Casa del Agua

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Ruta museística guiada, sobre el Patrimonio Histórico del agua en Córdoba, su evolución en el tiempo y las dificultades para acceder a su consumo.

Photos from Casa del Agua's post 29/12/2025

💧 Fuente del Potro · Córdoba
ES 🇪🇸
Fuente renacentista construida en 1577, por orden del corregidor Garcí Suárez de Carvajal, para mejorar el abastecimiento de agua del vecindario. Presenta un pilón octogonal, una taza circular y el célebre potro de piedra con el escudo de Córdoba, añadido un siglo después. Trasladada a su ubicación actual en 1847.
IT 🇮🇹
Fontana rinascimentale costruita nel 1577 per volontà del corregidor Garcí Suárez de Carvajal. Presenta un bacino ottagonale, una vasca circolare e il celebre potro in pietra con lo stemma di Córdoba, aggiunto un secolo dopo. Trasferita nella posizione attuale nel 1847.
EN 🇬🇧
Renaissance fountain built in 1577, commissioned by Garcí Suárez de Carvajal. It features an octagonal basin, a circular upper bowl, and the iconic stone horse with the coat of arms of Córdoba, added a century later. Relocated to its current site in 1847.
📍 Inauguramos con ella la serie semanal “Las fuentes de Córdoba”.
PatrimonioHidráulico HistoriaDelAgua

Photos from Casa del Agua's post 29/12/2025

💧 Las fuentes de Córdoba
Fuente del Potro

ES 🇪🇸
La Fuente del Potro, situada en la Plaza del Potro, es una de las fuentes más reconocibles y simbólicas de la ciudad de Córdoba.

Se trata de una fuente de estilo renacentista, concebida como infraestructura pública para mejorar el abastecimiento de agua del vecindario. Fue mandada construir en 1577 por el corregidor Garcí Suárez de Carvajal, durante el reinado de Felipe II.

Desde el punto de vista arquitectónico y artístico, la fuente presenta un pilón octogonal, sobre el que se eleva una taza superior circular, rematada por un piñón. Coronando el conjunto se encuentra el célebre potro de piedra, que sostiene entre sus patas delanteras el escudo de Córdoba. Esta escultura fue añadida un siglo después de la construcción original de la fuente.

La Fuente del Potro no siempre ocupó su emplazamiento actual. Originalmente estuvo situada en el lugar donde hoy se alza el Triunfo de San Rafael, y en 1847 fue trasladada a la Plaza del Potro, integrándose definitivamente en el paisaje urbano que hoy conocemos.

El origen del nombre “Potro” sigue siendo objeto de debate. Según el historiador Ramírez de Arellano, este entorno estaba destinado a la venta de ganado caballar y mular, lo que explicaría tanto el nombre de la plaza como su intensa actividad histórica. Otras teorías sostienen que el topónimo procede del potro que corona la fuente o del nombre de la cercana Posada del Potro, documentada desde época medieval.

La Fuente del Potro es, por tanto, un ejemplo donde función hidráulica, forma artística y memoria urbana se entrelazan.

📍 Hoy inauguramos con ella la serie semanal “Las fuentes de Córdoba”, un recorrido por los lugares donde el agua ha dado forma a la ciudad.

IT 🇮🇹
La Fuente del Potro, situata nella Plaza del Potro, è una delle fontane più riconoscibili e simboliche della città di Córdoba.

Si tratta di una fontana di stile rinascimentale, realizzata come infrastruttura pubblica per migliorare l’approvvigionamento idrico del quartiere. Fu costruita nel 1577 per volontà del corregidor Garcí Suárez de Carvajal, durante il regno di Filippo II.

Dal punto di vista architettonico e artistico, la fontana presenta un bacino ottagonale, sormontato da una vasca circolare superiore, conclusa da un pignone. A coronamento dell’insieme si trova il celebre potro in pietra, che regge tra le zampe anteriori lo stemma di Córdoba. Questa scultura fu aggiunta circa un secolo dopo la realizzazione della fontana.

