28/08/2026
SALUTO ALLA COMUNITÀ SCOLASTICA
Istituto Comprensivo “S. Quasimodo” – Agrigento
Care ragazze e cari ragazzi,
care famiglie,
cari docenti e personale ATA,
carissimo Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi,
carissime collaboratrici,
oggi è, per me, un giorno particolare.
È l’ultimo giorno di lavoro all’Istituto Comprensivo “S. Quasimodo” e, per l’ultima volta, varcherò quella porta che per tre anni ho attraversato ogni mattina e che, nel tempo, è diventata molto più della porta del mio luogo di lavoro: è diventata la porta della mia casa professionale, e in qualche modo anche umana.
Tre anni possono sembrare pochi, ma sono sufficienti per costruire relazioni, condividere fatiche e soddisfazioni, affrontare problemi, raggiungere obiettivi e, soprattutto, lasciare un pezzo di sé nella vita di una comunità.
Io da questa scuola porto via moltissimo.
Porto con me il ricordo di tre anni bellissimi, sereni e intensi, nei quali abbiamo lavorato con serietà, con senso di responsabilità e, soprattutto, con armonia.
E credo che uno dei risultati di cui possiamo essere maggiormente orgogliosi sia quello di aver visto crescere questa scuola anche sotto il profilo numerico, in un territorio che, come sappiamo, è invece interessato da un progressivo calo demografico.
Ma i numeri, da soli, raccontano solo una parte della storia.
La vera crescita di una scuola si misura nella qualità delle relazioni, nella capacità di accogliere, nella fiducia che riesce a conquistare, nella voglia delle persone di farne parte.
E credo che, in questi tre anni, il nostro Istituto abbia saputo crescere anche e soprattutto in questo senso.
Desidero allora rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le componenti che hanno contribuito a rendere possibile questo percorso.
Un ringraziamento particolare va all’Ufficio Scolastico Provinciale di Agrigento, diretto dal Dott. Alberto Petix, con il quale abbiamo lavorato in piena unità di intenti, nella consapevolezza che amministrare la scuola significa, prima di tutto, garantire ai nostri ragazzi un servizio pubblico di qualità.
In questi anni (e quindi anche con i suoi predecessori) ho trovato ascolto, collaborazione e attenzione alle esigenze delle istituzioni scolastiche e di questo sono profondamente grato.
Un grazie sentito va a tutto il personale della scuola, ai docenti e al personale ATA ai membri del Consiglio d’Istituto.
Ognuno, con il proprio ruolo, la propria professionalità e il proprio impegno quotidiano, ha contribuito a costruire ciò che oggi lasciamo.
E permettetemi di rivolgere un ringraziamento del tutto particolare alle mie collaboratrici, Daniela Attanasio e Linda Cottone, e al nostro DSGA, Giovanni Pennacchio (e con lui a tutta la Segreteria).
Lavorare con loro è stato per me stimolante, impegnativo nel senso più positivo del termine e profondamente arricchente.
Abbiamo condiviso responsabilità, problemi, decisioni, momenti difficili e momenti di soddisfazione. Ma soprattutto abbiamo condiviso l’idea che la scuola si costruisce insieme, giorno dopo giorno.
E questo mi porta a dire qualcosa anche sul mio modo di intendere il ruolo di Dirigente scolastico.
Non sono mai stato, e non ho mai voluto essere, un uomo solo al comando.
Ho sempre creduto in una leadership condivisa e diffusa, nella convinzione che una scuola possa funzionare davvero soltanto quando ciascuno sente di avere una parte importante da svolgere e quando le competenze, le idee e le energie di tutti vengono messe a disposizione della comunità.
Se in questi tre anni abbiamo raggiunto dei risultati, non sono risultati miei.
Sono risultati nostri.
E se ho potuto svolgere il mio ruolo con serenità, è anche perché non mi sono mai sentito solo.
Mi sono sentito sostenuto, ascoltato, accompagnato.
E, lasciatemelo dire con un pizzico di emozione, mi sono sentito voluto bene.
Ed è forse questo il riconoscimento più bello che un dirigente possa ricevere al termine di un’esperienza professionale.
Un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo anche a tutte le realtà del territorio che in questi anni hanno camminato insieme alla nostra scuola.
Una scuola, soprattutto quando opera in un contesto complesso come il nostro, non può pensare di essere autosufficiente.
Ha bisogno di aprirsi al territorio, di costruire alleanze, di dialogare con le istituzioni, con le associazioni, con le realtà sociali e con tutte quelle persone che, a vario titolo, si impegnano per il bene della comunità.
In questo senso, voglio rivolgere un pensiero davvero affettuoso a Don Matteo e Don Alessio, giovani sacerdoti che hanno scelto di vivere e operare nel difficile quartiere di Villaseta con entusiasmo, sensibilità e grande attenzione ai ragazzi e alle famiglie.
Con Don Matteo, in particolare, abbiamo condiviso tante iniziative e tanti momenti di collaborazione.
Abbiamo avuto modo di sperimentare concretamente quanto possa essere importante, per una scuola, poter contare sulla presenza di persone che credono nell’educazione, che conoscono il territorio e che sono disposte a mettersi in gioco per il bene dei nostri ragazzi.
A lui va il mio personale ringraziamento, con l’augurio di continuare a essere, per questo territorio, un punto di riferimento e una presenza capace di seminare fiducia, speranza e comunità.
Un grazie sincero va poi a tutte le associazioni del territorio e alle diverse istituzioni con le quali abbiamo avuto modo di collaborare in questi anni.
Permettetemi una menzione particolare per la Stazione dei Carabinieri di Villaseta, guidata dal Comandante Salvatore Tarantino.
