Ferri Monica counselor

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ferri Monica counselor, Allenatore personale, Città del Vaticano, Rome.

05/05/2026

👉Non tutto il dolore va risolto.

Alcune esperienze chiedono prima di essere guardate, ascoltate, attraversate. Magari insieme ad un altro.

⏱️In un tempo in cui tutto sembra dover essere “aggiustato” subito, c’è un’altra possibilità: restare.
Restare fermi, restare accanto, restare in contatto con ciò che ci fa male, senza negarlo e senza forzarlo. Per scioglierlo.

La sofferenza non è sempre un errore da correggere, un dente da togliere, un male d estirpare.
A volte è una parte inevitabile dell’essere umano, un’esperienza da attraversare.
Come l’esempio di Alex Zanardi.

E proprio lì, in quel punto fragile, può nascere qualcosa di autentico:
consapevolezza, dignità, presenza, vita.

Nel counseling questo significa non avere fretta di dare risposte,
ma offrire uno spazio in cui la persona possa sentirsi vista davvero.

Perché essere accolti, senza essere “sistemati”, è già una forma profonda di cambiamento.




25/03/2026

👨‍💼👩‍💼Chi gestisce il personale, chi dirige le organizzazioni conosce bene i numeri non le persone, gli obiettivi non le motivazioni…
🔥In tal modo la benzina del coinvolgimento emotivo al lavoro, risorsa preziosa perché accende e preserva la spinta motivazionale, si esaurisce…

# persone

Torni a casa esausto, non per quello che hai fatto, ma per l'atmosfera in cui l'hai fatto. Per le tensioni non dette. Per la sensazione di dover stare sempre all'erta. Per quell'energia spesa a proteggerti invece che a creare.
Non è il carico di lavoro, è qualcos'altro.
Le organizzazioni parlano sempre più di benessere. I documenti sono pieni di buone intenzioni. I questionari sul clima vengono somministrati con regolarità. Ma chi vive quelle realtà ogni giorno conosce lo scarto tra ciò che viene scritto e ciò che viene respirato.
Chi gestisce le persone spesso conosce i numeri, i processi, le procedure, Ma non sa leggere ciò che accade a livello emotivo. E così interviene dove non serve, mentre il vero problema resta invisibile.
Questo articolo esplora cosa succede quando si chiede prestazione senza offrire sicurezza. E cosa cambia nelle organizzazioni che hanno scelto diversamente.
👉 Link nel primo commento

13/03/2026

⏱️Nel tempo apparentemente improduttivo accade qualcosa di essenziale.
🧠I sistemi nervosi si regolano reciprocamente.
🥊Le difese si abbassano.
☀️ Emerge ciò che nella fretta resta nascosto.
Si crea quello spazio di in cui è possibile essere visti per come si è.

Abbiamo imparato a rendere tutto più efficiente. Il lavoro, il riposo, l'allenamento. E senza accorgercene, abbiamo iniziato a farlo anche con le persone. Cerchiamo di ottenere la connessione nel minor tempo possibile, di mantenere i legami con messaggi veloci e di essere presenti mentre facciamo altro.
Ma i legami non rispondono a questa logica.
Non si possono comprimere, accelerare, rendere produttivi. Hanno bisogno di qualcosa che l'ottimizzazione non contempla.
Coppie che condividono una casa ma non si incontrano più. Genitori sempre di corsa, fisicamente vicini ma emotivamente altrove. Colleghi che comunicano tutto per iscritto e non si conoscono davvero.
In tutti questi scenari, le ore ci sono. Ma manca qualcosa. Manca quello spazio in cui smettere di fare e iniziare a essere, insieme.
Questo articolo esplora cosa perdiamo quando trattiamo i minuti con le persone come una risorsa da gestire.
👉 Leggi l'articolo completo dal link nel primo commento

08/03/2026

Felice di appartenere a questa associazione professionale, piccola ma non troppo, con una storia alle spalle e venticinque anni di attività.
Un’associazione che crede nell’approccio basato sul comprendere senza giudicare l’esperienza nostra e dell’altro.
Una comunità di Counselor che vuole guardare al futuro e che unisce nel nome della professione tutti coloro che credono nel counseling:
https://www.facebook.com/share/p/1E6FPWLNvX/?mibextid=wwXIfr

16/02/2026

Ci hanno insegnato che vivere significa resistere, non cedere, non mostrare fragilità. 💪
Ci hanno detto che la forza è controllo, che la rabbia è potenza, che il silenzio è dignità. 🤐🔥

Ma c’è una forza più grande del controllo: il contatto. 🤝✨

Il contatto è il momento in cui smetto di difendermi e inizio ad ascoltare. 👂
È quando riconosco la mia paura senza trasformarla in aggressività. 🌊
È quando scelgo di restare nella relazione invece di dominarla.

