Rooms & Breakfast

Rooms & Breakfast

Compartir

Escursioni e transfert in Sicilia Occidentale

SICILIA 24/10/2016

La Sicilia è una regione a statuto speciale di 5 059 917 abitanti[3], con capoluogo Palermo.
Il territorio della regione è costituito quasi interamente dall'isola omonima, la più grande isola dell'Italia e del Mediterraneo, nonché la 45ª isola più estesa nel mondo; la parte rimanente è costituita dagli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie e dalle isole di Ustica e Pantelleria. È la regione più estesa d'Italia[12] e il suo territorio è ripartito in 390 comuni a loro volta costituiti in nove province. È l'unica regione italiana ad annoverare due città fra le dieci più popolose del Paese: Palermo e Catania; considerando la lista dei quindici comuni più popolosi d'Italia o l'elenco delle città metropolitane, è la sola regione a vantare tre città nel novero (le precedenti due e Messina). È bagnata a nord dal Mar Tirreno, a ovest dal Canale di Sicilia, a sud dal Mar di Sicilia, a est dal Mar Ionio e a nord-est dallo stretto di Messina che la separa dalla Calabria.
Le più antiche tracce umane nell'isola risalgono al 12.000 a.C. circa. In era protostorica fiorirono culture dette di Thapsos, di Castelluccio, di Stentinello. Popoli provenienti dal continente vi s'insediarono successivamente: tra essi i Sicani, i Siculi e gli Elimi. L'VIII secolo a.C. vide la Sicilia colonizzata dai Fenici e soprattutto dai Greci e nei successivi 600 anni divenire campo di battaglia delle guerre greco-puniche e romano-puniche. L'isola venne così assoggettata dai Romani e fu parte dell'impero fino alla sua caduta nel V secolo d.C..
Fu quindi terra di conquista e, durante l'Alto Medioevo, conquistata da Vandali, dagli Ostrogoti, dai Bizantini, dagli Arabi e dai Normanni con questi ultimi che fondarono il Regno di Sicilia. I Normanni sono l'unico popolo nordico ( germani settentrionali ) a conquistare e fondare uno stato nordico in Europa meridionale, il Regno di Sicilia che durò dal 1130 al XIII secolo, quando il regno fu conquistato dagli Angioini e con la rivolta del vespro passò agli Aragonesi. L'isola poi divenne un vicereame di Spagna, passò brevemente ai Savoia e all'Austria e, infine, nel XVIII secolo, ai Borbone, sotto i quali, unito il regno di Sicilia al regno di Napoli, sorse nel 1816 il Regno delle Due Sicilie. La Sicilia fu unita allo Stato italiano nel 1860 con un plebiscito [13], in seguito alla spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi durante il Risorgimento. A partire dal 1946 la Sicilia, è divenuta regione autonoma, e dal 1947 ha nuovamente un proprio parlamento, l'Assemblea regionale siciliana o ARS, istituita ancor prima della nascita della Repubblica italiana.

La bandiera e lo stemma della Regione Siciliana presentano ambedue i colori giallo e rosso, con al centro il Triscele e il Gorgoneion.
La bandiera è utilizzata, secondo la legge regionale n. 1 del 2000[25], in tutti gli edifici pubblici regionali.

Inno ufficiale: Composto da Vincenzo Spampinato ed eseguito per la prima volta dall'Orchestra Sinfonica Siciliana, l'inno Madreterra adottato nel 2003, fu il primo inno ufficiale adottato da una regione italiana[26]. Polemiche sorsero per la decisione di scrivere un testo ufficiale in Italiano anziché in Lingua siciliana. Tuttavia i siciliani con un profondo spirito d'identità sicula ne hanno riproposto recentemente versioni con il testo in Siciliano

La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l'italiano anche se gran parte della popolazione locale parla anche il siciliano[41] che, nonostante l'UNESCO, l'Unione europea ed altre organizzazioni internazionali riconoscano come lingua, non gode di tutela da parte dallo Stato Italiano, ma dalla Regione Siciliana, che ne promuove il patrimonio linguistico nelle scuole [42]. Il siciliano è inoltre ritenuto lingua regionale ai sensi della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie, che all'articolo 1 afferma che per lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue che non sono dialetti della lingua ufficiale dello stato. La Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie è stata approvata il 25 giugno 1992 ed è entrata in vigore il 1º marzo 1998. L'Italia ha firmato tale Carta il 27 giugno 2000 ma non l'ha ancora ratificata.

