Cyberbullismo - educazione digitale

Cyberbullismo - educazione digitale intreccio.eu tutto sul cyberbullismo: normative, sondaggi e novità in materia di educazione digitale

Sono Cetty Mannino, blogger del sito intreccio.eu, il blog che tratta esclusivamente il fenomeno del cyberbullismo e dell'educazione ai new media. Il fenomeno è affrontato sotto ogni punto di vista, attraverso interviste inedite, contatti diretti con le istituzioni e la collaborazione di diverse figure specializzate in materia. Informare, prevenire e contrastare il cyberbullismo è l'obiettivo di intreccio.eu

10/04/2026

“Un aiuto che ti svuota ogni volta, prima o poi smette di essere sostenibile.”

Aiutare qualcuno è una cosa bellissima.

Ma c’è una differenza tra dare una mano...
e diventare la mano che deve esserci sempre.

All’inizio può sembrare poco.

“Ci penso io.”
“Faccio prima a farlo io.”
“Non preoccuparti, risolvo.”

Poi quella disponibilità può diventare lentamente un ruolo.

Sei quello che risponde sempre.
Quello che sistema.
Quello che si adatta.
Quello che trova il tempo.

Finché arriva una domanda scomoda:

“Sto aiutando questa persona o sto rendendo indispensabile il mio aiuto?”

Perché non tutto ciò che rende più facile la vita di qualcuno lo aiuta davvero nel lungo periodo.

A volte aiutare significa esserci.
Altre volte significa lasciare che l’altro faccia qualcosa da solo.
A volte significa dire sì.

Altre significa:

“Questa volta non posso farlo io, ma posso aiutarti a capire come farlo.”

Questo vale anche per noi.

Se per sostenere continuamente tutto e tutti devi sacrificare riposo, priorità e cose importanti della tua vita, non hai costruito un modo sostenibile di esserci.

Hai costruito un sistema che funziona soltanto finché tu continui ad assorbire il costo.

E prima o poi quel costo arriva.
Forse allora una domanda utile, prima di dire automaticamente sì, è:

“Posso aiutare senza assumermi ciò che non mi appartiene?”

Non serve scegliere tra generosità e confini.
La forma migliore di aiuto dovrebbe lasciare un po’ più forti entrambi.

In “CHIAREZZA” trovi il Filtro del Controllo: un esercizio che ti aiuta a separare ciò che puoi realmente fare da ciò che appartiene alle decisioni, alle responsabilità e alle azioni degli altri.

È una distinzione semplice, ma importante soprattutto per chi tende a caricarsi molto sulle spalle. Perché responsabilità non significa farsi carico di tutto.

Significa riconoscere con chiarezza quale parte è davvero tua.

Scrivi “CHIAREZZA” nei commenti e ti invierò gratuitamente il mio ebook.

10/03/2026
10/02/2026

Family influcencer. La domanda sorge spontanea: chi educa chi? Che tipo di educazione digitale diamo noi adulti ai bambini?

09/30/2026

WhatsApp introduce anche in Italia nuovi controlli parentali per gli account dei teenager. La nuova funzione, facoltativa, permette ai genitori di intervenire su alcune impostazioni degli account dei figli con più di 13 anni, senza però accedere al contenuto di messaggi e chiamate. I genitori potranno decidere chi può vedere l’immagine del profilo, chi può aggiungere i ragazzi ai gruppi e quali contenuti possono visualizzare nei canali e negli Stati. ▶️ https://shorturl.at/sHeRx

09/29/2026

Il problema non è il digitale. È che nessuno gli ha mai insegnato a comprendere come agisce sulle loro emozioni, la fiducia in se stessi, sull'attenzione e sulla percezione di sé e su come influenzi il loro modo di pensare e di valutarsi.Stanno crescendo immersi nel digitale e spesso li consideriamo competenti perché sanno usare piattaforme, app, social, strumenti di intelligenza artificiale e tecnologie che molti adulti conoscono meno di loro. Avere competenze strumentali non significa avere consapevolezza. Sanno usare uno strumento, ma non sempre comprendono gli effetti che quello strumento ha sul loro cervello.In altre parole, sanno utilizzare il digitale, ma spesso non sono stati preparati a gestire l’impatto che ha ed è anche per questo che spesso gli effetti possono essere negativi. Oggi poi, tutto questo diventa ancora più complesso in un contesto di iperstimolazione continua, dove i feedback sono immediati, il confronto è costante e la sensazione di non essere abbastanza può arrivare molto più velocemente della capacità di elaborarla.Sanno usare il digitale, ma questo non significa che siano preparati e pronti a gestire il confronto continuo, la ricerca di approvazione e l'iperstimolazione. Non confondiamo l'abilità tecnica con la maturità neuropsicologica.

