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AConnection Rimettiamo la natura al centro dell'esperienza e del pensiero collettivo.

La Terra ci chiede di sognare diverso. E forse siamo più prontə di quanto pensiamo.Il 2025 si è chiuso con la pubblicazi...
27/01/2026

La Terra ci chiede di sognare diverso. E forse siamo più prontə di quanto pensiamo.

Il 2025 si è chiuso con la pubblicazione di Assessing public support for degrowth (Kallis, Hickel et al.).
Uno studio che ribalta una convinzione diffusa:
- la decrescita non è impopolare.
- è il suo nome a spaventare, non le sue proposte.

Quando le persone non sentono la parola “decrescita”, ma incontrano le sue idee concrete —
- ridurre attività che fanno più danni che benefici
- investire in cura, relazioni, servizi
- lavorare meno per vivere meglio
il sostegno cresce. Molto.

Ma il dato più potente è un altro: i due fattori che più predicono il sostegno alla decrescita sono:
– il desiderio di contribuire alle sfide globali
– la convinzione che gli ecosistemi abbiano un’integrità propria

Non reddito, età o orientamento politico. È la percezione ecologica che cambia tutto.

Chi sente la natura come sistema vivo, interdipendente, finito, chi non la vive come sfondo ma come relazione, è molto più propensə a sostenere un cambio di paradigma.

Questo dialoga profondamente con gli studi sulla nature connectedness: non basta stare nella natura, serve sentirsi parte di essa.

Quando la natura torna a essere matrice — e non risorsa — cambiano anche le nostre idee di benessere, sicurezza, prosperità.

- Non è più benessere ciò che cresce all’infinito, ma ciò che si rigenera.
- Non è più sicurezza ciò che accumula, ma ciò che mantiene equilibrio.

Forse il problema non è il consenso. È l’immaginazione.

E allora il 2026, per noi, è questo:
- un anno per coltivare immaginari ecologici,
- per dare linguaggio a ciò che già sentiamo vero,
- per allenare una postura di speranza radicata nel vivente.

Non serve correre, serve radicare.Viviamo in un mondo che ci spinge a una velocità incessante, sempre alla ricerca di pi...
31/10/2025

Non serve correre, serve radicare.

Viviamo in un mondo che ci spinge a una velocità incessante, sempre alla ricerca di più, di nuovo, di meglio (abbiamo persino coniato il termine FOMO Fear Of Missing Out).

Ma cosa significa davvero "radicare"? Radicare vuol dire scegliere di restare, di dedicare tempo e attenzione a un progetto, a un’idea, ad un modo di essere, a persone, ritrovando il piacere nelle piccole cose e la fiducia nel momento presente.

Perché corriamo? Perché non smettiamo mai di cercare qualcosa che ci sfugge? Da dove nasce questa insaziabilità? La curiosità è un motore potente, ma forse si trasforma in inquietudine, in paura di fermarsi. Quando corriamo, siamo incapaci forse di rimanere soli con noi stessi o ci smarriamo nella noia del silenzio?

Eppure, chi radica sono, ad esempio, le piante, esseri viventi che dall’immobilità traggono forza e nutrimento. Radicare è un invito alla calma, un richiamo a capire di cosa abbiamo davvero bisogno per vivere una buona vita. Solo restando fermi possiamo vedere, sentire, e costruire con pazienza qualcosa di significativo.

Restare non è perdere tempo: è trasformare, crescere, costruire progetti a lungo termine, anche quando fanno paura. La vera sfida è scegliere a cosa, a chi e a quali emozioni dedicare il nostro tempo, consapevoli che questa scelta definisce chi siamo e come viviamo.

Tu come ti senti?

Ogni ecosistema naturale conosce limiti, equilibrio e interdipendenza.È tempo che anche i sistemi economici imparino a f...
15/10/2025

Ogni ecosistema naturale conosce limiti, equilibrio e interdipendenza.
È tempo che anche i sistemi economici imparino a farlo, è quello che ieri abbiamo sentito ascoltando Kate Raworth e Andrew Fanning raccontare il nuovo studio di Doughnut Economics pubblicato su Nature che traccia 22 anni di dati su diseguaglianze sociali e limiti planetari.

Oggi sappiamo che l’umanità ha già superato 6 dei 9 limiti planetari che mantenevano la Terra in equilibrio:
- cambiamento climatico
- perdita di biodiversità
- inquinamento chimico
- uso eccessivo di azoto e fosforo
- deforestazione e conversione dei suoli
- alterazione del ciclo dell’acqua dolce
Solo tre restano (ancora) entro i limiti:
- acidificazione degli oceani
- aerosol atmosferici
- strato di ozono
Intanto, mentre il PIL mondiale è raddoppiato negli ultimi vent’anni, i progressi sociali restano troppo lenti: servirebbe andare 5 volte più veloci per garantire i bisogni fondamentali di tutti entro il 2030.