Nell'isola sono presenti alcune minoranze etno-linguistiche e dialettali poco numerose, ma importanti dal punto di vista storico-linguistico: la minoranza albanese, detta arbëreshe, della città metropolitana di Palermo; la minoranza gallo-italica della Lombardia siciliana[43][44]; e quella più recente greca di Messina. La regione, inoltre, promuove la lingua dei segni italiana (LIS) con un'apposita legge regionale (n. 23/2011)[45].
Nel dominio delle tradizioni popolari rientrano le varianti della lingua siciliana, che tra l'altro furono l'unico complesso del gruppo italo-romanzo a precedere il toscano nell'elevarsi a dignità poetica e letteraria con la scuola siciliana di Federico II di Svevia, tanto da contendere al toscano, per un periodo abbastanza lungo, il primato quale lingua nazionale. In pratica, nel siciliano possono distinguersi diverse stratificazioni: a livello fonetico si hanno incontri consonantici di orizzonte prelatino e altri che sembrano apparentarsi alle moderne lingue della zona balcanica. L'etimologia, invece, rimanda alla dominazione romana, quella bizantina e soprattutto quella araba. Per esempio, l'arabo “gibel” (montagna) è componente di molti toponimi: Gibilrossa, Gibilmanna, Mongibello, Gibellina. Si hanno inoltre diverse province idiomatiche in cui il siciliano s'infrange con caratteristiche locali, ed isole etno-linguistiche autonome.
Per quanto concerne il patrimonio letterario popolare, va detto che l'ideazione spontanea isolana si muove nell'ambito letterario tanto su temi religiosi o moralistici quanto su soggetti profani, come nel caso dei testi epici del ciclo carolingio del famoso Teatro dei Pupi, degli strambotti in ottava siciliana, e della favolistica che, per quanto appaia ristretta nella tematica, presenta sempre uno sviluppo narrativo esemplare: avvio realistico, ingresso di elementi e fattori sovrumani ben graduato o comunque verosimile, cura attenta dei dettagli, anche nei momenti più fantastici, e una vivacità d'articolazione che non viene mai meno, sia nelle più struggenti vicende amorose o in quei racconti che s'imperniano su un umorismo talvolta sfiorante il grottesco o il surreale.

La Sicilia è l'isola più grande del mar Mediterraneo. Si affaccia a nord sul mar Tirreno, a nord-est è divisa dalla pen*sola dallo stretto di Messina ed è bagnata a est dal mar Ionio, a sud-ovest è divisa dall'Africa dal canale di Sicilia. L'isola ha una forma che ricorda approssimativamente quella di un triangolo i cui vertici sono:
Capo Peloro (o Punta del Faro) a Messina, al vertice nord-orientale
Capo Boeo (o Lilibeo) a Marsala, al vertice nord-occidentale
Capo Passero a Portopalo, al vertice sud-orientale.
Capo Peloro, inoltre, rappresenta l'estremità orientale della regione; le isole di Strombolicchio, Pantelleria e Lampedusa, invece, rappresentano rispettivamente le estremità settentrionale, occidentale e meridionale.

La Sicilia appartiene in parte alla placca Siculo Iblea, a sua volta parte della placca africana[14] e alla placca euroasiatica nella parte nord-orientale. Lo scorrimento della placca africana che per subduzione si immerge sotto quella euroasiatica ha determinato la creazione dei rilievi montuosi della regione, nonché la presenza di frequenti attività sismiche sia di origine tettonica che vulcanica.
Tra 5,96 e 5,3 milioni di anni, durante il Messiniano (ultima fase del periodo Miocene), il Mediterraneo rimase isolato dall'oceano Atlantico probabilmente a causa di un aumento dell'attività tettonica. Ciò portò alla crisi di salinità: il mar Mediterraneo iniziò ad evaporare più velocemente e la concentrazione del sale aumentò. Carbonati e solfati vennero depositati in grandi quantità sui fondali e ne è rimasta traccia a lungo nelle miniere di salgemma e gesso che si possono trovare tuttora nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna[15].
Un fenomeno geologico peculiare è il vulcanesimo sedimentario, riscontrabile nei siti delle macalube di Aragona, in provincia di Agrigento, e delle maccalube di Terrapelata, a Caltanissetta. Questo raro fenomeno rende l'area interessata brulla, di colore biancastro e popolata da una serie di vulcanelli di fango, alti intorno al metro. Il fenomeno è legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas metano sottoposto ad una certa pressione. Il gas, attraverso discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua, che danno luogo ad un cono di fango, la cui sommità è del tutto simile ad un cratere vulcanico. Il fenomeno assume talora carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas ed acqua scagliato a notevole altezza

