Zafferana in Comune

Zafferana in Comune Territorio, passione e progresso.

⚠️ 𝐂𝐄𝐍𝐄𝐑𝐄 𝐕𝐔𝐋𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀: 𝐋𝐀 “𝐒𝐎𝐌𝐌𝐀 𝐔𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀” 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐅𝐈𝐍𝐓𝐀 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀. 𝐃𝐈𝐄𝐂𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐑𝐄 𝐄 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐀𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐀...
27/08/2026

⚠️ 𝐂𝐄𝐍𝐄𝐑𝐄 𝐕𝐔𝐋𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀: 𝐋𝐀 “𝐒𝐎𝐌𝐌𝐀 𝐔𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀” 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐅𝐈𝐍𝐓𝐀 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀. 𝐃𝐈𝐄𝐂𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐑𝐄 𝐄 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐀𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐀 𝐃𝐈 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐑𝐈𝐏𝐔𝐋𝐈𝐓𝐀!

👉 Dopo oltre 10 giorni dalla ricaduta della cenere vulcanica sono finalmente iniziate le operazioni di pulizia delle strade di Zafferana. Era esattamente quello che chiedevamo dal primo giorno.
Il 17 agosto il Sindaco aveva già adottato l’Ordinanza n. 104, qualificando formalmente la situazione come “eccezionale di particolare gravità” e disponendo interventi di somma urgenza. Nella stessa ordinanza vengono espressamente richiamate esigenze di: salute pubblica, sicurezza stradale e pubblica incolumità. Nell’ordinanza è il Sindaco stesso a riconoscere l’insufficienza dei mezzi e degli operatori comunali e autorizza il ricorso urgente a ditte private dotate di uomini e mezzi immediatamente disponibili.
E allora la prima domanda rimane:
Come è possibile che siano stati necessari ben 10 giorni per arrivare solo ad iniziare la pulizia delle strade? Ma soprattutto QUANTO TEMPO CI VORRÀ PER COMPLETARLA?
Gli interventi stanno procedendo lentamente e, al momento, il cosiddetto “piano straordinario” riguarda solo un numero limitato di strade del centro, con alcuni tratti parziali. Quando toccherà alla frazioni e alle zone periferiche?
Ancora una volta sembrano destinate ad aspettare.

Ci sono anche altre 2 aspetti della nostra interrogazione:
1️⃣ Le operazioni vengono concentrate nelle ore notturne, con uso continuativo di soffiatori e mezzi meccanici.
Siamo in piena estate, con temperature elevate, e contemporaneamente gli stessi cittadini vengono invitati a tenere porte e finestre chiuse per evitare l’ingresso della polvere.
E allora chiediamo: perché bisogna concentrare le operazioni di notte, creando un fortissimo disturbo ai residenti, quando la pulizia potrebbe essere organizzata durante il giorno con una corretta gestione della viabilità? La caduta della sabbia è stata abbastanza modesta in questa occasione quindi bastano le spazzatrici meccaniche e qualche altro mezzo per ripulire il territorio.
2️⃣ Dove sono finite le nostre associazioni di volontariato della Protezione Civile?
Negli anni rappresentavano una parte essenziale della macchina emergenziale comunale. Si sobbarcavano gran parte del supporto logistico e operativo, contribuivano al presidio delle strade, alla gestione della viabilità, all’assistenza alle squadre, alla raccolta e alla pulizia. Oggi, proprio nel momento in cui servirebbero di più, quella presenza sul territorio non si vede. E il risultato è una macchina più lenta, più debole e meno capace di reagire immediatamente.

👉 Noi continueremo ad indagare richiedendo un nuovo accesso agli atti immediato per l’emergenza 2026 ma purtroppo dobbiamo ribadire che il nostro gruppo aveva già chiesto documentazione per ricostruire ditte, mezzi, affidamenti, interventi e costi riguardanti le spese superiori a 1.100.000€ per l’emergenza cenere 2024…spese esorbitanti senza alcuna risposta! QUELL’ACCESSO AGLI ATTI CI È STATO NEGATO.
Forse conoscere fino in fondo come siano state impiegate risorse pubbliche di questa entità è diventato troppo “invasivo”?
La nostra Opposizione è sempre solida e pronta a lavorare per il bene dei cittadini ma questi silenzi della Giunta e degli uffici non fanno che aumentare i nostri dubbi sulla trasparenza di questa Amministrazione

Il Gruppo Politico
Zafferana in Comune

⚠️ 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐄𝐍𝐄𝐑𝐄 𝐕𝐔𝐋𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀: 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 È 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐈𝐄𝐍𝐀 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀. 𝐀𝐃𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐎𝐑𝐎. 𝐏𝐀...
21/08/2026

⚠️ 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐄𝐍𝐄𝐑𝐄 𝐕𝐔𝐋𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀: 𝐃𝐎𝐏𝐎 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 È 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐈𝐄𝐍𝐀 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀. 𝐀𝐃𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐎𝐑𝐎. 𝐏𝐀𝐑𝐋𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐋𝐔𝐓𝐄 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀!

