24/03/2026
Vi aspettiamo.
Corsi e conferenze in lingua italiana.
24/03/2026
Vi aspettiamo.
Bonjour à vous tous, nos activités reprennent aujourd’hui. Au plaisir de vous retrouver à nos conférences, à nos cours de langue et culture italienne et aux films de notre ciné-club, le plus ancien de Lyon.
25/01/2026
La crisi dell'autorità papale che per quasi quarant'anni, dal 1378 al 1417, lacerò la Chiesa occidentale sulla scia dello scontro fra papi e antipapi per il controllo del soglio pontificio, venne ricomposta da Oddone Colonna - nato a Genazzano il 25 gennaio 1369 - nominato pontefice, con il nome di Martino V, nel 1417. Dopo il Concilio di Costanza Martino V si prodigò per restaurare la sovranità della Santa Sede, riportando il soglio pontificio a Roma. Martino lasciò Costanza alla chiusura del concilio, nel maggio 1418, e intraprese un lungo viaggio attraverso l'Italia. Nel cammino verso Roma, tra le varie città, sostò anche Milano, dove arrivò il 18 ottobre 1418. Qui consacrò l’altare maggiore del Duomo, motivo per cui una sua statua di Jacopino da Tradate, del 1424, compare nel transetto - nell’immagine. Il 30 settembre 1420 fece infine il suo ingresso trionfale a Roma e da Santa Maria del Popolo procedette processionalmente fino alla basilica di San Pietro, il primo papa romano dopo 135 anni di esilio. Lo scultore Jacopino da Tradate fu incaricato - il 22 gennaio 1415, da parte della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano - a succedere a Walter Monich nel ruolo di capo dei maestri lapicidi e con l'impegno di provvedere all'istruzione degli apprendisti scultori. La statua di papa Martino V, posta nella seconda campata del deambulatorio del duomo, rimane la sua sola opera autografa sicuramente documentata. La statua presenta il Pontefice con volto vivo, sereno, nobile, secondo la tradizione del realismo lombardo, a differenza di quanto avveniva nella ritrattistica gotica d'Oltralpe, che operava in senso idealizzante e celebrativo. Il Papa siede su un trono dall'alto schienale rivestito di stoffe preziose. È rappresentato in atteggiamento benedicente e porta sul capo la tiara; le spalle sono coperte da un pesante manto fermato da tre grossi fermagli, manto che cade sulle ginocchia in ampie e articolate pieghe che si confondono con quelle più leggere della veste. Attorno alla statua corre una ricca cornice con foglie e pigne.
25/12/2025
Il comitato Dante Alighieri di Lione vi augura buon Natale!
15/09/2025
Oggi siete stati numerosi a ve**re a trovarci e ad iscrivervi nei nostri nuovi locali al 100b Cours Lafayette. Vi aspettiamo anche domani dalle 16 alle 19 e giovedì 18 settembre allo stesso orario.
Attenzione: il lunedì dalle 9 e 30 all 12.
A presto ! il comitato Dante Alighieri di Lione.
Carissimi, dopo la pausa estiva, vi invito a consultare la nostra settantaseiesima brochure.
Ebbene sì, da 76 anni siamo presenti nella splendida città di Lione, dove tanti compatrioti hanno eletto domicilio.
Le iscrizioni cominceranno lunedì 15 settembre 2025, alle 9.30. Potete già consultare online il nostro programma e scegliere le attività che più v’interessano, alcune novità si aggiungono al programma, non esitate a chiedere maggiori dettagli.
Vi aspettiamo.
Il Comitato Dante Alighieri di Lione.
20/06/2025
Tina Gregorio.
Tindari – Foto di Francesco Orlando.
08/06/2025
Notre année s’achève, ne manquez pas notre “journée portes ouvertes” pour découvrir toutes les nouveautés que la nouvelle saison nous réserve.
