02/04/2019
Il Molise è per me una seconda casa. Ed è anche il simbolo di tante battaglie in difesa dei territori piccoli e poco abitati, più facilmente preda di abusi e speculazioni.
Quando si parlava di ritorno al nucleare, Termoli fu indicata come possibile sede di una centrale. Era il 2009, io c'ero. Battaglia durata 2 anni. Nel 2011, con un referendum abbiamo fermato il nucleare.
Altilia, a Sepino, è un sito archeologico di rara bellezza. Qualche scellerato propose di impiantarci sopra delle grandi pale eoliche. Era il 2011. Insieme a tanti amici, ci siamo battuti con un presidio contro l'eolico selvaggio.
L'ex stadio Romagnoli di Campobasso deve diventare un parco urbano. Ma ci si voleva fare sopra una colata di cemento. Ho firmato con gioia il ricorso (vinto nel 2010 al TAR) che ha contribuito, insieme ad una grande mobilitazione, a fermare l'opera.
E poi ci sono le battaglie ancora in corso, come quella contro l'inceneritore di Pozzili o le le trivelle al largo della costa molisana. E, ancora, gli incontri pubblici su rifiuti, energia, bioeconomia, le operazioni di pulizia sul Matese, splendido territorio che deve assolutamente diventare parco nazionale, e le tante altre iniziative che mi hanno portato più volte in una terra ospitale e bellissima.
Il Molise esiste, resiste ed è anche il simbolo dell'Europa che vorrei: al fianco dei piccoli contro ogni tentativo di speculazione dei poteri forti.
Avanti! Io ci sono e ci sarò sempre.