11/04/2025
IT: 🇮🇹 Le fontane degli antichi romani. L’Acqua Claudia e Settimio Severo
Oggi nel giorno dell’anniversario della nascita dell’imperatore Settimio Severo, vi vogliamo parlare una delle figlie dell’Acquedotto Claudio della spettacolare fontana del Septizodium: un’ enorme facciata monumentale, destinata a celebrare il potere e la grandezza dell'imperatore e della sua dinastia, per impressionare i suoi concittadini africani che arrivavano dalla Via Appia “ut venientibus ex Africa suum opus occurreret”.
Questa è una delle opere più straordinarie dell’architettura romana, nutrita direttamente dall’Acquedotto Neroniano, una diramazione dell’Acqua Claudia, che da Porta Maggiore attraversava il Celio fino a raggiungere il Palatino.
Non conosciamo con esattezza l’origine del nome "Septizodium", secondo una teoria si deve il suo nome per la sua destinazione, dai "Sette soli" cioè sette astri dedicata alle sette divinità planetarie (Saturno, Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere). Un’altra interpretazione lo si deve derivare dal latino e significherebbe "sette porte".
Questo monumento era situato in una posizione strategica, all'ingresso del Palatino, un'imponente entrata per coloro che si avvicinavano al colle. La facciata era progettata per essere vista da lontano, creando un impatto visivo che colpiva chiunque si avvicinasse. La combinazione di elementi architettonici e decorativi rendeva il Septizodium un simbolo della potenza imperiale e della cultura romana.
La struttura era decorata con colonne, nicchie e statue, creando un effetto visivo straordinario che rifletteva la magnificenza dell'architettura romana.
La struttura era caratterizzato da una facciata imponente, lungo 300 piedi romani (89 m), con sette aperture che si affacciavano su un grande spazio aperto, che ricordava il frontescena (scaenae frons) di un teatro, decorata con colonne, nicchie e statue.
Tre enormi nicchie si potevano vedere lungo la facciata e l’abside centrale conteneva di un monumentale podio per una statua colossale. Conosciamo questa informazione grazie a un commento contenuto nella Historia Augusta (H.A.S., Sever. XXIV.3).
Le colonne, di ordine corinzio, sostenevano un attico decorato con sculture e rilievi che rappresentavano scene mitologiche e storiche. La struttura era realizzata in travertino e marmo, materiali pregiati che conferivano un aspetto maestoso e duraturo.
La struttura potrebbe essersi ispirata da precedenti modelli precedenti caratterizzati da scenografie ispirate agli edifici teatrali e arricchiti da giochi d’acqua; ad esempio il ninfeo di Mileto, risalente all’epoca traianea, e il ninfeo di Aspendos, di epoca adrianea. L'architettura del Septizodium si distingue per la sua simmetria e il suo equilibrio, elementi fondamentali dell'estetica romana.
Nel corso dei secoli, il Septizodium subì diverse trasformazioni e modifiche. Con l'avvento del cristianesimo e il declino dell'Impero Romano, molte strutture antiche vennero abbandonate o distrutte. Il Septizodium non fece eccezione: gran parte della sua struttura originale andò perduta, e le pietre furono riutilizzate per costruire altri edifici.
Papa Sisto V ne decretó la distruzione ordinando all’architetto Domenico Fontana demolizione definitiva delle rovine, prelevandone i materiali tra cui peperino, travertino e colonne, che furono riutilizzati per la costruzione di altri edifici come: il Palazzo della Cancelleria ,la fondazione dell’obelisco di piazza del Popolo, la facciata nord di San Giovanni, il restauro della Colonna Antonina, alcune parti di Santa Maria Maggiore e la chiesa di San Giacomo degli Schiavoni.
ES: 🇪🇸 Hoy, en el día del aniversario del nacimiento del emperador Septimio Severo, queremos hablaros de una de las hijas del Acueducto Claudio, la espectacular fuente del Septizodium: una enorme fachada monumental, destinada a celebrar el poder y la grandeza del emperador y su dinastía, para impresionar a sus conciudadanos africanos llegados de la Vía Apia “ut venientibus ex Africa suum opus happenreret”.
Se trata de una de las obras más extraordinarias de la arquitectura romana, alimentada directamente por el Acueducto Neroniano, un ramal del Aqua Claudia, que cruzaba el Celio desde Porta Maggiore para llegar al Palatino.
No sabemos con exactitud el origen del nombre "Septizodium", según una teoría debe su nombre a su destino, de los "Siete Soles" o siete estrellas dedicadas a las siete deidades planetarias (Saturno, Sol, Luna, Marte, Mercurio, Júpiter, Venus). Otra interpretación es que deriva del latín y significa "siete puertas".
