Coordinamento Scuole Aperte Salerno

Basta con la Didattica a Distanza, la Scuola è un'altra cosa! BASTA PROPAGANDA.

Il Coordinamento Scuole Aperte Salerno nasce nella primavera del 2020 dall'incontro di famiglie, docenti e cittadini tutti che chiedono a gran voce un rientro a scuola in sicurezza per tutte le alunne e gli alunni campani! Nel corso degli anni, abbiamo assistito a un costante incremento del numero di alunne/i per classe, che oggi, sulla base delle norme esistenti potrebbero arrivare fino a 30 e ol

Normali funzionamento

Sosteniamo la preside Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara 23/02/2023

Sosteniamo la preside Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara Priorità alla scuola sostiene Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara, e lancia una raccolta firme di solidarietà In seguito alle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro Giuseppe Valditara, Priorità alla Scuola e tutta la comunità educante che si riconosce nei valori della scuola d...

29/03/2022

Ecco, siamo arrivati all'uso della dad come forma di repressione del dissenso.
Fuori dad, ddi e compagnia bella dalla Scuola!

CHIUSO PER REPRESSIONE

Sabato 26 marzo, davanti alle porte del Liceo Ricci Curbastro di Lugo (RA), al suono della prima campana il personale Ata della scuola si trovava a dover negare l’accesso a ogni studente delle classi terze, quarte e quinte che avesse tentato di entrare. La circolare n.286 diramata dal Preside nel pomeriggio di venerdì aveva dato disposizione, a studenti e insegnanti di tutte le classi del triennio, per la didattica a distanza nell’intera mattina di sabato.
Un improvviso focolaio di Covid-19? No. Il Preside ha fatto uso della DAD con il dichiarato scopo di impedire un’assemblea che avrebbe dovuto aver luogo alla fine dell’orario di lezione, giustificando la sua decisione con queste parole: “Avendo raccolto prove significative dell’intenzione di alcuni studenti di occupare la sede del Liceo [...] si attiva la Didattica a Distanza”.

Come Priorità alla Scuola da tempo abbiamo sottolineato come la DAD rappresenti un limite al diritto allo studio e alla libertà di insegnamento. Mai, fino ad ora, avremmo pensato che sarebbe stata usata come dispositivo di repressione delle lotte e dell’azione delle e degli studenti.

Le/gli studenti hanno risposto sulle pagine dei giornali locali e le loro “intenzioni”, messe sotto processo e punite preventivamente, erano davvero significative. Volevano aprire una riflessione sul disagio psicologico che molt* stanno vivendo durante la pandemia e come conseguenza dell’isolamento in DAD degli ultimi anni. Volevano parlare di Alternanza Scuola Lavoro in un momento in cui il movimento studentesco a livello nazionale in moltissime città ne sta denunciando le drammatiche storture dopo la morte di due ragazzi nel giro di pochi mesi. Lamentano l’impreparazione del corpo docente ad affrontare i problemi di una generazione che ha sperimentato l’assenza di un reale investimento sulla salute psico-fisica delle/dei ragazz* e che a oggi si ritrova a prendere atto della necessità di aprire un confronto “tra pari”. Confronto, va detto, che è sempre fortemente limitato dall’organizzazione scolastica, da quando le norme anticovid negano ogni contatto tra studenti che non siano della stessa classe. Tra le proposte da discutere con gli stessi insegnanti, quelle di attivare percorsi laboratoriali e iniziative culturali nella scuola, nell’intento di creare nuove relazioni e collaborazioni e superare i limiti della relazione studente/insegnante.

Come Priorità Alla Scuola condanniamo il provvedimento del Dirigente, che si profila come illegale e arbitrario e manifestiamo la nostra solidarietà alle e agli studenti del Liceo Scientifico G. Ricci Curbastro.

09/03/2022

Tremate !tremate ! le figlie delle streghe stanno crescendo

24/02/2022
13/02/2022

"Il fondamento della Dad è: te ne stai a casa tua, separato dagli altri. E quella è una cosa che non va bene né per la vita umana in generale, né in particolare per quando si è giovani e né per la scuola o l'università."

La Dad è una cosa utilissima, indispensabile, come i tamponi. Quando non si può fare diversamente, meno male che ci sono questi mezzi. Ma guai a credere che tutto sommato è stata un'esperienza positiva e, anche se non siamo più obbligati, per certi aspetti si potrebbe continuare. Perché la Dad non è la stessa cosa di usare le immense risorse della rete per arricchire il lavoro dell'insegnante e dello studente. Il fondamento della Dad è: te ne stai a casa tua, separato dagli altri. E quella è una cosa che non va bene né per la vita umana in generale, né in particolare per quando si è giovani e né per la scuola o l'università.