👉 Sono trascorsi ormai diversi giorni dalla ricaduta della cenere vulcanica e nessuna strada è ancora stata pulita! Solamente le piazze hanno subito interventi mentre altri interventi vengono annunciati notte dopo notte.
Ma analizziamo 2 punti importantissimi ⬇️

1) LA TEMPESTIVITÀ DELLA RIMOZIONE NON È UNA QUESTIONE DI DECORO URBANO. È, prima di tutto, una questione di salute pubblica. La cenere che rimane per giorni sulle carreggiate viene continuamente risollevata dal traffico, dal vento e dal passaggio delle persone, prolungando l’esposizione della popolazione alle particelle più fini. Lo comprende persino il Comune, che nel proprio avviso raccomanda ai cittadini di tenere chiuse porte e finestre durante le operazioni di pulizia per limitare l’ingresso di polvere e cenere nelle abitazioni. Ma ancora è stata tolta una piccolissima percentuale!
Qui il Sindaco non può essere uno spettatore ma rappresenta l’autorità sanitaria locale e riveste un ruolo centrale nel sistema comunale di protezione civile. Ad oggi, solo due ditte sono impegnate nella rimozione meccanica per un territorio vastissimo. Servizio straordinario porta a porta annunciato soltanto dal 24 agosto, giorni dopo la ricaduta. E c’è poi una questione gravissima sulla quale pretendiamo immediata chiarezza: dove viene conferita la cenere vulcanica che le ditte stanno rimuovendo?
👉 Ad oggi, nelle comunicazioni pubblicate dal Comune, non risulta indicato alcun sito destinato al conferimento delle quantità di materiale rimosso meccanicamente dalle strade. Non stiamo parlando dei cassoni messi a disposizione dei privati presso l’Isola Ecologica. Stiamo parlando della cenere caricata sui mezzi delle ditte. Dove viene portata? Con quale atto amministrativo?
Ci preme ribadire che il nostro 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐥𝐟𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨 aveva già sollevato in Consiglio proprio il problema dell’eventuale conferimento della cenere, considerato il sequestro giudiziario del sito precedentemente utilizzato (sito tra l’altro nei pressi dell‘abitazione del Presidente del Consiglio Comunale, Arianna Santanocita) con tanto di presentazione di un accesso agli atti urgente sulla vicenda. ERANO STATI AVVERTITI.
Avevano tutto il tempo per predisporre preventivamente la filiera. E lo stesso vale per la raccolta porta a porta. Quando il sistema funzionava, ai cittadini veniva chiesto di raccogliere la cenere e contestualmente partiva il ritiro dei sacchi. Spazzatrici e soffiatori venivano attivati immediatamente; Bobcat e camion dal giorno successivo; gli interventi proseguivano poi sistematicamente nelle zone rimaste scoperte.
Non era magia. Era programmazione.
𝐄𝐑𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐈𝐕𝐈𝐋𝐄.
E mentre una comunità affronta tutto questo, assistiamo persino al surreale teatrino social tra un Assessore della maggioranza e una Consigliera comunale, impegnati a bacchettarsi pubblicamente tra battute, repliche, lezioncine e autocelebrazioni.
Francamente, davanti a strade ancora interessate dalla cenere e ad una vicenda che riguarda ormai la salute pubblica, questo livello di politica è semplicemente imbarazzante.
I protocolli non si proclamano su Facebook.
SI APPLICANO.

2) MA DAVANTI A QUESTA IMPREPARAZIONE C’È UN ALTRO ASPETTO CHE DICE MOLTO SULLE PRIORITÀ DI QUESTA AMMINISTRAZIONE.
👉 Ogni Comune dispone di un Fondo di riserva, per mantenere una disponibilità finanziaria anche quando sopraggiungono esigenze non prevedibili che richiedono risorse immediate. Ebbene, in appena un mese questa Amministrazione ha utilizzato 40.000 euro di quel Fondo per “Etna in Scena” (vicenda che approfondiremo puntualmente e separatamente), una manifestazione prevedibile e programmabile: 30.000 euro il 6 luglio e altri 10.000 euro il 6 agosto. 40.000 EURO DESTINATI A UNA FINALITÀ PROGRAMMABILE, ATTINGENDO PROPRIO A QUELLA RISERVA CHE DOVREBBE GARANTIRE MARGINI FINANZIARI ANCHE QUANDO ARRIVANO LE VERE EMERGENZE.
E quando l’emergenza arriva davvero? Non si muove un dito. Anche da questo si comprende quanto sia stata stravolta la scala delle priorità di chi amministra Zafferana.

Abbiamo un Piano di Protezione Civile. Abbiamo decenni di esperienza. Il rischio era conosciuto.
L’Etna era in attività da settimane. Il problema del conferimento era stato persino sollevato preventivamente. E nonostante tutto questo si sono fatti trovare ancora una volta impreparati!

Il Gruppo Politico Zafferana in Comune

⚠️ 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀 𝐕𝐔𝐋𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐎𝐒 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐈𝐌𝐀𝐍𝐀 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐈𝐌𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐍𝐓𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐑𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐋𝐎𝐂𝐀𝐋𝐄! La sabbia vulca...
18/08/2026

⚠️ 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀 𝐕𝐔𝐋𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐎𝐒 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐈𝐌𝐀𝐍𝐀 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐈𝐌𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀𝐍𝐓𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐑𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐋𝐎𝐂𝐀𝐋𝐄!