In origine la fonte era collocata nel luogo dove oggi sorge il Triunfo de San Rafael; nel 1847 venne trasferita nella sua posizione attuale, diventando un elemento identitario della piazza.

L’origine del nome “Potro” rimane incerta: secondo lo storico Ramírez de Arellano, l’area era tradizionalmente destinata alla vendita di cavalli e muli, mentre altre interpretazioni lo collegano alla scultura stessa o alla storica Posada del Potro.

La Fuente del Potro rappresenta così un equilibrio tra funzione idraulica, forma artistica e storia urbana.

📍 Con questa fontana inauguriamo la rubrica settimanale “Las fuentes de Córdoba”, un percorso nei luoghi in cui l’acqua ha modellato la città.

EN 🇬🇧
The Fuente del Potro, located in Plaza del Potro, is one of the most recognizable and symbolic fountains in the city of Córdoba.

It is a Renaissance-style fountain, conceived as a public structure to improve water supply for the surrounding neighborhood. It was commissioned in 1577 by the corregidor Garcí Suárez de Carvajal, during the reign of Philip II.

From an architectural and artistic perspective, the fountain consists of an octagonal basin, topped by a circular upper bowl finished with a pinnacle. Crowning the structure is the famous stone horse, holding the coat of arms of Córdoba between its front legs. This sculptural element was added about a century after the fountain’s original construction.

The fountain was not always located where it stands today. Originally placed on the site now occupied by the Triumph of San Rafael, it was relocated in 1847 to Plaza del Potro.

The origin of the name “Potro” remains uncertain. Historian Ramírez de Arellano associated it with the traditional trade of horses and mules in this area, while other theories link it to the sculpted horse itself or to the nearby Inn of the Potro.

The Fuente del Potro is therefore a place where hydraulic function, artistic form and urban memory converge.

📍 With this fountain, we inaugurate the weekly series “Las fuentes de Córdoba”, exploring the places where water has shaped the city.

Photos from Parco degli Acquedotti's post 11/04/2025

IT: 🇮🇹 Le fontane degli antichi romani. L’Acqua Claudia e Settimio Severo

Oggi nel giorno dell’anniversario della nascita dell’imperatore Settimio Severo, vi vogliamo parlare una delle figlie dell’Acquedotto Claudio della spettacolare fontana del Septizodium: un’ enorme facciata monumentale, destinata a celebrare il potere e la grandezza dell'imperatore e della sua dinastia, per impressionare i suoi concittadini africani che arrivavano dalla Via Appia “ut venientibus ex Africa suum opus occurreret”.

Questa è una delle opere più straordinarie dell’architettura romana, nutrita direttamente dall’Acquedotto Neroniano, una diramazione dell’Acqua Claudia, che da Porta Maggiore attraversava il Celio fino a raggiungere il Palatino.

Non conosciamo con esattezza l’origine del nome "Septizodium", secondo una teoria si deve il suo nome per la sua destinazione, dai "Sette soli" cioè sette astri dedicata alle sette divinità planetarie (Saturno, Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere). Un’altra interpretazione lo si deve derivare dal latino e significherebbe "sette porte".

Questo monumento era situato in una posizione strategica, all'ingresso del Palatino, un'imponente entrata per coloro che si avvicinavano al colle. La facciata era progettata per essere vista da lontano, creando un impatto visivo che colpiva chiunque si avvicinasse. La combinazione di elementi architettonici e decorativi rendeva il Septizodium un simbolo della potenza imperiale e della cultura romana.

La struttura era decorata con colonne, nicchie e statue, creando un effetto visivo straordinario che rifletteva la magnificenza dell'architettura romana.

La struttura era caratterizzato da una facciata imponente, lungo 300 piedi romani (89 m), con sette aperture che si affacciavano su un grande spazio aperto, che ricordava il frontescena (scaenae frons) di un teatro, decorata con colonne, nicchie e statue.

Tre enormi nicchie si potevano vedere lungo la facciata e l’abside centrale conteneva di un monumentale podio per una statua colossale. Conosciamo questa informazione grazie a un commento contenuto nella Historia Augusta (H.A.S., Sever. XXIV.3).

