Dott.ssa Martina Verdese - TNPEE - Riabilitazione neuropsicomotoria

Dott.ssa Martina Verdese  - TNPEE - Riabilitazione neuropsicomotoria Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva;
Terapista I.T.A.R.D.

(disprassia,disgrafia,dislessia);
Terapista metodo Terzi;
Operatore PECS e ABA;
MotorSkillLearning Certified Coach;
Joy of moving educator;
Formatore e docente. Nel 2014 conseguo la in Terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva presentando la tesi sperimentale dal titolo: "Il bambino autistico: la valutazione, il trattamento neuropsicomotorio e il ruolo della famiglia", ottenendo la valutazione di 110 e lode. Nel corso degli anni mi sono specializzata in alcuni campi della riabilitazione attraverso Master di I livello e corsi di formazione.

- A.B.A.
- PECS
- Riabilitazione della disprassia
- Riabilitazione delle difficoltà di integrazione visuo-percettivo-motoria
- Metodo Terzi
- Metodo Co.cli.te. (Crispiani)
- Master in riabilitazione del gesto grafico
- Master il CAA (in formazione)
- Motor skill learning certified coach
- Utilizzo di

Attualmente lavoro sul territorio del basso e mi occupo principalmente di:
•
•
• di
• nelle funzioni esecutive
• difficoltà di , comportamento e gestione educativa
• ipotonia e ipertonia

Mi occupo di formazione e tutoraggio per gli studenti in TNPEE dell''università di Genova. Recentemente ho fondato, insieme alla collega Dott.ssa Bagnato, il progetto "Dottor Giochi e Mister Pongo™" che si rivolge a tutti i professionisti della riabilitazione con corsi di formazione, newsletter gratuita, Bag di riabilitazione e libri.

09/09/2026

PARTE 1 — Dai primi dubbi alla diagnosi

“Quando hai capito che c’era qualcosa di diverso?”

Una domanda semplice, dietro cui spesso c’è un percorso molto più complesso.

In questa intervista una mamma racconta, senza filtri, il percorso che ha portato alla diagnosi di autismo di sua figlia: i primi dubbi, quello che vedeva nella quotidianità, i social, l’incontro con la neuropsichiatra e il momento in cui è arrivata la diagnosi.

Ma soprattutto racconta cosa succede dopo.

Le paure.
Le difficoltà.
L’accettazione.
L’inizio della terapia.
E quella cosa difficilissima da costruire quando affidi tua figlia a qualcuno: la fiducia nei terapisti.

🎥 Questa è la PARTE 1 di una testimonianza che avevo pubblicato tempo fa e che ho deciso di riportare qui perché credo possa essere ancora utile a tantissime famiglie.

Se stai vivendo oggi i primi dubbi o hai appena ricevuto una diagnosi, forse alcune delle sue parole ti faranno sentire meno sola/o.

💬 Qual è stata la parte più difficile del percorso verso la diagnosi?

Salva il Reel o condividilo con un genitore a cui potrebbe essere utile. 🤍

09/09/2026

PARTE 2 — Quello che avresti voluto sapere allora

Se potessi tornare al giorno della diagnosi, cosa diresti alla te stessa di allora?

È forse la domanda più importante di tutta questa intervista.

Nella prima parte abbiamo parlato dei primi segnali e del percorso verso la diagnosi di autismo. Qui andiamo oltre: parliamo di cosa accade quando la diagnosi non è più soltanto una parola su un foglio, ma entra nella vita quotidiana di una famiglia.

Parliamo di terapia, della difficoltà di affidarsi ai professionisti, della fiducia che si costruisce nel tempo e, soprattutto, di ciò che spesso nel momento della diagnosi sembra impossibile immaginare:

i progressi.

Dopo un anno e mezzo, questa mamma guarda sua figlia, guarda il percorso fatto e prova a rispondere a una domanda:

👉 “Cosa diresti oggi alla mamma che eri quel giorno?”

La sua risposta, secondo me, vale la pena ascoltarla fino alla fine. 🤍

🎥 PARTE 2 dell’intervista.