Alessandro Barbero a

02/02/2022

VERGOGNA!

VERGOGNA

Le prime indiscrezioni sulle nuove misure per la scuola si possono commentare solo con questa parola.
Lo confessiamo: pensavamo che il neoliberismo puntasse semplicemente all’estinzione della società. Invece nella sua versione italiana punta a logorare e distruggere gli esseri umani, fino a fare un deserto. Le nuove generazioni – mandate a morire, a farsi male o, se fortunati, solo a farsi sfruttare in alternanza scuola-lavoro, prese a manganellate se provano a farsi sentire – vengono sistematicamente azzerate. Il diritto all’istruzione svilito e calpestato. Non possiamo più dire solo che la scuola ha carenze strutturali: è la scuola stessa a essere diventata LA carenza strutturale della società. È superflua, eliminabile, manipolabile a piacere: non è più prevista.
Nessuno di quelli che escogitano norme così penalizzanti e distruttive deve aver mai visto una scuola pubblica negli ultimi vent’anni; nessuno di loro deve avere figli in età scolare.
Le nostre richieste, ripetute più volte nelle ultime settimane, sono frutto di esperienze, oltre che di discussioni estenuanti. La scuola in presenza non è tutelata: vanno alzate le soglie di positivi per cui si sospende la didattica, in tutti gli ordini e i gradi di scuola; il gruppo classe non va frammentato in mille pezzi, tra poco sarà ciascuno un caso a sé; la ddi è deleteria quanto la dad. E invece i "decisori" nel migliore dei casi si affidano al tempo, alla natura, alla primavera, alla stagionalità del virus. Vergogna.
L’esperienza ci sta dicendo che un terzo anno scolastico di fila sta andando a rotoli; che le scuole stanno crollando sotto il peso delle incombenze burocratiche e di norme cervellotiche, scritte male, interpretabili a piacere, con il risultato di avere insegnanti che invece di insegnare girano circolari che sospendono la didattica. I più piccoli stanno facendo una quantità di quarantene e di didattica a distanza di gran lunga superiore a quella dell’anno scorso. Chi si è appena iscritto in prima superiore ha saltato un intero ciclo di scuola media; chi si è appena iscritto in prima media ha saltato metà della scuola primaria.
La scuola va avanti solo nella sua forma: con Sanremo arrivano le pagelle, a giugno sarà tempo di esami. È l’unica normalità che sta a cuore al Ministero: è quello che vediamo dall’aprile 2020, non è cambiato nulla. È una questione di formalità, solo di formalità, mentre non cambia la sostanza dell’accanimento sulla scuola e sui e sulle più giovani, solo alternando le fasce d’età su cui accanirsi di più: una volta tocca agli adolescenti, una volta ai bambini. Fino a quando?
Vergogna. Vergogna per questo terzo anno di scuola buttato. Vergogna per il trattamento che continuate a riservare alle e ai minorenni. Vergogna.
E mentre vi accusiamo in faccia all'avvenire, proviamo ancora una volta a difenderlo, insieme al presente.Dall’8 febbraio inizia la settimana delle moblitazioni di PAS in tutta Italia: nelle piazze, sotto le prefetture, sotto le regioni, sotto gli usr...

Ritorno in classe, il Tar sospende l'ordinanza della Regione Campania. Scuole aperte già da domani. TESTO ORDINANZA [PDF] - Orizzonte Scuola Notizie 10/01/2022

Il Tar smonta pezzo per pezzo l'Ordinanza regionale del 7 gennaio, ci aspettiamo che i Sindaci, più realisti del re, che hanno fatto Ordinanze di chiusura facciano un passo indietro, DOMANI TUTTI/E A SCUOLA!
Ci aspettiamo che la Regione agisca, dopo due anni di pandemia e tante risorse sprecate, sui settori di sua competenza e potenzi le Usca, la medicina territoriale ed i trasporti.
Ci aspettiamo dal governo, dopo anni di tagli, investimenti strutturali su organici ed edilizia scolastica per porre fine allo scandalo delle classi pollaio e per avere, finalmente, ambienti di apprendimento adeguati.