Le colonne, di ordine corinzio, sostenevano un attico decorato con sculture e rilievi che rappresentavano scene mitologiche e storiche. La struttura era realizzata in travertino e marmo, materiali pregiati che conferivano un aspetto maestoso e duraturo.

La struttura potrebbe essersi ispirata da precedenti modelli precedenti caratterizzati da scenografie ispirate agli edifici teatrali e arricchiti da giochi d’acqua; ad esempio il ninfeo di Mileto, risalente all’epoca traianea, e il ninfeo di Aspendos, di epoca adrianea. L'architettura del Septizodium si distingue per la sua simmetria e il suo equilibrio, elementi fondamentali dell'estetica romana.

Nel corso dei secoli, il Septizodium subì diverse trasformazioni e modifiche. Con l'avvento del cristianesimo e il declino dell'Impero Romano, molte strutture antiche vennero abbandonate o distrutte. Il Septizodium non fece eccezione: gran parte della sua struttura originale andò perduta, e le pietre furono riutilizzate per costruire altri edifici.

Papa Sisto V ne decretó la distruzione ordinando all’architetto Domenico Fontana demolizione definitiva delle rovine, prelevandone i materiali tra cui peperino, travertino e colonne, che furono riutilizzati per la costruzione di altri edifici come: il Palazzo della Cancelleria ,la fondazione dell’obelisco di piazza del Popolo, la facciata nord di San Giovanni, il restauro della Colonna Antonina, alcune parti di Santa Maria Maggiore e la chiesa di San Giacomo degli Schiavoni.

ES: 🇪🇸 Hoy, en el día del aniversario del nacimiento del emperador Septimio Severo, queremos hablaros de una de las hijas del Acueducto Claudio, la espectacular fuente del Septizodium: una enorme fachada monumental, destinada a celebrar el poder y la grandeza del emperador y su dinastía, para impresionar a sus conciudadanos africanos llegados de la Vía Apia “ut venientibus ex Africa suum opus happenreret”.

Se trata de una de las obras más extraordinarias de la arquitectura romana, alimentada directamente por el Acueducto Neroniano, un ramal del Aqua Claudia, que cruzaba el Celio desde Porta Maggiore para llegar al Palatino.

No sabemos con exactitud el origen del nombre "Septizodium", según una teoría debe su nombre a su destino, de los "Siete Soles" o siete estrellas dedicadas a las siete deidades planetarias (Saturno, Sol, Luna, Marte, Mercurio, Júpiter, Venus). Otra interpretación es que deriva del latín y significa "siete puertas".

Este monumento estaba situado en una posición estratégica, a la entrada del Palatino, una entrada imponente para quienes se acercaban a la colina. La fachada fue diseñada para ser vista desde lejos, creando un impacto visual que impactaba a cualquiera que se acercara. La combinación de elementos arquitectónicos y decorativos hicieron del Septizodio un símbolo del poder imperial y de la cultura romana.

La estructura estaba decorada con columnas, nichos y estatuas, creando un impresionante efecto visual que reflejaba la magnificencia de la arquitectura romana.

La estructura se caracterizaba por una imponente fachada de 300 pies romanos (89 m) de largo, con siete aberturas que daban a un gran espacio abierto, que recordaba el frente del escenario (scaenae frons) de un teatro, decorado con columnas, nichos y estatuas.

A lo largo de la fachada se podían ver tres enormes nichos y el ábside central contenía un podio monumental para una estatua colosal. Conocemos esta información gracias a un comentario contenido en la Historia Augusta (H.A.S., Sever. XXIV.3).

Las columnas, de orden corintio, sostenían un ático decorado con esculturas y relieves que representaban escenas mitológicas e históricas. La estructura fue realizada en travertino y mármol, materiales preciosos que le dieron un aspecto majestuoso y duradero.

La estructura puede haberse inspirado en modelos anteriores caracterizados por una escenografía inspirada en edificios teatrales y enriquecida por juegos de agua; Por ejemplo, el ninfeo de Mileto, de la época de Trajano, y el ninfeo de Aspendos, de la época de Adriano. La arquitectura del Septizodium se distingue por su simetría y equilibrio, elementos fundamentales de la estética romana.