I vulcani più importanti sono: Etna, Stromboli e Vulcano. Essi hanno la singolarità di appartenere a tre tipologie differenti: eruzioni di lave basaltiche intervallate a periodi di calma il primo; eruzioni continue, e fontane di lava, il secondo, le cui caratteristiche sono state prese come modello tipologico dagli scienziati del settore, che hanno coniato il termine Tipo stromboliano per designare le attività similari dei vulcani terrestri; infine di tipo esplosivo o pliniano il terzo, caratterizzato da lunghi periodi di apparente calma ed eruzioni violente.
Infine si ricorda l'attività eruttiva che nell'Ottocento, nella zona del canale di Sicilia oggi denominata banco di Graham, ha portato alla nascita dell'effimera isola Ferdinandea.

La Sicilia è una regione totalmente insulare: è costituita, oltre che dall'isola principale, da un insieme di arcipelaghi e di isole minori che formano circa l'1,11% di tutta la superficie regionale (circa 285,4 km² su 25.711 km² totali). Compresa l'isola di Sicilia, vi sono 19 isole abitate (33.172 abitanti nelle sole isole minori)[17].
I principali gruppi di isole del grande arcipelago della Sicilia sono le Eolie, le Egadi e le Pelagie; le isole dello Stagnone e le isole Ciclopi, invece, costituiscono due piccoli arcipelaghi rispettivamente a ovest e a est dell'isola siciliana, di fronte le coste di Marsala, nel trapanese, e di Aci Trezza, nel catanese.
Ustica e Pantelleria, nel mar Tirreno e nel canale di Sicilia, formano due distinti comuni delle province di Palermo e Trapani. I centri storici di Siracusa e Augusta, nel siracusano, sono situati su due isole collegate alla terraferma.
Sono collegate all'arcipelago siciliano, da un punto di vista prettamente geografico, anche le isole Calipsee, formanti la Repubblica di Malta; al contrario, due delle Pelagie (Lampedusa e Lampione) rappresentano un territorio periferico della Repubblica Italiana, trovandosi, geograficamente, nel continente africano.

È una regione prevalentemente collinare (per il 61,4% del territorio), mentre per il 24,5% è montuosa e per il restante 14,1% è pianeggiante (la pianura più grande è quella di Catania). Il rilievo è vario e, mentre nella Sicilia orientale si può riconoscere nell'Appennino siculo, l'ideale continuazione dell'Appennino calabro, la Sicilia centrale e occidentale ospitano massicci isolati. Si trova nelle Madonie la seconda vetta più alta dell'isola: il pizzo Carbonara (1979 metri).
Al centro della Sicilia vi sono i Monti Erei su cui si trova, a 948 metri di altezza, la città di Enna; mentre nella fascia sud-orientale tra la provincia ragusana e quella siracusana troviamo i monti Iblei la cui cima più alta, il monte Lauro, arriva ad un'altezza di 986 m. Ad ovest sorgono altri monti dall'altezza variabile, come i Sicani, la cui cima più alta è il monte Cammarata (1578 metri), e i monti che circondano la Conca d'Oro, la pianura dove, affacciata sul mare, si estende Palermo, città capoluogo di questa regione.
Ad est si erge, visibile dallo Stretto di Messina, nonché dalla cima calabrese dell'Aspromonte, la cima innevata dell'Etna, alto 3.343 metri. Con le sue frequenti eruzioni, l'Etna ha ricoperto il territorio circostante della sua lava nera. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, la vicina piana di Catania non è di origine vulcanica, bensì di origine alluvionale, essendo stata creata dai detriti trasportati nei secoli dai fiumi Dittaino, Gornalunga e Simeto.

