29/08/2026
D’ESTATE, L’INVERNO
Questa breve nota a margine
RESTARE
come forma verbale conosciuta
e infinita
mi coglie impreparata,
stupita.
Come impronta distintiva
che si spezza
e frivola plana sulla carta
di due testi di-versi,
dopo un lungo scompenso di battito
nel silenzio l’immobile si fa vita.
In quest’ultimi scorci d’estate
pettinati dal vento
buoni solo a rinfrescare
pare aver trovato il posto suo,
femminile singolare.
Intimo sigillo alle poesie di Pierluigi Cappello, ecco il suo mediare:
senza sosta Lei e insieme lui
sanno cosa significhi Restare.
Andare.
Aspettare.
E continuare a sognare.
Nella mia mente
di eterno studente
fanno la fila ora
allampanate, distanti,
vicine parole.
Affilate come aghi di sarta
pizzicano fragili
le corde del mio umore.
Si sporgono audaci
con movimento sussultorio,
come piccole falde d’amore.
D’estate,
l’inverno del cuore.