23/09/2026
Legge di Benford ovvero la distribuzione di probabilità che descrive la casualità che una certa cifra sia la prima in un numero rilevato da una ricerca.
Praticamente Frank Benford, fisico statunitense, scoprì che svolgendo una ricerca statistica (su fiumi, popolazione, valori finanziari e altre grandezze) la prima cifra delle quantità descriventi il fenomeno analizzato è con una probabilità maggiore 1 piuttosto che 9.
Già Simon Newcomb prima di lui aveva evidenziato questa stranezza, ma fu lo scienziato nato nel XX secolo a studiare a fondo questo fenomeno e dargli anche una struttura.
C'è una formula capace di descrivere questa probabilità, P(x) = log10 (1 + 1/x) ossia la probabilità che la prima cifra sia x è data dal logaritmo in base 10 di 1 più 1 fratto x, e questa formula ci fornisce la probabilità valida per tutte e 9 le cifre disponibili.
Così possiamo scoprire che nel 30% circa dei casi la prima cifra di un numero sarà 1, nel 17,6% circa sarà 2, nel 12,5% 3 e così via fino al 4,6% di probabilità che sia 9.
La legge di Benford può essere applicata anche ad altri linguaggi oltre a quello matematico. Sono stati calcolati valori simili, ad esempio, cercando le parole che si ripetono più volte dentro alle opere di letteratura e questo lavoro è stato fatto sia in lingua inglese che in molte altre lingue, sempre con risultati analoghi.
La legge di Benford quindi vale oppure è una coincidenza? Difficile rispondere. Innanzitutto è una legge e non un teorema pertanto non entra nella sfera delle conoscenze prettamente matematiche, che richiedono un particolare rigore e una particolare precisione. Oltre a ciò possiamo dire che una delle spiegazioni che sembrano confermare la validità statistica della legge di Benford è l'esperienza: se prendiamo in considerazione distribuzioni gaussiane la legge di Benford non apparirà nei nostri dati ma se ne analizziamo di non gaussiane o comunque più grandezze statisticamente indipendenti, noteremo che la legge di Benford ci accompagnerà in una gran parte delle nostre ricerche.
A conferma, aggiungerei, di un certo "ordine cosmico divino".