12/05/2024
Tra madri e figli.. Qualche opere intime, disegno e filo su carta della mostra "INTRECCI" MIELE LIMONE alla galleria Vecchia Posta di Brusino aperta venerdì e sabato 15-19/ Domenica e festivi 10-12 e 15-18 ore.
Condivido con voi il testo di presentazione di Silvia Vegetti Silvia Finzi a chi ringrazio di cuore.
Questa mostra rappresenta un primo momento di riflessione dell’artista sul tema.
Ma sin d’ora le sue opere, composte scultura, pittura, grafica e ricamo, ci conducono verso il luogo delle origini, là dove inizia il rapporto più complesso e coinvolgente, quello tra madre e figlia.
All’inizio troviamo una forma di specularità immobilizzante in cui “la madre è la figlia e la figlia è la madre” ma man mano lo specchio s’incrina finché la figlia adolescente, eseguendo un comando che le proviene dall’inconscio, cercherà di infrangerlo per divenire se stessa, magari diversa rispetto ai sogni e ai desideri materni. In questo percorso, mai concluso, assistiamo a dinamiche di allontanamento e riavvicinamento, a tentativi di convergenza e divergenza, rappresentati nell’opera d’arte da fili che si congiungono e disgiungono.
Impossibile dire a parole tanta complessità ma là dove la voce tace sopravviene la forza espressiva dell’artista, la sua capacità di coinvolgerci in una esperienza visiva che si riverbera su tutti i sensi, che impegna il cuore e la mente.
Si tratta di una occasione imperdibile per conoscere noi stesse e gli altri. E soprattutto per comprendere la figlia che siamo state e la madre che siamo o potremo divenire.
Opere di tanta bellezza producono in chi le fruisce effetti di verità e di cura. Ne deriva un senso di ammirazione e un sentimento di gratitudine nei confronti di un’artista che, giunta alla piena maturità, ci offre a piene mani immaginazione, esperienza e competenza. Non si tratta tuttavia di un percorso concluso perché il suo spirito creativo è già pronto a nuove esplorazioni, a inedite realizzazioni.
Nelle opere che Gabriela ci propone, il mondo interno si fa visione rendendo così possibile condividere una esperienza, come quella materna, di per sé intima e segreta.
Mi auguro che questa mostra venga compresa negli itinerari scolastici in modo che le adolescenti possano riflettere e comprendere il senso di certi atteggiamenti ambivalenti, talora conflittuali, che rendono difficile il loro rapporto con la madre e, di conseguenza, il raggiungimento della maturità.
Se riusciamo a vederli in filigrana, i nodi che arrestano l’evoluzione verso l’autonomia e l’indipendenza si sciolgono e alla fine il miele prevale sul limone, l’amore che unisce sull’odio che divide.
Silvia Vegetti Finzi, Milano, 8 aprile 2014