Este monumento estaba situado en una posición estratégica, a la entrada del Palatino, una entrada imponente para quienes se acercaban a la colina. La fachada fue diseñada para ser vista desde lejos, creando un impacto visual que impactaba a cualquiera que se acercara. La combinación de elementos arquitectónicos y decorativos hicieron del Septizodio un símbolo del poder imperial y de la cultura romana.
La estructura estaba decorada con columnas, nichos y estatuas, creando un impresionante efecto visual que reflejaba la magnificencia de la arquitectura romana.
La estructura se caracterizaba por una imponente fachada de 300 pies romanos (89 m) de largo, con siete aberturas que daban a un gran espacio abierto, que recordaba el frente del escenario (scaenae frons) de un teatro, decorado con columnas, nichos y estatuas.
A lo largo de la fachada se podían ver tres enormes nichos y el ábside central contenía un podio monumental para una estatua colosal. Conocemos esta información gracias a un comentario contenido en la Historia Augusta (H.A.S., Sever. XXIV.3).
Las columnas, de orden corintio, sostenían un ático decorado con esculturas y relieves que representaban escenas mitológicas e históricas. La estructura fue realizada en travertino y mármol, materiales preciosos que le dieron un aspecto majestuoso y duradero.
La estructura puede haberse inspirado en modelos anteriores caracterizados por una escenografía inspirada en edificios teatrales y enriquecida por juegos de agua; Por ejemplo, el ninfeo de Mileto, de la época de Trajano, y el ninfeo de Aspendos, de la época de Adriano. La arquitectura del Septizodium se distingue por su simetría y equilibrio, elementos fundamentales de la estética romana.
A lo largo de los siglos, el Septizodio sufrió varias transformaciones y modificaciones. Con la llegada del cristianismo y la decadencia del Imperio Romano, muchas estructuras antiguas fueron abandonadas o destruidas. El Septizodium no fue una excepción: gran parte de su estructura original se perdió y las piedras se reutilizaron para construir otros edificios.
EN: 🇬🇧 The Fountains of Ancient Romans: Aqua Claudia and Septimius Severus
Today, on the anniversary of the birth of Emperor Septimius Severus, we want to talk about one of the daughters of the Aqua Claudia aqueduct: the spectacular fountain of the Septizodium. This enormous monumental façade was designed to celebrate the power and greatness of the emperor and his dynasty, aiming to impress his African fellow citizens arriving from the Appian Way, “ut venientibus ex Africa suum opus occurreret.” This is one of the most extraordinary works of Roman architecture, directly fed by the Neronian Aqueduct, a branch of Aqua Claudia, which crossed the Celio from Porta Maggiore to reach the Palatine Hill.
We do not know exactly the origin of the name "Septizodium." According to one theory, it derives from its purpose, referring to the "Seven Suns," meaning seven celestial bodies dedicated to the seven planetary deities (Saturn, Sun, Moon, Mars, Mercury, Jupiter, Venus). Another interpretation suggests it comes from Latin and would mean "seven gates." This monument was strategically located at the entrance of the Palatine Hill, serving as an impressive entryway for those approaching the hill. The façade was designed to be seen from afar, creating a visual impact that struck anyone who came close.
The combination of architectural and decorative elements made the Septizodium a symbol of imperial power and Roman culture. The structure was adorned with columns, niches, and statues, creating an extraordinary visual effect that reflected the magnificence of Roman architecture. It featured an imposing façade, 300 Roman feet long (89 m), with seven openings overlooking a large open space, reminiscent of the scaenae frons of a theater, decorated with columns, niches, and statues. Three enormous niches could be seen along the façade, and the central apse contained a monumental podium for a colossal statue. We know this information thanks to a comment found in the Historia Augusta (H.A.S., Sever. XXIV.3).
The columns, of Corinthian order, supported an attic decorated with sculptures and reliefs depicting mythological and historical scenes. The structure was made of travertine and marble, precious materials that gave it a majestic and lasting appearance. The design may have been inspired by earlier models characterized by theatrical scenery and enhanced by water games; for example, the nymphaeum of Miletus, dating back to the Trajanic period, and the nymphaeum of Aspendos from the Adriatic period.
The architecture of the Septizodium is distinguished by its symmetry and balance, fundamental elements of Roman aesthetics. Over the centuries, the Septizodium underwent various transformations and modifications. With the advent of Christianity and the decline of the Roman Empire, many ancient structures were abandoned or destroyed. The Septizodium was no exception: much of its original structure was lost, and the stones were reused to build other buildings. Pope Sixtus V ordered its destruction, commissioning architect Domenico Fontana to demolish the ruins, retrieving materials such as peperino, travertine, and columns, which were reused for the construction of other buildings like the Palazzo della Cancelleria, the foundation of the obelisk in Piazza del Popolo, the northern façade of San Giovanni, the restoration of the Antonine Column, parts of Santa Maria Maggiore, and the church of San Giacomo degli Schiavoni.