Per provare a disarmare le parole — sui social, ma non solo — occorre prima capire la ragione della nostra corsa alle armi. Come si origina in noi quella violenza che poi, troppo spesso, scarichiamo su una tastiera?
Ne abbiamo parlato con Giovanni Grandi, ultimo relatore dell’edizione 2025–2026 della SPES.
SPES - Scuola di Politica ed Etica Sociale
SPES è un percorso formativo proposto dall’Arcidiocesi di Udine e teso alla promozione dell’impegno per il bene comune.
29/05/2026
Un racconto antico per capire il presente.
Lunedì scorso Giovanni Grandi ha chiuso l'edizione 2025–2026 della SPES con una lezione che ha lasciato il segno. Partendo dalla storia di Caino e Abele – archetipo di ogni frattura tra fratelli, di ogni tradimento della prossimità – ha riletto la polarizzazione che attraversano, oggi, tanto il discorso pubblico quanto le relazioni interpersonali.
Quella frattura antica, infatti, ci parla ancora: le parole che usiamo possono approfondirla o, al contrario, aiutarci a ritrovare la strada verso l'altro. Non è una questione di buone intenzioni, ma una scelta che richiede consapevolezza e una buona dose di coraggio.
Grazie Giovanni Grandi!
22/05/2026
Chiudiamo la stagione 2025/2026 con un appuntamento che parla di qualcosa che attraversa le nostre giornate: le parole che usiamo – o che subiamo – negli spazi digitali.
I social network non sono ambienti neutri. I loro algoritmi premiano la reazione, amplificano la contrapposizione, rendono difficile anche solo immaginare un disaccordo che non ferisca. Ma la logica della polarizzazione non abita solo nelle piattaforme; abita anche nei nostri cuori, nelle scelte che facciamo ogni volta che scriviamo, condividiamo, rispondiamo.
Disarmare le parole è allora un lavoro su due fronti: culturale e personale insieme.
Ne parleremo con Giovanni Grandi, professore ordinario di Filosofia morale all'Università di Trieste e tra i promotori di Parole O_Stili, il progetto che dal 2016 lavora per una comunicazione online che restituisca dignità alle parole e a chi le riceve.
Lunedì prossimo, con l’intervento di Giovanni Grandi, si chiude l’edizione 2025/2026 della SPES. Al centro dell’ultimo appuntamento ci saranno i conflitti che attraversano l’arena social e il modo in cui possiamo abitarli con più consapevolezza.
Nell’attesa, torniamo alla lezione di D Luca Peyron: una riflessione su ciò che dell’umano non possiamo delegare alle macchine. Un buon punto di partenza per affrontare anche la prossima serata.
18/05/2026
…qui alcuni dei temi trattati da D Luca Peyron alla 👇👇👇
Social media e cittadinanza digitale, don Luca Peyron: «Riscoprire libertà e verità» | La Vita Cattolica Ma*****ia a quel tizio che ha commentato così maleducatamente la notizia che ho condiviso su Facebook! Ora gliene scrivo quattro! O cinque… o dieci. Poco importa. Gli effetti “fangosi” di […]
14/05/2026
Lunedì scorso don Luca Peyron è stato ospite alla per un dialogo che ha lasciato il segno.
Al centro non c'era la tecnologia in sé, ma una domanda più radicale: chi siamo noi in relazione ai sistemi algoritmici che costruiamo? Cosa possiamo delegare e cosa, invece, dobbiamo custodire come irriducibilmente umano?
Un confronto che ha spostato la questione dal piano tecnico a quello antropologico. Le sfide del digitale ci interrogano infatti sulla nostra identità, sui legami che ci costituiscono, sulla responsabilità che non si può esternalizzare.
Grazie a D Luca Peyron per la profondità e la generosità con cui ha condiviso il tuo pensiero. Continuiamo a lasciarci interrogare da queste domande!
09/05/2026
L’ultimo modulo formativo della SPES sarà dedicato alla comunicazione: come promuovere cittadinanza attiva e confronti costruttivi in rete? Ne parleremo lunedì prossimo con D LuD Luca Peyroneatore della pastorale digitale e instancabile esploratore dei nuovi territori del digitale.
Ma come si fa a parlare col nemico? C’è lo ha spiegato Irene Panozzo a margine dell’ultimo appuntamento della .
30/04/2026
Come si parla col nemico?
È la domanda che ha guidato l’incontro di lunedì scorso alla . A guidare i lavori Irene Panozzo, analista politica e consigliera diplomatica.
Una serata che ha ricordato come la diplomazia non sia mai solo una tecnica, ma un lavoro delicato che richiede strategia, pazienza, coraggio e fiducia nell’esistenza di vie – per quanto tortuose – capaci di ricondurre alla pace.
E poi la questione che forse disturba di più: come ci si comporta con gli interlocutori che non vorremmo ascoltare, quelli che sembrano non avere titolo per negoziare? Escluderli ha sempre un costo; spesso pagato da altri.
Grazie a Irene Panozzo per aver portato dentro la la concretezza di chi questi tavoli li ha frequentati davvero.
Aspettando il nuovo appuntamento di questa sera – dedicato al tema “Guerra vs Pace. Come si parla col nemico?” – breve riassunto della puntata precedente: Gastone Breccia e Alessandra Morelli ci aiutano a riflettere sul progetto di .
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