La sabbia vulcanica è caduta ancora una volta su Zafferana. I nostri resilienti cittadini a questo sono ormai abituati da tantissimi anni. Il problema è che nel 2026, le ore passano e la macchina dell’emergenza sabbia vulcanica è immobile a livelli imbarazzanti per un paese turistico totalmente abituato a questo fenomeno naturale!
𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐮𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞! 𝐈𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐩𝐮𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐞𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢 𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

👉 LA COMUNITÀ È STATA LASCIATA SOLA, ANCORA UNA VOLTA.
E continua a non sapere con chiarezza dove e come conferire la sabbia raccolta. Il sito utilizzato per il conferimento è sottoposto a sequestro giudiziario e il nostro 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐥𝐟𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐠𝐚𝐥𝐥𝐨 aveva già sollevato in Consiglio proprio il problema dell’eventuale conferimento della sabbia in caso di una nuova emergenza! Nessuno ha ritenuto di affrontarlo seriamente. Il 1° luglio 2026 lo stesso Capogruppo ha presentato un accesso agli atti urgente sulla vicenda, chiedendo tutta la documentazione relativa al sequestro e agli atti in possesso dell’Ente.
A DISTANZA DI QUASI DUE MESI, QUELLA RICHIESTA RISULTA ANCORA INOTTEMPERATA.
E così, quando l’emergenza è arrivata, l’Amministrazione si è fatta trovare ancora una volta impreparata. Eppure il Piano Comunale di Protezione Civile disciplina espressamente il rischio di ricaduta delle ceneri vulcaniche e prevede anche l’organizzazione della raccolta e dei punti di conferimento. Un Piano costruito negli anni proprio per evitare improvvisazione, ritardi e caos. Quindi nessun alibi. EVENTO MOLTO PREVEDIBILE. Ma senza organizzazione ed efficienza i risultati sono solo perdite economiche per le attività!

👉 Una volta Zafferana rappresentava un modello nella gestione delle emergenze vulcaniche, capace di intervenire con tempestività, organizzazione ed efficienza. Oggi quel modello è stato demolito dall’improvvisazione e dall’incapacità politica, amministrativa e gestionale di chi governa il paese. E tutto questo accade 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐔𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐓𝐀𝐆𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐓𝐔𝐑𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀!
Proprio mentre Zafferana dovrebbe presentarsi come una delle vetrine più belle dell’Etna, il paese continua a mostrare degrado, disordine, servizi insufficienti e oggi persino l’incapacità di affrontare tempestivamente un’emergenza tipica del nostro territorio.

👉 ZAFFERANA È SENZA UNA GUIDA CAPACE DI GOVERNARLA.
E questa emergenza non fa altro che confermarlo.
Non è più possibile archiviare tutto come un singolo errore, una dimenticanza o una giornata storta. Per il bene di Zafferana, questa esperienza amministrativa ha ormai esaurito ogni credibilità politica e gestionale.

Il Gruppo Politico Zafferana in Comune

⚠️ 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐎𝐒 𝐀𝐒𝐒𝐎𝐋𝐔𝐓𝐎! 👉 Nei giorni dedicati ai festeggiamenti in onore di Maria Santissima de...
13/08/2026

⚠️ 𝐅𝐄𝐑𝐑𝐀𝐆𝐎𝐒𝐓𝐎 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐀𝐎𝐒 𝐀𝐒𝐒𝐎𝐋𝐔𝐓𝐎!

👉 Nei giorni dedicati ai festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Provvidenza, abbiamo scelto volutamente di sospendere la nostra comunicazione politica, perché ci sono momenti nei quali le divisioni devono lasciare spazio al sentimento profondo che unisce un’intera comunità. Sono stati giorni di straordinaria partecipazione, fede e commozione, splendidamente organizzati dalla Parrocchia, nei quali Zafferana si è stretta ancora una volta attorno alla propria Patrona.
Conclusi i festeggiamenti, torniamo adesso al nostro compito di opposizione, controllo e denuncia. E lo facciamo alla vigilia di Ferragosto, nel cuore dell’estate, proprio nel periodo in cui Zafferana dovrebbe presentare il volto migliore di sé, accogliere migliaia di visitatori e valorizzare la propria straordinaria vocazione turistica.

E invece cosa trova oggi chi arriva a Zafferana?
👉 Un paese sporco e trascurato. Rifiuti abbandonati e aree pubbliche nel degrado. Erbacce e manutenzione carente. Villa Castorina abbandonata. Il Parco Comunale ridotto in condizioni indegne. Automobili sui marciapiedi, che costringono pedoni, anziani e famiglie a scendere sulla carreggiata. Occupazioni di suolo pubblico senza un adeguato controllo. Caos nella viabilità. Randagismo. Atti vandalici. Ordinanze comunali che rischiano di rimanere sulla carta e regole che sembrano valere soltanto per qualcuno. Nuovamente mancanza di acqua in alcune zone del paese. E soprattutto un paese di quasi 10.000 abitanti, a forte vocazione turistica, senza un vero presidio stabile e operativo di Polizia Locale. Lo abbiamo denunciato più volte e oggi, alla vigilia di Ferragosto, il risultato è evidente.
👉 Durante la Festa della Madonna, uno dei momenti di maggiore partecipazione popolare dell’anno, con migliaia di persone presenti e il fercolo in movimento per le strade del paese, lungo il percorso continuavano a esserci automobili parcheggiate. Una dimostrazione plastica dell’assenza di controllo e programmazione, persino davanti a un evento conosciuto e programmato da mesi. È questa la cartolina che consegniamo ai turisti? È questa l’immagine che vogliamo lasciare a chi arriva alle pendici dell’Etna, sceglie i nostri alberghi e B&B, i nostri ristoranti, entra nei nostri negozi e decide di trascorrere qui le proprie vacanze?

