27/03/2024
“Tutti gli strumenti sono facili da suonare. Tutto sta nel pigiare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da solo.” - Bach, nato questo mese nel 1685.
I MISTERI DI BACH RIVELATI
Johann Sebastian Bach, acclamato come uno dei massimi compositori nella storia della musica, viene ricordato in questi giorni per l’anniversario della sua nascita. La sua musica, che spazia dalle composizioni per clavicembalo e organo fino alle complesse fughe e cantate, è ammirata per la sua profondità emotiva, la sua tecnica brillante e la sua bellezza intramontabile.
Il primo “enigma” legato a Bach è la sua data di nascita. In alcuni casi viene celebrata il 21 marzo e in altri casi viene celebrata il 31 .
Sebbene fosse nato ad Eisenach (Germania) il 31 marzo 1685, la sua nascita è celebrata il 21 marzo a causa di un ritardo di dieci giorni dell’epoca. Questo perché, nel 1582, Papa Gregorio XIII decise di eliminare dieci giorni dal calendario per correggere le date degli equinozi e dei solstizi. Tuttavia, la Germania protestante inizialmente rifiutò il calendario gregoriano, allineandosi con il resto del mondo solo nel 1700. Di conseguenza, per oltre un secolo, i paesi confinanti erano sfasati di dieci giorni.
Nelle sue opere, Bach incorporava spesso codici simbolici. Se vi siete mai chiesti il significato delle sigle nelle sue partiture, ecco la spiegazione per decifrare i suoi enigmatici codici: 😊
* JJ: “Jesu Juva”, che significa “Gesù, aiuta!” Era una preghiera che Bach usava per iniziare molte delle sue partiture, invocando l’ispirazione divina per la sua musica.
* SDG: “Soli Deo Gloria”, o “Solo a Dio la gloria”. Con questa sigla, Bach sigillava le sue composizioni, attribuendo a Dio il merito per le sue creazioni.
Queste abbreviazioni sono lo specchio della profonda spiritualità di Bach e del suo desiderio di dedicare la sua musica alla celebrazione del divino. Egli sosteneva: “Io suono le note come sono scritte, ma è Dio che fa la musica.”
📸 Ph. La copia personale autografa della Messa in si minore di Johann Sebastian Bach, conservata dalla Biblioteca di Stato di Berlino e inserita nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO.
Credits: Museum of Artifacts