È stato emozionante, è stato corporeo, è stato vegetale.Si è tenuto oggi il workshop mutazioni e trasformazioni ispirato...
21/09/2025

È stato emozionante, è stato corporeo, è stato vegetale.

Si è tenuto oggi il workshop mutazioni e trasformazioni ispirato all'opera Veleno Veneto di all'interno di Meeting Gardens festival di .collective .

Abbiamo giocato con i corpi, le piante e sei parole chiave. Per chi c'era, un omaggio musicale nel post. 😉

Grazie, sperimentare linguaggi e riflessioni con la natura e le persone è proprio lo spirito del progetto .

Immersi in una trasformazione continua: crisi climatica, cambiamenti sociali, tecnologie sempre più veloci.Il sistema ci...
19/09/2025

Immersi in una trasformazione continua: crisi climatica, cambiamenti sociali, tecnologie sempre più veloci.
Il sistema ci chiede una sola cosa: correre, accelerare, spingere sull’efficienza. E così ci ritroviamo sempre in affanno.

E se smettessimo di inseguire l’efficienza e iniziassimo a progettare per la semplicità?
Non una semplicità banale, ma quella che connette, che alleggerisce, che rende i processi chiari e condivisi. Una semplicità che non scarica ansia sulle persone, ma le coinvolge come parte viva del cambiamento.

La natura lo sa bene: una foresta, un suolo fertile, un ecosistema non hanno bisogno di correre per rigenerarsi. Anche se disturbati o inquinati, trovano modi per riallinearsi con i propri ritmi, ricreando le condizioni per la vita. Lo fanno attraverso la cooperazione, connettendo tutto, senza bruciare energia ma generandone di nuova.

Forse è davvero il momento di imparare da lì.

Con Lorenzo Costanzo  siamo presenti al Conero Film + ADV Festival ad Ancona per portare il punto di vista di AConnectio...
05/09/2025

Con Lorenzo Costanzo siamo presenti al Conero Film + ADV Festival ad Ancona per portare il punto di vista di AConnection, non vediamo l'ora di condividere il palco con Giacomo D'Alisa parlando di decrescita.

Decrescita e post crescita sono agende aperte che riattivano la nostra capacità di immaginazione e costruzione di nuovi ...
19/08/2025

Decrescita e post crescita sono agende aperte che riattivano la nostra capacità di immaginazione e costruzione di nuovi futuri. Qualcuno le chiama utopie o ideologie, ma una cosa è certa: abbiamo bisogno di nuove idee per uscire dalla crisi che stiamo vivendo. La decrescita e la post-crescita propongono un’idea di collaborazione e benessere per tutti, Pianeta incluso. Proprio per questo ha del potenziale per farci tornare ad avere fiducia nelle nostre possibilità di trasformazione della società.

Viviamo come se fossimo inesauribili.Ma non lo siamo. Né noi, né il pianeta.La nostra attenzione è diventata una risorsa...
31/07/2025

Viviamo come se fossimo inesauribili.
Ma non lo siamo. Né noi, né il pianeta.
La nostra attenzione è diventata una risorsa contesa, come l’acqua o l’aria pulita.
Frammentata, risucchiata, dispersa in mille notifiche, ci resta sempre meno spazio mentale per ciò che davvero conta.
E mentre ci perdiamo nel rumore, manca l’energia per concentrarci su problemi reali e importanti: la crisi climatica, le disuguaglianze, la cura reciproca.
Il risultato? Continuiamo a consumare risorse reali per inseguire stimoli vuoti.

Riconoscere il limite non è una rinuncia.
È un atto di ribellione e di cura.
Ne parliamo nel nostro nuovo articolo su substack. https://aconnection.substack.com/p/il-costo-del-nostro-scrolling

Jason Hickel propone di vivere meglio, tutti, entro i limiti ecologici del pianeta. Ciò richiede redistribuire potere e ...
25/07/2025

Jason Hickel propone di vivere meglio, tutti, entro i limiti ecologici del pianeta. Ciò richiede redistribuire potere e risorse riconoscendo le asimmetrie globali.

La prosperità diventa sufficienza condivisa: soddisfare bisogni reali attraverso relazioni, cura, cooperazione, beni comuni e servizi pubblici. Le relazioni includono umani e non umani, non solo rispetto ma approccio ecosistemico.

È una trasformazione politica e culturale: decidere cosa produrre, come e per chi, ricostruendo immaginari desiderabili di benessere che non dipendono da estrazione e accumulazione.

Indirizzo

Strada Di Lobia 183T
Vicenza
36100

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