Il paradosso è che gli assessori ci sono. Eccome se ci sono. Una vera e propria Armata Brancaleone amministrativa, incapace persino di garantire ciò che dovrebbe rappresentare l’ordinaria amministrazione di un Comune:
👉 Francesco Leonardi, assessore alla Manutenzione e allo Sviluppo Economico, rinominato l’assessore al degrado.
Un assessore alla Manutenzione che lascia ridurre in queste condizioni alcuni dei luoghi più rappresentativi del paese porta una precisa responsabilità politica. E se allo stesso assessore è affidato anche lo Sviluppo Economico, il fallimento diventa doppio: perché non esiste sviluppo in un territorio abbandonato e sempre meno attrattivo.
👉 L’assessore al turismo Salvatore Coco, rinominato l’assessore al regresso turistico.
Programmazione tardiva, luoghi simbolo abbandonati e un’immagine turistica del paese sempre più compromessa. In compenso, sembra essere bravissimo nella gestione degli ingressi dell’anfiteatro: proprio su questa gestione abbiamo presentato uno specifico accesso agli atti e attendiamo risposte chiare e complete.
👉 L’assessore all’ambiente Sergio Alampo, rinominato l’assessore alla sporcizia.
Basta attraversare Zafferana e le sue frazioni per vedere sporcizia e rifiuti ovunque.
👉 Infine, il Direttore Tecnico di questa squadra da Serie D, il caro Sindaco Salvatore Russo, che ha scelto questa squadra, le ha affidato le deleghe e continua a mantenerla in carica, nonostante i risultati pessimi che stanno presentando alla cittadinanza.

Zafferana, nel cuore dell’estate, dovrebbe essere una delle più belle vetrine dell’Etna. L’hanno trasformata nella vetrina del loro fallimento amministrativo. E a Ferragosto questa è, purtroppo, la cartolina che questa Amministrazione consegna ai cittadini e ai turisti. Cari cittadini, andare a compromettere l’immagine di un paese turistico significa impoverire tutta la comunità.
Noi continueremo a documentare tutto.
Perché questo scempio può essere nascosto nei comunicati e nella propaganda, ma non agli occhi di chi vive e visita Zafferana.

Il Gruppo Politico “Zafferana in Comune”

♿️ A 𝐃𝐈𝐒𝐓𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐌𝐈𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐅𝐄𝐑𝐈𝐓𝐀 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀: 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝟏𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐄𝐔𝐑𝐎 𝐆𝐈𝐀̀ 𝐒𝐏𝐄𝐒𝐈 𝐄 𝐔𝐍𝐀 𝐑...
04/08/2026

♿️ A 𝐃𝐈𝐒𝐓𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐈 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐁𝐀𝐌𝐁𝐈𝐍𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐌𝐈𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐅𝐄𝐑𝐈𝐓𝐀 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀: 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝟏𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐄𝐔𝐑𝐎 𝐆𝐈𝐀̀ 𝐒𝐏𝐄𝐒𝐈 𝐄 𝐔𝐍𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐇𝐈𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐑𝐈𝐒𝐀𝐑𝐂𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐏𝐄𝐍𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄!

👉 Di questa vicenda ne abbiamo già parlato. È stata denunciata, discussa ed è arrivata persino all’attenzione nazionale. Oggi il punto è un altro:
𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟏𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 ( 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟐𝟓𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨) 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢, 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨. 𝐃𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐧𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐫𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨, 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞.

👉 Già sappiamo che con l’ordinanza del 1° dicembre 2024, il Tribunale di Catania ha ordinato al Comune di Zafferana Etnea di *cessare immediatamente la condotta discriminatoria posta in essere nei confronti di una bambina con disabilità* e di garantirle almeno dieci ore settimanali di assistenza igienico-specialistica.
Una famiglia è stata costretta a rivolgersi a un giudice per ottenere dal proprio Comune un servizio essenziale che avrebbe dovuto essere assicurato senza suppliche, umiliazioni o battaglie giudiziarie.

⚠️ La vicenda è aberrante perché sarebbe costato molto meno garantire tempestivamente l’assistenza dovuta alla bambina. Invece, un servizio dal costo limitato è stato trasformato in una lunga e onerosa vicenda giudiziaria, con spese che continuano a ricadere sull’intera comunità. E ciò che rende tutto ancora più grave è che, dopo quella battaglia, la famiglia avrebbe continuato a incontrare difficoltà persino per ottenere uno stallo riservato alla disabilità.

👉 Il Sindaco, l’assessore Pappalardo Ata e la dirigente competente devono spiegare pubblicamente perché il servizio non sia stato garantito tempestivamente, perché sia stato necessario l’intervento del Tribunale e come sia stato possibile superare i 10.000 euro di spesa inutilmente! Devono inoltre chiarire quale sia oggi la situazione della famiglia e quali provvedimenti siano stati adottati per evitare che simili fatti possano ripetersi. Una pubblica amministrazione dovrebbe rimuovere gli ostacoli, non crearne di nuovi.

👉 Cari cittadini, quando un'Amministrazione costringe una bambina con disabilità a rivolgersi a un Tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti, ha già fallito. E quando, oltre al danno umano, lascia ai cittadini anche il conto economico di quel fallimento, non può più chiedere fiducia: deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità davanti alla nostra comunità.

