Gaetano Bonfardino - Exceed Your Limits

Gaetano Bonfardino - Exceed Your Limits Servizio di coaching online e dal vivo, ideato per persone altamente motivate, preparatore di bodybuilding, powerlifting.

01/09/2026

Fare 6.000 passi al giorno non ti rende una persona sportiva.
Fare una passeggiata non ti rende un atleta.
Allenarti 3 volte a settimana non significa automaticamente essere “super allenato”.

Abbiamo abbassato così tanto l’asticella che oggi basta fare il minimo indispensabile per sentirsi sportivi.

E attenzione: muoversi è sicuramente meglio che stare fermi. Ma smettiamola di confondere l’essere semplicemente attivi con l’essere sportivi, allenati o atletici.

Se 6.000 passi e tre allenamenti a settimana sono diventati il nostro metro di paragone per definirci atleti, forse il problema non è che ci muoviamo abbastanza.

È che abbiamo dimenticato cosa significhi davvero allenarsi.

Se sei appena tornato dalle ferie e ti sei guardato allo specchio pensando “ho perso tutto”, fermati un attimo.Dopo una ...
31/08/2026

Se sei appena tornato dalle ferie e ti sei guardato allo specchio pensando “ho perso tutto”, fermati un attimo.

Dopo una settimana senza allenarti il tuo corpo può essere cambiato, ma questo non significa necessariamente che tu abbia perso massa muscolare.

Peso, pienezza muscolare e performance possono variare per diversi motivi, e interpretarli correttamente è fondamentale per capire come ripartire.

Il vero errore arriva dopo: tornare in palestra cercando di recuperare in pochi giorni tutto quello che pensi di aver perso.

Nel carosello ti spiego cosa può succedere realmente a livello muscolare durante una settimana di stop e, soprattutto, come gestire le prime sedute al rientro senza fare più danni che benefici.

E se vuoi un programma che non sia “uguale per tutti”, ma venga adattato anche in base a periodi di pausa, stress, recupero e performance, scrivimi “COACHING” in DM.

IL METABOLISMO NON RALLENTA CON L’ETÀ!La frase “il metabolismo rallenta con l’età” è una semplificazione un po’ fuorvian...
29/08/2026

IL METABOLISMO NON RALLENTA CON L’ETÀ!

La frase “il metabolismo rallenta con l’età” è una semplificazione un po’ fuorviante. Ti spiego perché:

Il dispendio energetico basale resta piuttosto stabile dai 20 ai 60 anni, se si tiene conto di peso, massa magra e altri fattori. Quindi non è vero che appena passati i 30 o 40 anni il corpo “gira più lento” di per sé.

Il vero cambiamento dipende dalla composizione corporea.

Con il tempo si tende a perdere massa muscolare e aumentare massa grassa, soprattutto se non si fa allenamento contro resistenza.

La massa muscolare è molto attiva metabolicamente: meno muscoli = leggero calo del metabolismo. Ma questo è dovuto allo stile di vita e non all’età in sé.

Dopo i 60-65 anni sì, il metabolismo basale cala
A partire da quell’età si osserva un declino medio di circa lo 0,7% all’anno, legato a riduzione fisiologica della massa magra e cambiamenti ormonali. Questo è un vero effetto dell’età.

Ma… Lo stile di vita conta molto più dell’età!

Con l’avanzare dell’età, molti individui tendono a muoversi meno a causa di lavoro, impegni familiari, stress e altri fattori. Di conseguenza, il loro dispendio energetico giornaliero totale (TDEE) diminuisce. Questo può dare l’impressione di un rallentamento del metabolismo, mentre in realtà è principalmente la riduzione dell’attività fisica a influire.

Piccola, cazzuta e una vera forza della natura.Disciplinata, determinata e con una fame che hanno in pochi.Ha superato o...
22/08/2026

Piccola, cazzuta e una vera forza della natura.

Disciplinata, determinata e con una fame che hanno in pochi.

Ha superato ogni aspettativa.

L’allieva ha superato il maestro.

