08/10/2026
NO, NON É TUTTO OK.
Il manifesto pubblicitario di I-phone é la negazione di tutto ciò che la scienza sta cercando di dire al mondo e in particolare ai genitori dei bambini in età prescolare che oggi rappresentano la popolazione che ha maggiore bisogno di essere sensibilizzata nei confronti dei danni prodotti dai devices digitali in età precoce.
A me che da anni cerco di fare prevenzione su questo tema importantissimo - che è diventato una vera e propria emergenza di sanità pubblica - questo billboard appare come una provocazione gigantesca.
In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale.
La narrazione degli ultimi 15 anni - molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva - è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercno di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo smartphone del loro brand.
Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta.
INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria ha dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni.
Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri
E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all'interno della nostra nazione.
Se volete avere evidenze scientifiche e davvero comprendere perché questa pubblicità é ingannevole e pericolosa leggete "Esci da quella stanza" (Mondadori) un libro che fornisce agli adulti conoscenze di ciò che la scienza ha scoperto rispetto al rischio per la salute fisica e mentale in età evolutiva connesso all'uso precoce degli strumenti digitali. Commentate e, se volete e potete, condividete questo messaggio con più genitori ed educatori possibili.
08/07/2026
Pubblicità bambino e iPhone, l'Autorità garante Marina Terragni: “Non normalizziamo il baby sitting elettronico. In tutto il mondo si ragiona sull’età minima di accesso, questo cartellone sembra andare in tutt’altra direzione”.
https://www.garanteinfanzia.org/pubblicita-bambino-e-iphone-terragni-non-normalizziamo-il-baby-sitting-elettronico-2/
08/03/2026
L’Italia è al secondo posto in Europa per la percentuale di bambini sovrappeso. I dati sono abbastanza netti
Uno scenario preoccupante: https://fanpa.ge/eVk6p
08/02/2026
Un nuovo trend su Instagram sta raccogliendo milioni di immagini personali, ma dietro il gioco del confronto tra passato e presente potrebbe esserci un tema legato alla privacy.
Il filtro Mini You permette di affiancare una foto da bambini a una attuale e sarebbe stato utilizzato da oltre 22 milioni di utenti. Questo significa che decine di milioni di immagini associate alla stessa persona e a diverse età potrebbero diventare dati utili per addestrare sistemi di intelligenza artificiale e algoritmi di riconoscimento facciale.
Un gesto che richiede pochi secondi può lasciare online un archivio enorme di volti e trasformazioni nel tempo: il dettaglio che preoccupa gli esperti riguarda proprio la quantità di dati condivisi. ↓
07/28/2026
Erano gli amici del campetto della parrocchia. Fino a pochi giorni prima ci giocavano insieme. Giovedì pomeriggio, nel Coneglianese, uno di loro ha telefonato a un ragazzo di 14 anni: "Vieni al parco?". Lui è andato, come tante altre volte.
Ai giardinetti si è trovato circondato da tre ragazzi poco più grandi. Lo accusavano di avere fatto la spia. Lui negava. "Seguici e non provare a scappare, sennò finisce peggio."
Lo hanno portato in un campo di soia con un impianto di irrigazione, di proprietà della famiglia di uno di loro. Secondo il racconto dei genitori erano una decina: tre picchiavano, gli altri stavano a guardare. Lo hanno costretto a entrare nel campo allagato, e ogni volta che ne usciva ricominciavano. Gli hanno portato via zaino, telefono e venti euro, mai restituiti. La ruota della bici l'hanno rotta con un calcio.
Poi lo hanno costretto a spogliarsi, riprendendolo col cellulare, e a stare sotto il getto d'acqua che qualcuno regolava dalla centralina. Gli hanno detto che scappare non serviva: lo avrebbero inseguito in auto, quella dell'unico maggiorenne presente.
Quando si sono annoiati gli hanno fatto chiamare il fratello. Stessa trappola, stesso trattamento. "Sono andati avanti dalle 14.30 fino circa alle 19. Nessuno interveniva."
Secondo la denuncia hanno smesso solo perché uno dei più piccoli ha detto che era abbastanza. I due sono tornati a casa in lacrime, bagnati, con una bici distrutta.
Il video delle violenze è stato fatto girare nelle chat da un ragazzino di undici anni. Adesso ce l'hanno i carabinieri della compagnia di Conegliano, insieme alle chat che il padre ha recuperato. "Abbiamo trovato la forza di denunciare a prescindere dalle conseguenze."
Fonte: Il Gazzettino
07/25/2026
Video musicali colorati, ritmi veloci e balletti virali: su YouTube i contenuti per bambini macinano milioni di visualizzazioni.
Star come Lucilla e Carolina sono diventate punti di riferimento per i più piccoli, ma dietro il successo di questi format c’è anche un meccanismo che stimola intensamente l’attenzione dei bambini: https://fanpa.ge/ohGBw
07/15/2026
Arrivano in ambulanza, a volte con la polizia. Hanno tentato il suicidio, si sono feriti o hanno minacciato i genitori. Al Bambino Gesù il disagio mentale tra i più giovani è ormai un’emergenza quotidiana: dal 2013 le richieste di aiuto legate alle dipendenze digitali sono aumentate del 500%. Nel 2025 le consulenze psichiatriche sono state 1.450, per una media di quattro al giorno. Il 77% dei ragazzi seguiti presenta una dipendenza da smartphone o altri dispositivi. Un fenomeno che coinvolge ormai anche bambini tra gli 8 e i 10 anni e che in estate rischia di aggravarsi.
Articolo di su Repubblica