20/09/2024
ANTI MAFIA 2000 QUANDO LA SALUTE È INTELLIGENZA Giugno 2015 di Alfia Milazzo A quasi cinquant’anni ho dovuto cambiare tutte le mie idee su questioni importanti quali salute, benessere, felicità, intelligenza. Per molto tempo mi sono interrogata su come promuovere al massimo la salute della mente e del corpo, specie nei bambini, chiedendo lumi ai medici e agli scienziati su tali argomenti. Di solito le risposte sono state evasive, o in certi casi, vere e proprie réclame su prodotti farmaceutici “indispensabili” a questo scopo. Finché un giorno mi hanno invitato ad una presentazione del Progetto Genesi del dott. Paul Zelig Rodberg, biologo americano, laureato in Chiropratica e Chinesiologia, che opera a Catania. Ed è stato lì che finalmente ho cambiato rotta. Ho cominciato ad aprire gli occhi su fatti cruciali, che riguardano la nostra salute e che tenterò di riportarvi in questo articolo. Scrivo “tenterò” non per falsa modestia, ma perché ritengo che ciascuno di voi debba provare di persona quanto straordinariamente semplice e assolutamente utile sia il Progetto Genesi del dott. Rodberg. Partiamo da alcuni interrogativi fondamentali: perché il progresso scientifico raggiunto nella nostra epoca non è stato in grado di trovare cure efficaci e risolutive alle principali malattie? Certo sono state sperimentate e introdotte molteplici “terapie”, ma resta ancora ampio il divario tra cure e risultati. E come mai invece di diminuire, il numero delle malattie cresce di anno in anno? Così come viene presentata al malato, la malattia appare un evento che accade necessariamente, una tappa obbligatoria della vita, di cui i medici non sanno quasi mai dichiarare le vere cause. Questo “fatalismo medico” sulle cause della malattia in generale crea nel malato uno stato di prostrazione e di isolamento, poiché egli si sente condannato senza ragione. Ed è per l’insensatezza della propria condizione che egli addebita spesso a se stesso, cioè al proprio corpo, o al fato, la colpa di quanto avviene, peggiorando la propria situazione. Talvolta i medici sono impreparati a fornire risposte chiare sulle origini delle malattie. Alcuni non offrono al malato le spiegazioni che dovrebbe ricevere, poiché il malato non è medico e non è in grado di capire. Il ricorso alla chemioterapia o alla radioterapia nel caso di tumori, è diventato un protocollo acriticamente necessario. Ma i rischi di fallimento e i danni prodotti da queste terapie nell’organismo umano sono stati effettivamente calcolati? Quanti sono i casi di completa guarigione e quanti invece di recidiva in seguito alla chemioterapia? Visto che la spesa farmaceutica non ospedaliera in Italia ha sfiorato nel 2014 gli 11 miliardi di euro, spesa che è persino diminuita negli ultimi anni a causa della crisi economica, è lecito domandarsi se non vi siano ragioni di business dietro un sistema sanitario fondato prevalentemente sul consumo di farmaci. Le cronache ci raccontano di casi conclamati in cui questo business è stato legato ai traffici della criminalità organizzata. Quanto incide il consumo di farmaci sullo stato reale di salute degli italiani? Siamo certi che le malattie non siano in verità una risposta del corpo all’abuso di sostanze chimiche spacciate per cure necessarie? Sarebbe utile chiedersi se lo stato di “confusione” che favorisce ottundimento e dipendenza non faccia comodo a qualcuno. Viviamo in un mondo condizionato dalla propaganda sanitaria e alimentare: è questa che ha annichilito il buon senso comune, rendendoci automi che rispondono a precisi ordini di persuasione, ordini che ci inducono a consumare prodotti senza pensare. Il nostro mondo globalizzato ha messo in atto una vera e propria azione di propaganda che impedisce alle persone un discernimento intellettuale strategico capace di realizzare la più banale delle perizie biologiche autonome. Basta guardare la TV per un’ora per scoprire quanto sia massiccia la pubblicità farmaceutica e chimico-alimentare. Non è difficile cogliere il carattere inquietante di questa propaganda. “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità” dichiarava il più spregiudicato fautore della propaganda nazista, Goebbels. E proprio questo principio, da lui denominato “di orchestrazione” sta alla base delle promesse di “guarigione” che passano in certe pubblicità, o anche nella cultura dominante diffusa nelle corsie di certi reparti medici. Ma vi è un altro principio di Goebbels che la dogmatica scienza medico-farmaceutica sembra abbia incarnato in pieno, ovvero quello del silenziamento, “far passare sotto silenzio le domande sulle quali non vi sono argomenti”. Una di queste domande è quella sul dolore. Se proviamo dolore, afferma il dott. Rodberg, dobbiamo porci quattro precise domande: 1)Questo dolore è un difetto della fabbrica del Creatore del universa o è una cosa aggiunta? (la risposta più ovvia è: aggiunta!). 