A lo largo de los siglos, el Septizodio sufrió varias transformaciones y modificaciones. Con la llegada del cristianismo y la decadencia del Imperio Romano, muchas estructuras antiguas fueron abandonadas o destruidas. El Septizodium no fue una excepción: gran parte de su estructura original se perdió y las piedras se reutilizaron para construir otros edificios.

EN: 🇬🇧 The Fountains of Ancient Romans: Aqua Claudia and Septimius Severus

Today, on the anniversary of the birth of Emperor Septimius Severus, we want to talk about one of the daughters of the Aqua Claudia aqueduct: the spectacular fountain of the Septizodium. This enormous monumental façade was designed to celebrate the power and greatness of the emperor and his dynasty, aiming to impress his African fellow citizens arriving from the Appian Way, “ut venientibus ex Africa suum opus occurreret.” This is one of the most extraordinary works of Roman architecture, directly fed by the Neronian Aqueduct, a branch of Aqua Claudia, which crossed the Celio from Porta Maggiore to reach the Palatine Hill.

We do not know exactly the origin of the name "Septizodium." According to one theory, it derives from its purpose, referring to the "Seven Suns," meaning seven celestial bodies dedicated to the seven planetary deities (Saturn, Sun, Moon, Mars, Mercury, Jupiter, Venus). Another interpretation suggests it comes from Latin and would mean "seven gates." This monument was strategically located at the entrance of the Palatine Hill, serving as an impressive entryway for those approaching the hill. The façade was designed to be seen from afar, creating a visual impact that struck anyone who came close.

The combination of architectural and decorative elements made the Septizodium a symbol of imperial power and Roman culture. The structure was adorned with columns, niches, and statues, creating an extraordinary visual effect that reflected the magnificence of Roman architecture. It featured an imposing façade, 300 Roman feet long (89 m), with seven openings overlooking a large open space, reminiscent of the scaenae frons of a theater, decorated with columns, niches, and statues. Three enormous niches could be seen along the façade, and the central apse contained a monumental podium for a colossal statue. We know this information thanks to a comment found in the Historia Augusta (H.A.S., Sever. XXIV.3).

The columns, of Corinthian order, supported an attic decorated with sculptures and reliefs depicting mythological and historical scenes. The structure was made of travertine and marble, precious materials that gave it a majestic and lasting appearance. The design may have been inspired by earlier models characterized by theatrical scenery and enhanced by water games; for example, the nymphaeum of Miletus, dating back to the Trajanic period, and the nymphaeum of Aspendos from the Adriatic period.

The architecture of the Septizodium is distinguished by its symmetry and balance, fundamental elements of Roman aesthetics. Over the centuries, the Septizodium underwent various transformations and modifications. With the advent of Christianity and the decline of the Roman Empire, many ancient structures were abandoned or destroyed. The Septizodium was no exception: much of its original structure was lost, and the stones were reused to build other buildings. Pope Sixtus V ordered its destruction, commissioning architect Domenico Fontana to demolish the ruins, retrieving materials such as peperino, travertine, and columns, which were reused for the construction of other buildings like the Palazzo della Cancelleria, the foundation of the obelisk in Piazza del Popolo, the northern façade of San Giovanni, the restoration of the Antonine Column, parts of Santa Maria Maggiore, and the church of San Giacomo degli Schiavoni.

Photos from Corduba - Córdoba Romana's post 03/04/2025

ES: 🇪🇸 Las termas romanas de Córdoba, ubicadas en las proximidades de la actual puerta de Gallegos, antiguo ingreso de la ciudad romana y son un fascinante vestigio de la vida cotidiana en la antigua ciudad.

Estas termas, que se encuentran en el primer sótano del edificio que albergaba la tienda de ropa Bershka en la calle Concepción nº 7, y ofrecen una visión única de la cultura y las costumbres de los romanos en Hispania.

El descubrimiento de estas termas se produjo en el año 2002 durante las obras de remodelación del edificio. Este hallazgo fue significativo, ya que las termas son un componente esencial de la vida social y cultural romana, y su conservación permite entender mejor cómo era la vida en Córdoba durante el periodo romano.

