Sara Pauletto- Psicomotricista Relazionale

Sara Pauletto- Psicomotricista Relazionale DALL' EDUCAZIONE ALL' ORIGINE: è lì, dove corpo, relazione e storia si intrecciano, che nasce il mio lavoro. CELL. 328 39 57 723

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Non creo servizi, creo spazi di trasformazione per i bimbi e per chi accompagna la loro crescita. ⚘Centro di EDUCAZIONE ALLA RELAZIONE⚘

Spazio pensato e creato per la CRESCITA e il BENESSERE dei bambini, dei loro genitori e di tutti coloro che li accompagnano nel meraviglioso e impegnativo cammino dell'EDUCAZIONE. IL LINGUAGGIO DEL CORPO, IL CONTATTO, LA RELAZIONE AUTENTICA, LA CREATIVITA' E I

L GIOCO sono la base delle attività rivolte a piccoli e grandi. LE PROPOSTE, a mediazione corporea, sono pensate per percorsi di

EDUCAZIONE E PREVENZIONE,

ACCOMPAGNAMENTO ALLA CRESCITA,

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA',

BENESSERE PERSONALE,

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

(INDIVIDUALI E DI GRUPPO).


⚘PSICOMOTRICITA' RELAZIONALE

⚘TECNICHE DI RILASSAMENTO

⚘TERAPIA PRENATALE E PERINATALE

⚘PEDAGOGIA SISTEMICA SECONDO IL METODO DELLE COSTELLAZIONI FAMILIARI

⚘CONSULENZA EDUCATIVA METODO NARM Modello Relazionale Neuroaffettivo

⚘SERVIZI OFFERTI:

⚘Psicomotricità e Rilassamento in gravidanza
⚘Psicomotricità bambino-genitore
⚘Psicomotricità educativa in piccolo gruppo
⚘Valutazione psicomotoria
⚘Presa in carico con percorsi a mediazione corporea


⚘Tecniche di Rilassamento per bambini, adolescenti ed adulti
(Metodo Soubiran, Metodo Bergès, Rilassamento Muscolare Progressivo, Training Autogeno)

⚘Consulenza educativa per genitori
⚘Percorsi genitori-figli

⚘Supervisione e formazione per insegnanti ed educatori secondo la visione della Pedagogia Sistemica delle Costellazioni Familiari.

⚘Percorsi di ricerca personale, individuali e in gruppo, con tecniche a mediazione corporea. I PERCORSI VENGONO "CUCITI SU MISURA" COME UN ABITO SARTORIALE, IN BASE ALLA FAMIGLIA, AI VISSUTI DEI BAMBINI E ALLE RISORSE DEI GENITORI.





⚘SARA PAULETTO
*Psicomotricista Relazionale
Terapeuta in Rilassamento
Operatrice certificata Prenatal and Birth Therapy e NARM Modello Relazionale Neuroaffettivo
*Formatrice
*Insegnante Scuola Primaria


⚘FORMATA IN:
-Psicomotricità Relazionale e Analisi Corporea della Relazione
-Tecniche di Rilassamento per bambini ed adulti
-Pedagogia Sistemica
-Costellazioni Familiari
-Terapia sugli imprinting prenatali e perinatali.
-NARM Modello Relazionale Neuroaffettivo
-Counsel- coaching Strategico Breve secondo il Modello di Giorgio Nardone. [email protected]

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA RACCONTA MOLTO, SOPRATTUTTO ATTRAVERSO IL CORPO.Oggi, entrando a scuola, ho ritrovato una scen...
14/09/2026

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA RACCONTA MOLTO, SOPRATTUTTO ATTRAVERSO IL CORPO.

Oggi, entrando a scuola, ho ritrovato una scena che conosco bene. La conosco da insegnante, dopo tanti anni trascorsi nelle classi, ma la guardo anche con gli occhi della psicomotricista, e questo cambia inevitabilmente il mio modo di osservare ciò che accade.

Ho visto bambini entrare con entusiasmo e altri che hanno avuto bisogno di rimanere ancora un po' vicini al proprio genitore; bambini che cercavano immediatamente il movimento e altri che sembravano trattenere il corpo, quasi a proteggersi da qualcosa di nuovo.

Il corpo, spesso, arriva prima delle parole.

E oggi mi sono accorta ancora una volta di quanto questo sia vero anche per gli adulti. Il primo giorno di scuola non mette in movimento soltanto i bambini: coinvolge i genitori, gli insegnanti, gli educatori, ciascuno con le proprie emozioni, aspettative e preoccupazioni.

