29/08/2026
Un quadro operativo per prevenire l’esposizione professionale all’amianto in edifici e cantieri. Dal censimento dei materiali al monitoraggio dell’aria, fino alla formazione, alla sorveglianza sanitaria e alla gestione dei rifiuti
La Direzione generale Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione europea ha reso disponibili le “Guidelines for managing asbestos related health and safety risks at work”,
Pubblicata dall’Unione europea nel 2025, la guida aggiorna le precedenti indicazioni comunitarie alla luce delle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche e delle novità introdotte dalla direttiva (UE) 2023/2668. Il documento si rivolge a datori di lavoro, lavoratori, committenti, progettisti, coordinatori della sicurezza, imprese di bonifica, laboratori, gestori dei rifiuti e autorità di controllo.
La pubblicazione è per il momento disponibile solo in lingua inglese e ha una struttura particolarmente articolata: oltre 300 pagine, suddivise in 17 capitoli e 16 allegati. Accanto alle regole generali, sono presenti indicazioni specifiche per edifici, mezzi di trasporto, attività estrattive, opere di ingegneria civile e servizi di emergenza.
Il punto di partenza è netto: l’amianto è un cancerogeno per il quale non è possibile individuare una soglia di esposizione priva di rischio. Il rispetto del valore limite non esaurisce quindi gli obblighi di prevenzione. L’esposizione deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al livello tecnicamente più basso possibile.
Le linee guida non introducono da sole nuovi obblighi direttamente applicabili, ma offrono un riferimento tecnico per interpretare e attuare il quadro europeo aggiornato.
Per tecnici e imprese, i punti più rilevanti sono l’identificazione dell’amianto prima dei lavori, il progressivo abbassamento dei valori limite, il coordinamento delle informazioni e l’integrazione tra valutazione del rischio, piano di lavoro, monitoraggio, verifica finale e gestione dei rifiuti.
Particolare rilievo assume il registro dei materiali contenenti amianto, che deve diventare uno strumento dinamico per la gestione dell’edificio e non un semplice documento da conservare.
La sicurezza si costruisce già nella fase di programmazione e progettazione. Individuare l’amianto quando il cantiere è iniziato significa intervenire in condizioni più difficili, con maggiori rischi, sospensioni dei lavori e costi aggiuntivi. La conoscenza preventiva del manufatto consente invece di scegliere imprese qualificate, definire metodi appropriati e organizzare correttamente tempi, confinamenti, controlli e rifiuti.