Ecosociale - Corso di Giornalismo d'Inchiesta Ambientale e Sociale

Ecosociale - Corso di Giornalismo d'Inchiesta Ambientale e Sociale

Share

Contact information, map and directions, contact form, opening hours, services, ratings, photos, videos and announcements from Ecosociale - Corso di Giornalismo d'Inchiesta Ambientale e Sociale, Education Website, .

Ecosociale è il Corso di Giornalismo d’Inchiesta Ambientale e Sociale che ti insegna a raccontare il mondo per cambiarlo, con libertà, etica e partecipazione, stimolando cambiamento e coscienza critica.

Photos from Ecosociale - Corso di Giornalismo d'Inchiesta Ambientale e Sociale's post 09/05/2026

Ieri abbiamo parlato dell' "incomputabilità" del giornalismo investigativo al Nina Festival 🌀📸

Un momento di discussione e di approfondimento con il panel “Né intelligente né neutrale: l’AI nel giornalismo” che Ecosociale ha avuto l'opportunità di promuovere grazie allo spazio di confronto aperto a Roma da NINA - Né Intelligente Né Artificiale, un festival nato con l'intenzione di costruire dibattito sul "mito" dell'intelligenza artificiale per riportarla alla sua dimensione materiale e politica

Abbiamo discusso di come l'AI non sia un'entità astratta, ma un’infrastruttura tecnologica che si nutre del nostro lavoro invisibile. La vera sfida per il giornalismo e per la società non è "adattarsi" a un destino ineluttabile, ma rivendicare autonomia tecnologica e conoscenza per non essere ridotti semplici appendici della macchina.

Al centro del nostro dibattito c'è stata la resistenza dell'incomputabile: quella scintilla di etica, intuizione e scambio umano alla base del giornalismo che nessuna probabilità statistica potrà mai mappare o sostituire.

Un ringraziamento ai relatori che hanno reso possibile questa riflessione:

🎤 Teresa Numerico, per averci mostrato come evitare l'omologazione del "prossimo token"

🎤 Fabio Ciotti, per averci fornito strumenti critici necessari ad indagare le scatole nere degli algoritmi

🎤 Manuele Bonaccorsi, per averci ricordato che l'inchiesta è fatta di storie, fonti e ricerca di verità estranee all'algoritmo

🎤 Thomas Simon Mattia, per averci mostrato come fare della tecnologia un microscopio per smascherare i pattern del potere.

Il campo della tecnologia è contendibile, e ieri abbiamo disegnato insieme la cornice di questa contesa.

i.n.a_watch .bonak

03/05/2026

Chi decide cosa vediamo, cosa leggiamo e a cosa crediamo nell'epoca dell'AI?

Quanto gli algoritmi appiattiscono e controllano la narrazione e quanto invece l'intelligenza artificiale può aiutare il giornalismo investigativo?

Conoscere gli impatti dell'AI sul mondo dell'informazione significa proteggere la qualità del dibattito pubblico.

📍 L’8 maggio a Roma ne parliamo dal vivo all’interno del Nina Festival – Né intelligente né artificiale, con giornalisti, docenti universitari ed esperti di cultura digitale.

Un confronto aperto su:
▪️ AI e democrazia
▪️ Bias invisibili e propaganda automatizzata
▪️ Giornalismo indipendente e controinformazione
▪️ Potere delle piattaforme
▪️ Cosa resta umano nell’informazione

🎓 Evento accreditato con 4 CFP per giornalisti

🎟️ Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti.

👉 Tu da che parte stai: l’AI può rafforzare il giornalismo libero o rischia di svuotarlo? Scrivilo nei commenti.

20/04/2026

In una democrazia, il giornalismo – soprattutto quello d’inchiesta – non è un accessorio: è una condizione necessaria. La libertà di informazione va custodita, difesa e praticata ogni giorno, perché è ciò che permette ai cittadini di conoscere, comprendere e scegliere.

In questi giorni, Nello Trocchia, giornalista di Domani, è stato oggetto di gravi minacce per il suo lavoro d’inchiesta, come sempre incentrato su interessi criminali e dinamiche di potere. Minacce che colpiscono un professionista dell'informazione e con lui il diritto di tutte e tutti a essere informati.