12/05/2025
IL MOMENTO FATALE DI DUE AMANTI PROTAGONISTA DELLA SCENA: PAOLO E FRANCESCA RACCONTATI DA INGRES
La storia di Paolo e Francesca la conoscete tutti, Dante l’ha resa famosa: Francesca sposa per ragioni politiche Gianciotto Malatesta, uomo per nulla attraente, si innamora ricambiata di Paolo, fratello di Gianciotto, mentre leggono le avventure di Ginevra e Lancillotto si baciano e Gianciotto scopre tutto e li uccide
Jean Auguste Dominique Ingres ha rappresentato questa scena numerose volte, cambiando nel corso del tempo il modo di rappresentarla
Questa è la versione che si trova al Museo Condé di Chantilly
La scena è spoglia: una parete di tonalità gialla, una cassapanca semplice. Niente deve rubare l’attenzione ai due sventurati. Lei tiene in mano il libro galeotto, si volta pudicamente porgendo il collo ma l’espressione del viso tradisce il suo piacere
Lui si sporge, con la mano cerca di prendere la sua, con l’altra mano le afferra il collo e scocca un bacio dolce, un bacio tenero, non un bacio di desiderio volgare ma il bacio di chi ti ama
Sul lato, c’è lui, Gianciotto, che vede e si appresta già a sguainare la spada: il suo angolo è del tutto diverso, i colori sono scuri, alla linearità della parete si oppone il dinamismo di un tendaggio, loro sono alla luce e lui è nell’ombra, loro sono distinguibili e lui è confuso e trafelato, concitato
Percepiamo la sua collera che sale nello sguardo, un accenno solamente ma carico di emotività, nella posa nervosa: un angolo di felicità sta per essere cancellato con la violenza da chi sente di aver subito un torto
Ingres stava iniziando a cercare la sua soluzione per questo soggetto e in effetti qualcosa manca a mio avviso, lo sento troppo freddo nel suo complesso, ma è già chiara la contrapposizione delle emozioni, ribadita anche dai colori, tonalità di rosso passione per gli amanti, colore scuro come la collera per l’uomo furioso
12/05/2025
LE GENERAZIONI RACCONTATE DAL GHIRLANDAIO
Ritratto di vecchio con nipote è un’opera datata intorno al 1490 del Ghirlandaio, una pittura a tempera su tavola.
Secondo alcuni critici, potrebbe trattarsi della rappresentazione di Francesco Sassetti, esponente di una famiglia per la quale ha lavorato Ghirlandaio
L’esistenza di un disegno preparatorio in cui il vecchio ha gli occhi chiusi e a maggior ragione una identificazione con Francesco Sassetti fanno pensare che la rappresentazione riguardi una persona defunta, il vecchio, rappresentata come ancora vivente
Bene, parliamo dell’opera ora
Un vecchio e un bimbo si guardano, intensamente. Il bimbo fissa l’anziano negli occhi, cerca il contatto, lo manifesta fisicamente toccandolo con la mano sinistra
Il vecchio ha uno sguardo dolce ma sembra assorto nei suoi pensieri
C’è un legame fra i due, il bimbo è amorevole nei confronti dell’anziano ma lui ha qualcosa che lo turba
Lui è rappresentato nella sua solida realtà: possiamo apprezzare perfino il difetto del naso, tipico degli anziani, i suoi capelli sembrano reali, non è perfetto, è un uomo con i suoi difetti
Ci trasmette un’idea di solidità, sembra anche un po’ burbero ma c’è una vena di dolcezza: è un nonno, che può essere severo ma anche amorevole
Il rosso dei vestiti attira la nostra attenzione sulla coppia, in contrasto col grigio della muratura e il verde e l’azzurro, spenti, del paesaggio sullo sfondo
Il pittore vuole che guardiamo i due soggetti e noi lo facciamo
Il bimbo è molto meno delineato dell’anziano: si ritiene che sia stato realizzato da aiutanti meno abili, ma questo aiuta a rendere protagonista assoluto del quadro l’anziano
Nel gioco degli sguardi, nella loro relazione, io vedo il passaggio delle generazioni: il bimbo prenderà il posto dell’anziano e il legame fra loro è indissolubile, forse l’anziano sta pensando al giorno in cui il nipote sarà al posto suo…quale nonno non ha pensato a questo per consolarsi sentendo la morte vicina?
Sperando che stiate trascorrendo delle ottime vacanze di primavera e che la settimana pasquale sia andata bene, abbiamo salutato Papa Francesco che si è spento il 21 aprile, ora restiamo in attesa del prossimo Conclave.
Le nostre attività riprenderanno il lunedì 5 maggio alla cadenza abituale.