La loro presenza, la disponibilità al dialogo e la collaborazione con la scuola hanno rappresentato un elemento importante, non soltanto sotto il profilo della sicurezza, ma soprattutto sotto quello educativo e della costruzione di una cultura della legalità.
Credo che proprio questa sia una delle responsabilità più importanti di una scuola che opera in un territorio complesso:
non chiudersi dentro i propri confini, ma costruire ponti.
E in questi tre anni abbiamo cercato di farlo insieme a tutti coloro che hanno condiviso con noi questa idea di scuola.
A tutti voi va il mio grazie.
Un pensiero particolare va naturalmente ai nostri alunni.
A voi, ragazze e ragazzi, voglio dire di continuare a studiare, a porvi domande, a coltivare la curiosità e a non smettere mai di credere nelle vostre possibilità.
La scuola non serve soltanto a trasmettere conoscenze: serve a darvi gli strumenti per diventare persone libere, consapevoli e capaci di costruire il vostro futuro.
Vi auguro di proseguire il vostro percorso con entusiasmo, con impegno e con la capacità di affrontare anche le difficoltà che inevitabilmente incontrerete.
E rivolgo un sincero saluto anche alle famiglie, che rappresentano una componente fondamentale della comunità educante.
Grazie per la fiducia che avete riposto nella nostra scuola e per la collaborazione che, in questi anni, avete saputo offrire.
Vi auguro di continuare ad accompagnare i vostri figli nel loro percorso scolastico, sostenendoli ma lasciando loro anche lo spazio necessario per crescere, scegliere e diventare autonomi.
E permettetemi di rivolgere un pensiero ancora una volta a tutto il corpo docente.
A voi va la mia gratitudine più profonda.
Insegnare è uno dei mestieri più belli e più difficili che esistano. Significa prendersi cura del futuro attraverso le persone che ci vengono affidate.
In questi tre anni ho avuto la fortuna di incontrare tanti professionisti seri, competenti e appassionati.
Non sempre abbiamo avuto le stesse opinioni — e sarebbe stato strano il contrario — ma abbiamo sempre avuto un obiettivo comune:
il bene della scuola e dei nostri ragazzi.
Ed è proprio questa la cosa che porterò con me.
Ora, però, è tempo di andare.
Il trasferimento all’Istituto Comprensivo “Guareschi” di San Secondo Parmense apre per me un nuovo capitolo professionale, una nuova esperienza, nuove persone e nuove sfide.
Parto con l’entusiasmo necessario per affrontare ciò che mi aspetta, ma anche con una certa commozione, perché lasciare una scuola dopo tre anni significa lasciare persone con le quali si è condivisa una parte importante della propria vita.
Non so cosa ci riserverà il futuro, ma sono certo di una cosa:
questa scuola rimarrà dentro di me.
Conserverò i volti, le voci, le riunioni, le discussioni, i sorrisi, le preoccupazioni, i momenti difficili e quelli in cui abbiamo avuto la soddisfazione di dire: “Ce l’abbiamo fatta”.
E, soprattutto, conserverò la consapevolezza di aver avuto il privilegio di dirigere una comunità scolastica nella quale ho trovato professionalità, umanità e senso di appartenenza.
Infine, permettetemi di rivolgere un sincero e affettuoso in bocca al lupo alla nuova Dirigente scolastica, la Dott.ssa Gabriella Morreale.
Sono certo che saprà accompagnare questa scuola con competenza, sensibilità e passione e che saprà valorizzare quanto è stato costruito, imprimendo naturalmente il proprio stile e portando nuove energie e nuove prospettive.
A lei affido idealmente quella che, per tre anni, è stata la mia casa professionale.
E a tutti voi lascio il mio più sincero grazie.
Grazie per quello che mi avete insegnato.
Grazie per la fiducia.
Grazie per la collaborazione.
Grazie per l’affetto che mi avete dimostrato e, soprattutto, per aver condiviso con me questi tre anni.
Quando oggi, per l’ultima volta, varcherò quella porta, non penserò soltanto che sto lasciando una scuola.
Penserò che sto lasciando una comunità della quale, per tre anni, ho avuto l’onore e la responsabilità di essere il Dirigente.
E lo farò con un sentimento che credo riassuma tutto ciò che provo in questo momento:
gratitudine.
Una gratitudine sincera per le persone incontrate, per il lavoro fatto insieme, per ciò che abbiamo costruito e anche per ciò che, forse, avremmo voluto fare e non siamo riusciti a fare.
Perché una scuola non è mai un’opera compiuta, è spesso un cantiere sempre aperto, nel quale ogni persona lascia qualcosa e qualcun altro raccoglie, continua e costruisce ancora.
Io oggi lascio l’I.C. “S. Quasimodo” con la serenità di chi sa di aver dato tutto quello che poteva dare e con la certezza che qui resterà una parte importante della mia storia professionale e umana.
A voi, che continuate questo cammino, auguro di custodire ciò che di buono abbiamo costruito e, soprattutto, di avere sempre il coraggio di guardare avanti.
Continuate a credere nella scuola.
Continuate a credere nei nostri ragazzi.
Continuate a credere nel valore dell’educazione, della collaborazione e delle relazioni umane.
E continuate a credere che, anche nei territori più difficili, la scuola può fare la differenza.
È stato un onore essere il vostro Dirigente, è stato un privilegio lavorare con voi, conoscervi e condividere questi tre anni.
Grazie di cuore a tutti.
Buon cammino, Istituto Comprensivo “S. Quasimodo”.
Il Dirigente Scolastico
Antonio Lalomia