Dopo tanti anni come insegnante, so quanto sia facile essere presi dalla necessità di organizzare, accogliere, far funzionare la giornata. Il mio percorso nella psicomotricità mi ha insegnato, però, a dare sempre più valore a ciò che accade prima delle parole e delle richieste: al tono della voce, al ritmo, alla distanza, alla postura, al modo in cui un bambino entra nello spazio e incontra l'adulto.

Per questo oggi non mi interessa soltanto chiedermi che cosa sta facendo un bambino, ma anche che cosa sta accadendo nella relazione mentre lo fa.

Un bambino che corre, che si aggrappa, che non riesce a stare fermo, che si nasconde o che appare distante non sta semplicemente "comportandosi in un certo modo". Il suo corpo sta attraversando qualcosa e può diventare una via preziosa per avvicinarsi alla sua esperienza, senza la fretta di interpretarla o di trasformarla immediatamente in un problema.

E c'è una cosa che il mio doppio sguardo di insegnante e psicomotricista mi ricorda continuamente: non possiamo osservare il corpo del bambino senza accorgerci del nostro.

Il modo in cui entriamo nella relazione, il nostro ritmo, la nostra disponibilità, la capacità di aspettare e di tollerare ciò che ancora non comprendiamo partecipano a ciò che il bambino vive.

È proprio questo che oggi, nel mio primo giorno di scuola, ho sentito con particolare chiarezza.

Dopo tanti anni, continuo ad imparare che educare non significa soltanto accompagnare un bambino attraverso ciò che deve fare.

Significa anche esserci abbastanza da poter sentire ciò che sta accadendo, nel suo corpo e nel nostro, mentre ci incontriamo.

S.P

💟NON ARRIVANO TUTTE DALLO STESSO POSTO.E FORSE È PROPRIO QUESTO IL BELLO.Tra qualche settimana inizieremo un viaggio ins...
13/09/2026

💟NON ARRIVANO TUTTE DALLO STESSO POSTO.
E FORSE È PROPRIO QUESTO IL BELLO.

Tra qualche settimana inizieremo un viaggio insieme.

Le colleghe che hanno scelto di partecipare a Corpo ORIGINE – Psicomotricità Prenatale e Perinatale arrivano da città e regioni diverse, hanno percorsi formativi differenti e si trovano in momenti diversi della propria vita professionale.

C’è chi è agli inizi e arriva con quella curiosità preziosa di chi desidera ancora scoprire, sperimentare, fare domande e cercare la propria strada.

C’è chi porta con sé anni di esperienza e un bagaglio professionale già ricco, che potrà diventare una risorsa importante per tutto il gruppo.

C’è chi sente il bisogno di ampliare le proprie competenze per diventare una professionista ancora più consapevole, capace di osservare il bambino e la relazione con uno sguardo più ampio.

E poi c’è chi, pur partendo da una motivazione professionale, sente che questo percorso tocca anche qualcosa di più personale, qualcosa che non si lascia spiegare soltanto attraverso una nuova tecnica o una nuova conoscenza.

Alcune mi hanno incontrata attraverso i webinar online e hanno sentito il desiderio di andare oltre l'ascolto, per fare esperienza in presenza, attraverso il corpo, il movimento, il tono, lo sguardo e la relazione.

Ed è proprio qui che, per me, comincia la parte più interessante.

Perché una formazione non è fatta soltanto dai contenuti che vengono trasmessi.

È fatta dalle persone che si incontrano, dalle domande che emergono, dalle esperienze che si intrecciano, dalle differenze che entrano nel campo e lo rendono più ricco.

Ognuna arriverà con la propria storia professionale, con ciò che già conosce e con ciò che ancora non conosce.

Ognuna porterà qualcosa.

E qualcosa, inevitabilmente, cambierà nel momento in cui queste esperienze si incontreranno.

Corpo ORIGINE non sarà soltanto un percorso per acquisire nuove conoscenze sulla vita prenatale e perinatale.

Sarà un'esperienza da attraversare insieme, nella quale teoria, corpo e relazione potranno incontrarsi e diventare strumenti di osservazione e di lavoro.

E forse, in questo momento, c’è qualcuna che sta leggendo e sente una piccola spinta dentro.

Una curiosità che ritorna.

Una domanda che non si spegne.