Quando un giornalista viene intimidito e le istituzioni restano in silenzio o si espongono troppo timidamente e troppo poco concretamente in sua difesa, quel silenzio pesa. Diventa un segnale. Lascia quasi intuire che il giornalismo d’inchiesta, quello che indaga mafie, poteri e politica, sia percepito come qualcosa di scomodo, più da tollerare che da difendere.

Perché, in fondo, ai poteri che reggono le nostre democrazie bastano una libertà d'informazione di facciata e un’informazione più accomodante: quella che si limita a porgere il microfono, a rilanciare dichiarazioni, a trasformare il racconto della realtà in propaganda, spesso svuotata di fatti e dati.

È proprio questo silenzio che ci spinge a prendere posizione. A dire con chiarezza che crediamo in un giornalismo che, quando indaga i poteri, le mafie e la politica, sta dalla parte dei cittadini.

Abbiamo raccolto e pubblichiamo di seguito alcuni dei messaggi che le iscritte e gli iscritti di Ecosociale, che hanno avuto modo di conoscere Nello Trocchia durante il corso, hanno scritto per esprimere pubblicamente la loro solidarietà:

“Da cittadino, da lettore, oltre che da ‘allievo’ per qualche ora… solidarietà e un abbraccio a Nello Trocchia”
Cristiano Denanni

“Quando si prova a intimidire chi fa informazione, tutta la comunità deve farsi sentire.
A Nello Trocchia vogliamo dire che non è solo: siamo in tanti al suo fianco”
Carmelo Surace

“Di Nello ho apprezzato la sua straordinaria professionalità, incredibile semplicità e la passione autentica con cui fa giornalismo. Esempio di coraggio e integrità”
Rosario Diamante

“Viviamo in un mondo dove la reazione infame al racconto dei fatti diventa misura di quanto questo lavoro sia necessario. Tanto più si coglie nel segno, tanto più la macchina del fango intimidatoria si manifesta.
Forza Nello, abbiamo bisogno di giornalisti come te!”
Silvia Ciucchi

“Il diritto di cronaca viene colpito quando si tenta di silenziare la voce di chi con coraggio, determinazione ed impegno scrive ed informa. Non si deve lasciar vincere chi grida più forte, siamo tutte e tutti dalla parte di Nello!”
Marianna Accolla

“Scrivere conferisce potere alle parole e Nello Trocchia ha la capacità di raccontare con un coraggio che dà fastidio. Viva quel fastidio perché sa bene dove colpire!”
Salvatrice Corridore

“L’informazione libera fa paura solo a chi ha qualcosa da nascondere. Minacciare un giornalista significa colpire il diritto di tutti noi a conoscere. Avanti Nello!”
Andrea Burgio

“Nello Trocchia è stato un docente che ci ha fatto capire quanto sia importante essere dei buoni reporter, essere liberi e indipendenti. Solo chi teme la verità risponde alle domande con le minacce. Solidarietà incondizionata a Nello Trocchia”
Letizia Barreca

“Le minacce di morte ricevute da Nello Trocchia non riguardano solo lui. Riguardano tutti noi.
C’è una violenza subdola che non ha bisogno di mostrarsi per essere efficace. Agisce nell’ombra, intimidisce senza essere punita, e sa esattamente cosa sta facendo: non vuole colpire una persona sola, vuole far capire a tutti che il prezzo della libertà di stampa può diventare insostenibile.
Uno schema intimidatorio che funziona soprattutto quando trova silenzio intorno a sé.
Il lavoro di Nello e dei giornalisti come lui merita protezione istituzionale, visibilità pubblica e una solidarietà che non si esaurisca in dichiarazioni ma si trasformi in atti concreti.
Perché ogni volta che un giornalista viene minacciato e la cosa passa in secondo piano, qualcuno sa che potrà provare indisturbato a zittire i "cani da guardia della democrazia”
Andrea Rosso

“Chi come Nello Trocchia lavora per portare alla luce verità scomode deve essere protetto dalle istituzioni di un paese che voglia definirsi democratico.
Come lettori abbiamo la responsabilità di sostenere il lavoro dei giornalisti che, come Nello, dedicano la loro vita a questo mestiere che ancora può garantirci di vivere in una società che tiene al diritto, alla giustizia e all’integrità.”
Gaia Marescotti

La solidarietà non è solo un gesto formale: è una presa di posizione.
E oggi, più che mai, è necessaria.

