11/08/2025
La mia allieva Elena Martelli del corso di Teatro per adulti del Cineteatro Roma mi scrive una vera e propria lettera di restituzione. Grazie 🥹❤️🙏
"Cara Alessia,
Inizierò questa lettera per te in cui nello stesso tempo esplorerò la mia scoperta del teatro. Wow, che mondo!
Ora ho capito perché c’è così tanta gente appassionata.
Quando ho iniziato non sapevo cosa mi aspettasse, però sentivo che dovevo assolutamente affidarmi a te. Sentivo che ti stimavo, per come ti esprimevi, per la vita che riuscivi a farti scorrere nel volto. Per questo, ti avrei seguita.
Teatro è vita! È tornare alla vita vera. e poi teatro è verità.
Oggi mi sono commossa. Ho visto due anime: una che cercava di liberarsi, ma aveva catene troppo grandi; l’altra che è viva, e vibra tutto intorno, sempre, e cerca in tutti i modi di liberare l’altra. E l’ho sentito forte da lontano questo blocco. Questo muro che ci creiamo con la crescita.
Sento quanto mi fa bene, anche solo sentire i tuoi discorsi, che sono vere e proprie performance, vere e proprie illuminazioni. Una tenda che viene scoperta. Il teatro.
È voglia di cantare, di essere veri con tutti. È così magico essere veri. Rendersi conto di essere vivi e di avere un altro io, vivo, di fronte. Già questo pensiero è un infinito, interno! Smuove tutto il mondo. E lo fa rinascere. Scena dopo scena.
Il teatro. Fare amicizia con il corpo che abitiamo. Rinnovarlo, scuoterlo, ascoltarlo, defibrillarlo, uscire e rientrare, deformarlo, e infine abitarlo tutt’intero. Abitarne tutte le stanze, trasformarle, adornarle, farle nostre.
E poi mi è venuto da scrivere, da ballare. Perché l’arte richiama arte.
E mi sento più sicura, più fiduciosa. Perché conosco meglio cosa può fare un corpo libero, il mio corpo libero, e quindi non è niente da nascondere, niente di cui avere timore, é solo bellezza.
E pensa che prima di fare teatro, un giorno, quando ho visto dei ragazzi improvvisare, ho pensato: oh mamma, ma io ho paura di farlo, perché non sono capace.
Ed ho scoperto la bellezza di esprimersi, di sbagliare, di non essere capaci! Perché quando non sei capace, è in realtà quando stai più aderendo all’esperienza.
E quindi la regola è sentirsi vivi, e poi chissene frega del resto. E sono contenta di sentirmi libera di esprimere la gioia per la vita, come l’amore per gli altri, come la tristezza. E forse, si libereranno anche un po’ il dolore, e la paura. Ci faremo stretching, con queste rigidità emotive.
E poi sento che migliora la mia presenza, l’attenzione in tutto quello che vivo.. il fatto che partecipare non vuol dire per forza parlare, vuol dire semplicemente esserci. Essere consapevoli di quello che ti sta intorno e guardarlo sempre con occhi nuovi. Ogni momento é diverso da un altro e ogni momento si merita la nostra attenzione e la nostra presenza. Solo così possiamo abbracciare il mondo e tenerlo lì vicino a noi, senza lasciarcelo scappare dalle mani.
E mi viene voglia di portarci mia mamma a fare lezione qui con te, perché so che è un regalo, che tutti ne avrebbero bisogno. E io vorrei portarci quelli a cui voglio bene. Per fare esperienza di una propria rinascita. Almeno per qualche ora alla settimana!
E poi basta che qualche barlume rimanga, e già fa la differenza. Quindi assorbo più che posso gli esercizi, sperando di fare mia questa libertà che ci stai insegnando. E credo che piano piano stia rimanendo, perché la sento, e mi fa guardare il cielo e sorridere."
(Elena)
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# Teatro Esperienziale