Il desiderio di approfondire, di sperimentare, di incontrare altre professioniste, oppure semplicemente la sensazione che questo percorso abbia qualcosa da dirle.

Non è ancora troppo tardi.

È ancora possibile dire sì e ascoltare quell’impulso a partecipare.

A volte non abbiamo bisogno di avere già tutte le risposte per scegliere un percorso.

È sufficiente riconoscere una domanda, sentire una direzione e avere il coraggio di seguirla.

Il gruppo sta prendendo forma.

E c’è ancora spazio per chi sente di voler esserci.

[email protected]

❤️ABBIAMO BISOGNO DI RITROVARE LA NOSTRA MATRICE UMANASoprattutto se ci occupiamo dei bambini.Forse, nel modo in cui viv...
13/09/2026

❤️ABBIAMO BISOGNO DI RITROVARE LA NOSTRA MATRICE UMANA
Soprattutto se ci occupiamo dei bambini.

Forse, nel modo in cui viviamo oggi, abbiamo progressivamente dimenticato qualcosa di molto semplice e, allo stesso tempo, profondamente importante: prima di diventare adulti autonomi, competenti e capaci di affrontare il mondo, siamo stati esseri completamente dipendenti dalla relazione con qualcun altro.

Prima ancora di poter parlare, spiegare ciò che provavamo o comprendere quello che ci accadeva, abbiamo avuto bisogno di essere accolti, nutriti, toccati, contenuti, guardati e riconosciuti. Il nostro corpo è stato il primo luogo attraverso il quale abbiamo fatto esperienza del mondo e la relazione con chi si prendeva cura di noi è stata il primo modo attraverso il quale abbiamo iniziato a costruire un senso di sicurezza e di appartenenza.

È questa la nostra matrice umana.

Una dimensione originaria della quale spesso perdiamo il contatto mentre cresciamo, perché impariamo a diventare autonomi, a controllare ciò che sentiamo, a rispondere alle aspettative, a proteggerci e, soprattutto, a non mostrare più quanto abbiamo bisogno degli altri.

La vita adulta ci chiede continuamente di essere forti, efficienti e capaci di trovare soluzioni. Anche nelle professioni che si occupano della cura e dell'educazione possiamo finire per identificarci talmente tanto con il nostro ruolo da dimenticare che, prima di ogni competenza professionale, esiste una persona che porta con sé una propria storia, un proprio corpo e un proprio modo di stare nella relazione.

E quando incontriamo un bambino, questa dimensione originaria torna inevitabilmente a essere presente.

Il bambino ci mette davanti a qualcosa che la nostra vita adulta tende a nascondere: la necessità dell'altro, la vulnerabilità, il bisogno di essere accolti senza dover dimostrare di meritare attenzione, il bisogno di appartenere e di trovare qualcuno capace di rimanere presente anche quando non sappiamo ancora esprimere ciò che ci accade.

Per questo credo che occuparsi dell'infanzia significhi anche avere il coraggio di tornare a interrogarsi sull'essere umano.

Non soltanto su ciò che un bambino fa, ma su ciò che significa per un essere umano iniziare la propria vita; non soltanto sui comportamenti che osserviamo, ma sulle esperienze che contribuiscono a costruire il modo in cui ciascuno di noi entra nel mondo e incontra gli altri.

E questo riguarda profondamente anche noi professionisti.

Perché non possiamo pensare di accompagnare la crescita di un altro essere umano dimenticando completamente la nostra stessa esperienza di essere diventati persone.

La nostra formazione, allora, può diventare qualcosa di più dell'acquisizione di nuove tecniche e conoscenze. Può diventare un'occasione per tornare alle domande fondamentali che riguardano la vita umana: da dove veniamo, di che cosa abbiamo avuto bisogno per crescere, che cosa accade quando troviamo qualcuno capace di accoglierci e che cosa può accadere, invece, quando questo incontro viene meno.

Sono domande che ci riportano molto indietro nel tempo, fino a quel periodo della nostra vita nel quale non avevamo ancora parole per raccontare ciò che vivevamo, ma nel quale il nostro corpo e la nostra relazione con l'altro stavano già costruendo le prime tracce della nostra esperienza.

È proprio da lì che abbiamo bisogno di ripartire.

Non per trovare spiegazioni semplici alla complessità di ogni bambino, e nemmeno per trasformare le origini in una nuova teoria da applicare, ma per recuperare una consapevolezza più ampia di ciò che significa nascere, crescere e diventare sé stessi.

