Mauro Macario

Mauro Macario Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Mauro Macario, Sarzana.

22/03/2021

Poeta, narratore, regista, attore, intellettuale coraggioso, Macario è un artista poliedrico, capace di custodire, come sommo valore, l’autonomia di pensiero e la libertà d’espressione

10/01/2021

Alphaville, l’ultima raccolta poetica di Mauro Macario, ha un titolo premonitore: annuncia al lettore che lo attende un mondo distopico – a somiglianza di quello raccontato da J. L. Godard nell’omonimo film del 1965 – incombente e minaccioso ma forse non ineluttabile, a patto che non si cons...

31/03/2020

Non me ne voglia Mauro Macario, se racconto che sono pervenuta a questa raccolta con tanto di dedica, grazie a mio figlio che la scorse su una bancarella di libri usati . Che sia un uso e getta ,q…

30/03/2020

MAURO MACARIO per noi reclusi con la sua Poetica , recluso a sua volta con l ' umanità

29/03/2020

TORINO. Forse nessuno ha saputo riempire il vuoto che Macario ha lasciato nel teatro comico piemontese, perché Macario era unico e inimitabile, tant’è vero che la sua verve straordinaria di uomo di spettacolo ha fatto breccia anche nel mondo della rivista, della tv e del cinema italiano. Ermi

"Macario, un comico dell'arte" di Domenico Livigni (Roma - Il Giornale di Napoli, 26/03/2020).Sono pochi, a volte, i ver...
26/03/2020

"Macario, un comico dell'arte" di Domenico Livigni (Roma - Il Giornale di Napoli, 26/03/2020).

Sono pochi, a volte, i veri ingredienti per far ridere le grandi platee, disposte a divertirsi soltanto con la presenza di un grande comico, abile nei gesti, nella sofisticazione linguistica e nella poesia umoristica; un giullare pronto a solleticare i sensi e le voglie di ogni singolo spettatore, solo con l’aiuto di un sorriso malizioso e d’un sguardo ammiccante. Queste erano le grandi doti di Erminio Macario, un comico che, grazie all’uso sapiente della maschera, fu in grado di unire e di fondere in perfetta sincronia il suo mondo giocondo con quello reale, e tutto ciò gli fu possibile solo rifacendosi, da un lato, alle tradizioni italiane e regionali e immettendovi, dall’altro, i suoi modi surrealistici, le sue strampalerie impetuose e astratte. A quarant’anni dalla scomparsa, l’immagine sorniona del celeberrimo attore torinese è ancora viva nella memoria di tanti spettatori più maturi, i quali ebbero modo di ammirare e apprezzare la sua arte raffinata e pura tramite quel volto a forma di uovo (abbellito da un ciuffo laccato e morbido); ma allo stesso tempo, saranno in molti, forse, a ignorare le mille sfaccettature della sua comicità. Numerosi furono i suoi spettacoli di Rivista, le sue commedie, i suoi film, le sue donnine, al punto tale che si impose e si affermò non solo sulla scena nazionale, ma anche su quella europea, grazie a un’espressione artistica universale e policromatica. Come in Francia, dove la sua sagoma di omino lunare e credulone, il suo idioma italiano influenzato da caratteristiche dialettali e personali, furono notevolmente apprezzati, ma soprattutto fu rimirata con occhi attenti e sognanti la sua essenzialità da fanciullo che si combinò a quella pantomima classica che solo i grandi clown potevano articolare. Anche una città come Napoli, abituata a una comicità più realistica (legata all’attualità e alle storie roventi), rimase affascinata dalla capacità espressiva, dalla recitazione placida del comico torinese, discendente di Gianduja. Nel 1929 Macario, con la sua prima compagnia di Rivista, ebbe l’opportunità di mettere in luce i suoi aspetti briosi e umoristici al Teatro Augusteo di Napoli, dove ad applaudirlo vennero i fratelli De Filippo, Peppino Villani e Raffaele Viviani. Quest’ultimo, commentando la sua ironia e la sua presenza scenica, disse: Chillo è…’nu tipo alla francese che tiene ‘na vocella da passero con la quale ti solletica dentro un orecchio, ti pizzica la fantasia e se ne va. Nota è la sua amicizia e collaborazione artistica con Totò: i due attori, per il grande schermo, realizzarono insieme sei film. Pochi sanno che fu proprio Macario, nel 1927, a lanciare nel mondo teatrale della Rivista il Principe della risata, il quale diventò il suo sostituto nella compagnia di Achille Maresca, ottenendo con questa scrittura i primi importanti successi nazionali con lo spettacolo “Madama Follia”, scritto dal duo autoriale Ripp e Bel Ami (Luigi Miaglia e Anacleto Francini). Altro successo ricco di toni accesi e brillanti, tutti partenopei, fu la commedia musicale “Masaniello” (stagione 1962-1963) di Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi, spettacolo che l’attore torinese condivise a fianco dell’amico Nino Taranto e di Miranda Martino. La commedia fu presentata prima al Mediterraneo e poi al Teatro Diana di Napoli, e subito fece presa sul pubblico per la sua spontaneità e per la sua massima comicità. Il successo fu talmente grande che mise in ombra un’altra opera sul rivoluzionario napoletano che andò in scena nello stesso anno: “Tommaso D’Amalfi” di Eduardo De Filippo e con attore protagonista Domenico Modugno. Macario, dunque, nonostante fosse nativo del Piemonte, sapeva ben interpretare i testi della tradizione napoletana, anche perché agli inizi della sua carriera, si unì alla compagnia di un certo Gennaro De Vita, attore napoletano e interprete della maschera di Pasquale Citrullo, una specie di “sottoprodotto” del noto personaggio Felice Sciosciammocca. L’esperienza “pulcinellesca”, tipica della Commedia dell’Arte, durò un mese solo, ma fu proficua per la futura carriera del comico torinese. De Vita gli raccontava l’idea della storia da realizzare e Macario, in scena, doveva eseguirla, raccattando qualsiasi imprevisto. Erminio Macario fu attore completo, versatile e dotato di grande creatività e – come scrisse il critico teatrale e cinematografico Eugenio Ferdinando Palmieri – era un vispo e un giocondo, un semplice che si divertiva con le parole, rovesciando con il suo sguardo e con la sua mimica casta e pura quel modo di pensare filosofante ed ermetico. Questo era (ed è) Erminio Macario.

30/01/2020

Scrivere d’amore è scrivere di vita e poiché la vita, in nessun caso è banale o scontata, scriverne senza scadere nel già detto diventa un dovere. In tanti anni di letture, raramente mi è cap…

MAURO MACARIO buona notte
17/01/2020

MAURO MACARIO buona notte

15 Gen 0 Mauro Macario Donatella Bisutti il poeta Poeta anarchicofiglio d’arte e della Beat Generation Mauro Macario è nato a Santa Margherita ligure nel 1947. Figlio dell’attore Erminio Macario, è poeta, scrittore, e regista. Ha pubblicato nove libri di poesia : Le ali della jena (Lubrina, 19...

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