22/10/2017
Il testo che riporto di seguito, affronta l’argomento dell’educazione digitale stabilendo un collegamento tra la filosofia educativa e la pedagogia montessoriane e il mondo del “digitale”. Come si fa notare, il “digitale” costituisce una ulteriore forma di linguaggio che il bambino apprende al fianco del “verbale”, del “non verbale”, dello “scritto”, del "letto". L’articolo parte dalla considerazione che l’apprendimento digitale sia oggi indispensabile per dominare un campo in continua evoluzione, denso di rischi, e certamente impensabile ai tempi in cui la Montessori elaborava il suo pensiero educativo e pedagogico. Nello stesso tempo si rilevano molti elementi che supporterebbero l’efficacia dell’approccio montessoriano rispetto allo sviluppo dell’apprendimento del linguaggio digitale.
Mi sembra un campo che meriterebbe una riflessione e una discussione, a partire da questo sito web, senza pregiudizi e fondata su dati scientifici tra i genitori, gli insegnanti e i dirigenti della nostra scuola montessoriana.
CODING e MONTESSORI
(http://www.boboto.it/it/progetti/coding-e-pensiero-computazionale.html)
In questi ultimi due anni, anche se lo si fa da più di dieci, si sta parlando molto di coding e pensiero computazionale e se, e come, questi vadano introdotti all’interno delle mura scolastiche.
In realtà nelle scuole Montessori si fatica a realizzare un curriculum che preveda la robotica educativa e la programmazione informatica; ciò spesso è dovuto all’impressione che le tecnologie digitali siano estranee alla metodologia Montessori e fuori luogo al fianco dei materiali tradizionali. Ma la questione diventa sempre più dibattuta e alcune realtà si stanno muovendo per sviluppare un approccio efficace per l’integrazione della programmazione e dei suoi concetti fondamentali. L’American Montessori Society, per esempio, ha preso una posizione ferma a favore delle nuove tecnologie nelle scuole e ne incoraggia l’utilizzo al fine di promuovere l’alfabetizzazione digitale e le competenze del 21º secolo.
Si avverte ormai la necessità di ricercare un nuovo modello in cui la tecnologia supporti ed integri lo studio delle diverse discipline nel contesto del metodo Montessori, in modo cioè che la tecnologia entri come strumento per la scoperta e lo studio. I vari modelli di robotica (Lego WeDo, Cubetto, Bee-bot ecc.) presentano caratteristiche che permettono l’interazione in prima persona del bambino e l’esperienza manuale. Inoltre sono stati progettati per essere auto-correttivi, sposando quindi l’importante concetto del controllo dell’errore nei materiali strutturati, dando al bambino la possibilità di fare e sperimentare da solo e stimolando diversi sensi, tra cui il tocco, il suono e la vista. Il mezzo tecnologico, utilizzato responsabilmente e con finalità chiare, proposto dall'insegnante, diverrebbe così uno strumento utile e come un altro.
Anche se i bambini almeno fino ai sei anni di età hanno necessità di sperimentare manualmente e sensorialmente ogni attività, ciò non esclude a priori l’uso della tecnologia. Basti pensare che la sequenzialità logica che troviamo nelle azioni fatte per l’uso corretto di un materiale strutturato è la stessa che ritroviamo nell'attività di programmazione informatica. Nella scuola primaria l’ora di tecnologia potrebbe avere momenti dedicati alla programmazione, alla ricerca corretta delle informazioni, all'approfondimento delle terminologie che aumentano velocemente, insegnando inoltre il modo corretto e ottimale per fare ricerca, in un’era in cui va per la maggiore il “copia e incolla”, e soprattutto il modo in cui distinguere le notizie vere da quelle fasulle. Questo sarebbe un possibile inizio di contaminazione tra una materia e l’altra, come dovrebbe poi avvenire effettivamente nelle scuole Montessori.
La tecnologia ci offre un altro strumento e un altro modo per fare scoperta e, se lo si insegna da subito, verrà utilizzata a supporto delle difficoltà umane, per risolvere al meglio problemi altrimenti non affrontabili. Inoltre all'estero sono già presenti sperimentazioni sia nella scuola primaria Montessori che in quella media, la quale per esempio attraverso software di programmazione visuale ha esplorato la sostenibilità ambientale. Per tutte queste motivazioni, riteniamo che sia fondamentale e necessaria una “guida” all'utilizzo della tecnologia, all'interno delle scuole.