Ritrovare la nostra matrice umana significa, forse, tornare abbastanza vicini alle nostre origini da poter guardare un bambino senza dimenticare la profondità e la vulnerabilità dell'essere umano che abbiamo davanti.

Questo è l'obiettivo principale che insieme cercheremo di raggiungere insieme nella formazione " CORPO ORIGINE ".

S.P

IL CORPO DELLO PSICOMOTRICISTA È UNO DEI SUOI PRINCIPALI STRUMENTI DI LAVORO.Eppure, nella formazione professionale, qua...
12/09/2026

IL CORPO DELLO PSICOMOTRICISTA È UNO DEI SUOI PRINCIPALI STRUMENTI DI LAVORO.

Eppure, nella formazione professionale, quanto tempo dedichiamo davvero ad ascoltare ciò che accade nel nostro corpo mentre siamo in relazione con un bambino?

Entriamo nello spazio psicomotorio con il nostro tono, il nostro ritmo, il nostro modo di respirare, di muoverci, di avvicinarci e di prendere distanza.

Il bambino incontra tutto questo, ancora prima delle nostre parole.

A volte ci accorgiamo di essere tesi davanti a un bambino che fatica a lasciarsi andare. Altre volte sentiamo il bisogno di intervenire rapidamente quando lui sembra bloccato, oppure ci scopriamo affaticati, impazienti, invasi o eccessivamente coinvolti in alcune situazioni.

Sono sensazioni che appartengono anche alla relazione professionale e che possono diventare preziose informazioni, se impariamo ad ascoltarle senza confonderle con ciò che appartiene al bambino.

La qualità della nostra presenza corporea può modificare la qualità dell'incontro.

Per questo, in Corpo Origine, il lavoro sul corpo del professionista non è un elemento accessorio.

Entreremo nell'esperienza del dialogo tonico, esploreremo la tecnica di rilassamento Soubiran e lavoreremo sulla capacità di percepire ciò che accade nel nostro corpo mentre siamo in relazione.

Perché conoscere il proprio tono, riconoscere le proprie reazioni, imparare a modulare la propria presenza e sviluppare una maggiore capacità di ascolto corporeo significa acquisire uno strumento professionale in più.

E c'è un passaggio ancora più profondo.

Più diventiamo consapevoli di ciò che accade dentro di noi, più possiamo lasciare spazio a ciò che accade nell'altro.

Non si tratta quindi soltanto di imparare nuove tecniche.

Si tratta di rendere il proprio corpo maggiormente disponibile all'incontro, affinando quella presenza che, nella psicomotricità relazionale, costituisce già una parte fondamentale del nostro lavoro.

È uno dei territori che attraverseremo in:

CORPO ORIGINE – Psicomotricità Prenatale e Perinatale

Un percorso annuale di approfondimento rivolto a psicomotricisti, educatori, professionisti del nido e della scuola dell'infanzia e operatori della relazione che lavorano con l'infanzia.

📍 Centro Tara Yoga, Varese
📅 Primo modulo: 10-11 ottobre 2026

Le iscrizioni sono aperte.

Se senti che il tuo corpo può diventare uno strumento professionale ancora più consapevole, scrivimi per ricevere le informazioni sul percorso.

[email protected]

LA VITA PRENDE FORMA"Prendere forma è nella natura della vita.Siamo esseri vivi, coscienti, senzienti.Quando facciamo es...
11/09/2026

LA VITA PRENDE FORMA
"Prendere forma è nella natura della vita.
Siamo esseri vivi, coscienti, senzienti.
Quando facciamo esperienza del mondo, tendiamo a prendere forma in risposta o in reazione alle nostre esperienze.

Queste risposte sono evolutive, psico-emozionali, fisiologiche e strutturali.
Pertanto, formiamo noi stessi e prendiamo decisioni in risposta alle esperienze che facciamo.

I neonati alla nascita e i bambini sono esseri coscienti, senzienti che prendono decisioni e prendono forma in relazione alla loro esperienza.
Nel corso degli ultimi trent'anni sono state raccolte molte evidenze che dimostrano come i neonati e i bambini sono consapevoli del loro ambiente, registrano le loro esperienze sensoriali e rispondono ad esse.

Davide Chamberlain ci ha fatto notare che i bambini nel grembo materno alla settima settimana sono sensibili al tatto e alla quattordicesima settimana si allontanano da fonti di luce anche se le loro palpebre sono ancora chiuse.