“non risulta peraltro alcun focolaio né alcun rischio specificamente riferito alla popolazione scolastica, generalmente intesa” e a ulteriore sostegno della complessiva “non ragionevolezza della misura, non risulta siano state assunte misure restrittive di altre attività” e si si concentra invece “sulla sola frequenza scolastica rispetto alla quale, difformemente dalle scelte legislative, è stata privilegiata l’opzione zero”.
E non basta appellarsi “alle difficoltà del sistema sanitario regionale, lungi dal giustificare l’adozione della misura sospensiva, dimostrano piuttosto la carente previsione di adeguate misure preordinate a scongiurare il rischio, ampiamente prevedibile, di collasso anche sul sistema dei trasporti; con la conseguente confermata impossibilità di qualificare contingibile una misura dichiaratamente volta ad evitare un pericolo ampiamente prevedibile solo a voler considerare il recente passato”.

Ritorno in classe, il Tar sospende l'ordinanza della Regione Campania. Scuole aperte già da domani. TESTO ORDINANZA [PDF] - Orizzonte Scuola Notizie Il Tar della Campania accoglie il ricorso presentato da alcuni genitori e sospende l'ordinanza della Regione Campania

Photos from Coordinamento Scuole Aperte Salerno's post 09/01/2022

Salerno, 9 gennaio 2022 - Presidio contro l'ordinanza della Regione Campania che chiude le scuole

Reagire a questa ennesima dimostrazione di ignoranza e accanimento verso i più piccoli e le famiglie, per noi è davvero difficile. Un misto di sgomento, incredulità e frustrazione. Siamo davanti ad un distastro psicologico ed economico : le famiglie ancora cercano di riparare ai danni che la dad e l'isolamento hanno causato ai loro figli nei precedenti lockdown. Mentre ancora ne raccogliamo i pezzi e cerchiamo di destreggiarci tra un lavoro che di flessibile non ha nulla, ci arriva addosso questo ennesimo provvedimento illegittimo. Come farà il nostro presidente a dimostrare al Tar che sussistono le condizioni per una chiusura della scuola, se i decreti non prevedono la dad in zona bianca? Come può migliorare la curva dei contagi se a chiudere sono solo le scuole e sono aumentati proprio quando queste erano chiuse? Dopo due anni cosa è stato fatto per ritrovarci ancora a questo punto? Siamo stanchi, delusi, arrabbiati ma non intendiamo restare a guardare l'ennesimo tradimento alle nostre figlie e figli. La dad non è scuola!

08/01/2022

Comunicato stampa

NEL TERZO ANNO DI PANDEMIA LA SCUOLA CONTINUA A PAGARE
9 GENNAIO 2022 PRESIDIO ALLA PREFETTURA DI SALERNO
ORE 10,30

Mentre dal Governo centrale il Ministro Bianchi assicura che la Scuola è una priorità per tutta la società e che sono state stabilite le regole per un rientro in sicurezza, dalle Scuole reali emergono tutte le difficoltà perchè le condizioni per tenerle aperte e sicure non sono state realizzate e tutti i provvedimenti che stiamo chiedendo ormai da tre anni sono stati ignorati. Nonostante ciò le Scuole della nostra regione si sono arrangiate alla meglio e hanno garantito la didattica in presenza anche nelle crescenti difficoltà applicando le regole , poco chiare, dettate dai vari DDL.

Il governatore della Campania De Luca ovviamente ne approfitta e decide ,come negli ultimi due anni, di chiudere le scuole invocando ipocritamente il diritto alla salute solo per coprire le sue responsabilità in merito al disastro sanitario e di tutti i servizi pubblici essenziali della regione e mentre fa carte false per rimanere in zona bianca per far "girare l'economia":
Si sa che tenere chiuse le scuole è nell’immediato dunque l’unica iniziativa a costo zero che però ci costerà moltissimo nei prossimi anni quando si dovranno recuperare tutti i danni provocati dalla reiterata DAD.
Dopo due anni chiediamo il conto a tutti, Governo e Regione, di quanto non è stato fatto e non si intende fare per questo , entrati nel terzo anno chiediamo e rivendichiamo ancora provvedimenti immediati e programmi seri per il futuro.
DALLA REGIONE CAMPANIA VOGLIAMO:
Una medicina territoriale di prossimità che garantisca le tre T (testare, tracciare, trattare), e in particolare il pieno funzionamento e potenziamento delle USCA
- Screening periodici protezione adeguati e gratuiti per garantire il rientro a scuola in presenza, continuità, serenità e sicurezza
- Tamponi gratuiti per tutti: alunni, docenti, ATA, famiglie;
- Riorganizzazione del TRASPORTO PUBBLICO, con più risorse
- Reperimento di spazi ulteriori per le scuole e adeguamento immediato di tutte le strutture esistenti
DAL GOVERNO CENTRALE E DAL MIUR VOGLIAMO:
- Indicazioni chiare a salvaguardia del diritto all’istruzione che non aggravino le differenze tra Nord e Sud. Centro e periferie, scuole e scuole
- Assunzione massiccia di personale e risorse necessarie per ridurre il rapporto alunni-classe
- Presidi di salute per la scuola
- Indicazioni chiare e tempestive in merito alla valutazione e agli esami di stato.
È il momento organizzare una mobilitazione dal basso che ridia voce ai nostri diritti.

