LADISPOLI, SCHELETRO IN SPIAGGIA, SPUNTA LA NECROPOLI
In cerca di conchiglie e sassolini da collezionare, alla fine si è ritrovato in mano un teschio. La macabra scoperta di un turista, sotto la sabbia di Ladispoli, nella zona di Palo, durante una tranquilla passeggiata tra le dune mediterranee. «Aiuto, c'è un ca****re sotterrato, fate presto», è l'allarme lanciato ieri mattina dal bagnante terrorizzato al 112. Il tam tam tra carabinieri, guardia costiera e protezione civile è stato immediato. Sirene spiegate per raggiungere il luogo dove era stato segnalato il ritrovamento di un corpo. Chi ha pensato ad una persona dispersa, chi ad un delitto. Nell'area dell'incontro inaspettato anche un bunker, circondato dalle onde, risalente al periodo bellico. «Sarà un soldato rimasto ucciso nella guerra e poi seppellito qui», ha ipotizzato una signora sotto choc. Mistero chiarito in pochi istanti. Lo scheletro, trovandosi all'interno di una tomba a Cappuccina, risalirebbe all'epoca romana. L'erosione marina ha rosicchiato la duna facendo riaffiorare due tumuli. «Già anni fa racconta Enzo Freddi, responsabile della protezione civile Dolphin di Ladispoli, era stata portata alla luce una tomba. A San Nicola è celebre la villa romana di Pompeo». I militari e gli uomini della Capitaneria di porto hanno tranquillizzato i curiosi, poi messo in sicurezza le sepolture apparentemente non fornite di corredo funerario. Centinaia e centinaia di villeggianti ogni giorno affollano Palo per una camminata sulla ferrosa sabbia nera, e ieri si sono fermati ad osservare i resti. Sul posto la giunta comunale. «Emozionante questo legame con il passato dice Marco Milani, assessore alla Cultura credo si tratti di una sepoltura povera, all'interno della quale non sembra sia presente la classica moneta in bocca al defunto». La storia nella storia.
TESCHIO E DENTATURA
Non è la prima volta che accade. Oramai gli archeologi ne hanno la certezza: la sepoltura riemersa ieri è la quarta intercettata negli ultimi quattro anni. «Siamo di fronte ad una autentica necropoli romana sul mare, che si estende verso l'area del bunker - spiega l'archeologa responsabile dell'area Rossella Zaccagnini - Evidentemente la scorsa notte c'è stata l'onda lunga che ha eroso la parete di falesia e ha scoperchiato la tomba». Il mare l'ha restituita. Ad un primo sopralluogo tecnico, la sepoltura ha svelato i resti ossei di un adulto. Spicca il teschio con una dentatura quasi del tutto intatta. «La tomba fa parte di una necropoli della prima età imperiale che doveva essere legata ad una grande villa romana che si estende in parte nell'area della Posta Vecchia e continua lungo il litorale sotto la pineta del castello Odescalchi». E sulla riva ora riemergono le propaggini della necropoli. Com'è possibile? In età romana, la linea di costa era più avanzata e quindi, quello che per noi è sulla spiaggia, duemila anni fa giaceva nell'entroterra. Di chi è la tomba e chi possedeva la villa? I quesiti in queste ore si rincorrono. Sicuramente il proprietario della villa doveva essere un personaggio illustre: le fonti storiche raccontano come questa parte di litorale al nord di Roma fosse prediletta dai più eminenti e ricchi senatori romani che qui «avevano le ville al mare a portata di carrozza». Sfarzo, lusso, mosaici e affreschi, che però non coincidono con la povertà della tomba a cappuccina ritrovata ieri mattina. «La tomba infatti appartiene ad uno schiavo - riflette Zaccagnini - o a qualcuno che faceva parte del personale di servizio delle residenze». Ora che succede? L'emergenza è per la messa in sicurezza e la conservazione (anche se nel ponte di ferragosto il personale è al lumicino). Certo, la spiaggia con le tombe romane fa effetto: «E' davvero un caso singolare, macabro e curioso allo stesso tempo per i bagnanti», osserva Zaccagnini. Lo scorso anno erano riaffiorati segni della civiltà romana sotto al Castello dei Monteroni durante gli scavi coordinati dalla soprintendente del Lazio e dell'Etruria Meridionale, Alfonsina Russo, dalla stessa Zaccagnini e dall'archeologa Maria Cristina Recco. Fra i tesori, era rimasto impresso lo scheletro di donna dove sul petto della defunta era ancora deposto, in un'anfora aperta, il corpo di un bambino.
