Da oggi trovare la chiesa dei Santi Vito e Modesto è ancora più semplice.
È stata installata una nuova cartellonistica informativa pensata per rendere il sito più riconoscibile e facilmente individuabile da cittadini e visitatori che percorrono l’area dell’Esquilino.
Un piccolo intervento che migliora l’accoglienza e l’orientamento, valorizzando un luogo ricco di storia spesso nascosto nel tessuto urbano contemporaneo.
La nuova segnaletica accompagna il pubblico alla scoperta della chiesa e delle attività di ricerca e valorizzazione che interessano questo importante complesso monumentale.
📍 Chiesa dei Santi Vito e Modesto,
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Finding the Church of Saints Vitus and Modestus is now easier than ever.
New signage has been installed to make the site more visible and easier to locate for both residents and visitors exploring Rome’s Esquilino district.
A simple improvement that enhances orientation and welcomes the public while drawing attention to a place of remarkable historical significance, often hidden within the modern urban landscape.
The new signs help guide visitors to the church and introduce them to the ongoing research and heritage enhancement activities taking place at this important monument.
📍 Church of Saints Vitus and Modestus, Rome
Università degli studi di Pavia
Museo di Archeologia dell'Università di Pavia
Soprintendenza Speciale Roma
Parrocchia S. Maria Maggiore in S. Vito - Roma
PaviatRome - Scavi archeologici nell'area di San Vito all'Esquilino
Contact information, map and directions, contact form, opening hours, services, ratings, photos, videos and announcements from PaviatRome - Scavi archeologici nell'area di San Vito all'Esquilino, College e università, .
06/07/2026
Lo scavo si è concluso, ma l’interesse per l’area di San Vito continua.
Oggi abbiamo il piacere di accogliere il professor Rafael Hidalgo Prieto, docente di archeologia presso l’Universidad Pablo de Olavide, in visita al sito nell’ambito dei rapporti di collaborazione internazionale che legano l’ateneo spagnolo all’Università degli studi di Pavia attraverso il programma Erasmus.
Anche a campagna di scavo conclusa, il cantiere continua a essere un luogo di confronto, di studio e di scambio tra ricercatori. La visita di studiosi provenienti da istituzioni internazionali conferma il valore scientifico di un contesto che ha ancora molto da raccontare e numerose prospettive di ricerca da sviluppare.
Uno scavo archeologico non vive soltanto durante le settimane di lavoro sul campo ma continua nei dati, nelle interpretazioni e nel dialogo con la comunità scientifica.
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The excavation season may be over, but interest in San Vito continues.
Today we are pleased to welcome Professor Rafael Hidalgo Prieto, archaeologist at the Pablo de Olavide University, who visited the site as part of the international academic collaborations linking the Spanish university and the University of Pavia through the Erasmus programme.
Even after the end of fieldwork, the excavation remains a place for discussion, research, and scholarly exchange. Visits from researchers and specialists from international institutions highlight the scientific value of a site that still offers broad opportunities for study and many avenues for future research.
An archaeological excavation does not end when the field season is over: its work continues through analysis, interpretation, and dialogue within the wider scholarly community.
03/07/2026
Le attività sul campo dell’Università degli studi di Pavia sono per ora terminate ma l’attività di disseminazione e coinvolgimento del pubblico non si ferma.
Ecco un primo reportage a firma di Cinzia Dal Maso per ArchaeoReporter
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The University of Pavia’s fieldwork has now come to an end, but the work to raise awareness and engage the public continues.
Here is an initial report by Cinzia Dal Maso for ArchaeoReporter
San Vito all’Esquilino, lo scavo aperto al quartiere A Roma, sotto la chiesa dei Santi Vito e Modesto, l’Università di Pavia indaga un’area complessa coinvolgendo scuole, parrocchia e comunità.
01/07/2026
🏺Si è conclusa una nuova campagna di ricerca e di archeologia pubblica dell’Università di Pavia a Roma, presso l’area di San Vito all’Esquilino.
Dal 9 al 26 giugno 2026, un gruppo di studenti, studentesse, ricercatori e ricercatrici italiani e internazionali ha condotto le attività di scavo sotto la direzione della prof.ssa Elena Calandra del Dipartimento di Studi Umanistici del nostro Ateneo.
L’indagine si è svolta in regime di concessione ministeriale (Decreto del Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, dott. Fabrizio Magani), con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma diretta dalla dott.ssa Daniela Porro, in collaborazione con il funzionario archeologo responsabile dott. Fabrizio Santi, e grazie all'accoglienza della Parrocchia di Santa Maria Maggiore in San Vito, nella persona di Padre Simone Pietro Russo.