Carrie Schneider, Direttrice del Knowledge Desing al Getting Smart, supporta l'integrazione della tecnologia e descrive le intersezioni tra istruzione Montessori e l'apprendimento digitale. Scrive:
"L’apprendimento digitale può essere di alta qualità integrato a quello del Montessori perché si finalizzerà sulla personalizzazione dell’apprendimento e potrà creare sistemi che permettono la personalizzazione dei contenuti"
Ad oggi, la tecnologia diventa sempre più importante nella nostra società ed è una parte importante del mondo in cui i nostri bambini vivono e che essi erediteranno. E’ compito dell’adulto far sì che la tecnologia non sovrasti il bambino che, da utente passivo qual è al momento, può diventare utente attivo. La robotica può essere un nuovo modo di insegnare contenuti in classe e la tecnologia, mezzo di comunicazione ormai essenziale ai nostri tempi, può essere un prezioso strumento di comunicazione e può supportare i principi Montessori tradizionali e poiché nel Montessori l’aggiunta di qualsiasi materiale nell'ambiente predisposto dall'insegnante deve avere l’obiettivo di alimentare lo sviluppo del bambino, questo vale anche per la tecnologia.
Per tutte queste ragioni è necessario che genitori e insegnanti diventino coscienziosi e volenterosi nell'insegnamento dell’utilizzo di questi nuovi strumenti, modellando un uso appropriato e responsabile della tecnologia e dell’accesso libero alle informazioni, che in alcuni casi, come sappiamo, potrebbero essere dannosi.
L’incontrollato utilizzo della tecnologia da parte dei bambini, può essere finalmente disciplinato attraverso l’attività di Coding, a supporto dei pensieri complessi ma soprattutto a supporto della fantasia e della creatività, attraverso lo sviluppo del pensiero computazionale.
La programmazione informatica, secondo il nostro punto di vista, presenta diverse analogie con l’approccio educativo di Maria Montessori:
• sperimentare in prima persona
• manualità con materiali che permettono il controllo dell’errore
• possibilità di percorsi per tentativi ed errori cercando anche nuove soluzioni
• l’apprendimento come scoperta
• poter lavorare in autonomia senza l’aiuto dell’adulto
• individualità dei percorsi d’apprendimento
• sviluppo e potenziamento della creatività e dei processi logici
• sviluppo della concentrazione, dell’attenzione e della precisione
Proprio come è necessaria una formazione per la corretta adozione della pedagogia montessoriana e per il corretto utilizzo dei materiali Montessori, sarebbe necessario creare un’attenta “guida” per l'uso appropriato della tecnologia in classe, che diventi anche questa un mezzo, come tutti gli altri materiali, e mai un fine dell’apprendimento dei bambini e delle bambine.
Nel libro “Formazione dell’uomo”, Maria Montessori scompone il linguaggio in tre componenti: la lingua parlata, la scrittura e la lettura. Lei descrive il linguaggio parlato come in fase di sviluppo, e si riferisce al linguaggio scritto come ad una "forma superiore di linguaggio", quindi un’evoluzione. E scrive:
"La civiltà dei nostri giorni non può fare progressi tra le persone che possiedono solo la lingua parlata, e l'analfabetismo diverrebbe, di conseguenza, il più grande ostacolo al progresso."
Maria Montessori scrive queste parole quando le tecnologie digitali chiaramente non esistevano, ma le sue riflessioni sulla capacità di scrittura dovrebbero interrogarci sulla necessità che, forse, la codifica potrebbe essere la lingua necessaria per la cultura del nostro tempo e che, forse, l'analfabetismo nel campo dell'informatica potrebbe diventare, in futuro, il più grande ostacolo al progresso dell'umanità.
"Il linguaggio abbraccia sia la natura che la storia dell’umanità. Un nuovo linguaggio è un fenomeno naturale"
Maria Montessori - Lo sviluppo creativo nel bambino, vol.1