07/04/2020
Un’anima libera, non legata ad alcun volere, è in ogni momento così vicina a Dio come a sé medesima. Essa porta molti ed importanti frutti, anzi simili nientemeno che a Dio stesso.
Un’anima che ha avuto questa esperienza dà frutti abbondanti. Quali sono questi frutti? Ne abbiamo già enumerato qualcuno: l’amore universale, in quanto vede la Luce di Dio, che ha contemplato in sé, presente ovunque. L’umiltà, poiché comprende che noi siamo solo una piccola parte dell’infinita creazione divina. La purezza di vita, in quanto scopre che tutto ciò che è attaccamento ai sensi è come un fitto velo tra il nostro spirito e la Divinità. Una vita di verità e di sincerità, perché Dio è Uno e il nostro spirito, per unirsi a Lui deve vivere nella Verità. Riassumendo: una vita altamente morale, come è indicato in tutte le Scritture.
Tutte le religioni aspirerebbero ad avere dei discepoli simili. Ma purtroppo noi vediamo che siamo estremamente limitati: non riusciamo a mettere in pratica nemmeno i princìpi teorici delle nostre religioni. Nemmeno i più semplici messaggi morali trovano applicazione. Possiamo diventare dei veri adepti della nostra religione solo quando abbiamo un’esperienza di come elevarci al di sopra della coscienza del corpo ed entrare in contatto con questa Luce.
Questo è ciò che dice Maestro Eckhart e quanto dicono tutti i grandi mistici occidentali, da S. Agostino a S. Teresa d’Avila, ed in Oriente i Maestri come il Buddha, chiamato appunto l’Illuminato, Nànek, i Guru dei Sikh ed altri.
Da La Luce della Conoscenza, di Pier Franco Marcenaro.