Se hai vissuto un percorso simile, mi piacerebbe leggere anche la tua risposta:
💬 cosa diresti alla te stessa/o del giorno della diagnosi?

31/08/2026

🚨 Mi guadagno la fiducia di piccoli esseri umani con bolle di sapone, pupazzi e giochi.

Poi, mentre loro pensano di stare semplicemente giocando, osservo ogni movimento, ogni scelta, ogni strategia, ogni emozione.

Senza che se ne accorgano, stanno allenando attenzione, coordinazione, pianificazione, linguaggio, motricità, regolazione emotiva e funzioni esecutive.

Alla fine se ne vanno convinti di aver giocato per un’ora.

Io torno a casa con pagine di osservazioni cliniche, obiettivi raggiunti e nuove strategie per la seduta successiva.

No, non è magia.
È il lavoro di una TNPEE. ❤️

Dietro a ogni gioco ci sono anni di studio, valutazione clinica, neuroscienze e tanta programmazione. Perché il gioco, per un bambino, è il modo più naturale di apprendere.

📚 Il gioco è riconosciuto come uno strumento fondamentale per promuovere lo sviluppo cognitivo, motorio, sociale ed emotivo del bambino ed è parte integrante degli interventi riabilitativi in età evolutiva.

Riferimenti
• Piaget J. (1962). Play, Dreams and Imitation in Childhood.
• Vygotskij L. S. (1978). Mind in Society.
• Bundy A. C., Lane S. J., Murray E. A. (2002). Sensory Integration: Theory and Practice.

autismo adhd dsa funzioniesecutive genitori pediatria neuroscienze educazione terapia gioco bambini

15/08/2026

🎧 “Follia… follia… follia…” 🔁

Quando sento:

👶 “Aspettiamo i 3 anni…”
🗣️ “Non parla ancora, ma è maschio…”
⏳ “Avrà i suoi tempi…”

Attenzione: rispettare i tempi individuali di sviluppo non significa ignorare i campanelli d’allarme.

Aspettare non insegna a parlare a un bambino.

Se lo sviluppo è nella norma, una valutazione rassicura la famiglia. Se invece è presente una difficoltà, l’intervento precoce permette di agire nel periodo di maggiore plasticità cerebrale.

Le principali linee guida internazionali sconsigliano un approccio esclusivamente “wait and see” in presenza di ritardi comunicativi o linguistici e raccomandano monitoraggio e approfondimento precoce.

📚 Fonti: American Academy of Pediatrics (2020); ASHA Practice Portal – Late Language Emergence; Zubrick et al. (2007); Guralnick (2011).

logopedia neuropsicomotricità earlyintervention

31/07/2026

☀️Quando chiudo lo studio per ferie 🏖️

“Vi voglio bene a tutti ❤️”

“Penso a voi ❤️”

“Vi auguro una splendida estate ❤️”

…ma fino a settembre ricarico le pile.

31/07/2026

🎧 “SFASCIO TUTTO!” 🔥

Io: 😌☕

No, non perché non mi importi.

Rimango calma perché so che durante una crisi intensa il cervello del bambino è in uno stato di elevata attivazione emotiva: le aree coinvolte nel controllo degli impulsi, nel ragionamento e nella pianificazione sono temporaneamente meno accessibili.

Per questo, nel momento di massima rabbia, spiegazioni, prediche e discussioni servono a poco.

Prima si contiene, si co-regola e si garantisce sicurezza.

Poi, quando il sistema nervoso torna in equilibrio, si insegna.

La regolazione emotiva non si insegna nel mezzo della tempesta.

Si costruisce grazie alla presenza di un adulto regolato che aiuta il bambino a ritrovare il proprio equilibrio.

📚 Fonti: Siegel (2012), Porges (2011), Shonkoff et al. (2012), Perry & Winfrey (2021), National Scientific Council on the Developing Child (Harvard University).

coregolazione

Indirizzo

Corso Viganò 11
Acqui Terme
15011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 08:30 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 20:00
Sabato 08:30 - 12:00

Telefono

+393403536210

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