Il gruppo politico Zafferana in Comune

⚠️ 𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐄𝐒𝐒𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐀̀ 𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐀 𝐀𝐋 𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎, 𝐌𝐀 È 𝐋’𝐄𝐍𝐍𝐄𝐒𝐈𝐌𝐎 𝐆𝐔𝐀𝐒𝐓𝐎! 𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐋𝐄 𝐅𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈, 𝐎𝐆𝐆𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐄𝐍𝐙’𝐀𝐂𝐐...
29/07/2026

⚠️ 𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐄𝐒𝐒𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐀̀ 𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐀 𝐀𝐋 𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎, 𝐌𝐀 È 𝐋’𝐄𝐍𝐍𝐄𝐒𝐈𝐌𝐎 𝐆𝐔𝐀𝐒𝐓𝐎! 𝐈𝐄𝐑𝐈 𝐋𝐄 𝐅𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈, 𝐎𝐆𝐆𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐄𝐍𝐙’𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀 𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐆𝐀 𝐀 𝐂𝐀𝐑𝐎 𝐏𝐑𝐄𝐙𝐙𝐎.

👉 Due giorni fa avevamo denunciato il completo fallimento della gestione idrica. Sono bastate poche ore perché i fatti ci dessero, purtroppo, ancora una volta ragione. 𝐏𝐞𝐫 𝐛𝐞𝐧 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐥 𝐏𝐨𝐳𝐳𝐨 𝐂𝐚𝐯𝐨𝐭𝐭𝐚 e intere zone delle frazioni di Zafferana sono rimaste senz’acqua.
🤥 Di fronte all’ennesimo gravissimo disservizio, l’assessore ha attribuito l’interruzione alla caduta di un albero provocata dal forte vento, che avrebbe tranciato un cavo elettrico. Ma non è andata così!
Nessun albero caduto e nessun evento eccezionale da utilizzare come giustificazione. Il problema, quindi, non è il vento. Il problema reale è una linea elettrica che continua a presentare guasti e l’assenza di adeguati sistemi di emergenza capaci di garantire il funzionamento degli impianti idrici. E oggi questa “sfortuna” continua.
👉 Dopo le frazioni, questa volta è il centro di Zafferana a subire l’ennesimo gravissimo disservizio, a causa di una perdita sulla rete che ha lasciato ancora una volta i cittadini a secco. Un calvario che è la diretta conseguenza della scelta politica scellerata di cui parliamo ormai da troppo tempo: consegnare a terzi un settore strategico che il Comune aveva gestito per decenni con efficienza, competenza e risultati.
Cambiano le cause, ma il risultato è sempre lo stesso: guasti, perdite, rubinetti asciutti, autobotti, comunicazioni tardive, tagli arbitrari delle utenze senza alcun preavviso e famiglie lasciate sole di fronte a un servizio essenziale che non viene più garantito. Mentre l’assessore cerca nel maltempo una spiegazione di comodo, ai cittadini continua a mancare l’acqua. 𝐀𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐞𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐥𝐚 𝐚 𝐧𝐨𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐜𝐢 𝐧𝐞𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐨𝐬𝐨.
👉 Dove sono i sistemi di emergenza? Dove sono i gruppi elettrogeni? Dove sono gli interventi strutturali sulla rete? Quali misure sono state imposte al gestore per garantire la continuità del servizio? L’Amministrazione, invece di pretendere risposte e soluzioni, tenta di trasformare l’ennesimo guasto in un evento eccezionale e imprevedibile causato dal vento.
Questo calvario potrà finire soltanto quando Zafferana si libererà politicamente della compagine che ha compiuto quella scelta scellerata e che continua ancora oggi a dimostrare la propria totale incompetenza gestionale.
La battaglia politica deve essere chiara: riprenderci il controllo dei nostri pozzi, delle nostre reti e della nostra acqua.

𝑮𝒓𝒖𝒑𝒑𝒐 𝑷𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐 “𝒁𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒂𝒏𝒂 𝒊𝒏 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆”

🚨 𝐏𝐈𝐄𝐍𝐀 𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄, 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐙𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐒𝐄𝐍𝐙’𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀: 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄 𝐀𝐔𝐓𝐎𝐁𝐎𝐓𝐓𝐈 𝐄 𝐂𝐑𝐄𝐒𝐂𝐄 𝐋’𝐄𝐒𝐀𝐒𝐏𝐄𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐔𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐎𝐑𝐌𝐀...
24/07/2026

🚨 𝐏𝐈𝐄𝐍𝐀 𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄, 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐙𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐒𝐄𝐍𝐙’𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀: 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐄 𝐀𝐔𝐓𝐎𝐁𝐎𝐓𝐓𝐈 𝐄 𝐂𝐑𝐄𝐒𝐂𝐄 𝐋’𝐄𝐒𝐀𝐒𝐏𝐄𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐔𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐎𝐑𝐌𝐀𝐈 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐌𝐀𝐓𝐀…𝐏𝐄𝐑 𝐋’𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 È 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐎 𝐍𝐎𝐑𝐌𝐀𝐋𝐄!

👉 Nel pieno dell’estate, con temperature altissime, turisti, famiglie e attività commerciali, Zafferana rimane senz’acqua. Dai rubinetti non esce nulla. Le bollette, invece, arrivano puntuali. E mentre intere zone del paese attendono risposte, l’unica soluzione sono le autobotti e il
completo silenzio dell’Amministrazione.

