Organismo sociale che contribuisce alla tutela, allo sviluppo e alla diffusione del movimento pedagogico Steiner-Waldorf in Italia e promuove la libertà di insegnamento, di educazione e di scelta educativa, nonché la ricerca in ambito pedagogico. Storia delle Scuole Steiner-Waldorf
Il movimento pedagogico steineriano ha avuto inizio con la fondazione della prima scuola Waldorf, avvenuta a Stoccar
da nel 1919 per iniziativa dell’industriale Emil Molt, proprietario della fabbrica di si*****te Waldorf Astoria. Era da poco finita la prima guerra mondiale e stava iniziando un’epoca nuova, in cui emergevano molti problemi destabilizzanti per gli assetti socio-culturali ed economico-finanziari delle nazioni europee. Questi problemi richiedevano interventi tempestivi per porre soluzioni adeguate in modo da evitare il collasso dei sistemi esistenti e l’instaurarsi di pericolosi movimenti di contestazione e protesta da parte delle popolazioni. Il signor Molt, desideroso di realizzare una scuola di tipo nuovo per i figli dei suoi dipendenti, si rivolse a Rudolf Steiner, il quale aveva già in precedenza affrontato i temi dell’educazione: egli accettò l’incarico ed organizzò l’intera scuola, cominciando con un triplo ciclo di conferenze volto a spiegare la sua pedagogia ed a preparare gli insegnanti da lui personalmente scelti. Da questa prima scuola Waldorf partì il movimento per il rinnovamento pedagogico noto sotto questo nome, ora diffuso in tutto il mondo: esso divenne il propulsore per la fondazione di numerose altre scuole in Germania, Svizzera, Olanda, Austria, Inghilterra, nei Paesi Scandinavi,
negli Stati Uniti d’America, in Argentina, Brasile, Sudafrica. La maggior parte di tali scuole sorse dopo la morte di Rudolf Steiner, avvenuta nel 1925. Dal 1933 in poi le scuole Waldorf tedesche furono esposte agli attacchi dello stato nazionalsocialista che vedeva in esse una limitazione al proprio dispotismo totalitario. Una dopo l’altra esse furono
costrette a chiudere; il movimento allora crebbe al di fuori dei confini tedeschi, talvolta con la collaborazione attiva di insegnanti emigrati dalla Germania. Durante la seconda guerra mondiale anche le scuole Waldorf in Olanda e in Norvegia subirono la stessa sorte. Gli anni dell’immediato dopoguerra mostrarono che, nonostante le persecuzioni subite, il
movimento pedagogico era rimasto ben vivo. Esso riprese a diffondersi assai più velocemente di prima, tanto che nel 1974 erano attive più di cento scuole Waldorf. Dopo il crollo del muro di Berlino e del blocco comunista molte nuove scuole sono sorte anche nell’Europa dell’Est e nelle zone asiatiche dell’ex-URSS. Negli ultimi dieci anni si assiste ad una rapida espansione di realtà scolastiche che adottano la pedagogia Steiner-Waldorf in tutti i continenti ed in tutte le culture del mondo. A differenza di altre iniziative educative a livello globale che cercano di esportare modelli culturali occidentali, questa
pedagogia si dimostra davvero universale, capace di essere rielaborata e applicata con successo nel rispetto di qualsiasi contesto sociale e religioso. Esistono iniziative Waldorf nei posti più disagiati della terra: nelle favelas delle grandi città sudamericane e nelle townships del Sudafrica, in terre dilaniate da guerre civili o interetniche come Sierra Leone, Uganda, Israele, Libano, in aree destabilizzate da disordini politici come Colombia, Cecenia. Sempre più numerose sono le scuole Steiner-Waldorf in paesi di religioni e
impostazioni politiche diverse: in Egitto, India, Cina, Nepal, Thailandia, Corea, per menzionarne alcuni. Oggi le scuole dell’infanzia Steiner-Waldorf nel mondo sono milleseicento e le scuole più di mille, con una popolazione scolastica che supera il milione di allievi. Questo rapido aumento, del 500% in un ventennio, è sorprendente, se si pensa agli ostacoli di ogni genere che occorre superare per realizzare scuole di questo tipo ed alle difficoltà che gli insegnanti incontrano per potersi qualificare in una metodologia del tutto particolare. Per sostenere la diffusione della pedagogia Steiner-Waldorf e la fondazione di tante nuove realtà scolastiche e per tutelarne l’identità, sono sorti vari organismi internazionali, tra cui “Die Freunde der Erziehungskunst Rudolf Steiners” (Gli amici dell’arte dell’educazione). Questa Fondazione, con sede a Berlino, si interessa direttamente delle iniziative Steiner-Waldorf in tutto il mondo e da anni organizza scambi culturali e progetti di volontariato. Negli ultimi anni, in collaborazione con l’UNESCO, ha creato un’equipe medico-pedagogica di pronto intervento
nelle zone di emergenza bellica per il recupero psico-fisico dei bambini esposti alle sofferenze della guerra. Di recente il governo tedesco ha avviato un imponente progetto di servizio civile, volontariato e scambio internazionale per i giovani; per la realizzazione di questo progetto si è
appoggiato all’esperienza e alla comprovata capacità organizzativa della fondazione “Die Freunde der Erziehungskunst”. A livello europeo opera un organismo di coordinamento tra le federazioni nazionali delle scuole Steiner-Waldorf: lo “European Council for Steiner-Waldorf Education” (ECSWE). Attualmente rappresenta le scuole Steiner-Waldorf in 27 paesi del continente. Ha sede in Inghilterra e gestisce
un ufficio a Bruxelles, le cui attività comprendono la presenza attiva in diversi gruppi di lavoro e piattaforme di consulenza per la Commissione Europea. Inoltre, lo ECSWE è chiamato a dare il suo apporto a conferenze, convegni e commissioni di ricerca pedagogica internazionali, istituiti
dall’UE, dall’UNESCO o da altri enti riconosciuti a livello mondiale. Lo ECSWE si adopera presso i governi nazionali e le istituzioni locali affinché vengano rese più attuali le politiche educative, in modo che si realizzi la direttiva europea per il pluralismo dell’offerta formativa in Europa,
facilitando il pieno riconoscimento dei diversi indirizzi pedagogici. Dal 2009, l’ECSWE si è aggiudicato annualmente il sostegno del fondo “Jean Monnet” della Commissione Europea per lo sviluppo delle sue attività pubbliche di sensibilizzazione per la condizione dell’infanzia e della
gioventù e di diffusione del dibattito sulla qualità nell’educazione.