05/31/2022
Chiamami col tuo nome: libro o film?
Il romanzo Chiamami col tuo nome di André Aciman ha ricevuto il premio di Lambda Literary Award, un riconoscimento letterario per le opere letterarie dedicati ai temi LGBT. Il suo adattamento cinematografico con Timothée Chalamet come protagonista ha avuto un grande successo: il film è stato premiato con diversi premi, tra cui anche un Premio Oscar.
Facciamo il confronto dei due capolavori per decidere quale dei due sia il migliore.
🔶 La trama
Sia il romanzo che il film raccontano la storia del rapporto di Elio, un ragazzo diciassettenne, e Oliver, un giovane ricercatore americano. André Aciman, l’autore del romanzo, aveva dei dubbi riguardo alla possibilità di adattamento cinematografico del suo libro. In un’intervista ha detto che il testo ha così tante sfumature e riferimenti nascosti che trasformarlo in un film non avrebbe alcun senso.
Infatti, trasportare un romanzo sullo schermo non è facile. Elio, il protagonista, racconta la sua storia in prima persona, rivelando ai lettori i suoi sentimenti più profondi. Nel film invece Elio è un personaggio circondato da molti altri, il rapporto degli spettatori con il protagonista diventa meno diretto. Non c’è la voce fuori campo che ci rivela i pensieri di Elio, però a volte lo fa la macchina da presa: ad esempio, quando Elio vede la collana con stella di David indossata da Oliver.
Tuttavia, il regista Luca Guadagnino e la sua squadra hanno dimostrato di essere lettori molto attenti: infatti, il film ricrea meticolosamente alcune scene del romanzo. È difficile capire a fondo il significato di tutti i dettagli del film senza aver letto prima il libro. Ad esempio, nel libro Elio indovina l’umore di Oscar in base al colore del costume che questo indossa, per questo nel film è stata inclusa una scena con i vestiti stesi in bagno. Nessuna scena è casuale.
Il film contiene anche qualche scena che nel romanzo non è presente. Basta ricordare, ad esempio, la scena in cui una statua viene trovata nel mare. Nonostante non sia fedele al testo originale, questo episodio rientra perfettamente nel contesto estetico del romanzo. Anche la scena in cui i protagonisti si salutano alla stazione è stata inventata da Guadagnino. Il film non ripete fedelmente ogni pagina del romanzo, tuttavia può essere considerato abbastanza preciso e corretto nei confronti del testo originale.
🔶 Luoghi e personaggi
La trama si svolge nel nord Italia. I luoghi concreti nel libro e nel film possono essere diversi, in questo caso l'atmosfera è più importante della precisione geografica. L’immagine della villa antica con le finestre alla francese, i toni chiari e caldi dell’intonaco contribuiscono alla creazione dell’atmosfera giusta: dopotutto, si tratta dell’abitazione degli storici dell’arte e del punto di ritrovo degli intellettuali bohémien da tutto il mondo. I genitori di Elio parlano l’italiano, l’inglese e il francese. Elio stesso trascrive musica classica e suona opere di Bach sulla chitarra.
Il film di Guadagnino è molto intimo, la sua trama si concentra interamente sulla relazione di Elio e Oliver. Agli altri personaggi secondari non viene dedicato molto tempo. Nel romanzo un ruolo particolare viene riservato alla governante Mafalda: Elio ha paura che questa scopra il suo segreto. Nel film invece il suo ruolo viene spostato in secondo piano.
Vimini, la ragazza di 10 anni presente nel romanzo, nel film non appare neanche. Questo personaggio serve per mostrare un lato nuovo della personalità di Oliver. La triste fine della ragazza afferma una delle idee chiave del romanzo, quella dell’inesorabilità del tempo.
I genitori di Elio restano personaggi molto importanti sia nel romanzo che nel film. Sono rappresentati come persone educate e sensibili che danno un giusto supporto a Elio quando scoprono la sua omosessualità e si preoccupano per il figlio quando gli giunge la notizia del matrimoio di Oliver.
