16/08/2026
Maria SS. di Trapani: Celeste Patrona, Regina, Avvocata e Gloria di Trapani
Le copie e il “tesoro”
Catalani, fiamminghi, genovesi, cavalieri di Malta, nord-africani e quanti, di tutti i ceti sociali, orbitarono attorno al porto di Trapani, resero omaggio a Maria SS. di Trapani e diffusero il suo culto e la sua immagine in Italia, in tutto il bacino del Mediterraneo e persino nei paesi del Nord Europa.
Tale diffusione, nonché la bellezza dell’opera, determinarono l’affermarsi nel secolo XV, con gli scultori Francesco Laurana e Domenico Gagini, di un modello iconografico seguito ed applicato anche nei secoli successivi.
Numerose furono le copie in marmo, anche di dimensioni più ridotte, le statuette-ricordo in alabastro, corallo o avorio, e le miniaturistiche riproduzioni su orecchini, pendenti e oggetti devozionali dei secoli XVII e XVIII: in tutte sono presenti i connotati iconografici della statua trecentesca, come il giro falcato delle pieghe sul fianco destro della Madonna, il panneggio che scende sotto la figura del Bambino, il lieve “hanchement” ed il leggero inclinamento del capo, ma sempre diversi sono i volti che nessuno degli scultori è riuscito a rendere uguale, nell’espressione, al modello originale. Pregevoli copie in legno sono quella del secolo XVI, di autore ignoto e quella eseguita da Francesco Nolfo nel XVIII.
Alla forte devozione verso la Madonna di Trapani si associa l’omaggio di ricchissimi doni da parte di re, principi, nobili, prelati, ma anche semplici fedeli. Della quantità e della preziosità di tali doni sono testimonianza le stampe ottocentesche che riproducono la statua interamente ricoperta di gioielli e le preziose gioie oggi esposte nel Museo Pepoli, ubicato nell’ex convento carmelitano.
Furono soprattutto le donne a donare spille, anelli, orecchini e pendenti; gli uomini erano invece munifici di orologi, croci di Malta e di ordini cavallereschi, ma anche di oggetti in argento, degni doni di una nobiltà e di ceti sociali emergenti.
La ricchezza, la quantità, la preziosità dei doni, se da un lato è pari al rango del donatore, dall’altro è espressione della devozione sempre forte e del fervore religioso legato al culto della Madonna di Trapani.
Pendente con Madonna di Trapani in corallo, sec. XVII, Museo regionale A. Pepoli, inv. 5338