⚠️ 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢!

👉Zafferana aveva un acquedotto comunale efficiente, capace di sostenere persino gli enormi consumi estivi e la crescita turistica del paese.
Tutto questo, come più volte ribadito, è il risultato di una precisa scelta politica: consegnare a un gestore esterno i nostri pozzi, le nostre reti e un patrimonio costruito con i sacrifici di intere generazioni.

👉 Alla consegna degli impianti idrici erano presenti i tre principali protagonisti politici di allora, che oggi amministrano ancora Zafferana: il Sindaco, l’Assessore Ezio Pappalardo e la Presidente del Consiglio Arianna Santanocita. Furono loro a partecipare materialmente a un atto destinato a cambiare il futuro del servizio idrico del nostro paese. Per quale ragione l’organo politico partecipò direttamente alla consegna degli impianti, pur trattandosi di un’attività gestionale estranea alle sue competenze, e si rese davvero conto della portata di quella scelta scellerata, già segnalata in un nostro recente post?

👉 Oggi il Sindaco appare completamente disorientato e l’Assessore Sergio Alampo conferma, anche sull’acqua, tutta la propria inadeguatezza amministrativa. Dopo aver trasformato i rifiuti in un’emergenza permanente, adesso riesce nell’impresa di lasciare Zafferana a secco in piena estate. Altro che programmazione. Qui siamo al dilettantismo amministrativo più assoluto: guasti continui, comunicazioni tardive, giustificazioni sempre diverse e nessuna soluzione definitiva.

👉 Prima hanno consegnato l’acqua. Poi hanno perso il controllo. Adesso chiedono pazienza ai cittadini rimasti a secco.
Un’Amministrazione seria pretenderebbe dal gestore tempi certi, assistenza immediata e un servizio dignitoso. Questa, invece, sembra capace soltanto di assistere impotente al proprio fallimento.
La vera battaglia politica deve essere una sola: riprenderci la gestione dei nostri pozzi e della nostra acqua.

𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐢𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨, 𝐙𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐚𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐫𝐮𝐛𝐢𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐛𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚.

🚨 Non è EMERGENZA. È totale incapacità amministrativa! Continueremo a ripeterlo e a denunciare gli obbrobri che questa Amministrazione sta compiendo: Zafferana è già oggi allo sbando e le scelte sbagliate di questi anni produrranno danni ancora più gravi per il futuro del nostro amato paese.

👉 Apriamo gli occhi, cari cittadini!

𝑮𝒓𝒖𝒑𝒑𝒐 𝑷𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒐 “𝒁𝒂𝒇𝒇𝒆𝒓𝒂𝒏𝒂 𝒊𝒏 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆”

⚠️ 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐁𝐑𝐔𝐂𝐈𝐀. 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐎 È 𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐎, 𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐄𝐒𝐒𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐂𝐎 𝐒𝐈𝐌𝐁𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐅𝐀𝐋𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎Vigneti devastati, te...
21/07/2026

⚠️ 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐁𝐑𝐔𝐂𝐈𝐀. 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐎 È 𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐎, 𝐋’𝐀𝐒𝐒𝐄𝐒𝐒𝐎𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐂𝐎 𝐒𝐈𝐌𝐁𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐅𝐀𝐋𝐋𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎

Vigneti devastati, terreni agricoli distrutti, anni di sacrifici e di lavoro ridotti in cenere. Esprimiamo la nostra più sincera e convinta solidarietà agli imprenditori agricoli e ai proprietari colpiti dagli incendi. È doveroso ricordare che ogni terreno deve essere mantenuto pulito e messo in sicurezza mediante la realizzazione delle necessarie fasce tagliafuoco. Qualora venisse accertata la natura dolosa degli incendi, i responsabili dovranno essere individuati e puniti con la massima severità.

👉 Tutto questo, però, non può diventare l’alibi attraverso il quale l’Amministrazione comunale tenta di scaricare ogni responsabilità sui privati o sugli eventuali incendiari. A Zafferana era presente un sistema antincendio efficiente, fondato sul volontariato e sulla conoscenza del territorio.
Tre associazioni partecipavano attivamente con i propri mezzi, mentre vedette collocate in punti strategici consentivano di individuare tempestivamente i focolai e attivare gli interventi. 𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐨 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢𝐨. 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐯𝐞𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢, persino (come abbiamo documentato) per coprire i manifesti del gruppo politico “Zafferana in Comune”.

👉 Quel sistema di prevenzione e presidio non è stato attivato né quest’anno né nelle precedenti stagioni. Per troppo tempo sono venuti meno il contributo delle associazioni, i turni di vedetta e quel coordinamento locale che, per anni, aveva rappresentato una difesa concreta e immediata del territorio. È il risultato di un fallimento amministrativo protratto nel tempo. Il Sindaco ha emanato un’ordinanza per la pulizia dei terreni. (Ed è paradossale che proprio il Comune, che dovrebbe dare l'esempio, presenti terreni e strutture pubbliche in stato di abbandono. Prima di chiedere ai cittadini il rispetto dell'ordinanza, l'Amministrazione dovrebbe dimostrare di applicarla anzitutto al proprio patrimonio.) Ma un’ordinanza priva di controlli rischia di rimanere soltanto un atto formale, destinato a non produrre alcun effetto concreto.
In un Comune privo di un Corpo di Polizia Municipale realmente operativo, chi verifica il rispetto degli obblighi? Chi accerta la corretta realizzazione delle fasce tagliafuoco? Chi interviene prima che l’emergenza diventi irreparabile?