COORDINAMENTO SCUOLE APERTE SALERNO
COBAS SCUOLA SALERNO
HORME’ liberi di crescere

08/01/2022

Priorità alla scuola considera come una vittoria un evento del tutto consueto nel calendario civile e sociale del Paese, quale il rientro a scuola dalle vacanze. Priorità alla scuola non accetterà nessun passo indietro da parte delle Regioni e del Governo sul mantenere le scuole aperte.

Priorità alla scuola considera come una vittoria un evento del tutto consueto nel calendario civile e sociale del Paese, quale il rientro a scuola dalle vacanze, in linea con i maggiori Paesi europei. Se tutto resta aperto, non è comprensibile perché le sole scuole dovrebbero chiudere. Priorità alla Scuola denuncia invece la rinuncia al tracciamento nelle scuole e al tracciamento generale prima del rientro a scuola dopo le vacanze promesso durante le vacanze da Figliuolo.
Pur consapevoli che anche nelle scuole, come in tutta la società, crescono i contagi, non accettiamo che la scuola diventi il primo e comodo bersaglio, che di nuovo venga considerata marginale e sostituibile dalla DAD. Solo all’interno di un lockdown che coinvolga altre categorie e ampie fasce della popolazione, si potrà immaginare un ritorno alla DAD, finché tutto sarà aperto la scuola deve restare aperta.
Diffidiamo anche dal continuare a stigmatizzare la scuola come luogo privilegiato di contagio. La scuola aperta se venisse mantenuto il tracciamento sarebbe, come è stata, un luogo di controllo, monitoraggio e contenimento del contagio: basti guardare al balzo in avanti dei contagi a 15 giorni dalla chiusura delle scuole.
Riteniamo assolutamente dovuta e necessaria la scelta di riaprire le scuole, anche alla luce non solo delle perdite nell’apprendimento che sono state inflitte alle generazioni più giovani e all’aumento vertiginoso di diseguaglianze che investono il diritto allo studio, ma anche le preoccupazioni espresse dagli psicologi italiani sulle gravi conseguenze che la chiusura della scuola, con l’isolamento e l’impoverimento relazionale che ne sono derivati, ha prodotto tra giovan* e i giovanissim*.
Inoltre ricordiamo che il mondo della scuola, insegnanti e studenti hanno aderito massicciamente, sin dal febbraio 2021 o dall’agosto 2021 (ben prima di ogni ipotesi di Green Pass normal o super), alla campagna vaccinale.
Contestiamo, invece, che nulla è stato fatto negli ultimi due anni dai governi in termini di finanziamento e organizzazione perché questa riapertura sia duratura e sicura. A ogni allentamento dell’emergenza si è persa l’occasione per introdurre miglioramenti, piccoli e grandi, che avrebbero evitato l’emergenza seguente.
Registriamo sconcertati che, a differenza dei principali Paesi europei, le misure di tracciamento per il contenimento del contagio nelle scuole italiane continuano a essere sottovalutate. Ora si preferisce far saltare il tracciamento anche nelle scuole, invece di approntare un canale dedicato alle scuole per i tamponi – che sia prioritario, tempestivo e gratuito –, o di attivare un presidio sanitario nelle scuole. Allo stesso tempo, si introducono nuove regole farraginose per le quarantene, aggravando la gestione in capo a ciascuna scuola e facendo saltare ogni organizzazione didattica. Priorità alla Scuola pretende protocolli di quarantena razionali, applicabili e garanti della massima presenza in classe, e deplora il ricorso alla «didattica mista» a meno che tutta la classe non sia in quarantena. I periodi di assenza di singoli studenti-esse fanno parte della vita e della vita scolastica; si prevedano caso mai pause didattiche in cui effettuare recuperi, valorizzando un rapporto virtuoso tra discente e docente, che consenta ai giovani e giovanissimi di rimettersi in pari con il programma.
Sono questi i comportamenti irresponsabili e l’indifferenza per l’istruzione pubblica che denunciamo.
A differenza dei Dirigenti scolastici che chiedono di rinviare l’apertura delle scuole, ricorrendo ancora una volta alla DAD, Priorità alla Scuola continua a chiedere maggiori finanziamenti nell’immediato in modo da ottenere organico aggiuntivo e per il futuro spazi e strutture adeguate e la riduzione degli alunni per classe. Sappiamo che non saranno dieci o venti giorni in più a cambiare la pessima situazione in cui si trovano la scuola e l’istruzione pubblica in Italia, ci vuole un altro investimento politico e finanziario. Ma, proprio come l’anno scorso, sosteniamo che la battaglia sulla scuola va fatta a scuole aperte. Non possiamo accettare che la DAD diventi la comoda supplente della scuola pubblica come non possiamo accettare che gli/le insegnanti e tutto il personale della scuola resti precario e in numero insufficiente.
Non possiamo più accettare che governanti, amministratori pubblici, stampa, sindacalisti mettano così facilmente nel conto la chiusura delle scuole senza pretendere anzitutto investimenti straordinari per il settore dell’istruzione né un bilanciamento delle chiusure con altri settori meno essenziali.
Non accetteremo nessun passo indietro da parte del Governo e delle Regioni sul mantenere le scuole aperte.
Inizieremo la nostra battaglia permanente contro le classi pollaio, in vista della raccolta firme per il referendum abrogativo della riforma Gelmini.

