19/05/2026
Una delle storie più ripetute sull’antica Roma sostiene che i ricchi romani costruissero stanze speciali chiamate vomitoria, dove gli ospiti potevano vomitare durante sontuosi banchetti per poi tornare a mangiare.
Sembra scioccante.
Ma non è mai successo.
La parola vomitorium aveva in realtà un significato completamente diverso.
Nell’architettura romana, un vomitorium era semplicemente un passaggio all’interno di grandi teatri e anfiteatri. Il nome derivava dal verbo latino vomere, che significa “espellere”. Questi corridoi erano progettati per “espellere” rapidamente ed efficacemente le f***e di spettatori.
Uno degli esempi migliori si può vedere nel Colosseo, il più grande anfiteatro del mondo romano.
Il Colosseo conteneva circa 80 vomitoria: ingressi e uscite progettati con precisione che permettevano a circa 50.000 spettatori di entrare o uscire rapidamente dall’edificio. Secondo stime moderne, l’intero stadio poteva essere evacuato in circa 15 minuti, un risultato impressionante nella gestione delle f***e anche per gli standard attuali.
Scrittori romani antichi come Seneca, Svetonio e Petronio descrissero in dettaglio banchetti sontuosi, ma nessuno di loro menzionò mai una stanza per vomitare.
Il mito nacque molto più tardi.
Nel XIX secolo, autori affascinati dall’idea di una Roma decadente iniziarono a ripetere questo equivoco. Scrittori come Augustus Hare e, più tardi, Aldous Huxley contribuirono a diffondere l’immagine di aristocratici romani che vomitavano tra una portata e l’altra.
La storia si diffuse rapidamente e divenne uno dei “fatti” più famosi sull’antica Roma.
Ma la realtà è molto più interessante.
Gli architetti romani avevano creato un sistema sofisticato di gestione e movimento delle f***e, permettendo a strutture immense come il Colosseo di funzionare in modo fluido con decine di migliaia di persone al loro interno.
I Romani non costruivano stanze per l’eccesso.
Progettavano una delle infrastrutture per stadi più efficienti che il mondo antico abbia mai visto.