Di forma triangolare, la Sicilia ebbe nell'antichità il nome di Trinacria o Triquetra. Le coste settentrionali, alte e rocciose, si aprono sul Mar Tirreno con frequenti ed ampie insenature, come i golfi di Castellammare del Golfo, di Palermo, di Termini Imerese, di Patti, di Milazzo e molti altri minori che ospitano ampie spiagge coperte di finissima sabbia.
Ad est la costa ionica è più varia; strette spiagge di ghiaia fin quasi a Taormina e fra la foce del fiume Alcantara e Riposto; frastagliata verso sud, con insenature e baie come quella di Giardini Naxos; laviche come ad Acireale, e di aspre scogliere basaltiche fino a Catania. L'ampio golfo di Catania presenta una spiaggia di sabbia dorata, ma al suo termine la costa riprende ad essere rocciosa con una serie di fiordi tra cui quello di Brucoli. Quindi l'ampia baia di Augusta, che ospita il più grande porto commerciale della Sicilia, e il golfo di Siracusa nel quale la costa riprende ad essere sabbiosa fino quasi a Capo Passero. Il litorale meridionale - di fronte all'Africa - è generalmente sabbioso ed uniforme nella parte centrale formata dal golfo più vasto della regione, il golfo di Gela, mentre si presenta più vario nel ragusano e nel tratto agrigentino e trapanese.

I fiumi siciliani sono tutti di portata ed estensione limitata. Quelli appenninici a nord vengono chiamati fiumare, e sono a carattere torrentizio in quanto d'estate sono quasi perennemente in secca. Gli unici corsi d'acqua che raggiungono delle dimensioni apprezzabili sono l'Imera Meridionale, il più lungo dell'isola, e il Simeto, quello con il bacino idrografico più ampio. Sfociano nel Mar Ionio il Simeto, l'Alcantara, l'Agrò, il Ciane e l'Anapo, nel Mar Tirreno l'Imera Settentrionale e il Torto, mentre nel canale di Sicilia il Platani, l'Imera Meridionale (o Salso) e il Belice.
Per quanto riguarda i laghi naturali, fatto salvo il Lago di Pergusa e quello semi-artificiale del Lago Biviere di Lentini, la Sicilia ne è praticamente priva. Il lago di Pergusa, di origine paleovulcanica, è celebre per gli antichissimi miti e leggende che lo riguardano e per la fauna e per la flora che lo circonda; tutt'intorno ad esso corre un autodromo, in passato sede di un Gran Premio di Formula 3000. Il lago è ormai a rischio di prosciugamento, non avendo immissari, a causa del costante prelievo di acqua per uso civile. La costruzione di dighe ha creato grandi invasi artificiali, come il lago dell'Ancipa e il lago Pozzillo (il maggiore dell'isola). Vanno ricordati anche il lago Arancio, il lago di Piana degli Albanesi e il lago di Ogliastro.

La Sicilia è suddivisa in 6 Liberi consorzi comunali e da 3 Città Metropolitane:
-Palermo (82 comuni, tra cui: Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Balestrate, Caccamo, Capaci, Carini, Cefalù, Cinisi, Corleone, Gangi, Isola delle Femmine, Monreale, Partinico, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Pollina, Termini Imerese, Terrasini, Trappeto, Ustica)
-Catania (58 comuni, tra cui: Aci Castello, Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Caltagirone, Misterbianco, Paternò, Randazzo, Trecastagni)
-Messina (108 comuni: Barcellona Pozzo di Gotto)
-Agrigento (43 comuni: Favara, Lampedusa e Linosa, Licata, Menfi, Porto Empedocle, Racalmuto, Realmonte, Ribera, Sciacca)
-Caltanissetta (22 comuni, tra cui: Gela, Mussomeli, Niscemi)
-Enna (20 comuni, tra cui: Nicosia, Piazza Armerina)
-Ragusa (12 comuni, tra cui: Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria)
-Siracusa (21 comuni, tra cui: Augusta, Buscemi, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Sortino)
-Trapani (24 comuni, tra cui: Alcamo, Calatafimi Segesta, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Erice, Favignana, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Pantelleria, Salemi, San Vito lo Capo)

Feste religiose:
Le feste religiose cattoliche rivestono una grande importanza all'interno del folklore siciliano. Tra le feste più rappresentative si possono menzionare: la Festa di Sant'Agata (riconosciuta Bene Etno Antropologico Patrimonio dell'Umanità) della Città di Catania, la Festa di Santa Rosalia a Palermo, la Festa di Santa Lucia a Siracusa, la Festa in onore ai Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino a Lentini, la processione dei Misteri a Trapani, la Festa della Madonna della Lettera a Messina, quella della Settimana Santa a Caltanissetta, la festa di Santa Barbara a Paterno',quella di San Giorgio a Ragusa Ibla e le processioni del Venerdì Santo a Enna, la processione vivente della passione a Marsala.