Photos from Coordinamento Scuole Aperte Salerno's post 06/01/2022

Se questo è giornalismo, su "il Mattino" edizione di Napoli si leggono queste affermazioni: "focolai nelle scuole", "nelle scuole la maggiore diffusione", "Boom di contagi tra i prof"...con le Scuole chiuse da due settimane! Poteva essere una buona satira ma è soltanto il prodotto di un sistema mediatico servile che prepara il terreno all'ennesima forzatura di De Luca odiatore seriale della Scuola.

30/11/2021

Come far uscire la dad dalla porta per poi farla rientrare dalla finestra, un vero Governo di mediocri!

PRIORITÀ ALLA SCUOLA. Un’altra vergogna ricade sulla scuola: il dietrofront sul «protocollo antidad» è scandaloso. Priorità alla scuola si mobilita di nuovo in tutta Italia

Nemmeno il tempo di rodare i nuovi protocolli sulle quarantene, introdotti di fatto a metà novembre, almeno nelle Regioni capaci di attrezzarsi, e già si torna indietro, precipitosamente.

Le dichiarazioni del Governo, ripetute con la gran cassa a inizio anno scolastico, sulla priorità alla didattica in presenza, indipendentemente dai colori delle Regioni, e DAD da considerare unicamente come extrema ratio anche in zona rossa, non hanno retto nemmeno fino alla fine dell’anno solare.

Con la nota di lunedì 29 novembre 2021 si torna indietro di un anno, senza tenere in nessuna considerazione la mutata situazione epidemiologica, non paragonabile ai numeri del 2020, e che non tiene conto del livello di vaccinazione tra personale scolastico (altissimo) e studenti over 12 (molto elevato). Per di più si rinuncia a un obiettivo fondamentale del protocollo dell’ISS del 3 novembre scorso: migliorare il sistema di tracciamento e sorveglianza in ambito scolastico, circoscrivendo in maniera tempestiva i casi positivi (e solo quelli). Le quarantene tornano a essere indiscriminate: bambini e bambine, ragazzi e ragazze in questo Paese sono colpibili a piacere, a occhi chiusi, è l’unico dato certo e comprovato che abbiamo a disposizione dal febbraio-marzo 2020.

Questo dietrofront imbarazzante usa la nuova variante Omicron come foglia di fico. I motivi sono infatti ben altri, dall’evidente impreparazione e ritardo delle Regioni – tante, troppe, ad applicare il nuovo protocollo solo da pochissimi giorni – nella attuazione della sorveglianza con testing. Nulla è stato fatto per potenziare le risorse per i tracciamenti e la medicina territoriale, nulla per introdurre tamponi salivari.

