Educare "filosofando" maestra Domenica Pedagogista APEI

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Maestra Domenica
Pedagogista APEI
PABLO NERUDA. "Ognuno di noi ha una favola dentro che non riesce a

22/05/2026

Brava!

22/05/2026
22/05/2026
Photos from Educare "filosofando" maestra Domenica Pedagogista APEI's post 21/05/2026

Ieri ho avuto il piacere di partecipare, presso il Senato della Repubblica, al convegno promosso dalla Senatrice Vincenza Aloisio (in qualità di relatrice ho sostituito il presidente dell’associazione APEI Alessandro Prisciandaro) sul tema dell’Intelligenza Artificiale e del nuovo umanesimo digitale, moderato da Luca Antonio Pepe.

Come Commissione APEI – Intelligenza Artificiale, insieme alla collega Eleonora Stroppa, abbiamo portato riflessioni pedagogiche, domande e proposte nate dal lavoro condiviso della nostra commissione, anche a partire dall’analisi critica e costruttiva del disegno di legge presentato dalla Senatrice Aloisio, che ho apprezzato per la disponibilità all’ascolto e al confronto.

Tra le cose più belle che porto a casa ci sono anche le ragazze e i ragazzi dei licei di Roma e dell’istituto di Portici presenti al convegno: attenti, profondi, autentici nelle domande e nelle riflessioni che hanno condiviso. In loro ho visto il desiderio vero di comprendere il cambiamento senza smettere di cercare umanità.

E poi l’incontro con la professoressa Luigia Carlucci Aiello, considerata la madre dell’informatica in Italia. Il suo abbraccio finale, le sue parole di stima e la sua straordinaria semplicità mi hanno lasciato una convinzione ancora più forte: il futuro non si costruisce contrapponendo tecnologia e umanesimo, ma custodendo dentro il cambiamento ciò che rende umana la conoscenza — il rispetto, l’ascolto, la relazione e la profondità della nostra tradizione culturale.

Ed è forse proprio da qui che può nascere un vero nuovo umanesimo digitale.

17/05/2026

Come ricorda la dottoressa Debora Rasio, ciò su cui concentriamo continuamente lo sguardo tende a crescere.
Vale anche per la scuola: se adulti, insegnanti e genitori e, di conseguenza , alunne e alunni si fermano solo sul conflitto, sull’errore e sulle reazioni negative, la classe rischia di nutrire disarmonia.
Se invece si coltivano relazioni positive, ascolto, cooperazione e fiducia, le bambine e i bambini imparano a stare bene insieme.

La scuola non cambia quando si combatte soltanto il male, ma quando si costruisce ogni giorno il bene, perché il nostro obiettivo primario deve essere il benessere non il malessere.

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