👉 Su questa vicenda pesa in modo evidente l’incapacità amministrativa dell’assessore Salvatore Coco, titolare delle deleghe al Volontariato e all’Associazionismo. Coco non è stato in grado neppure di riattivare una rete già esistente, composta da volontari preparati, mezzi disponibili ed esperienza maturata sul campo. Ha lasciato disperdere un patrimonio prezioso per la comunità, trasformando anche questa delega nell’ennesimo fallimento politico. Sport, turismo, politiche giovanili, associazionismo e volontariato: ogni settore affidato a Coco è stato progressivamente svuotato, indebolito o abbandonato. È lo stesso assessore allo Sport che deve ancora chiarire la propria responsabilità politica nella gravissima vicenda del Palatenda, sulla quale sono in corso gli accertamenti delle autorità dopo l’intossicazione di quindici persone all’interno di una struttura pubblica che, secondo quanto emerso, non risultava agibile.

👉 Ma il Sindaco Salvatore Russo non può essere considerato un semplice spettatore. Il Sindaco guida la Giunta, assegna le deleghe, può intervenire nei settori abbandonati, può revocare o riassegnare gli incarichi e sostituire chi si dimostra incapace di amministrare. Ha consentito che per anni il sistema antincendio fondato sul volontariato non venisse attivato.

👉 Oggi le aziende agricole contano i danni e intere famiglie vedono andare in fumo anni di lavoro. In un momento così drammatico, ai cittadini non servono solidarietà di circostanza o passerelle istituzionali dopo l’emergenza. Servivano prevenzione, vedette, volontari, mezzi antincendio e controlli. Servivano, soprattutto, amministratori consapevoli delle proprie responsabilità e all’altezza del ruolo ricoperto.
Il Sindaco Salvatore Russo si assuma fino in fondo la responsabilità politica di avere consentito per anni l’abbandono del sistema antincendio locale, di avere mantenuto al proprio posto un assessore manifestamente inadeguato sul piano politico e di avere dimostrato, egli stesso, una grave incapacità nella guida del Comune.

𝐼𝑙 𝐺𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑃𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑜 “𝑍𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑎𝑛𝑎 𝑖𝑛 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒”

🚿𝐃𝐀 𝐄𝐂𝐂𝐄𝐋𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈𝐎: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐇𝐀 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐀 𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀, 𝐁𝐑𝐎𝐍𝐓𝐄 𝐇𝐀 𝐃𝐈𝐅𝐄𝐒𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀! 👉 Il raffront...
10/07/2026

🚿𝐃𝐀 𝐄𝐂𝐂𝐄𝐋𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈𝐎: 𝐙𝐀𝐅𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀 𝐇𝐀 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐀 𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀, 𝐁𝐑𝐎𝐍𝐓𝐄 𝐇𝐀 𝐃𝐈𝐅𝐄𝐒𝐎 𝐋𝐀 𝐒𝐔𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀!

👉 Il raffronto con Bronte smonta definitivamente la menzogna raccontata ai cittadini. Parliamo di atti e percorsi noti da anni. Eppure, in piena campagna elettorale, ci dicevano che era tutto imposto dalla legge e chi parlava di gestione autonoma o di possibilità di tornare indietro veniva accusato di raccontare bugie. 𝐌𝐚 𝐬𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐁𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐞𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚? Perché oggi Bronte gestisce, programma investimenti e rivendica la propria autonomia, mentre Zafferana si ritrova con tariffe esplose, disservizi, mancanza d’acqua, file umilianti e un patrimonio pubblico consegnato a terzi? La risposta è semplice: non era un obbligo ineluttabile, era una scelta politica per incapacità gestionale a gestire un settore strategico per la nostra comunità. E a Zafferana quella scelta ha prodotto una resa degradante.

👉 La vicenda dell’acqua a Zafferana è una delle pagine più gravi della storia amministrativa recente del nostro Comune, perché racconta la differenza tra chi, nel tempo, ha costruito autonomia, servizi e futuro, e chi invece ha dilapidato in pochi anni un patrimonio pubblico realizzato con il sacrificio di intere generazioni. Per decenni l’acquedotto comunale è stato un autentico valore aggiunto per la nostra comunità. I nostri pozzi, le nostre reti, i nostri serbatoi, i nostri impianti e la conoscenza diretta del territorio garantivano un servizio efficiente, costi contenuti, interventi tempestivi e una qualità della vita altissima. Nei mesi estivi, quando Zafferana si riempiva di turisti, villeggianti, famiglie e attività con consumi elevatissimi, il servizio reggeva grazie alla programmazione, al monitoraggio e al lavoro di chi conosceva davvero ogni criticità del nostro sistema idrico.