09/03/2026

Come cambia la ricerca delle informazioni nell’era dell’intelligenza artificiale?
E come deve adattarsi chi fa giornalismo e comunicazione?
Come rendere i contenuti trovabili, affidabili e comprensibili in un ecosistema informativo sempre più complesso?

Google liquido di Giorgio Taverniti è una lettura che aiuta a capire come stanno evolvendo i motori di ricerca, il ruolo degli algoritmi e il modo in cui le persone trovano e consumano le informazioni online. Un testo interessante per ragionare su visibilità, qualità delle fonti e trasformazione dell’informazione digitale.

📖 Da leggere per capire meglio il presente e il futuro della ricerca delle notizie.

05/03/2026

Nel giornalismo il rischio più grande è quello di restare bloccati davanti a un foglio bianco o a un progetto che sembra non essere mai "abbastanza pronto". Durante le sue lezioni, Enrico Farro ci ha ricordato che la fase operativa inizia con un atto di coraggio: varcare la soglia di casa.

Non bisogna aver paura di iniziare per tre ragioni:

- L'errore è parte del mestiere, e il mestiere si impara "sporcandosi le mani";
- La scintilla è sufficiente: è dalla curiosità che ci si mette in cammino;
- Si impara facendo, uscendo e iniziando a riprendere o intervistare.

03/03/2026

Il producer radiofonico, colui che organizza, scrive e innova, è un lavoro invisibile ma fondamentale per ogni grande programma radiofonico o podcast di successo. Rende materialmente possibile la magia dell'audio.

Per comprendere questo mestiere, in una delle lezioni tenute per il modulo Podcast di Ecosociale, Andrea Pistorio ha consigliato la lettura di: "A microfono spento. Il mestiere del producer radiofonico in Italia" di Sara Zambotti e Fabrizia Brunati, un racconto in cui convivono tre anime diverse: una scientifica, con una mappatura iniziale degli studi di settore, una narrativa, che si snoda in un diario polifonico scritto da curatrici e curatori del servizio pubblico, e una dialogica, dedicata alle interviste al gotha della radiofonia italiana, ovvero ai professionisti delle dieci emittenti più ascoltate in Italia, disposti a svelarci le loro ricette per una buona radio.

Photos from Ecosociale - Corso di Giornalismo d'Inchiesta Ambientale e Sociale's post 24/02/2026

Tra i docenti di Ecosociale c'è Alberto Puliafito, iornalista, regista e analista dei media, co-fondatore e direttore di Slow News, co-fondatore di IK Produzioni con cui fa documentari e altri prodotti audiovisivi per ogni tipo di piattaforma.

Ha un background in ingegneria biomedica, oggi studia comunicazione interculturale ed è molto impegnato nella formazione, copertura giornalistica e sperimentazione di tutto ciò che riguarda le intelligenze artificiali.

Autore di "Artificiale", newsletter di Internazionale proprio sulle intelligenze artificiali, e di "The Slow Journalist", newsletter sul mondo dei media. Ha scritto svariati libri. L'ultimo è "E poi arrivò DeepSeek – Dalla Cina in open source: l’AI che ha cambiato le regole del gioco", per Apogeo.

20/02/2026

Nel giro di un decennio o poco più, il mondo dell’informazione è molto cambiato: non è più un mercato chiuso dominato da pochi grandi editori. Così, muta anche il ruolo del giornalista. Non basta più scrivere un’inchiesta eccellente; bisogna assicurarsi che quella verità arrivi alle persone giuste.

A prescindere dal giudizio che si dà a questo processo, oggi parte del lavoro di ogni giornalista è essere protagonista della propria distribuzione, imparando a usare strumenti come la SEO e i social media per intercettare i reali bisogni informativi della comunità.

Senza lettori, anche l'inchiesta più coraggiosa perde il suo potere di generare cambiamento sociale.

Want your school to be the top-listed School/college?