Altre feste importanti dell'isola:
la Festa di San Sebastiano ad Acireale;
la Festa di San Giacomo a Caltagirone;
la Festa della Madonna a Trapani;
la Festa della Madonna della Visitazione a Enna;
la Festa del Santissimo Salvatore della Trasfigurazione a Cefalù;
la Festa di Sant'Anna a Castelbuono.

Feste laiche
Il Carnevale è festeggiato in Sicilia con manifestazioni tra le più belle e caratteristiche a livello nazionale al punto da partecipare anche al Carnevale di Viareggio; particolarmente note sono quelle di Paternò, Valderice, Acireale, Misterbianco, Sciacca, Palazzolo Acreide, Termini Imerese ed il carnevale di Regalbuto, alte espressioni di folklore popolare e di spensieratezza.

Turismo:
L'industria del turismo è un'attività in crescita, favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici (Morgantina, Segesta, Selinunte, Valle dei Templi e Villa del Casale) e di bellezze artistiche e naturali che suscitano l'interesse dei visitatori. Una grande importanza ha il turismo balneare: celebri attrattive sono le variegate coste e le isole minori.
Negli ultimi anni si è investito sulla capacità ricettiva di strutture alberghiere, favorendo un incremento delle presenze nell'isola, che nell'estate 2006 hanno raggiunto un livello record. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 2.847.575 italiani e 1.766.763 stranieri[78].
La Provincia di Messina, con circa 5 milioni di presenze turistiche annue, è la prima in Sicilia e tra le prime nel Sud Italia[79]. Oltre alle ben conosciute mete turistiche e rinomate località, come Taormina, Isole Eolie, Erice, Isole Egadi, Cefalù, Monreale, Palermo e alcuni suoi borghi marinari come Mondello e Sferracavallo, nel catanese Catania, Acireale e Caltagirone, nel ragusano Ragusa e Modica, nell'ennese Piazza Armerina, nel trapanese San Vito Lo Capo e nel siracusano Noto e Siracusa, l'entroterra siciliano è ricco di storia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di arte, cultura, fortezze, teatri, chiese, palazzi, castelli, necropoli, boschi e bacini naturalistici d'importanza, elementi caratterizzanti le aree interne della regione.

Parchi e riserve:
In Sicilia sono presenti un parco nazionale, cinque parchi naturali regionali e molte riserve naturali come aree marine protette e zone umide che coprono complessivamente il 10,5% del territorio della regione.
Parchi nazionali
Parco nazionale dell'isola di Pantelleria
Parchi naturali regionali
Parco dei Monti Sicani
Parco dei Nebrodi
Parco dell'Etna
Parco delle Madonie
Parco fluviale dell'Alcantara
Alcune riserve naturali regionali
Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa
Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Cava Grande
Riserva naturale integrale Cava Randello
Riserva naturale integrale Grotta Conza
Riserva naturale integrale Macalube di Aragona
Riserva naturale Macchia Foresta del Fiume Irminio
Riserva naturale Oasi del Simeto
Riserva naturale orientata Biviere di Gela
Riserva naturale orientata Bosco di Santo Pietro
Riserva naturale orientata Capo Gallo
Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile
Riserva naturale orientata Fiume Fiumefreddo
Riserva naturale orientata Serre della Pizzuta
Riserva naturale orientata Isola Bella
Riserva naturale orientata Monte Cofano
Riserva naturale orientata Monte Conca
Riserva naturale orientata Monte Pellegrino
Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari
Riserva naturale orientata Pino d'Aleppo
Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi
Riserva naturale orientata dello Zingaro
Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala
Riserva naturale speciale Lago di Pergusa
Aree Marine Protette
Area marina protetta Isole Pelagie
Area naturale marina protetta Capo Gallo - Isola delle Femmine
Area marina protetta Plemmirio
Area marina protetta Isola di Ustica
Area marina protetta Isole Ciclopi
Riserva naturale marina Isole Egadi