Durante las excavaciones aparecieron dos muros en opus cuadratum, y una natatio, una piscina con un perímetro que mide 13 m x 5,80m y 1,20 m de profundidad, cuyo extremo este se pierde por el solar contiguo. Se han hallado también los restos de la escalera de acceso a las termas de cuatro peldaños.

Las paredes de la natatio están recubiertas de cocciopesto, opus signinum ( ladrillos de barro cocido, piedra caliza y mortero), para impermeabilizar las paredes.
Las excavaciones han revelado no solo la estructura de las termas, sino también una serie de objetos que proporcionan información sobre la vida cotidiana de los romanos en Córdoba. Se han encontrado utensilios de baño, fragmentos de cerámica, monedas y otros artefactos que ayudan a datar el uso de las termas y a comprender mejor la interacción social que se producía en estos espacios.

Además, se han encontrado restos de mosaicos decorativos que adornaban las paredes y los suelos, lo que indica el nivel de sofisticación y el cuidado estético que se aplicaba en estos espacios.

Los arqueólogos han podido determinar que las termas fueron utilizadas desde el siglo I d.C. hasta el siglo III d.C., lo que indica que fueron un lugar de encuentro y socialización durante un periodo prolongado.

IT: 🇮🇹 Le terme romane di Córdoba, situate nelle vicinanze dell'attuale porta di Gallegos, antico ingresso della città romana, sono un affascinante reperto della vita quotidiana nell'antica città. Queste terme, che si trovano nel primo seminterrato dell'edificio che ospitava il negozio di abbigliamento Bershka in via Concepción n. 7, offrono una visione unica della cultura e delle usanze dei romani in Spagna.

La scoperta di queste terme è avvenuta nel 2002 durante i lavori di ristrutturazione dell'edificio. Questo ritrovamento è stato significativo, poiché le terme sono un componente essenziale della vita sociale e culturale romana, e la loro conservazione permette di comprendere meglio com'era la vita a Córdoba durante il periodo romano.

Durante gli scavi sono emersi due muri in opus quadratum e una natatio, una piscina con un perimetro che misura 13 m x 5,80 m e 1,20 m di profondità, il cui estremo est si perde nel terreno adiacente. Sono stati trovati anche i resti di una scala di accesso alle terme con quattro gradini.

Le pareti della natatio sono rivestite in opus signinum (mattoni di argilla cotta, calcare e malta). Gli scavi hanno rivelato non solo la struttura delle terme, ma anche una serie di oggetti che forniscono informazioni sulla vita quotidiana dei romani a Córdoba. Sono stati trovati utensili da bagno, frammenti di ceramica, monete e altri manufatti che aiutano a datare l'uso delle terme e a comprendere meglio l'interazione sociale che avveniva in questi spazi. Inoltre, sono stati rinvenuti resti di mosaici decorativi che adornavano le pareti e i pavimenti, il che indica il livello di sofisticazione e il gusto estetico che venivano applicati in questi luoghi.

Gli archeologi hanno potuto determinare che le terme furono utilizzate dal I secolo d.C. fino al III secolo d.C., il che indica che furono un luogo di incontro e socializzazione per un lungo periodo.

EN: 🇬🇧 The Roman baths of Córdoba, located near the current Gallegos gate, the ancient entrance to the Roman city, are a fascinating remnant of daily life in the ancient city. These baths, which are found in the basement of the building that housed the Bershka clothing store at 7 Concepción Street, offer a unique insight into the culture and customs of the Romans in Hispania.

The discovery of these baths occurred in 2002 during the renovation works of the building. This finding was significant, as the baths are an essential component of Roman social and cultural life, and their preservation allows for a better understanding of what life was like in Córdoba during the Roman period.

During the excavations, two walls in opus quadratum and a natatio, a pool with a perimeter measuring 13 m x 5.80 m and a depth of 1.20 m, were uncovered, with its eastern end extending into the adjacent lot. Remains of a four-step staircase leading to the baths were also found. The walls of the natatio are covered with opus signinum (a mixture of baked clay bricks, limestone, and mortar).

