08/07/2023
L’idea di una maternità perfetta è tossica.
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Nel corso degli anni si è consolidato nella nostra società lo stereotipo della maternità perfetta. Questo momento della vita è idealizzato a tal punto da essere sempre descritto come fantastico e pieno di gioia... Le mamme, che non vedono l’ora di crescere la nuova vita, devono sorridere davanti a qualsiasi difficoltà ed essere felici di rinunciare alla propria realizzazione professionale e ai propri bisogni -anche quelli primari come nutrirsi, dormire, prendersi cura di sé e coltivare delle relazioni sociali-.
La realtà è ben diversa da questa narrazione: questo momento evolutivo è senza dubbio significativo, ma colmo di insidie.
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A tal proposito ho deciso di parlare di questo libro che ho ricevuto in dono durante la mia gravidanza e che racchiude 10 fiabe che raccontano in modo non edulcorato alcuni aspetti della maternità.
Attraverso una narrazione leggera e divertente, permette alle lettrici e ai lettori di identificarsi ma anche di riflettere su argomenti considerati, ancora oggi, tabù. Si parla di ansia da separazione dal bambino, della paura di essere inadeguate, dei rapporti con parenti e amici che elargiscono consigli non richiesti. E ancora: la strega Lucilla deve combattere la depressione post partum, Guenda è una mamma ghiro che da quando è arrivata la sua piccola non riesce più a chiudere occhio, Ava è una piratessa che fatica ad affrontare il fatto che i suoi pantaloni da arrembaggio non le entrino più dopo la gravidanza; la regina Margaret fa ricorso a potenti magie e a tutto l’esercito per tenere suo figlio al sicuro da ogni pericolo -reale o immaginario-, Trixa è una mamma aliena che si sente molto sola sul suo pianeta lontano…
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Io l’ho letto insieme a mio marito ed ognuna di queste fiabe ci ha offerto interessanti spunti di dialogo e riflessione.
Consiglio ad ogni neo mamma e a chi lo diventerà di leggerlo!
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