Luoghi di interesse archeologico:
La presenza di lunga data dell'uomo in Sicilia ha fatto sì che l'isola sia piena di luoghi d'interesse archeologico. Questa è una breve lista delle aree archeologiche:
Libero consorzio comunale di Agrigento: Valle dei Templi, Eraclea Minoa, monte Adranone.
Libero consorzio comunale di Caltanissetta: Vassallaggi, Sabucina, Gibil Gabib, Gela (acropoli, fortificazioni, terme ed emporio greco).
Città metropolitana di Catania: collina vulcanica di Paternò, Pietralunga, Civita, Adranon, Occhiolà, monte Turcisi, Xiphonia.
Libero consorzio comunale di Enna: Morgantina e il granaio, Villa del Casale, Centuripe, Fondaco Cuba di Catenanuova.
Città metropolitana di Messina: terme di Bagnoli, Alesa Arconidea, Naxos, villa di Patti, Tauromenium, Terme Vigliatore, Tyndaris.
Città metropolitana di Palermo: grotta dell'Addaura, grotte della Gurfa, Iaitas, Entella, Himera, Hippana, Solunto.
Libero consorzio comunale di Ragusa: Cava d'Ispica, Cava Lazzaro, Castiglione, Kamarina, Kasmenai, Kaukana, Scornavacche.
Libero consorzio comunale di Siracusa: Akrai, Cava del Rivettazzo, Cozzo Collura, Eloro, Megara Hyblaea, Neapolis, Pantalica, villa del Tellaro, Thapsos, Casmene, Leontinoi.
Libero consorzio Comunale di Trapani: Cave di Cusa, grotta dell'Uzzo, Lilibeo, Mozia, Segesta, Selinunte.

Luoghi di interesse artistico:
Architettura normanna in Sicilia -
Rinascimento siciliano -
Barocco siciliano - In seguito al fiorire di interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investì il Val di Noto nel 1693 alcuni artisti adottarono uno stile comune che oggi ricade sotto la denominazione di barocco siciliano. Prima di questa data il barocco era stato impiegato nell'isola in modo ingenuo, evoluto dall'architettura autoctona piuttosto che derivato dai grandi architetti barocchi di Roma. In seguito al sisma, molti architetti locali adottarono questo stile, che è riconoscibile non solo dalle sue tipiche linee curve e motivi decorativi barocchi ma anche dalle ghignanti maschere e putti, e dall'apparenza particolarmente sgargiante raramente visibile altrove. La loro interpretazione dello stile condusse ad una forma d'arte personalizzata e radicata nei vari territori come il Val di Noto (province di Ragusa e Siracusa) e la provincia di Catania. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finì con l'essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo.

Siti patrimonio dell'umanità UNESCO:
Patrimoni dell'umanità
In Sicilia sette siti hanno avuto il titolo di patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la loro importanza storica, artistica, archeologica e naturalistica:
La villa del Casale di Piazza Armerina, (1997);
Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, (1997);
Le isole Eolie, (2000);
Le città tardo barocche del Val di Noto, (2002);
Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica, (2005);
Il monte Etna, (2013);
Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (2015).
Sono in fase di candidatura altri due siti[33]:
le terre degli Elimi: Erice, Segesta, Selinunte, Mothia e Lilibeo, segni della civiltà punica;
Taormina e l'Isola Bella.
Anche per il sito geologico della Scala dei Turchi, sono state avviate le pratiche al fine di ottenere il riconoscimento.

Patrimoni orali e immateriali dell'umanità
La Sicilia annovera anche due iscrizioni tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità:
L'Opera dei Pupi (primo patrimonio italiano ad essere inserito nella lista), (2001);
La coltivazione "ad alberello" dello Zibibbo di Pantelleria (prima pratica agricola ad essere inserita nella lista), 2014.[34]
Per i patrimoni orali e immateriali dell'umanità è in fase di candidatura la tecnica settecentesca di lavorazione del cioccolato modicano.[35]
L'isola inoltre condivide insieme al resto della nazione ed altri sei paesi (Marocco, Grecia, Spagna, Cipro, Croazia, e Portogallo) il riconoscimento per la dieta mediterranea, (2013)

Altri riconoscimenti UNESCO
Il Rocca di Cerere Geopark e il Parco delle Madonie sono stati inseriti nella lista dei Geoparchi mondiali UNESCO il 17 novembre 2015, nel corso della 38ª Sessione Plenaria della Conferenza Generale dell'Unesco svoltasi a Parigi.

¿Quieres que tu escuela/facultad sea el Escuela/facultad mas cotizado en Madrid?

Haga clic aquí para reclamar su Entrada Patrocinada.

Localización

Categoría

Página web

Dirección


Madrid
28027