2)è libero o bloccato (basta esercitare una leggera pressione sul proprio intestino per capire che alcuni cibi “raffinati e mescolati” vi sono rimasti intrappolati e stanno “avvelenando “ il nostro corpo). 3) E’ pulito o sporco?(se il cibo resta bloccato nell’intestino, quest’ultimo richiede una depurazione). 4)Chi l’ha messo lì? (La risposta corretta non è “Io”, ma “Io nel contesto sociale”). Da ben 35 anni in Italia il dott. Paul Zelig Rodberg cura le persone con tutti tipi di probleme di salute compresa malate di tumore (quelle che la medicina tradizionale considera “malati terminali”), i malati di SLA, i cosiddetti malati cronici, gli allergici, i cardiopatici, i tossicodipendenti, ottenendo spesso la loro guarigione. Che cosa significa guarire? Secondo il dottor Zelig Rodberg la malattia è un debito. Guarire significa pagare questo debito al nostro corpo. La maggior parte della gente non sa di essere “intossicata” a causa di abitudini alimentari e di vita sbagliate, per l’uso di farmaci e prodotti chimici inutili, per la condizioni di stress in cui è immersa quotidianamente. Confesso che inizialmente mi sono accostata al progetto con grande senso critico, cercando di provarlo sulla mia persona. Sin dall’inizio ho verificato che l’obbiettivo del Progetto Genesi è quello di rendere le persone autosufficienti nella gestione del proprio stato di salute. Bastano poche regole da praticare a casa propria per stare meglio. In pochissimo tempo ho registrato un miglioramento generale della mia salute e del mio stato di umore. Le mie allergie, i dolori ventennali legati alla cervicale, i disturbi di stomaco e altre patologie sono sparite nell’arco di una sola settimana. Seguendo il principio di base del progetto, secondo cui il corpo umano è perfetto, è dotato di meccanismi di autodifesa che vanno attivati, ho conquistato tutto questo facendo le sedute di Progetto Genesi, seguendo i miei compiti ed eliminando certi alimenti e soprattutto i farmaci. Il mio umore è cambiato. Il mio corpo ha cominciato ad innalzare da solo una barriera di difesa nei confronti dei momenti di stress, che anziché essere somatizzati, sono stati espulsi facilmente. Questo aspetto la medicina tradizionale non può o non riesce a risolvere. Il Progetto Genesi non è un altro metodo Di Bella, senza nulla togliere a tale protocollo. E’, come dice lo stesso nome, una nuova creazione, in cui è possibile riconquistare l’autonomia biologica del nostro corpo. E anche della nostra intelligenza. Che cosa c’entra l’intelligenza? C’entra eccome. La Chiropratica considera gli organi un prolungamento del cervello, il centro vitale più importante. L’aggiustamento della colonna favorisce la “comunicazione” tra cervello e organi. Il cervello è l’organo in cui ha sede l’intelligenza. Questa , nell’individuo, è chiamata Intelligenza Innata(anima) principio vitale dell’Intelligenza Universale(Dio). Intelligenza Educata invece è ciò che è imparata. L’attività dell’Intelligenza Innata ha creata e mantiene il corpo in perfetta salute senza farmaci . Sarà per questo importantissimo ruolo nel promuovere l’intelligenza che la chiropratica, pur essendo una branca della scienza, è ancora oggi strategicamente guardata con paura dalla medicina tradizionale? A voi la risposta è misconosciuto alla medicina e alla farmacologia. Quante volte abbiamo letto con grande rassegnazione nel cosiddetto ‘foglietto illustrativo’ (non a caso definito anche “bugiardino”) che certi farmaci producono effetti sul nostro stato di umore, provocando depressione o stati di allucinazione. Come se fosse possibile curare una malattia senza intervenire sullo stato generale del paziente. Il Progetto mira allo stato di benessere del corpo e della mente. E anche dell’anima. I maligni potrebbero pensare che voglia “vendere” le cure del dott. Rodberg, quando invece l’unica cosa che mi preme è quella di regalare a tutti questa mia testimonianza. Regalare una speranza a chi ha dei problemi di salute, che la medicina tradizionale non può o non riesce a risolvere.