Prendere 15 o 20 chili in un mese dopo una gara non è “off-season”. Non è “godersi la vita” e non è una scelta consapevo...
20/08/2026

Prendere 15 o 20 chili in un mese dopo una gara non è “off-season”. Non è “godersi la vita” e non è una scelta consapevole per la salute: è la dimostrazione che hai perso il controllo.

Negli ultimi tempi si sente sempre la stessa storia: una volta spenti i riflettori del palco, tantissimi ragazzi accumulano enormi quantità di grasso in tempi record, giustificandosi con frasi come “mi vedo meglio così”, “ho più energia” o “il tiraggio da gara fa male”.

Sia chiaro: stare con percentuali di grasso mono-cifra tutto l’anno è improponibile e deleterio. Ma passare da un estremo all’altro nascondendosi dietro a false scuse è pura ipocrisia. Significa scambiare la mancanza di disciplina con la ricerca della salute.

Nel carosello di oggi analizziamo esattamente la fisiologia e i meccanismi metabolici che distruggete quando cedete al rebound:

Crash ormonale: la differenza tra ripristinare i parametri e farsi dominare dalla grelina.

Adattamento metabolico: perché un surplus calorico sporco e improvviso va interamente in adipe.

Iperplasia adipocitaria: il danno permanente con la creazione di nuove cellule adipose che vi rovinano le preparazioni future.

Sensibilità insulinica: l’occasione d’oro del post-gara completamente sprecata per pigrizia.

La gara non finisce quando scendi dal palco con la medaglia. La fase post-gara è il vero test di maturità atletica e mentale. Se non sei in grado di gestire il rientro a una condizione fisiologica con una struttura precisa, la verità è una sola: non eri pronto per gareggiare.

PIÙ TI BLOCCI, PIÙ CRESCI?Negli ultimi tempi l’iperstabilità è diventata quasi una religione nel mondo dell’allenamento....
19/08/2026

PIÙ TI BLOCCI, PIÙ CRESCI?

Negli ultimi tempi l’iperstabilità è diventata quasi una religione nel mondo dell’allenamento.

Legarsi alla macchina, bloccare ogni segmento possibile, eliminare qualsiasi movimento che non sia quello “perfetto” e convincersi che, più il corpo è stabile, maggiore sarà lo stimolo sul muscolo target.

Ma siamo sicuri che funzioni davvero così?

Il problema non è la stabilità in sé.

Il problema nasce quando la stabilità necessaria per eseguire bene un esercizio viene trasformata in immobilità assoluta.

Perché il corpo non è un insieme di leve indipendenti e l’allenamento non consiste nel rendere ogni movimento il più complicato possibile.

Una volta raggiunto il livello di stabilità sufficiente per eseguire un esercizio in modo controllato, ripetibile e progressivo, aggiungere ulteriori vincoli non significa automaticamente ottenere più risultati.

Anzi, in alcuni casi può portare a più compensi, limitare il movimento e rendere più difficile quello che dovrebbe essere uno dei principi fondamentali dell’allenamento:

il sovraccarico progressivo.

Nel carosello ti spiego perché l’iperstabilità viene spesso interpretata in maniera semplicistica e perché, prima di cercare l’ennesimo “trucco” per allenarsi meglio, sarebbe molto più utile tornare a comprendere le basi.

Biomeccanica.

Fisiologia.

Controllo motorio.

Adattamento individuale.

Progressione.

Perché allenarsi bene non significa fare le cose più complicate.

Significa fare le cose che servono.

Se vuoi smettere di allenarti seguendo mode, esercizi “magici” e metodologie prese senza contesto e vuoi costruire un percorso realmente personalizzato sulla tua situazione, scrivimi “COACHING” in DM.

Ti spiego come lavoro e vediamo insieme se posso aiutarti.

Allenarsi a cedimento è un requisito fondamentale, e ti spiego perché.Sappiamo bene che, mantenendo un buffer troppo ele...
18/08/2026

Allenarsi a cedimento è un requisito fondamentale, e ti spiego perché.