Thomas Verny cita casi che più che suggerire, confermano che lo sviluppo del linguaggio inizia nel grembo materno.

Ray Castellino riporta il caso di un bambino prenatale che dava un pugno e colpiva realmente la parte di un ago da amniocentesi che invadeva il suo spazio nel grembo materno".

Franklin Sills

È importante che anche in Psicomotricità si dia valore ai vissuti prenatali, di nascita e perinatali.

CORPO ORIGINE è il Percorso di approfondimento annuale per Psicomotricisti, per integrare queste importanti esperienze.

Ad Ottobre inizieremo questa meravigliosa esplorazione alla ricerca delle radici dell'essere umano.

S.P

🟢IL.CORPO VISSUTOCome psicomotricisti, forse più di altri professionisti, sappiamo che il corpo non può essere raccontat...
10/09/2026

🟢IL.CORPO VISSUTO
Come psicomotricisti, forse più di altri professionisti, sappiamo che il corpo non può essere raccontato soltanto: ha bisogno di essere vissuto.

La formazione online è preziosa per studiare, approfondire e costruire solide basi teoriche. Ma quando il tema è il corpo, la nascita e la relazione, arriva un momento in cui abbiamo bisogno di spegnere lo schermo e tornare alla presenza.

Abbiamo bisogno di spazio per muoverci, tempo per sentire, relazione per incontrare, presenza per lasciar accadere l'esperienza.

In CORPO ORIGINE faremo esperienza della tecnica di rilassamento Soubiran, dove il dialogo tonico diventa un modo concreto per entrare in relazione e ascoltare ciò che accade nel corpo.

Faremo esperienza dello sguardo sistemico, non soltanto per comprenderne i principi, ma per imparare a percepire e sentire il campo relazionale nel quale ogni persona è inserita.

E lavoreremo direttamente sulle nostre impronte di nascita, attraverso uno specifico Laboratorio di Imprinting di Nascita.

Perché anche noi, come psicomotricisti, abbiamo bisogno di tornare al corpo per poter incontrare l'altro con maggiore consapevolezza.

Se nascere è prendere corpo, allora una formazione che ci accompagna alle origini dell'esperienza corporea deve poter essere vissuta con il corpo.

La teoria ci orienta.
L'esperienza ci coinvolge.
La relazione ci trasforma.

CORPO ORIGINE è un percorso da vivere in presenza, insieme.

Le iscrizioni sono aperte. Per ricevere il programma completo e le informazioni sul percorso, scrivimi infosara.paulettogmail.com

S.P

🟣FORMAZIONE Che cosa accade quando, prima ancora di imparare a riconoscere le impronte di nascita di un bambino, ci ferm...
09/09/2026

🟣FORMAZIONE
Che cosa accade quando, prima ancora di imparare a riconoscere le impronte di nascita di un bambino, ci fermiamo ad ascoltare le nostre?

Questa è una delle esperienze più profonde che attraverseremo in CORPO ORIGINE.

La vita prenatale, la nascita e le prime esperienze relazionali non appartengono soltanto alla storia che possiamo raccontare di noi stessi. Sono anche una storia corporea, fatta di sensazioni, tensioni, movimenti, modalità di contatto e di risposta, di avvicinamento e di allontanamento.

Per questo, in una formazione dedicata alla dimensione prenatale e perinatale, per me era fondamentale che non ci limitassimo allo studio teorico.

Abbiamo bisogno di fare esperienza.

Nel Laboratorio di Imprinting di Nascita, unico all'interno di questo percorso formativo, ogni partecipante avrà la possibilità di esplorare direttamente le proprie impronte di nascita attraverso un lavoro corporeo ed esperienziale.

Non per cercare spiegazioni a tutti i costi, né per costruire una nuova narrazione del proprio passato.

Piuttosto, per imparare ad ascoltare ciò che il corpo può raccontare quando gli viene dato uno spazio sufficientemente sicuro per farlo.

Entrare in contatto con la propria esperienza permette infatti di comprendere in modo diverso concetti che, studiati soltanto sui libri, possono rimanere astratti: il tono, la regolazione, il contatto, la spinta, l'attesa, la resistenza, il bisogno di essere sostenuti, la capacità di affidarsi, il modo in cui attraversiamo un passaggio.

E quando queste dimensioni diventano esperienza personale, cambia anche il nostro modo di osservare il bambino.