The excavations have revealed not only the structure of the baths but also a series of objects that provide information about the daily life of the Romans in Córdoba. Bathing utensils, fragments of pottery, coins, and other artifacts have been found, helping to date the use of the baths and to better understand the social interactions that took place in these spaces.

Additionally, remains of decorative mosaics that adorned the walls and floors have been discovered, indicating the level of sophistication and aesthetic care applied in these areas. Archaeologists have been able to determine that the baths were used from the 1st century AD to the 3rd century AD, indicating that they were a place of gathering and socialization for an extended period.

14/06/2024

Pancho Gamero La Colina LaColina, Doctor Ingeniero Agrónomo y Espeleólogo, Entre los mayores conocedores del tema agua, acueductos, canales y su historia a lo largo del tiempo, el sábado 22 de junio de 2024, a partir de las 09:00 de la mañana, nos acompañará en un paseo que nos permitirá conocer las principales aguas de los manantiales que abastecían la Judería cordobesa en época tardomedieval y moderna.

El sábado 22 de junio de 2024, a partir de las 09:00 de la mañana, la Asociación CVLTVRA MEDITERRANEA y el Grupo Pons Iani, nos acompañará en un paseo que nos permitirá conocer las principales aguas de los manantiales que abastecían la Judería cordobesa en época tardomedieval y moderna.

Aprenderemos por cómo accedían sus aguas al lienzo de la muralla romana por su costado occidental, concretamente por la Puerta de Almodóvar. Nos adentraremos por las calles, callejas y plazas de la Judería donde reconoceremos diferentes elementos hidráulicos de distribución de las aguas de los antiguos veneros hoy prácticamente desaparecidos.
Describiremos las fuentes existentes y las aguas asociadas a ellas, su origen y cualidades, así como las alcubillas y partidores que permitían la gestión del agua en un complejo entramados de conducciones.

La visita será realizada por Pancho Gamero La Colina LaColina, Doctor Ingeniero Agrónomo y Espeleólogo, Presidente de la Plataforma a Desalambrar declarada asociación de Utilidad Pública.

Para más información haz clic en el enlace: https://www.facebook.com/share/qgbMFpfjz2e9FTEU/

28/02/2024

ES: 🇪🇸 Feliz día de Andalucía

IT: 🇮🇹 Buona Festa del giorno dell’Andalusia

EN: 🇬🇧 Happy Andalusia Day

Photos from Casa del Agua's post 07/01/2024

Conferencia LOS ACUEDUCTOS DE ROMA Y CÓRDOBA
Biblioteca Viva de Al-Ándalus Martes 9 de enero 2024 19:00h

