Maestra Fe

Maestra Fe Laureata in SFP 👩🏻‍🏫🎓
Ho un motto💭 : “Chi osa insegnare non deve mai smettere di imparare”

Un’attività semplicissima, ma capace di far emergere pensieri bellissimi. 🌱💭L’ho sperimentata con un gruppo di studenti ...
08/09/2026

Un’attività semplicissima, ma capace di far emergere pensieri bellissimi. 🌱💭

L’ho sperimentata con un gruppo di studenti universitari e, visto il successo, ho pensato: perché non adattarla anche ai più piccoli? 🥰

Il funzionamento è semplice: una scatola piena di domande, ognuno ne pesca una e risponde in forma anonima. Poi le risposte vengono lette insieme. Un piccolo espediente per rompere il ghiaccio, conoscersi e creare fin da subito uno spazio di ascolto e condivisione. 🤎

Nel carosello trovate tre proposte di adattamenti modificabili e arricchibili:

🌼 Scuola dell’infanzia, attraverso immagini, simboli e oralità;
🌻 Classi 1ª e 2ª, con domande semplici, brevi risposte o disegni;
🌳 Classi 3ª, 4ª e 5ª, con domande che invitano gradualmente a raccontarsi e riflettere.

Perché conoscersi non significa soltanto sapere il nome dell’altro: significa iniziare a scoprire cosa ama, cosa sogna, cosa lo rende felice e come guarda il mondo. ✨

Un’attività che può diventare anche un piccolo punto di partenza per costruire il gruppo classe e allenare ascolto, dialogo e rispetto reciproco. 🫶🏻

📌 Salva il post per i primi giorni di scuola e condividilo con una collega a cui potrebbe essere utile!




«Avanti serenamente, allegramente […] con onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca ogg...
31/08/2026

«Avanti serenamente, allegramente […] con onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo […] e intelligenza, e ancora intelligenza e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere,
il che significa riuscire ad amare, e… amore, amore».

— Alberto Manzi

È il 31 agosto.
Uno sguardo al sito della scuola, la strada di domani già nella mente, la penna pronta ancor prima della cartella. I timori, i dubbi, l’entusiasmo. I volti nuovi e quelli di sempre.

Alla vigilia di un nuovo settembre, porto con me queste parole di Alberto Manzi.

Onestà, intelligenza, amore.
E avanti, serenamente.

Buon primo settembre, insegnanti!


🌊 Un ultimo pezzetto d’estate da portare con noi a scuola.Le leggende del mare possono diventare un modo semplice e sugg...
29/08/2026

🌊 Un ultimo pezzetto d’estate da portare con noi a scuola.

Le leggende del mare possono diventare un modo semplice e suggestivo per ripartire: raccontare, immaginare, scoprire luoghi e tradizioni e, magari, parlare anche dell’estate appena trascorsa.

Ho raccolto alcune leggende che possiamo scegliere noi o lasciare scegliere ai bambini, dalla scuola dell’infanzia alla primaria, adattando sempre la proposta all’età, alla propria classe o sezione e al percorso che ciascun docente desidera costruire. 🐚✨

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E magari, leggendo queste storie, possiamo trattenere ancora per un po’ il rumore delle onde prima di ricominciare. 🌊



In questi giorni ho pensato tanto. Tanto, tanto. E sono sicura di non essere stata l’unica. 💭 Per noi insegnanti, in fon...
24/08/2026

In questi giorni ho pensato tanto. Tanto, tanto. E sono sicura di non essere stata l’unica. 💭

Per noi insegnanti, in fondo, l’anno nuovo comincia un po’ a settembre.
Agosto diventa così il tempo in cui facciamo la somma di ciò che è stato, di ciò che avremmo voluto fare diversamente e di tutto quello che speriamo di portare con noi nel nuovo anno scolastico.

Quest’anno, poi, settembre avrà per molti il sapore di un nuovo inizio.
Per qualcuno sarà la prima presa di servizio, per altri quella tanto attesa che chiude un cerchio fatto di tentativi, attese e strada percorsa. Per qualcuno sarà un nuovo ruolo, una nuova scuola, nuovi volti. Per altri saranno volti riconfermati, un ritorno, o semplicemente l’ennesimo settembre.

Anche per me sarà un settembre diverso: tra pochi giorni arriverà quella fatidica presa di servizio che, per tanto tempo, ho immaginato.

E forse è proprio per questo che in queste settimane ho raccolto dentro di me tanti pensieri.

Ne ho scelti 20.
Non sono regole e nemmeno consigli. Sono piccoli promemoria che vorrei portare con me e che oggi voglio condividere con voi.

Un augurio per ciò che sarà.
Per ricordarci che possiamo avere aspettative senza farle diventare un peso, cambiare strada senza esserci persi, essere stanchi senza aver fallito, seminare senza vedere subito fiorire e iniziare senza avere già tutto chiaro.

Prima che inizi settembre, caro insegnante, ricordati queste 20 cose.
E buon nuovo inizio, qualunque forma abbia il tuo. 🌱




Tra aspettative, cliché e quel sottile senso del dovere che ci accompagna un po’ troppo spesso… oggi facciamo spazio a q...
13/08/2026

Tra aspettative, cliché e quel sottile senso del dovere che ci accompagna un po’ troppo spesso… oggi facciamo spazio a qualche “Che chic”. ✨

Perché prendersi cura, educare e fare bene il proprio lavoro non dovrebbe significare esserci sempre, fare sempre di più o sacrificarsi continuamente.