Questa è solo una riflessione. Su questi temi condividiamo regolarmente approfondimenti, evidenze scientifiche e strategie che non possono essere affrontati pienamente nei limiti di un contenuto social.

09/29/2026

“SENZA SMARTPHONE MI SENTO VUOTO.”
GENITORI, QUESTA FRASE NON VA LIQUIDATA CON UNA RISATA.

Quando un ragazzo vi dice:
“Senza telefono mi sento vuoto”,
non vi sta necessariamente dicendo soltanto: mi annoio.

Può starvi dicendo qualcosa di molto più importante:

“Non so più stare con quello che sento quando lo schermo si spegne.”

Perché lo smartphone, a quel punto, non è più soltanto uno strumento.

È diventato un regolatore emotivo.

Sono nervoso? Scorro.
Sono triste? Scorro.
Mi sento solo? Mi collego.
Sono frustrato? Gioco.
Ho paura di non essere abbastanza? Cerco qualcosa che mi distragga.

E così, minuto dopo minuto, quel ragazzo può disimparare una competenza fondamentale ossia stare dentro la realtà senza doverla anestetizzare continuamente.

Il problema, quindi, non è soltanto quante ore passa davanti allo smartphone.

Il problema comincia quando senza smartphone:
* non sa più cosa fare;
* diventa irritabile o aggressivo;
* non tollera la noia;
* dorme male;
* perde interesse per sport, amici e attività reali;
* peggiora a scuola;
* vive ogni separazione dal telefono come se gli mancasse qualcosa di essenziale.

È qui che un genitore deve intervenire.

Ma attenzione: non basta strappare il telefono dalle mani e dichiarare guerra allo smartphone.

Perché se togliete lo schermo senza capire che cosa quello schermo stava coprendo, il problema rimane.

Bisogna rimettere progressivamente dentro la sua vita ciò che è stato espulso: sonno, sport, relazioni vere, responsabilità, frustrazione, silenzio, noia, tempo condiviso.

E soprattutto bisogna tornare a insegnargli una cosa che nessuna app potrà mai insegnargli…che si può stare male senza scappare.
Che ci si può annoiare senza morire.
Che si può essere soli per qualche minuto senza sentirsi vuoti.

Perché uno smartphone dovrebbe stare nella vita di vostro figlio.

Non diventare il posto in cui vostro figlio sente di esistere.

La storia riportata dal Corriere insiste proprio su questo:
il campanello d’allarme non è il semplice numero di ore, ma la perdita di controllo e il deterioramento di sonno, scuola, relazioni e vita quotidiana.

09/29/2026

I Video musicali colorati, ritmi veloci e balletti virali: su YouTube i contenuti per bambini macinano milioni di visualizzazioni. Star come Lucilla e Carolina sono diventate punti di riferimento per i più piccoli, ma dietro il successo di questi format c’è anche un meccanismo che stimola intensamente l’attenzione dei bambini: https://fanpa.ge/xmWRJ

09/28/2026

Su «la Lettura» in edicola solo oggi, lo scrittore per ragazzi Pierdomenico Baccalario intervista l’economista Gregory Veramendi https://tinyurl.com/vh7bj9ss

09/26/2026

È sempre più diffuso l’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale per finalità di frode: audio che replicano la voce di familiari, video deepfake che, ad esempio, possono copiare volti di personaggi famosi, messaggi di phishing potenziato, privi di errori grammaticali e adatti al profilo della vittima.
I sistemi di IA consentono di creare falsi siti, graficamente identici o molto simili a quelli originali, che riproducono loghi, immagini, testi di aziende, istituti di credito, enti e servizi online. L’obiettivo è indurre l’utente a inserire credenziali di accesso, dati personali, informazioni bancarie o altri dati sensibili. I siti clone possono essere raggiunti attraverso link contenuti in e-mail, SMS, messaggi sui social network o applicazioni di messaggistica, ma possono anche comparire tra i risultati di una ricerca online. Il consiglio:
Prima di inserire dati personali, controlla sempre con attenzione l’indirizzo (URL) del sito: anche una piccola variazione nel nome, una lettera diversa o un carattere aggiunto possono nascondere un sito contraffatto. Non fidarti soltanto dell’aspetto della pagina. Una grafica curata, un logo conosciuto o contenuti apparentemente autentici non garantiscono che il sito sia quello ufficiale. In caso di dubbio, non utilizzare il link ricevuto, non inserire dati e raggiungi il servizio desiderato digitando direttamente l’indirizzo ufficiale nel browser o utilizzando l’app ufficiale.

Per informazioni e segnalazioni: www.commissariatodips.it

Address

New York, NY

Alerts

Be the first to know and let us send you an email when Cyberbullismo - educazione digitale posts news and promotions. Your email address will not be used for any other purpose, and you can unsubscribe at any time.

Contact The School

Send a message to Cyberbullismo - educazione digitale:

Shortcuts

Featured

Share

Category