Il progetto «», prosecuzione delle attività avviate nel 2025, mira a ricostruire la stratificazione archeologica del sito attraverso tecnologie di rilievo digitale, focalizzandosi sulle Mura Serviane e sulle infrastrutture idriche connesse.
In un’ottica di archeologia pubblica e condivisione della conoscenza, il cantiere è rimasto aperto alla cittadinanza per l'intera durata della campagna. L'iniziativa si è avvalsa del supporto di Protezione Civile Roma Capitale, Polo Civico Esquilino e MIMA s.r.l., oltre che della collaborazione scientifica e logistica con il Liceo Classico Pilo Albertelli, diretto dalla prof.ssa Rosa Palmiero.
📷 Per maggiori dettagli, per vedere foto e video girati durante gli scavi e per seguire i successivi sviluppi del progetto, è possibile consultare la pagina Facebook dedicata 👉 "PaviatRome - Scavi archeologici nell'area di San Vito all'Esquilino".
27/06/2026
Con la visita alla Fonte di Anna Perenna, guidata dal funzionario archeologo della Soprintendenza Speciale Roma Fabrizio Santi, abbiamo concluso per quest’anno le visite di approfondimento di siti e contesti notabili, collaterali al programma di scavo.
Scoperta nel 1999 durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio nel quartiere Parioli, la fonte ha restituito una straordinaria testimonianza del culto di Anna Perenna, antica divinità romana legata al ciclo del tempo e al rinnovamento delle stagioni e alla prosperità.
Lo scavo ha portato alla luce una fontana monumentale utilizzata attestata almeno dal IV secolo a.C. e utilizzata fino al VI d.C., insieme a numerosi reperti che raccontano pratiche religiose, offerte votive e rituali magici (come maledizioni inscritte su lamine in piombo, monete, gusci d’uovo simbolo di fertilità) documentati in modo eccezionale per il mondo romano.
Grazie alle spiegazioni di Fabrizio Santi è stato possibile comprendere meglio il valore di questa scoperta, che ha consentito di localizzare il bosco sacro citato dalle fonti antiche e di ricostruire aspetti della spiritualità romana raramente conservati con tale ricchezza di testimonianze.
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The Ministero della Cultura archaeologist Fabrizio Santi guided us to the Fountain of Anna Perenna for the last in-depth visit to notable sites and contexts, organised alongside the excavation programme.
Discovered in 1999 during the construction of an underground parking facility in the Parioli district, the site revealed a monumental fountain dedicated to Anna Perenna, an ancient Roman deity associated with the cycle of time, the renewal of the seasons and prosperity.
Archaeological investigations uncovered the fountain itself, which remained in use from 4th BCE to 6th CE, and a remarkable collection of finds documenting religious practices, votive offerings and magical rituals (curses, coins, eggshells).
Through Santi’s explanations, we were able to gain a deeper understanding of the significance of this discovery, which helped identify the sacred grove mentioned by ancient authors and shed light on aspects of Roman spirituality that are rarely preserved with such richness.
Università degli studi di Pavia
Museo di Archeologia dell'Università di Pavia
26/06/2026
I parrocchiani della Parrocchia S. Maria Maggiore in S. Vito - Roma hanno visitato gli scavi archeologici, scoprendo da vicino le testimonianze che stanno emergendo dal sottosuolo e seguendo il lavoro degli archeologi.
La partecipazione della comunità è uno degli aspetti più significativi di questo progetto, che fa dell’ uno strumento di condivisione e conoscenza. Le ricerche non riguardano infatti esclusivamente il passato, ma contribuiscono a rafforzare il rapporto tra le persone e il territorio in cui vivono.
Osservare uno scavo in attività, dialogare con gli archeologi e comprendere come si costruisce la conoscenza storica significa prendere parte a un percorso che appartiene a tutti. È anche attraverso questi momenti che la vita del quartiere si intreccia con la ricerca, trasformando la scoperta archeologica in un patrimonio comune.
A San Vito, la storia che riaffiora dalla terra entra a far parte del presente della comunità, creando nuove connessioni tra memoria, persone e luoghi.
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Members of the San Vito parish community visited the ongoing archaeological excavations, discovering the remains emerging from beneath the surface and learning about the daily work carried out by archaeologists.
Community participation is one of the most meaningful aspects of this project, which uses public archaeology as a tool for sharing knowledge and fostering engagement. The research is not only about the past; it also helps strengthen the relationship between people and the place where they live.
Watching an active excavation, speaking with archaeologists, and understanding how historical knowledge is built means becoming part of a process that belongs to everyone. Through experiences like these, neighborhood life and archaeological research come together, turning new discoveries into a shared heritage.
At San Vito, the history emerging from the ground becomes part of the community’s present, creating new connections between memory, people, and place.
