04/09/2026
A partire dal 28 agosto 2026, giorno dell'entrata in vigore ufficiale delle nuove linee guida, l'Australia ha fatto la storia diventando il primo paese al mondo a escludere i brani interamente o prevalentemente generati dall'intelligenza artificiale dalle sue classifiche musicali ufficiali.
La decisione, formalizzata dall'Australian Recording Industry Association (ARIA) tramite un aggiornamento del proprio codice di condotta, stabilisce che per concorrere alle classifiche e ai prestigiosi ARIA Awards le tracce musicali debbano essere "sostanzialmente realizzate da esseri umani".Questo storico provvedimento distingue in modo netto tra la creazione autonoma dei sistemi di calcolo e l'uso assistito dell'algoritmo, che rimane invece consentito per fasi di supporto come il mastering, l'Auto-Tune o la programmazione ritmica secondaria.
L'intervento normativo richiede inoltre la massima trasparenza da parte di artisti e case discografiche, che d'ora in avanti avranno l'obbligo di dichiarare l'impiego dell'intelligenza artificiale all'atto dell'iscrizione del brano, pena la modifica retroattiva delle classifiche e la revoca di eventuali premi vinti.A spingere l'industria discografica australiana verso questa accelerazione regolamentare è stata la recente controversia legata a una cover del celebre brano di Madonna "Like a Prayer", realizzata dal DJ australiano Josh Fawaz. La traccia, che presentava voci e percussioni generate sinteticamente, ha scalato le classifiche nazionali raggiungendo la seconda posizione assoluta della hit parade e accumulando oltre 48 milioni di ascolti sulla piattaforma Spotify.
La forte reazione contrariata della comunità artistica e la necessità di tutelare il diritto d'autore e i proventi dei musicisti hanno convinto l'ente regolatore a tracciare una linea di demarcazione invalicabile a difesa dell'ingegno e della creatività umana.