10/08/2026
È di ieri questo articolo che cita Shedler, le neuroscienze e critica la Babele di psicoterapia in “ commercio”. Nessuna ha vinto, dobbiamo accettarlo. Ci conviene continuare a polemizzare tra di noi? Serve ai pazienti?
Esiste una terapia dimostrata migliore delle altre? La risposta onesta è no. I trattamenti seri battono il non far nulla e il placebo, ma confrontati fra loro il vantaggio quasi sparisce. Attenzione però: questo non dimostra che siano tutti uguali, dimostra che gli studi non riescono a vedere differenze piccole.
Quel che sappiamo è scomodo. Conta più il terapeuta del metodo, ma il fattore più potente resta il paziente. L’esperienza non rende migliori: seguiti per anni, i terapeuti in media non miglioravano con l’anzianità. E non ci accorgiamo dei nostri fallimenti: in una ricerca nessun clinico si giudicava sotto la media, e terapeuti avvertiti che un paziente su dodici sarebbe peggiorato non sapevano indicare quali. Un semplice questionario li individuava entro il terzo incontro. C’è però una notizia buona. Ciò che distingue i terapeuti migliori non è la scuola, è come reagiscono quando una terapia va male: chi pensa, si confronta con i colleghi e porta la difficoltà dentro la seduta aiuta di più, chi evita o scarica la frustrazione sul paziente aiuta di meno. E chi accetta di guardare i dati dei propri casi, invece della propria impressione, recupera proprio i pazienti che stavano andando male.
Per questo diffido di chi promette il metodo definitivo. La terapia resta un abito su misura, perché nessun essere umano è identico a un altro. Ma il sarto deve prendere le misure, e riprenderle, e ammettere l’errore quando la stoffa tira. La terapia di cui la terapia ha bisogno non è una nuova teoria: è il dubbio su di sé, praticato con metodo. Vale per ogni scuola. Posso dire che nella mia, l’Aipa, ci è stata insegnata l’umiltà, guardare la propria Ombra, anche analitica e a coltivare il dubbio. Ma questo poi riguarda molto il singolo e il suo atteggiamento personale.
08/08/2026
al Corriere della Sera : “ Gli effetti del cambiamento climatico sono diretti come traumi da eventi estremi o stress termico; e indiretti: depressione, insonnia, disagi psicosociali. Molte ricerche dimostrano ormai la correlazione tra aumento della temperatura e psicopatologia, compreso l’incremento della mortalità per cause legate alla salute mentale. “ L’impotenza a quale dolore può essere associato?
“Al lutto, alla perdita del conforto del luogo e del sentimento di appartenenza. Le temperature che si alzano ci fanno sentire senza una base sicura. Più aumenta l’inospitalità, più cresce la sfiducia. La psiche ha bisogno di fidarsi dell’ambiente, altrimenti va in allarme”.
08/08/2026
Grazie Bompiani e Valter Tucci. Ho appena iniziato a leggere perché a chi si occupa di analisi non può non interessare ogni forma di pensiero divergente. Spesso oscilliamo nell’ambivalenza di sentirci leoni o vittime. Onnipotenza o vittimismo. Ma i nostri meccanismi di difesa, quando diventano rigidi, ci portano a narrazioni autoritarie, che ci allontanano anche dal principio di realtà. Guardare alla psiche come sistema complesso significa integrazione. Non sono un leone, sono una preda, ma siamo così convinti che riconoscere la nostra parte fragile, e non a parole, ma calando questo nella vita di ogni giorno, sia vulnerabilità e basta? Forse è la più grande responsabilità che possiamo assumerci. E la vera “ forza”.
06/08/2026
“ La vita del mare segna false rotte,
ingannevole in mare ogni tracciato,
solo leggende p***e nella notte
perenne di chi un giorno mi ha cantato
donandomi però un’eterna vita
racchiusa in versi, in ritmi, in una rima,
dandomi ancora la gioia infinita
di entrare in porti sconosciuti prima.“
04/08/2026
In le sirene cantano e chi ascolta non torna. Nel Cratilo Platone rovescia la scena. Plutone, non è il dio dell’invisibile che si teme, ma quello che possiede la ricchezza che sale dalla profondità ( l’inconscio). Poi aggiunge la cosa decisiva: Ade/Plutone non trattiene nessuno con la forza. Il legame è il , la più forte delle catene. È un sofista perfetto, uno che sa dire parole così belle che nessuno vuole più ve**re via. Nemmeno le sirene vogliono ve**re via. Restano lì, incantate a loro volta. E da quella profondità seducono l’uomo. Platone
04/08/2026
“Due proposte di legge minano la giustizia minorile: abbassamento dell’età imputabile e nuovo onere della prova sulla non imputabilità. Ardizzone (neuropsichiatra infantile): dietro i comportamenti violenti c’è mancanza di riconoscimento, non delinquenza. Servono salute mentale e relazione, non solo controllo.”