Sappiamo bene che, mantenendo un buffer troppo elevato (ad esempio 5 ripetizioni di margine), non riusciremo a garantire uno stimolo adeguato per la crescita muscolare.

Potresti obiettare dicendo...

“Ma si cresce anche mantenendo un leggero buffer!”.

Ed è vero, ma stiamo parlando di un buffer ridotto, intorno a 1-3 ripetizioni di margine, non 5.

Ecco perché è importante imparare ad allenarsi a cedimento: è l’unico modo per stimare con precisione il proprio buffer.

Se non conosci cosa significa raggiungere il cedimento, come puoi pretendere di valutare correttamente quante ripetizioni ti rimangono in riserva?

Non ti riposi abbastanza tra le serie.

Se nella maggioranza dei casi stai riposando meno di 2 minuti tra le serie, posso assicurarti che il peso o l’effort con cui ti stai allenando sono errati!

Periodi brevi di recupero sicuramente possono darti un ottimo pompaggio, ma compromettono la mole di lavoro che saresti in grado di portare a termine!

Cambi programma troppo frequentemente.

Cambiare esercizi ogni settimana o stravolgere il programma ogni quattro settimane non ha alcun senso.

Se senti il bisogno di variare qualcosa nel tuo allenamento, concentrati su aspetti come il ritmo di esecuzione, l’ordine degli esercizi, i tempi di recupero o il rep range delle ripetizioni.

Rimani fedele al programma e lavora costantemente per diventare più forte nel tempo.

Le tue ultime ripetizioni non rallentano mai.

La diminuzione involontaria della velocità delle tue ultime ripetizioni è probabilmente uno dei migliori indicatori che ti stai allenando con un’intensità sufficiente a stimolare la crescita muscolare.

Se durante una serie non arrivi al punto in cui la velocità delle ripetizioni rallenta significativamente verso la fine... allora non stai sottoponendo i tuoi muscoli a quella tensione meccanica necessaria per inviare il segnale di crescita.

Sei alla ricerca dell’esercizio speciale.

8 VERITÀ BRUTALI SULLA PRIVAZIONE DEL SONNO 🥱1. Diminuzione della MPS: Con 5–6 ore di sonno a notte aumenta il cortisolo...
17/08/2026

8 VERITÀ BRUTALI SULLA PRIVAZIONE DEL SONNO 🥱

1. Diminuzione della MPS: Con 5–6 ore di sonno a notte aumenta il cortisolo, calano testosterone e IGF-1 e peggiora la qualità degli impulsi di GH. Meno sintesi proteica (MPS), più degradazione proteica (MPB). Nel tempo questo impedisce la crescita muscolare e può portare a perdita di massa.

2. Ormoni anabolici: GH e testosterone crollano con restrizione di sonno. Il 60–70% del GH viene secreto nelle prime ore di sonno profondo. Se il sonno è ridotto o frammentato, i picchi si abbassano → meno IGF-1 → minore attivazione di mTOR.

3. Fame e controllo calorico: Se dormi poco e male aumenti la grelina (ormone della fame), diminuisci la leptina (ormone che regola l’appetito).

4. Non recuperi mai davvero: I DOMS durano di più, il glicogeno si ricarica peggio e arrivi alla seduta successiva già scarico.

5. Cortisolo alle stelle: la privazione del sonno aumenta il cortisolo e attiva anche le vie cataboliche inibendo indirettamente l’mTOR.

6. Forze performance calano: La forza massimale cala, la concentrazione crolla e la tecnica peggiora.
Perché: meno recupero neurale e più fatica percepita → il SNC non spinge al massimo.

7. Ridotta sensibilità insulinica: a partire già da 1-2 notti insonne si riduce la sensibilità insulinica, il glicogeno si ricarica più lentamente → prestazioni ridotte nella seduta successiva.

8. Apprendimento motorio limitato: tutto questo si traduce in tecnica meno stabile, dispersione della tensione su articolazioni e tessuti passivi → stimolo meno mirato sul muscolo.

Scrivimi in DM per una consulenza gratuita.

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41049

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