Università degli studi di Pavia
Museo di Archeologia dell'Università di Pavia
Diocesi di Roma
Anche Maria Elisa Garcia Barraco, ricercatrice ed editrice specializzata nella storia dell’antica Roma, ha visitato il cantiere archeologico di San Vito, lasciandosi conquistare da un contesto che continua a rivelare nuove prospettive sulla città.
Il complesso archeologico inedito sotto la chiesa di San Vito racconta una Roma fatta di stratificazioni, trasformazioni e continue riscritture del paesaggio urbano. Un luogo in cui epoche diverse convivono e dialogano, offrendo una testimonianza concreta della straordinaria pluralità della storia di Roma.
Una riflessione sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità della città di custodire ancora, sotto i suoi monumenti e le sue strade, patrimoni inattesi pronti a emergere.
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Maria Elisa Garcia Barraco, researcher and editor specializing in the history of ancient Rome, recently visited the archaeological excavation at San Vito and was fascinated by a site that continues to reveal new perspectives on the city.
The discovery of an unprecedented archaeological context beneath the Church of San Vito tells the story of a Rome shaped by layers, transformations, and constant reinvention. It is a place where different eras coexist, offering tangible evidence of the extraordinary diversity and complexity of Rome’s history.
An oopportunity to reflect on the importance of archaeological research and on the city’s remarkable ability to preserve, beneath its monuments and streets, unexpected traces of the past waiting to be brought to light.
Università degli studi di Pavia
Museo di Archeologia dell'Università di Pavia
Guardare uno scavo archeologico dall’alto di una passerella, osservare il lavoro degli archeologi mentre prende forma giorno dopo giorno, fare domande e ricevere risposte direttamente sul campo: è questa l’esperienza che il progetto di San Vito offre ai visitatori.
Nel video, due visitatori raccontano il loro entusiasmo dopo aver esplorato l’area di scavo e aver dialogato con il team di ricerca.
Un incontro diretto con l’archeologia che trasforma il pubblico da semplice spettatore a partecipe del processo di scoperta.
L’apertura del cantiere alla città rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto: condividere metodi, risultati e domande della ricerca archeologica, rendendo accessibile a tutti un patrimonio che appartiene alla collettività.
Perché l’archeologia non riguarda soltanto il passato: è un’attività viva, fatta di studio, confronto e partecipazione.
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Watching an archaeological excavation from an elevated walkway, observing archaeologists at work as discoveries emerge day by day, asking questions and receiving answers directly on site: this is the experience offered to visitors at the San Vito excavation.
In the video, two visitors share their enthusiasm after exploring the excavation area and speaking with members of the research team. It is a direct encounter with archaeology that turns the public from passive observers into active participants in the process of discovery.
Opening the excavation to the community is one of the most important aspects of the project: sharing archaeological methods, results and ongoing research questions, making a heritage that belongs to everyone accessible to all.
Because archaeology is not only about the past: it is a living practice built on research, dialogue and participation.
Università degli studi di Pavia
23/06/2026
Un piccolo segno impresso nell’argilla può raccontare una grande storia.
Tra i materiali rinvenuti nello scavo di San Vito è emerso un laterizio che conserva un insieme di tracce: un bollo con sigma lunato (così detto perché somiglia a un sigma greco nella sua variante simile a una mezzaluna), utilizzato per identificare la produzione della fornace, e le impronte lasciate dall’artigiano durante la lavorazione dell’argilla, rimaste impresse prima della cottura.
A quasi duemila anni di distanza, ci restituisce non solo informazioni utili per la datazione e lo studio delle attività produttive, ma anche un contatto diretto con il gesto di chi lo ha realizzato. Accanto al marchio della produzione sopravvivono infatti i segni involontari del lavoro quotidiano, testimonianze preziose della dimensione umana che si cela dietro ogni oggetto archeologico.
E l’attenzione di Yuri Godino, assegnista dell’Università degli studi di Pavia impegnato nelle ricerche, è tutta rivolta all’impronta che ci restituisce memoria delle persone che hanno contribuito a costruire Roma antica.
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A small mark impressed in clay can tell a remarkable story.
Among the finds from the San Vito excavation is a brick bearing a rare combination of traces: a lunate sigma stamp (so called because it resembles the Greek letter sigma in its crescent-shaped variant), used to identify the workshop or kiln that produced it, and the fingerprints left by the craftsman while shaping the clay before firing.
Nearly two thousand years later, this object provides valuable evidence for dating and studying ancient production activities, while also offering a direct connection to the individual who made it. Alongside the official production mark survive the accidental traces of everyday work, preserving the human dimension behind an archaeological artifact.
And Yuri Godino, a research fellow at University of Pavia currently engaged in research, is entirely focused on the traces that serve as a reminder of the people who helped build ancient Rome.ell’