28/01/2025
ININTERROTTI CERCHI DI ENERGIA
Elusivi movimenti circolari del corpo e delle mani sono presenti in molti sistemi marziali. Questi atteggiamenti hanno lo scopo di prendere contatto con la forza dell’avversario evitandone il contrasto pieno e diretto.
L’energia necessaria per bloccare un colpo è infatti molto più grande di quella impiegata per deviarlo e incanalarlo in una traiettoria curvilinea. In questo modo si può condurre l’avversario allo squilibrio o, quanto meno, alla compromissione della sua stabilità.
Un altro obiettivo perseguito da questa impostazione difensiva risiede nella possibilità di nuocere a un eventuale aggressore “il meno possibile”.
A tal fine si preferisce quindi ricorrere al controllo dinamico delle articolazioni e alle proiezioni controllate, piuttosto che alle percussioni. L’Aikido è un palese esempio di questa filosofia marziale.
Anche nel Taijiquan la forza dell’avversario viene assorbita e neutralizzata attraverso la sua canalizzazione in cerchi potenzialmente infiniti. Si raccomanda infatti ai praticanti di considerare sempre il proprio corpo alla stessa stregua di una sfera.
Come sappiamo, infatti, se una forza viene applicata a una sfera, essa risponde semplicemente… ruotando, in accordo con la sollecitazione ricevuta che, in questo modo, può essere dispersa o reincanalata contro l’avversario.
Questo modo di frammentare e riutilizzare l’energia dell’avversario è ad esempio presente nelle raccomandazioni che il vecchio maestro Li I Yu (1832-1892) faceva ai suoi allievi:
«Se l'avversario preme, ruota e neutralizzalo.
Se si avvicina a te, frammenta la sua energia.
Ti**re e spingere sono in continua alternanza,
e offesa e difesa hanno i loro princìpi.
Il corpo intero è un ininterrotto flusso di energia,
connesso e unito come una sfera».