Diventiamo più attenti a ciò che accade prima del comportamento visibile, più capaci di cogliere i segnali corporei e tonico-emozionali, più rispettosi della complessità della sua storia.

Perché lavorare con le impronte di nascita non significa applicare un'etichetta al bambino.

Significa imparare a porci domande nuove.

Che cosa sta vivendo il suo corpo?
Che cosa sta cercando di comunicare?
Quale esperienza potrebbe avere bisogno di essere riconosciuta, accompagnata, trasformata?

CORPO ORIGINE nasce anche da questa convinzione: per poter accompagnare profondamente l'altro, abbiamo bisogno di essere disposti a incontrare, con rispetto e consapevolezza, anche la nostra esperienza corporea.

Non soltanto sapere.
Non soltanto osservare.
Ma fare esperienza per costruire uno sguardo professionale più profondo.

È questo che rende CORPO ORIGINE una formazione particolare.

E il Laboratorio di Imprinting di Nascita ne rappresenta uno dei suoi cuori.

S.P

🔺️UN BAMBINO "NON COMINCIA"  QUANDO LO INCONTRIAMO.Quando arriva davanti a noi, nel nostro studio, nel nostro servizio, ...
08/09/2026

🔺️UN BAMBINO "NON COMINCIA" QUANDO LO INCONTRIAMO.

Quando arriva davanti a noi, nel nostro studio, nel nostro servizio, nella nostra stanza di terapia o nel contesto educativo nel quale siamo chiamati ad accompagnarlo, porta già con sé una storia che è iniziata molto prima di quel momento e che il suo corpo, ancora prima delle parole, ha imparato a conoscere e a raccontare.

Come professionisti che lavorano con l'infanzia, siamo abituati a osservare ciò che accade nel presente: il modo in cui un bambino entra nella relazione, come utilizza il corpo e il movimento, come esplora, come comunica, come si separa, come cerca l'altro o ne prende le distanze.

Osserviamo il comportamento, ascoltiamo le parole quando arrivano, raccogliamo la storia, incontriamo la famiglia e cerchiamo di costruire una comprensione che possa orientare il nostro intervento.

Eppure, davanti ad alcune manifestazioni, può diventare necessario fare un passo ulteriore e porci una domanda che amplia profondamente la nostra prospettiva professionale:

che cosa ha vissuto quel corpo prima di arrivare fino a noi?

Perché prima delle parole c'è stato un corpo che si è formato, ha percepito, ha risposto e si è organizzato all'interno di una relazione; prima delle esperienze che oggi possiamo osservare ci sono stati una gravidanza, una nascita, i primi contatti, i primi ritmi, le prime esperienze di vicinanza e di separazione.

Non per cercare nella storia prenatale o perinatale una spiegazione a ogni difficoltà.

Non per costruire nuove etichette o attribuire responsabilità.

Ma per rendere il nostro sguardo professionale più ampio, più sensibile e più capace di cogliere ciò che il comportamento, da solo, non sempre riesce a mostrarci.

Perché il nostro compito, qualunque sia il nostro specifico ambito professionale, non è soltanto osservare ciò che un bambino fa, ma cercare di comprendere che cosa sta comunicando attraverso ciò che fa, quale esperienza corporea e relazionale può esserci dietro una determinata modalità di stare nel mondo e quali condizioni possano permettergli di sentirsi maggiormente al sicuro, di organizzarsi e di entrare in relazione.

Quando impariamo a guardare anche questa dimensione, il corpo smette di essere soltanto ciò attraverso cui il bambino agisce e diventa una porta di accesso alla sua storia.

Una storia che non possiamo conoscere completamente, ma che possiamo imparare ad ascoltare con maggiore attenzione.

È da questa necessità professionale che nasce Corpo Origine.

Un percorso rivolto a chi lavora con i bambini e sente che, per accompagnarli con maggiore consapevolezza, non è sufficiente aggiungere nuovi strumenti alla propria pratica.

A volte è necessario cambiare la prospettiva dalla quale quegli strumenti vengono utilizzati.

Ampliare lo sguardo.
Affinare l'osservazione.
Tornare al corpo.
Interrogare l'origine.

Perché prima di incontrare un bambino, c'è una storia che lo ha già incontrato.

E il modo in cui impariamo ad ascoltarla può trasformare profondamente il modo in cui, come professionisti, scegliamo di incontrarlo.

