30/04/2026
Personal Structures – Confluences 2026
Mostra d’arte biennale organizzata dall’ European Cultural Centre Italy in parallelo con la Biennale d’Arte di Venezia.
ANIMA MUNDI
Progetto di Barbara Duran
A cura di Sara Serpill
Catalogo: Studio Urbana editore d’Arte
Sede: Palazzo Mora
Organizzazione: European Cultural Centre Italy
Sedi: Palazzo Bembo, Palazzo Mora, Giardini della Marinaressa
Periodo: 9 maggio – 22 novembre 2026
Anteprima stampa: 7–8 maggio 2026
Curatori ECC: Elisa Dallanoce, Sara Danieli, Rachele De Stefano, Lucia Pedrana, Claudia Piovan, Sara Serpilli, Micaela Skerl, Lucia Trevisan, Elena Volpato
È Confluences il tema di Personal Structures 2026. La mostra internazionale d’arte contemporanea, organizzata con cadenza biennale dall’European Cultural Centre Italy, torna a Venezia per la sua ottava edizione dal 9 maggio al 22 novembre 2026.
L’ingresso è gratuito, con apertura quotidiana dalle 10.00 alle 18.00 (chiuso il martedì).
Oltre 150 artisti provenienti da più di 30 Paesi animeranno gli spazi di Palazzo Bembo, Palazzo Mora e i Giardini della Marinaressa, trasformando Venezia in un laboratorio dinamico di visioni e linguaggi contemporanei.
Come dichiarato nel comunicato stampa ufficiale ECC Personal Structures 2026: «In una società attraversata da fratture, migrazioni e trasformazioni accelerate, Personal Structures – Confluences si configura come uno spazio di incontro: un luogo in cui pratiche artistiche, culture e discipline si intrecciano, generando nuove possibilità di dialogo e convivenza.»
Artisti visivi, fotografi, scultori, performer, università e collettivi, affermati ed emergenti, portano in laguna una pluralità di prospettive
Scrive Sara Danieli (Head of Art, ECC Italy): «In un’epoca di profonde trasformazioni globali, Personal Structures – Confluences esplora il modo in cui le narrazioni personali si intrecciano con quelle collettive, dando forma a un panorama culturale in continua evoluzione.»
Le pratiche artistiche convergono in un flusso condiviso, trasformandosi e risuonando tra loro in relazione al tempo e alla memoria: «un invito a riscoprire il valore della condivisione e a immaginare forme di convivenza più aperte, sensibili e sostenibili».
Ispirata al mondo naturale, l’edizione 2026 presenta una nuova identità grafica e visiva, parte integrante del progetto espositivo. Elementi visivi e concettuali restituiscono l’incontro tra percorsi e background differenti, dando forma a micro-confluenze biologiche, culturali ed esperienziali.
Opere e linguaggi si intrecciano in un tessuto in continua trasformazione, rendendo visibile il processo curatoriale e aprendo uno spazio di riflessione sul presente e sulle possibilità future, dove società, natura e tecnologia dialogano in costante evoluzione.
Barbara Duran sviluppa la sua ricerca attorno al tema della trasformazione, intesa come condizione primaria dell’essere e della materia. L’installazione Anima Mundi, è composta da centoventi opere di piccolo formato su tela e da un video di 46’, e indaga il mistero della metamorfosi, ovvero quella modificazione formale che si manifesta nella tensione tra alterazione e continuità, tra identità e mutamento incessante.
Radicata nella pittura come mezzo primario e ancestrale, la sua ricerca si sviluppa come un processo di trasformazione, in un passaggio alchemico dall’oscurità alla luce.
Duran indaga la relazione tra materia e spirito, rivelando la radiazione sottile che emerge nell’ ombra. In questi lavori recenti, il processo di rarefazione tecnica e concettuale conduce a una sintesi essenziale di forma e linguaggio, in cui la struttura dell’opera diventa soglia di percezione e significato.
E’ l’immagine della stella esplosa la metafora centrale di Anima Mundi.
Rimanda all’origine del mondo e al nucleo unitario di natura e humanitas.
Seguendo il pensiero di Henry Corbin, l’artista non ricerca l’immaginario, ma l’imaginale, quella dimensione che nasce dall’intima relazione con il profondo e che produce un collasso sinestetico, un’emersione dall’abisso. È il luogo dell’imaginatio vera, dell’alchimia, dell’immaginazione attiva, quell’intermondo sospeso tra sensibile e intellegibile in cui la visione, appartenendo all’anima, conduce al limite dell’esperienza sensoriale, aprendo un dialogo con l’inconscio.
La visione imaginale come trasmissione della capacità del desiderio.
In questo contesto, lo spazio espositivo si configura come una scatola magica.
Il video offre un flusso inarrestabile, Panta rei, mentre i Controsortilegi emergono come apparizioni epifaniche e alchemiche: frammenti di una stella implosa che, pur nella dispersione, conserva l’energia dell’intero e conduce la percezione oltre il visibile.
Scrive Sara Serpilli, art advisor e curator, in catalogo:
«Adagiate sulle pareti purissime come microcosmi indipendenti, le centoventi tele dei Controsortilegi, parte del progetto Anima Mundi sembrano osservare i tetti veneziani da un’atmosfera sospesa nel tempo, conducendo lo sguardo e l’udito verso i confini del percepibile…Lo spettatore viene chiamato a partecipare a questa partitura di sensazioni, decifrando una grammatica fatta di rimbalzi, rimandi e pause, capace di comprimere l’immateriale in forme riconoscibili…le tele proiettano il visitatore verso altri mondi, verso mari e albe lontane, tramonti sconosciuti eppure più necessari che mai in un tempo complesso come quello contemporaneo, dove immaginare l’altrove e l’altro diventa sempre più difficile…Nel video Anima Mundi lo sguardo è catturato in un’esperienza quasi ipnotica: un rincorrersi di suoni e cromatismi, con un ritmo scostante e mutevole che si dispiega in continuo divenire, lontano da qualsiasi prevedibilità…I Controsortilegi e Anima Mundi si trasformano così in quel “fiume in cui non ci si bagna mai due volte” eracliteo: mentre il tempo scorre, l’anima si trasforma e, con essa, muta la percezione stessa della realtà. L’arte, allora, non è più un oggetto statico o finito, ma un’esperienza che continua a vibrare sotto lo sguardo di chi la osserva, essa è il "mentre", il respiro vivo del divenire che attraversa lo spazio e il tempo.[…] »
Barbara Duran, pittrice e videomaker è nata a Roma in una famiglia cosmopolita. Attiva sulla scena internazionale dagli anni Novanta, ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Europa, Stati Uniti, America Latina e Medio Oriente.
www.barbaraduran.art
https://personalstructures.com/participants/barbara-duran/