Io ho scritto i miei.
Adesso però voglio leggere i vostri 👀

Qual è il vostro “Che chic” da insegnanti? ✨





Alcune esperienze hanno il potere di farti riconsiderare pratiche che dai per scontate. 👀 Visitando il Louvre, non sono ...
23/06/2026

Alcune esperienze hanno il potere di farti riconsiderare pratiche che dai per scontate. 👀

Visitando il Louvre, non sono stata colpita soltanto dalle opere, ma dal modo in cui alcuni bambini venivano accompagnati a incontrarle. Non era un approccio centrato sulla trasmissione immediata di informazioni, ma sulla costruzione di una relazione tra il soggetto e ciò che stava osservando.

In pedagogia parliamo spesso di apprendimento, competenze, valutazione, risultati.
Più raramente ci soffermiamo su una domanda preliminare: come nasce il desiderio di conoscere?

Prima dell’interpretazione c’è l’attenzione.
Prima della comprensione c’è l’incontro.
Prima della risposta c’è una domanda che prende forma nello sguardo.

Forse una delle sfide educative più importanti oggi non è fornire più informazioni, ma aiutare bambini e ragazzi a sviluppare la capacità di soffermarsi, interrogare la realtà e attribuire significati a ciò che li circonda.

Nb. Prima foto: Museo d'Orangerie, il resto delle foto Museo del Louvre, ultima foto Museo di Picasso 🎭




10/06/2026

📚 Oggi vi parlo di uno studio che sto approfondendo all’interno del mio percorso di ricerca: quello di Parker e Bickmore, dedicato ai Peace Circles (Cerchi di Pace), una pratica educativa particolarmente interessante per la scuola contemporanea.

I Peace Circles possono essere considerati molto più di una semplice attività: rappresentano una vera e propria pratica relazionale e dialogica che aiuta bambini e adulti a sviluppare ascolto, empatia, partecipazione e capacità di gestione costruttiva dei conflitti.

È importante ricordare che Parker e Bickmore non sono le ideatrici dei Peace Circles. Questa pratica affonda le proprie radici nelle tradizioni comunitarie dei popoli indigeni del Nord America ed è stata successivamente ripresa e sviluppata nell’ambito della Restorative Justice, grazie al contributo di studiosi e professionisti come Kay Pranis. Nel tempo, i cerchi sono entrati anche nei contesti educativi, mostrando un grande potenziale nella costruzione di comunità scolastiche più inclusive, partecipative e orientate alla pace.

Proprio per questo motivo, credo che i Peace Circles possano offrire spunti molto interessanti anche per il contesto scolastico italiano, contribuendo a promuovere competenze relazionali, dialogo autentico e cittadinanza democratica fin dai primi anni di scuola.

💬 Conoscevate già i Peace Circles? Pensate che pratiche di questo tipo potrebbero trovare maggiore spazio nelle scuole italiane?




A fine anno siamo abituati a fare bilanci, ma ci sono parole che meritano di essere ascoltate prima di qualsiasi giudizi...
05/06/2026

A fine anno siamo abituati a fare bilanci, ma ci sono parole che meritano di essere ascoltate prima di qualsiasi giudizio.

In questo carosello ho raccolto 10 frasi da dire ai nostri studenti, ma anche a noi stessi, dopo un anno fatto di impegno, sfide, errori, crescita e piccoli grandi traguardi.

Buona lettura. 🌱

E tu? Quale frase aggiungeresti a questa lista?
Quale parola avresti avuto bisogno di sentire quest’anno?

Scrivila nei commenti: potrebbe essere il regalo più bello per qualcuno che la leggerà.♥️



In questo periodo tutto il mondo rende omaggio a Edgar Morin.Anch’io voglio salutare questo colosso del pensiero contemp...
01/06/2026

In questo periodo tutto il mondo rende omaggio a Edgar Morin.
Anch’io voglio salutare questo colosso del pensiero contemporaneo, che continuerà ad abitare i miei paper, le mie riflessioni e i miei processi di ragionamento.

Morin ci ha lasciato un’eredità immensa: il coraggio di mettere in discussione i saperi frammentati, di superare i compartimenti stagni delle discipline e di riconoscere la complessità del reale.
Ci ha insegnato che educare non significa riempire menti, ma formare teste ben fatte, capaci di collegare, comprendere e pensare criticamente il mondo.

Ha attraversato sociologia, pedagogia, filosofia, politica, scienza e cultura, mostrando come ogni ambito umano sia inevitabilmente intrecciato agli altri.
Per questo il suo pensiero continuerà a vivere nelle pratiche educative, nella ricerca e in tutti quei luoghi in cui si sceglie di non semplificare l’umano.

Grazie, Morin, per averci insegnato che la complessità non è un ostacolo da evitare, ma una responsabilità da abitare.



Francesca Morvillo non è stata soltanto “la moglie di Falcone”. È stata una delle prime donne magistrato in Italia e, pr...
28/05/2026

Francesca Morvillo non è stata soltanto “la moglie di Falcone”. È stata una delle prime donne magistrato in Italia e, prima ancora, una maestra che ha dedicato la sua passione ai figli dei detenuti.

La sua esperienza al Tribunale per i Minorenni di Palermo anticipa una giustizia rieducativa, vicina alla giustizia riparativa.

Oggi, mentre affrontiamo sfide educative e sociali, ci ricorda che punire non basta: educare al dialogo e alla riparazione è il vero senso dell’educare.

Il 23 maggio 1992 Francesca Morvillo p***e la vita nella strage di Capaci insieme a Giovanni Falcone, agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Ricordarla significa restituirle il posto che merita nella storia della giustizia e dell’educazione.



Adresse

Musée Du Louvre
Paris
75001

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