🔶 Il tempo
Chiamami col tuo nome è una storia d’amore. Ma, a differenza del film, è anche una riflessione sul tempo.
Leggendo la prima parte del libro riusciamo a sentire la freschezza delle emozioni e delle esperienze nuove. La trama si sviluppa molto rapidamente. A un certo punto però il ritmo si rallenta. I giorni del viaggio a Roma (nel film i protagonisti vanno a Bergamo) vengono mostrati nei minimi dettagli, minuto dopo minuto. Lo sviluppo della trama è molto più contenuto.
Il cambiamento della dinamica non è casuale: Elio cerca di rallentare ogni istante per allontanare il momento di separazione con Oscar. Il ritmo lento e malinconico è stato trasmesso in modo virtuoso dal direttore della fotografia Sayombhu Mukdeeprom: la scena alle cascate, la passeggiata notturna dei protagonisti a Bergamo e, soprattutto, la scena alla stazione svolta in totale silenzio trasmettono fedelmente l’atmosfera della seconda parte del romanzo.
Nel libro gli eventi dei 20 anni successivi alla separazione vengono descritti in 20 pagine. Senza Oliver il tempo per Elio corre velocemente. I protagonisti si incrociano di rado parlando al telefono o incontrandosi di persona. Oliver è un professore, marito e padre di due figli. Non sappiamo esattamente come va la vita di Elio, ma possiamo supporre che anche lui ha una famiglia.
Durante i due incontri finali dei protagonisti capiamo che ogni giorno della vita di Elio è stato segnato dagli eventi di 20 anni fa: il tempo non l’ha guarito.
🔶 Le pesche
Una delle principali immagini simboliche del romanzo e del suo adattamento cinematografico è la pesca; molti spettatori la ricordano grazie alla scena provocatoria di masturbazione di Elio. Ma il valore simbolico del frutto è molto più ampio.
Nel romanzo l’immagine della pesca allude a molte cose. La casa della famiglia Perlman è circondata dai giardini di pesche e albicocche, la pesca in sé diventa simbolo dell’estate. Inoltre, Elio associa la pesca al suo amore per Oscar.
La scena della pesca ci rivela il livello di intimità del rapporto tra i due personaggi e dimostra che Elio è pronto a liberarsi dai limiti abituali, mentre il fatto che Oliver decide di mangiare questa pesca mostra che anche lui, a sua volta, è pronto ad affrontare questa relazione e ad accogliere Elio dentro di sé.
Di questo parla anche il titolo del romanzo che si riferisce al gioco che fanno Elio e Oliver scambiandosi i nomi. Chiamare un altro con il proprio nome vuol dire negare la propria esistenza, uscire dai limiti della propria personalità e diventare qualcosa di più di una semplice persona. “Io è un altro”, diceva Arthur Rimbaud. Così anche Elio e Oliver diventano “altri” diventando l’uno l’altro.
Sia il film che il romanzo parlano di accettazione di sé, dei propri desideri, del proprio corpo e della propria personalità. Inoltre, parla dell’accettazione di diverso. Il padre di Elio accetta l’omosessualità del figlio, Oliver accetta Elio, ed Elio pian piano accetta sé stesso.
La scena finale del film fa riferimento al titolo e conclude la storia in modo molto elegante: durante l’ultima conversazione telefonica Elio e Oliver si scambiano nuovamente i nomi. Nel libro questa scena rappresenta il culmine dell’intero romanzo.
Nel romanzo Chiamami col tuo nome e nell’omonimo film l’idea principale viene interpretata in modi diversi. Tuttavia, entrambe le opere possono essere considerate ugualmente complete, profonde e poetiche, e non c’è bisogno di scegliere quale dei due sia la migliore.
Avete letto il romanzo Chiamami col tuo nome? Cosa vi è piaciuto di più: il film o il libro?
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Copertina: Chiamami col tuo nome (2017)