(Laura Larcan ed Emanuele Rossi - Il Messaggero)
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26/05/2017
Musei, la sentenza del Tar e l'arroganza della politica Vorrei ringraziare sinceramente Dario Franceschini, Matteo Renzi e Andrea Orlando. Le loro dichiarazioni di oggi mi hanno ringiovanito, riportandomi come per incanto all'Italia di vent'anni fa. Quando...
29/04/2017
Andrea Schiavone
Galleria Colombo-Malafede, l'incognita archeo etrusco-romana - Scarse risorse economiche ed altissimo rischio di reperti etrusco-romani in una zona archeo di pregio, quella della galleria Colombo-Malafede
2770° NATALE DI ROMA
Programma completo degli eventi
http://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/natale_roma_2017_programma_def_def.pdf
02/04/2017
Il più grande artista della pop-art
22/03/2017
TRASTEVERE MINIERA ARCHEOLOGICA
08/03/2017
Riportiamo di seguito l'articolo comparso sul Messaggero di oggi a firma Mirko Polisano.
Teatro del Lido cambia gestore a rischio la qualifica nazionale OSTIA Riesplode il caso del Teatro del Lido a Ostia. La società Zetema è pronta a lasciare la gestione amministrativa ed economica della struttura in favore del Teatro di Roma e per lo stabile di via delle Sirene si prospettano nuove nubi all'orizzonte. È questa la linea tracciata dall'assessore capitolino alla Cultura, Luca Bergamo che ha ribadito che lo spazio pubblico cambierà gestore. L'associazione subentrante, che ora comprende già Argentina, India e prossimamente anche il Valle, però potrebbe non riuscire a sostenere economicamente anche questo nuovo spazio, tanto che per lo stabile capitolino partecipato da Comune di Roma e Regione Lazio resta in piedi la possibilità di chiedere il recesso dalla qualifica di teatro nazionale se l'entità dei finanziamenti non verrà modificata. I TIMORI L'incubo è quello del rischio chiusura, come già accaduto nel 2008. All'epoca si mobilitarono per la riapertura decine di personaggi della cultura con un appello sottoscritto da personaggi come Franca Valeri, Toni Servillo e Andrea Camilleri. «Stiamo facendo incontri continui con l'assessore spiega Cristiano Petretto, del comitato artistico del teatro del Lido - e sembra irremovibile nel realizzare il passaggio amministrativo da Zetema al teatro di Roma». Agli atti, c'è anche la delibera di giunta del dicembre scorso in cui il Teatro del Lido figura tra gli enti che dovranno andare a bando. «L'amministrazione comunale si legge nel documento - intende promuovere attraverso specifici bandi l'autonoma programmazione e gestione dei teatri, tra cui il Teatro del Lido». IL CONTRATTO Il comune di Roma ha anche specificato che intende rivedere il contratto di servizio, superando l'attuale modello in essere. Una doccia fredda per i lavoratori che adesso temono per il proprio futuro professionale. «L'assessore Bergamo - continua Petretto- ha garantito che non sarà così e che il documento sarà modificato». Dal Campidoglio, però, nessuna risposta ufficiale. E sulla trasparenza dell'operazione c'è chi pretende di vederci chiaro per evitare gli errori del passato. «È assurdo tuona l'associazione culturale Severiana- che la programmazione delle attività culturali del Teatro del Lido, a differenza degli altri teatri pubblici, non sia oggetto di bando da parte del dipartimento Cultura. Il risultato di questa scelta è che il Teatro del Lido è pubblico ma tutti lo pensano privato perché si è deciso di mantenere una continuità con la precedente gestione, che risale addirittura al 2008, prima che Alemanno chiudesse la struttura. Ciò ha prodotto solo una nota positiva: gli ex-lavoratori del Teatro del Lido sono stati riassunti a tempo indeterminato da Zétema». Tra i nodi sottoposti all'attenzione dell'assessore, c'è anche il continuo utilizzo politico di uno spazio pubblico e il pagamento extra di un tecnico per l'affitto della sala che non risulta essere un dipendente del comune di Roma. (Mirko Polisano - Il Messaggero)
16/02/2017
IL DEGRADO DI OSTIA
Il ristorante "La Vecchia Pineta" è iscritto nell'albo delle botteghe storiche di Roma Capitale. Nel Municipio X ce ne sono solo due. È da anni oggetto di erosione (non c'è più arenile, rimane solo un tavolato su palafitte). Eppure la sabbia necessaria per un naturale ripascimento dista solo 500 metri accatastata ai bordi del Canale dei Pescatori.