05/01/2024

ES: El martes, 09 de enero de 2024, a las 19:00, en la Biblioteca Viva de al-Andalus en Córdoba, el Grupo de Investigación Pons Iani, celebrará una conferencia, organizada por la asociación , SOLO HAY UNA , sobre los Acueductos de Córdoba y Roma:
PROGRAMA DE LA CONFERENCIA:
- Los Acueductos: Una comparativa de los acueductos españoles. La distribución y canalización del agua desde el nacimiento hasta la ciudad;
- Los Acueductos Romanos de Córdoba: Novedades de la investigación y presentación del estudio sobre la hipótesis del cuarto acueducto romano de Córdoba;
- Los Acueductos Romanos de Roma: Presentación en estreno mundial del descubrimiento de un Acueducto Romano, todavía en funcionamiento, más antiguo que el Acueducto Apio, el acueducto de Roma considerado el más antiguo hasta hoy;
- Presentación del proyecto de hermanamiento de las ciudades de Roma y Córdoba, de la asociación italo-española CVULTVRA MEDITERRANEA;
Para más información podéis enviarnos un correo electrónico a [email protected] .
Colaboradores Casa del Agua Divae Camenae - La Festa dei Cereali Legio # # # Vlpia Victrix Paradigma Media Andalucía
IT: Martedì 9 gennaio 2024, alle ore 19:00, presso la Biblioteca Viva de los Al-Andalus di Córdoba, il Gruppo di Ricerca Pons Iani terrà una conferenza, organizzata dall'associazione Córdoba hay solo una, sugli Acquedotti di Roma e di Córdoba.
PROGRAMMA DELLA CONFERENZA:
- Gli Acquedotti: Una comparazione tra gli acquedotti spagnoli. La distribuzione e la canalizzazione dell'acqua dalla sorgente alla città;
- Gli Acquedotti Romani di Córdoba: Notizie sulla ricerca e presentazione dello studio sull'ipotesi del quarto acquedotto romano di Córdoba;
- Gli Acquedotti Romani di Roma: presentazione in anteprima mondiale della scoperta inedita di un Acquedotto Romano, ancora in funzione, più antico dell'Acquedotto dell'Appio;
- Presentazione del progetto di gemellaggio tra le città di Roma e Córdoba, dell'associazione italo-spagnola CVULTVRA MEDITERRANEA;
Per maggiori informazioni potete inviarci una mail a [email protected] .
EN: On Tuesday, January 9, 2024, at 7:00 p.m., at the Al-Andalus Living Library in Córdoba, the Pons Iani Research Group will hold a conference, organized by the Córdoba there is only one association, on the Aqueducts of Córdoba and Rome:
CONFERENCE PROGRAM:
- The Aqueducts: A comparison of the Spanish aqueducts. The distribution and channeling of water from the source to the city;
- The Roman Aqueducts of Córdoba: News of the research and presentation of the study on the hypothesis of the fourth Roman aqueduct of Córdoba;
- The Roman Aqueducts of Rome: World premiere presentation of the discovery of a Roman Aqueduct, still in operation, older than the Appian Aqueduct, the aqueduct of Rome considered the oldest to date;
- Presentation of the twinning project for the cities of Rome and Córdoba, of the Italian-Spanish association CVULTVRA MEDITERRANEA;
For more information you can send us an email to [email protected].

24/12/2023

os desea a todos una feliz navidad!!

20/11/2023

Las fuentes de Córdoba
ES: Esta foto representa la alberca desaparecida de la plaza de Colon. Al fondo donde confluyen todos los caminos del jardín, hay una gran fuente de estilo modernista, con pilón circular y un pedestal con dos valvas superpuestas sobre las que cae el agua de un surtidor central adornan estos jardines. La idea de construirla data de 1835, siendo alcalde el Conde de Torres Cabrera. Se construyó entre 1920-1925 según proyecto del arquitecto Carlos Sáenz de Santamaría y fue realizada en hormigón por el escultor Rafael del Rosal.
IT: Questa foto rappresenta la vasca mancante in Plaza de Colon. Nella parte finale della foto, dove convergono tutti i viali del giardino, si trova una grande fontana in stile modernista, con un pilone circolare e un piedistallo con due valvole sovrapposte su cui cade l'acqua da un beccuccio centrale, che adorna questi giardini. L'idea di costruirlo risale al 1835, quando era sindaco il Conte di Torres Cabrera. Fu costruita tra il 1920 e il 1925, secondo un progetto dell'architetto Carlos Sáenz de Santamaría, e fu realizzato in cemento dallo scultore Rafael del Rosal.
EN: This photo represents the missing swimming pool in Plaza de Colon. At the back, where all the garden avenues converge, there is a large modernist style fountain, with a circular pylon and a pedestal with two overlapping valves on which water falls from a central spout, which adorns these gardens. The idea of building it dates back to 1835, when the Count of Torres Cabrera was mayor. It was built between 1920 and 1925 according to a design by the architect Carlos Sáenz de Santamaría and was made of concrete by the sculptor Rafael del Rosal.

13/11/2023

ES: Magnífica foto de la Albolafia de Fran Mason. Año 1870. En el fondo podemos apreciar también el antiguo Puerto del río.
IT: Magnifica foto dell'Albolafia di Fran Mason. Anno 1870. Sullo sfondo si vede anche il vecchio porto fluviale.
EN: Magnificent photo of Fran Mason's Albolafia. Year 1870. In the background we can also see the old river port.

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