27/03/2020
Nothing in the world is more dangerous than sincere ignorance and conscientious stupidity!
Thanks Dott. Giulio Maria Ranalli - Biologo Nutrizionista
“Nulla al mondo è più pericoloso che un'ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa.”
Questo lo diceva Martin Luther King, premio Nobel per la pace nel 1964.
Parliamo di cronaca di vitamine (lo so, ultimamente sono noioso, sempre a parlare di vitamine).
In questi giorni di trepidante attesa, angoscia e ricerca spasmodica di soluzioni per tutelare al meglio la salute mondiale, vengono pubblicati molti lavori scientifici e tante testimonianze da ogni parte del mondo - Italia compresa - che riguardano gli sforzi per curare i malati di COVID-19 e per cercare una "cura" o, quantomeno, un'arma di difesa.
Ho più volte scritto in merito ai potenti effetti della vitamina D e della vitamina C sul sistema immunitario, sulla capacità di ridurre il rischio, la durata e la sintomatologia di varie patologie infettive, ivi compresa la polmonite.
In questi giorni balzano agli onori della cronaca alcune testimonianze (attendibili) provenienti da America, Cina e Sud Corea riguardo l'utilità - e l'utilizzo - sia di vitamina C che di vitamina D per fronteggiare questo minuscolo (e infido) avversario a RNA.
Sul New York Post - e non sul giornalino dell'oratorio di paese - viene pubblicata una emozionante (a mio avviso eh!) testimonianza di quanto l'uomo possa comunque essere un animale pensante che applica al meglio i suoi pensieri.
Il dottor Andrew G. Weber, pneumologo e specialista in terapia intensiva, sta somministrando dosaggi di vitamina C - in combinazione con le terapie convenzionali - ai suoi pazienti malati di COVID-19.
Il dottor Weber è affiliato al Northwell Health che è il più GRANDE provider di assistenza sanitaria di New York e serve New York, Long Island e Westchester.
Un portavoce del Northwell - che gestisce 23 ospedali, tra cui il Lenox Hill Hospital nell'Upper East Side di Manhattan - ha affermato che la vitamina C è stata "AMPIAMENTE UTILIZZATA" come trattamento per il coronavirus in tutto il sistema, ma ha osservato che i protocolli terapeutici variavano da paziente a paziente
Perfino il presidente americano, Donald Trump, ha definito questo approccio come "una vera possibilità di essere uno dei più grandi cambi di gioco nella storia della medicina".
Nel contempo, in Italia, a Torino si stanno eseguendo degli interessanti lavori sul ruolo della vitamina D per combattere questa epidemia di SARS-CoV2.
Su ADNkronos, in questi giorni, viene pubblicata una interessante IPOTESI dagli studiosi dell'Università di Torino e dell'Accademia di Medicina di Torino riguardo la possibile e probabile correlazione tra ipovitaminosi D e COVIS-19.
OMISSIS ... Gli autori concludono suggerendo ai medici, "in associazione alle ben note misure di prevenzione di ordine generale, di assicurare adeguati livelli di vitamina D nella popolazione, ma soprattutto nei soggetti già̀ contagiati, nei loro congiunti, nel personale sanitario, negli anziani fragili, negli ospiti delle residenze assistenziali, nelle persone in regime di clausura e in tutti coloro che per vari motivi non si espongono adeguatamente alla luce solare". Anche perché "dati preliminari raccolti in questi giorni a Torino - si legge in una nota dell'Università - indicano che i pazienti ricoverati per Covid-19 presentano una elevatissima prevalenza di ipovitaminosi D" ... OMISSIS
Nell'articolo gli studiosi fanno riferimento anche a come l'Italia sia uno dei paesi europei con la maggior prevalenza di IPOVITAMINOSI D (in tutte le fasce d'età, aggiungo io) mentre nei paesi nordici questo fenomeno è molto più attenuato (strano eh!?) grazie a misure di FORTIFICAZIONE con vitamina D di cibi come latte, formaggi o cereali.
Come suggeriscono gli studiosi e gli scienziati - quelli non censurati, s'intende - da tutto il globo, bisogna tutelare la salute di chi ha contratto il coronavirus e di tutte quelle categorie di persone a RISCHIO (anziani maggiormente) poiché si stima un "sommerso" di asintomatici ma infettivi estremamente elevato.
Assumere vitamina C e vitamina D è sicuro purché venga fatto dietro indicazione di un MEDICO ESPERTO o di un NUTRIZIONISTA ESPERTO.
Il consiglio rimane sempre lo stesso da diverso tempo ormai ed ora più che mai... assumete quotidianamente vitamina D e vitamina C e prendetevi cura di VOI stessi perché prendere le vitamine ma mangiare da schifo o essere sedentari, che Homer Simpson levati, non vi sarà di alcun aiuto.
MANGIARE BENE, DORMIRE BENE, INTEGRARE CORRETTAMENTE, FARE ATTIVITA' FISICA.
Fonti:
https://nypost.com/2020/03/24/new-york-hospitals-treating-coronavirus-patients-with-vitamin-c/
https://www.adnkronos.com/salute/medicina/2020/03/26/coronavirus-ipotesi-carenza-vitamina-puo-aumentare-rischi_hSCTEIIAEJGpZbTpN6cdkJ.html?refresh_ce