26/12/2016
CASBAH COLOSSEO
24/12/2016
01/12/2016
OSTIA, TOR SAN MICHELE, DAL CINEMA AL DEGRADO
Dal sogno di Otto e mezzo di Federico Fellini al degrado di oggi. Tor San Michele, il maschio dell'Idroscalo disegnato da Michelangelo Buonarroti, sta morendo tra erbacce e un destino ancora troppo incerto. Di proprietà della Soprintendenza ai beni archeologici, la torre resta isolata nell'angolo più nascosto di Ostia. Nel 1963 ha fatto da sfondo al carosello finale del film 8 e mezzo. Sulla spiaggia antistante il monumento, il genio di Fellini decise di girare la scena capolavoro con i personaggi che sfilano sulle note di Nino Rota.
LA REALTÀ
Ma rifiuti e abbandono, purtroppo non fanno parte della finzione cinematografica e ora il futuro di Tor San Michele è a rischio. Gli interni sono pericolanti e non è possibile accedere alla struttura, che fu realizzata tra il 1564 e il 1568. Nel 2010, l'allora sindaco Alemanno lanciò l'idea di trasformare la torre in un museo dedicato a Pier Paolo Pasolini, che a pochi metri da questo luogo fu assassinato 41 anni fa. Il progetto non è mai decollato, causa anche il mancato passaggio di consegne tra Mibact e Campidoglio, e la riqualificazione della torre michelangiolesca è rimasta al palo. «È un'opera che se opportunamente valorizzata - racconta un visitatore - potrebbe rappresentare un punto di interesse per una zona quella Idroscalo sempre più bistrattata dall'amministrazione». «Non c'è un cartello, né un'insegna - si lamentano alcuni residenti - non esiste nemmeno un percorso che possa coinvolgere i turisti. Promozione zero».
C'è già anche chi ha espresso il desiderio di poter gestire la torre. Un gruppo di volontari, il Tor San Michele Ostium, si sta organizzando per ripulire l'area verde circostante, visto che all'interno vige il divieto di entrata. «Verificheremo le autorizzazioni - spiegano dal X municipio commissariato - a Ostia non può funzionare che il primo che arriva può rivendicare diritti di prelazione. Solleciteremo i beni culturali - proseguono da via Claudio - affinché venga indetta una gara pubblica per la gestione di Tor San Michele. Nulla può passare per affidamento diretto, ma ci batteremo affinché ci sia un bando aperto a tutti». Intanto, proprio Tor San Michele è stata inserita tra «i luoghi del cuore», l'iniziativa del Fondo Ambiente Italia che ogni due anni offre a tutti la possibilità di segnalare un bene da salvare. Più di tremila le firme raccolte. «L'idea è quella di aprire il maschio michelangiolesco - hanno spiegato i promotori dell'iniziativa - per permettere di visitarlo e di ospitare mostre, convegni e presentazione di libri».
(Mirko Polisano - Il Messaggero)
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