24/01/2026
Il corsivo è uno stile di scrittura a mano in cui le lettere sono legate tra loro, pensate per essere scritte senza staccare la penna. È la scrittura della velocità, del flusso, del pensiero che non si interrompe.
Nasce tra '400 e '500 per soddisfare un’esigenza pratica: scrivere più in fretta, occupare meno spazio, copiare testi in modo efficiente. Oggi lo consideriamo decorativo, ma all'epoca era un po' una specie di innovazione "tecnologica".
Lo stampatello, il corsivo e la calligrafia sono modi differenti di pensare e organizzare il testo, non solo "grafie diverse". Secondo alcuni studi neuroscientifici, la scrittura a mano, soprattutto quella corsiva, attiva più aree del cervello rispetto alla digitazione. Negli ultimi decenni sono arrivate le tastiere, gli smartphone e i tablet. Oggi scriviamo sempre più, ma sempre meno a mano. Tanto che, in molti Paesi, il corsivo è stato ridotto o eliminato dai programmi scolastici.
Il corsivo allena la coordinazione, la memoria e l'attenzione, oltre ad aiutare la lettura e favorire l'espressione personale. Certo, non è più indispensabile, ma è ancora interessante. La sua scomparsa ha preoccupato chi si occupa di conservare il patrimonio culturale, tanto che alcuni vorrebbero proporre il corsivo come patrimonio culturale immateriale UNESCO e riconoscere quest'unione di gesto, lingua e pensiero.
Il 23 gennaio si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano, un'occasione importante per recuperare e valorizzare una pratica che rischia sempre di più di cadere in disuso. La scelta di questa data non è casuale e ha un forte significato simbolico: è stata selezionata negli Stati Uniti e corrisponde alla data di nascita di John Hancock, uno dei padri fondatori del Paese e primo firmatario della Dichiarazione d'indipendenza.