08/06/2023
L’adolescenza? Età incerta e ingrata.
Il fatto è che l'inquietante adolescenza, attraversata da ambivalenze e contorsioni, non esiste più come periodo di transizione, ma si annuncia piuttosto come l’esordio di una lunga durata.
Oggi, sembra che la fine dell'adolescenza venga continuamente rimandata. Si tollera, se non addirittura si promuove, il fatto che questa età della vita straripi e invada il tempo che dovrebbe consegnare all’ingresso nell’epoca adulta. L'adolescenza esercita la propria tirannia ben oltre gli anni delle turbolenze e delle battaglie del teatro psichico della pubertà.
Il rovesciamento del costume - che può portare una madre a volersi vestire come la figlia o un padre a fumarsi una canna insieme al figlio - mostra un processo di imitazione dove è il mondo adolescente a contagiare quello adulto. I confini si annullano. Il senso del limite viene messo in questione. Si diffonde la figura del genitore emotivo, il primo a temere il no, il primo a non trovare ragioni per provare a "resistere".
Nell’adolescenza di oggi età mentale ed età cronologica non coincidono. L’ambiente sollecita alla precocità, all’ostentazione, e produce in parallelo stati di sospensione, rimandi infiniti, accelerazioni brusche. Il desiderio si teme e si astiene. L’assenza di codici produce ansia, tutto può diventare un modello: la pubblicità, la moda, una serie televisiva.
Liberato dall’etica, il corpo è diventato dominio dell’estetica, da ritoccare e da rifare. Così il sesso, una volta invisibile, ardentemente fantasticato, è diventato ora una “cosa", dove la troppa realtà inibisce l’immaginazione.
Il passaggio in pochi decenni dalla famiglia etico-normativa a quella affettivo-soddisfattiva richiede una profonda riflessione. Ciò che appare evidente è che il mondo emotivo e affettivo, con la crescita dei figli, rischia di deludere le aspettative di tutte le figure in gioco, costrette improvvisamente ad affrontare l’estraneo, a rischiare la mancanza di riconoscimento, a scoprire i lati in ombra e le comuni fragilità.
Fragilità, ecco la parola che nessuno vuole sentire in un mondo dove siamo tutti eterni ragazzi e ragazze.