Assistiamo a un’ennesima dimostrazione del disinteresse e dell’incuria versi i servizi di welfare pubblico, di cui la scuola è un pilastro. Nella conferenza Stato-Regioni queste ultime hanno espressamente dichiarato “troppi i casi da tracciare per le ASL in affanno da giorni per garantire il tracciamento con doppio tampone come previsto dal protocollo del 6 novembre scorso” come se fossimo ancora fermi all’aprile-maggio 2020.

La scuola è ormai il luogo ideale per osservare il naufragio di un’idea seria di welfare pubblico. Pur consapevoli delle carenze strutturali del sistema scolastico, le Istituzioni competenti continuano a non dotarsi di una pianificazione e programmazione, a partire dal Ministero all’Istruzione e alla Salute, all’altezza dei bisogni di tutta la Comunità scolastica, scaricando sul corpo docente, sul personale ATA e sulle famiglie il peso dell'assenza di servizi pubblici, sempre più privatizzati, depotenziati e deregolamentati.

Il morbo infuria, ma il Natale avanza: bloccare la scuola è l’unica speranza? Tutto il Paese ha bisogno di un Natale «normale», ma non è possibile concepire di nuovo le scuole come bersaglio privilegiato delle misure più stringenti, laddove oltretutto già esistono i protocolli più severi. Il diritto allo studio e alla salute psico-fisica dei giovani e dei bambini non può essere di nuovo, sempre, essere messo in subordine.

Ci stanno preparando un altro inverno con la scuola a singhiozzo: per il terzo anno di fila studentesse e studenti avranno interruzioni, sospensioni, allontanamenti; e con loro famiglie alle prese con organizzazioni acrobatiche; e tutti e tutte con sempre maggiori preoccupazioni per il futuro.

La scuola non si chiude ma si occupa: nelle ultime settimane gli studenti e le studentesse, con le loro azioni, hanno denunciato il limitato accesso al diritto allo studio a causa di un sistema scolastico a pezzi, soprattutto per chi vive in condizioni economiche o psicologiche precarie, creando carenze formative e danni psicologici senza precedenti.

Proseguiamo la loro azione nelle strade e nelle piazze. Non siamo più disposti ad accettare l’ennesimo sacrificio, l’ennesima negazione del diritto allo studio, pertanto Priorità alla Scuola tornerà a mobilitarsi in tutte le Regioni per ribadire che Scuola e welfare pubblico sono la priorità per il Paese.

22/09/2021

Il rischio che la DAD si trasformasse in una risorsa strutturale per la scuola italiana si sta concretizzando...

"E ci pareva strano”: cronache di DAD annunciata

Ci scrivono da Gorizia (grazie a Emirda Nizelaj per la segnalazione) che un'intera scuola primaria è stata messa in DAD dopo il primo giorno dell'anno scolastico, perché al primo temporale il tetto, su cui da mesi erano in corso dei lavori, non ha tenuto l'acqua. Sede allagata, tutte-i a casa in attesa della nuova sistemazione (dal 27 settembre, a leggere le notizie di stampa).
Invece che con interventi strutturali per far ripartire la scuola, ci troviamo alle prese, ogni giorno di più, con una DAD considerata risorsa strutturale. L'effetto perverso è che l'idea di scuola che noi intendiamo difendere così si sbriciola, crepa dopo crepa, pezzetto dopo pezzetto. Non è lontano il giorno in cui, passata l'euforia cantieristica finanziata dal PNRR, ci si chiederà perché riparare un tetto come si deve, dal momento che la scuola si può comodamente delocalizzare nel chiuso delle quattro mura domestiche.

16/09/2021

I COBAS E PRIORITÀ ALLA SCUOLA IL 20 SETTEMBRE MANIFESTANO IN MOLTE CITTÀ, A SALERNO ORE 17 PIAZZA AMENDOLA (LATO PREFETTURA)

I COBAS E PRIORITA' ALLA SCUOLA MANIFESTANO IN MOLTE CITTA' IL 20 SETTEMBRE A ROMA AL MINISTERO ISTRUZIONE (h.15.30)


I COBAS indicono il 20 settembre, insieme a Priorità alla scuola, sit-in e presidi in varie città per:

🔵 la riduzione del numero degli alunni per classe (massimo 20; 15 in presenza di alunni diversamente abili);

