19/08/2026
PIÙ TI BLOCCI, PIÙ CRESCI?
Negli ultimi tempi l’iperstabilità è diventata quasi una religione nel mondo dell’allenamento.
Legarsi alla macchina, bloccare ogni segmento possibile, eliminare qualsiasi movimento che non sia quello “perfetto” e convincersi che, più il corpo è stabile, maggiore sarà lo stimolo sul muscolo target.
Ma siamo sicuri che funzioni davvero così?
Il problema non è la stabilità in sé.
Il problema nasce quando la stabilità necessaria per eseguire bene un esercizio viene trasformata in immobilità assoluta.
Perché il corpo non è un insieme di leve indipendenti e l’allenamento non consiste nel rendere ogni movimento il più complicato possibile.
Una volta raggiunto il livello di stabilità sufficiente per eseguire un esercizio in modo controllato, ripetibile e progressivo, aggiungere ulteriori vincoli non significa automaticamente ottenere più risultati.
Anzi, in alcuni casi può portare a più compensi, limitare il movimento e rendere più difficile quello che dovrebbe essere uno dei principi fondamentali dell’allenamento:
il sovraccarico progressivo.
Nel carosello ti spiego perché l’iperstabilità viene spesso interpretata in maniera semplicistica e perché, prima di cercare l’ennesimo “trucco” per allenarsi meglio, sarebbe molto più utile tornare a comprendere le basi.
Biomeccanica.
Fisiologia.
Controllo motorio.
Adattamento individuale.
Progressione.
Perché allenarsi bene non significa fare le cose più complicate.
Significa fare le cose che servono.
Se vuoi smettere di allenarti seguendo mode, esercizi “magici” e metodologie prese senza contesto e vuoi costruire un percorso realmente personalizzato sulla tua situazione, scrivimi “COACHING” in DM.
Ti spiego come lavoro e vediamo insieme se posso aiutarti.