli argomenti!

Photos from Ist. Prof. Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale - Aidone's post 25/05/2025

La collaborazione con esperti ed enti locali è un'attività che il nostro Istituto porta avanti da tempo. La cicerchia è un legume tipico della nostra città e la nostra scuola è da tempo impegnata a valorizzarla!

29/04/2025

Didattica e IA. Riflessioni del Martedì sera.

L'IA (Intelligenza Artificiale) è uno strumento che ormai sta rivoluzionando tutti i settori, compreso quello in questione.
Secondo un'indagine di "INDIRE", il 52,4% dei docenti utilizza l'IA come strumento di supporto alla didattica, mentre il 10% dichiara di utilizzarla come strumento compensativo per gli alunni aventi difficoltà di varia natura. Addirittura il 21,5% la utilizza per redigere verbali di assemblee o riunioni.
Io, invece, non sono d'accordo che i docenti utilizzino questi strumenti di vera e propria robotica, poiché solo un docente può conoscere le metodologie di apprendimento che ogni alunno della classe possiede.
Per chi utilizza degli strumenti di tipo compensativo, soprattutto, e quindi ha delle difficoltà, l'IA non dovrebbe essere minimamente utilizzata, perché le risposte che genera, le mappe che fornisce, possono risultare inadatte allo stile di apprendimento e alle necessità di quell'alunno. E ciò causerebbe inevitabilmente un calo del rendimento scolastico.
Gli studenti utilizzano piuttosto frequentemente questi strumenti, per però poi non imparare nulla di effettivo.
Piuttosto, io da studente preferisco non fare, o fare male un compito assegnatomi, piuttosto che utilizzare questi strumenti. In modo da far rendere conto il docente di non aver assimilato quel determinato argomento, chiedendo delle spiegazioni più semplici o, se necessario, individualizzate.

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