🔴 l’assunzione di tutti i docenti con 3 anni di servizio e degli Ata con 2; l’abbandono dell’algoritmo per assunzioni e supplenze con convocazioni in presenza; la revisione dei criteri per l’organico Ata (aumento continuo delle competenze richieste agli amministrativi; spazi da gestire e numero di esonerati dalle pulizie per i collaboratori; estensione dei laboratori informatici al primo ciclo per i tecnici);

🔵 investimenti massicci nell’edilizia scolastica e nel trasporto pubblico, con interventi sia immediati che di lungo periodo, per garantire effettivamente la scuola in presenza e in sicurezza;

🔴 il rinnovo del CCNL, scaduto da 3 anni, con un significativo recupero per tutti del potere d’acquisto degli stipendi, calato del 20 % negli ultimi decenni; il ruolo unico per i docenti di ogni ordine di scuola;

🔵 dire NO alla didattica delle competenze addestrative (che ha prodotto solo analfabetismo cognitivo) e per una nuova scuola che punti allo sviluppo degli strumenti cognitivi;

🔴 dire SI alla campagna di vaccinazione volontaria e NO al green pass a scuola con sanzioni incostituzionali; chiedere tamponi salivari gratuiti e con efficacia settimanale per chi non può o non vuole vaccinarsi; presidi sanitari nelle scuole per valutare l’andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti;

🔵 dire NO ai tentativi di rendere strutturale il ricorso alla DAD e per l’uso nelle scuole di piattaforme digitali pubbliche e gratuite.

👉I COBAS e Priorità alla Scuola saranno in piazza a ROMA al Ministero Istruzione, V.le Trastevere (h.15.30), FIRENZE P. Signoria (h.17.30), PISA P. XX settembre (h.16.30), LUCCA P. Guidiccioni (h.17), UDINE P. Matteotti (h.18), BOLOGNA USR via dei Castagnoli (h.18), PADOVA Listòn, v. VIII febbraio (h.18.30), MILANO P. Castello (h.18), BARI scuola Del Prete (h.😎 e USR (h.17), ANCONA Regione Marche, Via Tiziano (h.16), TRIESTE P. Unità d'Italia (h.17.30), VENEZIA USR v. Forte Marghera (h.15.30), NAPOLI P.del Gesu' (h.12 e h.18), GROSSETO P. Socci (h. 17.30), SALERNO P. Amendola (h.17), GENOVA P. De Ferrari (h.18). I luoghi e gli orari di altre iniziative cittadine verranno comunicati a breve.

COBAS - Comitati di base della Scuola

18/08/2021

Incredibile marcia indietro del Ministro!
I Cobas chiedono tamponi salivari gratuiti con efficacia settimanale
e l’abolizione del green pass a scuola.

Avevamo accolto favorevolmente il passaggio del Protocollo d’ Intesa per la sicurezza a scuola del 14 agosto 2021 laddove prevede, con riferimento alle risorse straordinarie erogate alle scuole, che “fermo restando il raccordo istituzionale, a livello nazionale, con il Commissario straordinario e valutate le effettive necessità di contrasto alla diffusione della pandemia, le istituzioni scolastiche, mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche
convenzionate, utilizzeranno tali risorse anche per consentire di effettuare tamponi diagnostici al
personale scolastico, secondo le modalità previste dall’Autorità sanitaria”
Da cui si evince la gratuità dei tamponi per tutto il personale che non può o non vuole vaccinarsi, senza alcuna distinzione, come avevamo chiesto nel comunicato del 6 agosto. Ma prontamente un comunicato del MI e lo stesso Ministro con sue dichiarazioni fanno marcia indietro, sostenendo che la gratuità sarebbe solo per soggetti fragili che non possono vaccinarsi. Per cui il Protocollo sarebbe carta straccia e, in ogni caso, il governo confermerebbe e rafforzerebbe il carattere punitivo del DL sul green pass a scuola.
La gratuità dei tamponi per il personale non vaccinato per qualsiasi motivo va garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e non con il meccanismo farraginoso e foriero di differenziazioni territoriale, previsto dal Protocollo e basato su accordi tra singole scuole e ASL. Inoltre, è assurdo applicare alla scuola l’efficacia temporale dei tamponi previsto per eventi una tantum, come un concerto o una partita di calcio: a scuola ci si va tutti i giorni per tutto l’anno scolastico e non si possono prevedere centinaia di tamponi a persona ogni 48 ore, che di fatto rendono obbligatorio il vaccino. Tamponi con efficacia temporale settimanale, il 90% del personale vaccinato volontariamente, l’uso di dispositivi e il rispetto rigoroso e senza deroghe opportunistiche del distanziamento di un metro garantiscono la sicurezza della scuola in presenza. Infatti, la raccomandazione del rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro è stata di fatto cancellata nel caso in cui “le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano”.
Infine, lo stesso Ministero della salute ha sancito che “il campione di saliva può essere considerato un'opzione per il rilevamento dell’infezione da SARSCoV-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, per aumentare l'accettabilità di test ripetuti”. Per cui, va garantita la possibilità di optare per i tamponi salivari, che sono decisamente meno invasivi.
Chiediamo, quindi: la gratuità dei tamponi garantita a livello nazionale; l’efficacia settimanale dei tamponi; la possibilità di optare per i test salivari.
Ribadiamo che “la vaccinazione, nella situazione determinata da decenni di tagli alla sanità, sia uno strumento fondamentale per combattere la pandemia”. Anche Medicina Democratica sostiene: “le vaccinazioni disponibili sono, allo stato delle conoscenze, uno strumento essenziale, non l’unico, per il contrasto della diffusione della pandemia da Covid 19 e, nel contempo, per ridurre la pressione sulle strutture sanitarie e permettere un graduale ritorno alle attività lavorative, ludiche e culturali.(..) Pur considerando che le autorizzazioni all’utilizzo dei vaccini non hanno potuto seguire le procedure previste e adeguati test, la necessità di avere questo strumento disponibile in tempi brevi è stata confermata dall’efficacia in particolare nella riduzione della occupazione delle strutture sanitarie anche in presenza di incrementi nella diffusione.”