S.P

🌱QUANTO INDIETRO SIAMO DISPOSTI A GUARDARE QUANDO INCONTRIAMO UN BAMBINO?Quando lavoriamo con i bambini siamo abituati a...
07/09/2026

🌱QUANTO INDIETRO SIAMO DISPOSTI A GUARDARE QUANDO INCONTRIAMO UN BAMBINO?

Quando lavoriamo con i bambini siamo abituati a osservare ciò che accade nel presente: il modo in cui si muovono, giocano, utilizzano il corpo, entrano in relazione, cercano o evitano il contatto, affrontano la separazione e reagiscono alle situazioni che incontrano nel loro quotidiano. È attraverso queste manifestazioni che il bambino si racconta e che noi possiamo iniziare a costruire una relazione con lui.

Eppure, ciò che osserviamo oggi è il risultato di una storia che è cominciata molto prima del nostro incontro.

La storia del bambino non inizia quando arriva al nido, alla scuola dell'infanzia o nello spazio psicomotorio, e nemmeno quando compare quel comportamento che ci interroga e che ci porta a cercare nuove chiavi di lettura. La storia del bambino è già iniziata nella vita prenatale, all'interno di un ambiente corporeo e relazionale nel quale egli vive le sue prime esperienze di movimento, ritmo, contenimento, cambiamento e relazione.

Anche la nascita rappresenta un passaggio significativo di questa storia, perché introduce il bambino in una nuova condizione corporea e relazionale e costituisce una delle prime grandi trasformazioni attraverso cui l'essere umano attraversa il passaggio da un ambiente a un altro.

Guardare alla vita prenatale e perinatale, però, non significa cercare nel periodo precedente alla nascita la spiegazione di ogni comportamento successivo, né stabilire collegamenti semplicistici tra ciò che è accaduto allora e ciò che osserviamo oggi. Significa, piuttosto, ampliare lo sguardo e riconoscere la complessità della storia corporea e relazionale di ogni bambino.

Per chi lavora nell'ambito dell'infanzia, questa prospettiva può diventare particolarmente importante, perché ci invita a non confondere il bambino con ciò che manifesta e a considerare il comportamento non come qualcosa da correggere immediatamente, ma come una possibile espressione di un'esperienza che merita di essere ascoltata e compresa.

È qui che, per me, la psicomotricità può continuare a sviluppare una propria cultura: nella capacità di mantenere uno sguardo attento al corpo, alla relazione e alla storia dell'individuo, senza fermarsi a ciò che è immediatamente visibile e senza trasformare ogni osservazione in una diagnosi o in una spiegazione definitiva.

La psicomotricità prenatale e perinatale nasce anche da questa necessità: andare più indietro, per ampliare la nostra possibilità di incontrare il bambino nel presente.

Non per trovare risposte facili, ma per costruire uno sguardo più consapevole, capace di tenere insieme ciò che vediamo oggi e la complessità della storia che ogni bambino porta con sé.

S.P

La professionalità di uno psicomotricista non si riconosce soltanto da un titolo, da un curriculum o dalle tecniche che ...
06/09/2026

La professionalità di uno psicomotricista non si riconosce soltanto da un titolo, da un curriculum o dalle tecniche che utilizza.

Si riconosce anche, e forse soprattutto, da come accoglie una famiglia che arriva chiedendo aiuto.

Da come ascolta la storia del bambino senza fermarsi alla difficoltà per cui viene presentato.
Da quali domande pone.
Da quanto sa prendersi il tempo necessario per comprendere se la psicomotricità è davvero il percorso più adatto.
E dalla capacità di dire, quando necessario, anche che quel bambino ha bisogno di un altro tipo di intervento.

Perché scegliere un percorso psicomotorio non dovrebbe mai essere una questione di “vendere” un servizio, ma di costruire un incontro professionale responsabile, mettendo al centro il bambino e la sua storia.

In questi ultimi quattro post ho raccolto alcuni aspetti che ritengo fondamentali nell’accoglienza dei genitori e nella scelta del percorso più adeguato per il bambino.

Vi invito a rileggerli: insieme offrono una piccola mappa per orientarsi e, per i genitori, possono essere anche un modo semplice per riconoscere quando dietro una proposta c’è una professionalità realmente competente e quando, invece, ci si trova di fronte a un’improvvisazione.

Perché la qualità del lavoro comincia molto prima del primo incontro nella sala di psicomotricità.

S.P

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Varese
2100

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