Centro Counseling Simbolico

Centro Counseling Simbolico Il Centro Counseling Simbolico organizza corsi di counseling simbolico, laboratori e promuove ogni altra attività nel campo simbolico. - D.T.

Suzuki a proposito del Buddismo:
"La contraddizione, che tanto sconcerta il modo di pensare ordinario, deriva dal fatto che dobbiamo usare il linguaggio per comunicare la nostra esperienza interiore, la quale per sua stessa natura trascende la possibilità della lingua."

- W. Heisenberg a proposito della fisica atomica:
"I problemi del linguaggio sono qui veramente gravi. Noi desideriamo parlare i

n qualche modo della struttura degli atomi .. Ma non possiamo parlare degli atomi dervendoci del linguaggio ordinario."

- Sia il mistico sia il fisico vogliono comunicare la loro conoscenza, e quando lo fanno con le parole, le loro affermazioni risultano paradossali e piene di contraddizioni logiche. (Fritjof Capra, Il Tao della fisica)

Quando la logica non basta, c'è bisogno del simbolo!

28/11/2023

L’importanza di scrivere bene: le 40 regole di Umberto Eco.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.

03/06/2021

L'esperienza è l'unica realtà che non si possa annullare con le discussioni.

C. G. Jung

03/06/2021

“Le nostre paure sono molto più numerose dei pericoli concreti che corriamo. Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà.”
Seneca

03/06/2021

Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l'acqua.
Niente ostacoli – essa scorre.
Trova una diga, allora si ferma.
La diga si spezza, scorre di nuovo.
In un recipiente quadrato, è quadrata.
In uno tondo, è rotonda.
Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa.
Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua.
E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.
attribuita a Laozi

14/04/2021

Per sostenere la teoria dell’inconscio collettivo, Jung utilizzò il metodo dei parallelismi culturali, dimostrando che ogni gruppo etnico, di fronte a eventi universali quali la nascita, la morte, l’amore e così via, risponde con modalità comportamentali ed espressive simili, come si può riscontrare dal confronto di diverse mitologie e sistemi religiosi, o di diverse creazioni artistiche, nonché dal confronto di questi con il materiale psichico emergente dai sogni, dalle fantasie e dai deliri dei malati di mente. [...] Secondo Jung, l’inconscio collettivo ha la funzione di attivare delle risposte di adattamento che consentono alla specie umana di sopravvivere.

Aldo Carotenuto,1991

14/04/2021

« Maschile » e « femminile » sono termini simbolici e non vanno identificati concretamente con «uomo» e «donna» come portatori di caratteristiche sessuali precise. L'uomo e la donna, da un punto di vista psicologico, sono bisessuali, in quanto nel loro inconscio ci sono anche istanze del sesso opposto. «Anima» per l'uomo, e « Animus » per la donna.

C. C. Jung, L'Io e l'inconscio.

07/04/2021

Ciò che educa il bambino è il modo con il quale i genitori vivono, mentre le manifestazioni verbali che essi vi aggiungono serviranno tutt'al più a confonderlo.

C. G. Jung

Foto: Gabbia prendisole per bambini, 1937.

07/04/2021

Il viaggio più difficile di un essere umano
è quello che lo conduce dentro sé stesso
alla scoperta di chi veramente egli è.

Carl Gustav Jung

02/03/2021

Nutrite l’anima perché la fame la trasforma in una belva che divora cose che non tollera e da cui resta avvelenata.
Amici miei, saggio è nutrire l’anima, per non allevarvi draghi e diavoli in seno.

Carl Gustav Jung

Artista: Antonio Ligabue

Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguard...
01/03/2021

Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani»

Jung – Libro Rosso

19/02/2021

"Quello che vi do, non è né una dottrina né un insegnamento. E da quale pulpito potrei indottrinarvi? Vi informo della via presa da quest'uomo, della sua via, ma non della vostra. La mia via non è la vostra via, dunque non posso insegnarvi nulla. La via è in voi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi. In noi è la via, la verità e la vita."

Jung, Libro Rosso

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