Ma al tempo stesso ribadiamo il carattere inaccettabile dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, la categoria che si è vaccinata di più in modo volontario e che non è a contatto con persone particolarmente fragili, che è la motivazione usata per il personale sanitario. La sanzione della sospensione dello stipendio dopo 5 giorni e la multa da 400 a 1000 euro (raddoppiabili in caso di recidiva) violano pesantemente il diritto al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione. Per cui chiediamo, in sede di conversione in legge del DL n.111/2021, la cancellazione del comma 6 dell’art.1. In caso contrario, valuteremo con i ns legali l’opportunità di ricorsi campione per sollevare la questione di costituzionalità delle sanzioni previste dal decreto e la compatibilità con la normativa UE.
Riteniamo assolutamente tardivi e generici gli impegni previsti nel Protocollo d’intesa in riferimento al piano sperimentale per la riduzione del numero degli alunni per classe, al prolungamento dei contratti Covid oltre il 31 dicembre, all’assunzione a tempo determinato di personale Ata. Vi è, infatti, in alcuni casi solo un generico e non quantificato riferimento a risorse aggiuntive, mentre quelle già stanziate e richiamate nella Nota tecnica del 13 agosto sono esigue, in particolare sono risibili i 22 milioni per ridurre le classi pollaio.
Durante i due ultimi anni scolastici pandemici i Cobas si sono mobilitati più volte, insieme a Priorità alla scuola, per chiedere (inascoltati) quegli interventi strutturali indispensabili per garantire l’unica vera scuola, che è quella in presenza: riduzione del numero di alunni per classe (massimo 20; 15 in presenza di alunni disabili), assunzione di tutti i docenti con tre anni di servizio e gli ATA con due, investimenti nell' edilizia scolastica e nei trasporti. Su questo il governo Draghi ha gravi responsabilità politiche come il governo Conte, ma con l'aggravante di non aver usato a tali scopi le ingenti somme del Recovery fund.
Su questi obiettivi aderiamo alle mobilitazioni locali del 20 settembre indette dal movimento Priorità alla Scuola.
Ma, in generale, le ingenti risorse del Recovery Plan devono essere usate per un’inversione di rotta a 180 gradi da un punto di vista sociale, economico e ambientale, mentre il PNRR italiano è caratterizzato da pesanti elementi di continuità con il modello di sviluppo che ha segnato la lunga fase neoliberista. Per tali scopi la Confederazione Cobas, insieme a tutto il sindacalismo di base, ha indetto lo sciopero generale dell’11 ottobre e, insieme ad un ampio arco di organizzazioni e movimenti sociali, la manifestazione nazionale del 30 ottobre, in occasione del G20
Roma, 18 agosto 2021
Esecutivo nazionale dei Cobas – Comitati di base della scuola

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