👉 𝐏𝐨𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐨𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨: 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐢. Per anni ci hanno raccontato che era inevitabile, che era dovuto, che lo imponeva la legge, che non esistevano alternative. Una narrazione comoda, oggi smentita dai fatti. La normativa esisteva dal 2006, ma prima dell’avvento di questi amministratori nessuno a Zafferana si era permesso di consegnare gli impianti idrici comunali. Nessuno aveva trattato l’acqua come un peso da scaricare. Nessuno aveva messo nelle mani di altri un patrimonio costruito con investimenti, competenze e sacrifici della comunità. Altri Comuni hanno scelto una strada diversa. Bronte non ha ceduto, ha mantenuto la propria gestione, ha difeso pozzi, impianti e autonomia, e oggi può programmare investimenti importanti sul proprio sistema idrico. E mentre l’ATI ha deliberato la risoluzione del contratto con il gestore, tutta la discussione sulla gestione del servizio idrico viene clamorosamente rimessa in discussione per tutti i Comuni.

👉 Zafferana, invece, si ritrova dall’altra parte della storia. Abbiamo consegnato i nostri pozzi, le nostre reti, i nostri impianti, la nostra acqua. A questo si aggiunge l’umiliazione quotidiana di una comunità costretta a rivolgersi agli uffici SOGIP, in ambienti angusti, con file interminabili e persone in attesa perfino sulla panchina davanti, per ottenere risposte che prima trovavano dentro il proprio Comune. E il paradosso è ancora più grande: la continuità del servizio è stata garantita anche grazie al passaggio di tre figure che già prima gestivano il servizio comunale e che hanno continuato a operare con SOGIP. Dunque gli impianti erano nostri, i pozzi erano nostri, il territorio era nostro, le competenze operative erano già dentro il Comune. Allora cosa ha guadagnato davvero Zafferana?
Nulla. Ha perso sovranità sulla propria acqua. Ha perso controllo sul proprio patrimonio.Ha perso qualità del servizio.
E come se non bastasse, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐯𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐎𝐆𝐈𝐏 𝐮𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚 𝟕𝟎𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐄𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞. Quindi il quadro è attuale è questo: i cittadini pagano di più, l’acqua manca, i disservizi aumentano, le file diventano normalità e il Comune si ritrova persino esposto economicamente dopo avere consegnato il servizio.
Il modo in cui tutto questo è avvenuto rende la vicenda ancora più grave. Dagli atti emerge una consegna degli impianti effettuata con un verbale irrituale, sottoscritto da figure politiche, e successivamente portata in Consiglio comunale con una altrettanto irrituale presa d’atto.

⚠️ La sequenza degli atti è gravissima. 𝐂𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞; 𝐝𝐚𝐥 𝟏° 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐒𝐎𝐆𝐈𝐏 𝐢𝐧 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞; il 23 febbraio 2022 viene poi firmato il verbale di consegna degli impianti dal 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐨, 𝐝𝐚𝐥 𝐕𝐢𝐜𝐞𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐄𝐳𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐚𝐫𝐝𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐀𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 che dagli atti successivi risulta essere categoria B6, quindi non certo un dirigente o un responsabile titolare del potere gestionale. Solo il 2 maggio 2022, con deliberazione consiliare n. 12, il Consiglio comunale viene chiamato a prendere atto di una consegna già avvenuta. Ma consegnare pozzi, reti, serbatoi e impianti non era una passerella politica: era un atto gestionale, tecnico-amministrativo, con effetti diretti sul patrimonio pubblico del Comune.

👉 Una sequenza gravemente viziata, resa ancora più grave dalla presenza della Presidente del Consiglio Arianna Santanocita, che ancora una volta dimostra, come denunciamo da tempo, di non avere piena consapevolezza del ruolo politico-istituzionale che ricopre. Non si consegna un patrimonio pubblico costruito da generazioni e poi si prova a coprire tutto con una presa d’atto consiliare.
Anche il voto del 2 maggio 2022 non può essere cancellato. La presa d’atto della consegna degli impianti alla SOGIP passò con i voti favorevoli di 𝐀𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨𝐜𝐢𝐭𝐚, 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐂𝐨𝐜𝐨, 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐃𝐢 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨, 𝐒𝐞𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐀𝐥𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐒𝐚𝐦𝐚𝐧𝐭𝐡𝐚 𝐏𝐫𝐢𝐯𝐢𝐭𝐞𝐫𝐚. Quei nomi non sono un dettaglio formale: rappresentano una responsabilità politica precisa. Una presa d’atto su una consegna già consumata, effettuata con modalità gravemente discutibili e con effetti enormi sul patrimonio pubblico comunale, non può essere trattata come un passaggio neutro. E oggi quella responsabilità pesa ancora di più, perché tra quei voti favorevoli non ci sono semplici comparse: 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞, 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞, 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐢̀𝐧𝐞𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐞.
Su questa vicenda ognuno deve assumersi la propria responsabilità davanti ai cittadini. Perché non si può prima consegnare un patrimonio pubblico, poi formalizzare la consegna con un verbale discutibile e infine portare tutto in Consiglio comunale come se una presa d’atto potesse cancellare ogni responsabilità politica e amministrativa.

📢 𝐙𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐚𝐧𝐚 𝐢𝐧 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐥𝐨 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨: 𝐥’𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞̀ 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨. Oggi questa battaglia è ancora più necessaria, perché i fatti dimostrano che consegnare non era inevitabile: è stata una scelta politica. Una scelta sbagliata. Una scelta che oggi pagano i cittadini. Chi ha consentito questa consegna deve rispondere davanti alla comunità.
L’acqua di Zafferana non appartiene a chi l’ha consegnata. Appartiene ai cittadini, alla storia del paese e alle future generazioni.

𝐈𝐥 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 “𝐙𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐚𝐧𝐚 𝐈𝐧 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞”

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