01/05/2020
Interessante lettura che spiega la differenza tra i due aggettivi, analizzandoli da un punto di vista religioso!
CHE DIFFERENZA C'è TRA RAGIONEVOLE E RAZIONALE? PERCHè LA FEDE è RAGIONEVOLE?
1 agg che possiede la ragione
2 agg conforme alla ragione, che deriva dalla ragione; fondato su basi scientifiche, su principi logici
3 agg elaborato o costruito in modo pienamente corrispondente al suo scopo, alla sua funzione
ragionévole [raʤo'nevole] agg.
1 agg che ha la ragione; che si lascia guidare dalla ragione
2 agg giusto; conveniente; fondato
La fede non è razionale perché non proviene dalla ragione, non è fondata su basi scientifiche e nemmeno su principi logici.
La fede di Abramo è credere che quel Dio che nemmeno si proclama unico e nemmeno dice il suo nome possa dargli quello che lui cerca: una terra e una discendenza.
Lui non conosce Dio, non penetra i suoi pensieri e non sa cosa farà: tuttavia è amico di Dio e si fida di lui al punto di girare tutto il medioriente e stare sul punto di sacrificare il suo unico figlio, cioè la contraddizione della promessa ricevuta.
La fede in Cristo è credere che Gesù può averci rivelato Dio proprio perché è Dio.
Nessun uomo può conoscere Dio: come Abramo o Mosé, al massimo si può limitare a fare ciò che comanda.
Gesù invece ci ha rivelato la natura di Dio, il pensiero di Dio perché è Dio.
Credere in Gesù Cristo è credere che un uomo che è andato a morire in croce, un fallito, è Dio e ci ha rivelato il cuore di Dio, la Charitas, l'amore gratuito.
Nessun uomo può affermare sinceramente che Gesù è Dio se non è Dio dentro di lui a suggerirglielo: lo Spirito Santo.
La ragione non può arrivare al Dio rivelato da Gesù Cristo. La ragione può costruire un modello di Dio, ma come spiegare che Dio si fa uomo? come spiegare che Dio incarnato si fa crocifiggere e muore umanamente per davvero? e che risorge per opera di Dio, Gesù che è Dio....La logica si rifiuta, la ragione si impenna... Non si può seguire ciò che la mente, l'esperienza, la sapienza rifugge.
La fede però è ragionevole. Si lascia guidare dalla ragione perché dalla Rivelazione trae delle conseguenze, morali, sociali, teologiche, esistenziali. Conseguenze che scaturiscono dalla fiducia in Gesù Cristo, dal credere nella sua rivelazione di Dio, uno e Trino, relazione di persone.
Perciò il cristiano dal credere in Cristo, dalla sua fede riceve luce su tutto, perché la fede illumina la ragione, non la soppianta, non la imbolsisce, non la corrompe.
Un cristiano nella ricerca è laico e razionale, ma la fede gli illumina il senso della sua ricerca, il senso della vita. Non può invocare l'autonomia della scienza, quando vede che la fede gli mostra che le finalità della sua ricerca o le conseguenze di essa possono portare alla distruzione, alla morte, alla separazione, alla discriminazione....
Io come storico, avendo avuto una illuminazione sulla Storia e sul senso della vita, non per questo asservo la mia ragione alla fede, ma lascio che mi illumini, lascio che nella ricerca non porti nulla di me stesso, delle mie ideologie, delle mie fantasie, per cercare il vero, per quanto spiacevole possa essere.
Credo in Gesù Cristo e la fede riposta in Lui fino ad ora fa sì che non resti confuso di fronte alla disoccupazione, di fronte alle umiliazioni, di fronte alla considerazione che la morte ogni giorno cammina al mio fianco e che io sto sprecando il mio tempo. Dio è fedele e non mi lascierà confuso.
E la ragionevolezza della mia fede riposta nel Signore si vede nel sorriso dei miei figli, nel riflesso divino che c'è in tante azioni che provengono da me e non sono mie. E soprattutto nel continuare ad accettarmi peccatore e bisognoso ogni giorno di essere salvato.