Vincenzo Fusco - Nautica Manager Academy

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Nautica Manager Academy

05/02/2020

I Cantieri Riva: una storia lunga duecento anni...

Più di due secoli di storia aziendale caratterizzano il Cantiere Ernesto Riva, il cui showroom è presente, ancora oggi, a Laglio, sul Lago di Como. E’ il 1842. Sul lago d’Iseo un’improvvisa e violenta tempesta devasta tutte le barche dei pescatori, che non hanno più un mezzo di sostentamento essenziale. Pietro Riva, giovane maestro d’ascia, si trova lì, al momento giusto. Armandosi di pazienza, recupera il legno distrutto e ricostruisce quasi tutte le barche. Tutti lì cominciano a fidarsi di lui e della sua maestria. Apre così il primo cantiere navale e poco dopo comincia a produrre lui stesso delle imbarcazioni, firmate Riva. Le successive generazioni aggiungeranno ciascuna un elemento per rendere grande il brand di famiglia.

Nel 1880 Ernesto Riva, succeduto al padre Pietro, introduce il motore a scoppio e nel 1912 Serafino Riva, suo figlio, tocca i 24 km/h con uno scafo spinto da un fuoribordo prodotto da una ditta genovese. Dieci anni dopo, il 24 Febbraio nasce Carlo Riva. Il vero salto di qualità per l’azienda di famiglia si compie con lui; nessuno mette in dubbio che le navi dell’azienda siano un gioiello di potenza e meccanica; le corse e le vittorie sono lì a dimostrarlo. Carlo però intuisce che quelle barche possono diventare oggetti di design. Decide quindi di aggiungere stile, eleganza, lavorazioni artigianali e materiali pregiati alle costruzioni del cantiere. I nuovi modelli sono raffinati ed innovativi; sono oggetti di lusso, non semplici mezzi di trasporto. Non mancano gli screzi con il padre che si sente al sicuro con quello che suo nonno e suo papà hanno costruito prima di lui: Serafino vorrebbe che il brand Riva proseguisse lungo la strada già tracciata da quasi cento anni di attività, scontrandosi con la totale disapprovazione di suo figlio Carlo.

Nel 1946 nasce il modello Corsaro, mentre nel ‘50 ha inizio la costruzione del primo Ariston, un entrobordo di 6,24 metri, dello Scoiattolo, un fuoribordo sportivo di 4,12 metri e del primo Tritone, entrobordo bimotore con cabina sottocoperta lungo 7,60 metri. Nel 1951, il 25 Agosto, è datato il disegno del Sebino, entrobordo di 4,93 metri col quale comincia la produzione in serie, tanto desiderata da Carlo Riva, che gli consentirà da quel momento in poi di ottimizzare i costi di produzione.
Ma sarà nel 1954 che Carlo inaugurerà il suo avveniristico cantiere, dopo un viaggio ispiratore negli States. Per le sue barche Carlo realizza un nuovo tipo di legno multistrato che chiama “compensato marino”. Durante una gara Portofino-Rapallo, però, il modello affonda per via dello scontro con una boa di ferro che causerà un danno incalcolabile per l’immagine dell’azienda. Sarà un esperto di materiale dell’aeronautica, un certo signor Lodi, a suggerire a Riva la soluzione: nasce così il laminato corazzato per uso marino.

Nel 1956 Giorgio Barilani inizia la sua collaborazione come grafico designer progettuale nel settore nautico, in esclusiva per Riva, e ne diventa responsabile dal 1970 al 1996. Sue sono le linee dei modelli più in voga. Suo il design che conquista i VIP più in vista al mondo: dai reali ai protagonisti dei jet-set. Tutti vogliono avere un Riva: è uno status symbol. Brigitte Bardot, in particolare adorerà farsi scorazzare su un Riva per le acque di Saint Tropez dal suo amico Sami Frey. Sono in pochi a resistere al fascino dei motoscafi Riva: Sophia Loren, Anita Ekberg, Jean-Paul Belmondo, Peter Sellers, i Ranieri di Monaco, lo scià di Persia, re Hussein di Giordania e molti altri sono i nomi illustri che desidereranno uno Yacht del brand nato sul lago d’Iseo. Il Riva diventa un vero e proprio simbolo della “Dolce Vita”.

Nel 1962 viene presentato il modello Aquarama a Novembre, nel terzo salone internazionale della Nautica a Milano; Aquarama diventa il simbolo del brand Riva. Il primo a provarlo fu il presidente della Fiat, Giovanni Agnelli. Il nome dell’imbarcazione si ispira ai “cinerama”, i grandi schermi cinematografici sperimentali americani. Lo slogan di presentazione scandisce le parole-chiave: SOLE, MARE e GIOIA DI VIVERE; il prototipo è il Lipicar n°1, che è l’evoluzione del Tritone (8,02 x 2,62 metri), omologato per otto persone con due cuccette a prua, due motori Chris-Craft a benzina di 185 hp ciascuno, velocità 73 km/h, prezzo al pubblico 10 800 000 lire. Nel 1966 viene presentato il Junior, il primo Riva con murate verniciate. Nel ‘69 inizia la produzione in vetroresina, Bahia-Mar 20’ e il cabinato Sport Fisherman 25’. Nel 1972 nasce il Rudi; contemporaneamente a Giugno il Super Aquarama Zoom che si classifica primo nella categoria Runabout e secondo in assoluto nella più lunga gara motonautica d’alto mare Londra-Montecarlo.
Il segreto del successo di Carlo Riva è in una mente curiosa e nell’attenzione maniacale ai dettagli. Legge tutte le riviste di nautica, studia tutti i modelli dei competitor, ne osserva tutte le soluzioni innovative e le riformula secondo i suoi standard. Nel 1990 Rolls-Royce acquista il 100% delle quote Riva. Nel 1991 Gino Gervasoni, cognato di Carlo Riva, lascia il cantiere dopo 41 anni di attività, dando fine alla presenza della famiglia nel cantiere. Sempre nel ‘91 il 58’ Bahamas viene presentato al Salone Nautico di Genova, la prima barca progettata da Mauro Micheli, attuale designer Riva. Nel 2000 Riva diventa Gruppo Ferretti; nel 2004 apre una nuova sede a La Spezia, che permette la costruzione di barche superiori al 20 metri.

Il 10 Aprile 2017 muore Carlo Riva, all’età di 95 anni. ; lo ricordano così i familiari al momento della sua morte. Fino all’ultimo ha voluto prendere quello che la vita gli concedeva. Nonostante i suoi problemi di salute, che lo costringevano a muoversi in carrozzina, il 24 Febbraio di quello stesso anno è riuscito a festeggiare il suo 95esimo compleanno al Cocca Hotel di Sarnico. Riva è l’uomo che ha intuito, forse primo al mondo, che una barca poteva essere uno status symbol, un oggetto di design pensato per i più ricchi, un mezzo da viveur. Riva ha avuto la fortuna di vivere nel pieno di un boom economico che ha traghettato le sue creazioni in tutto il mondo. Dopo più di due secoli il Cantiere Riva è ancora sinonimo di artigianalità, performance, eleganza, precisione ed eccellenza.

Vincenzo Fusco

04/29/2020
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