Nel , il cambiamento non nasce dall’accusa né dalla colpa.
Nasce dall’incontro autentico. 🌱
Come ci ha insegnato Carl Rogers, le persone crescono quando si sentono comprese, non quando vengono giudicate.

Per molti uomini, questo è un territorio nuovo. 🧭
Uno spazio in cui la vulnerabilità non è debolezza, ma responsabilità.
In cui nominare un’emozione è un atto di coraggio. ❤️
In cui chiedere aiuto è un gesto di maturità.

Ad esempio credere in un protagonismo maschile nella lotta alla violenza di genere non nasce dalla contrapposizione.
Nasce dalla capacità di stare in relazione in modo diverso. 🔄

Passare dal controllo al contatto significa:
• sostituire il dominio con la reciprocità 🤝
• trasformare la rabbia in consapevolezza 🔥➡️💡
• scegliere la responsabilità al posto della reazione

La vera forza non è imporre.
È restare presenti. 🌿
È ascoltare senza difendersi.
È riconoscere l’altro come soggetto, non come oggetto.

Ogni volta che un uomo sceglie il contatto invece del controllo,
non cambia solo una relazione.
Cambia un modello culturale. 🌍✨







20/01/2026

Come sollecitare ascolto, comprensione e fiducia?

Lo sapevi che il tuo cervello e il tuo sistema nervoso decidono prima ancora che tu te ne accorga se fidarti o meno di qualcuno? E che questa valutazione istintiva determina la qualità delle tue relazioni?
Secondo la Teoria Polivagale di Stephen Porges, la nostra capacità di connetterci agli altri dipende dallo stato del nostro sistema nervoso autonomo. Quando ci sentiamo al sicuro, si attiva il sistema vagale ventrale: il volto si apre, la voce è calda, siamo empatici e capaci di comunicare in modo affettivo.
Ma se percepiamo pericolo, scatta il sistema simpatico: diventiamo reattivi, aggressivi o in fuga. E se la minaccia sembra troppo grande, entriamo nello stato dorsale: ci chiudiamo, ci dissociamo, smettiamo persino di comunicare.
Ecco perché le parole spesso non bastano. La qualità delle nostre relazioni dipende prima di tutto dal nostro stato neurofisiologico e da quello dell’altro. La Comunicazione Affettiva si fonda proprio su questo: creare sicurezza emotiva, perché solo così possiamo attivare le parti del cervello che ci permettono di ascoltare, comprendere e costruire fiducia.
Vuoi scoprire come la Teoria Polivagale può trasformare il tuo modo di comunicare?
Leggi l’articolo completo e scopri perché la sicurezza è la vera chiave delle relazioni sane
👉 https://comunicazioneaffettiva.com/2025/07/24/teoria-polivagale-e-comunicazione-umana/

16/01/2026

Sono rattristata.
Oggi in una delle scuole italiane è stato ucciso un giovane, studente.
Accoltellato da un altro studente…

E ora tutti a scatenarsi nei talk show di turno (dove tra l’altro ciascuno vuole prevaricare sull’altro e imporsi, alzando la voce, dando prova di essere il primo tra i “trogloditi emotivi”, boh) sulla necessità di inserire l’educazione affettiva nelle scuole e sul rischio che la
violenza si “normalizzi” tra i giovani….

In tutti questi decenni di attività ho visto molti miei colleghi Counselor proporsi negli Istituti scolastici. Hanno presentato decine, (centinaia?) di progetti per lo sviluppo delle competenze relazionali e l’intelligenza emotiva.

Alcuni hanno lavorato, altri sono stati rifiutati in base all’intelligenza miope del direttore scolastico di turno.
Ma perché, mi chiedo?
Perché aver perso tutto questo tempo per delle scelte poco lungimiranti che ci fanno ritrovare dentro all’allarme Violenza (così come succede per i femminicidi, ndr).

Con l’enorme “bisogno sociale” di “far manutenzione” continua alla nostra capacità relazionale per renderla viva, di tenerla allenata, nonostante tutti gli input contrari che riceviamo ogni giorno dalla tv e al cinema, per non cedere al pericolo di agire le emozioni tout court, lasciando spazio all’impulsività, direi che c’è posto per tutti gli operatori di settore in questo paese: psicologi, educatori, counselor, etc.

E’ il momento di alzare lo sguardo tutti insieme, guardare in un’unica direzione rimboccarci le
maniche.
È il momento di continuare a credere che la Società la facciamo tutti insieme e, soprattutto, è il momento di fare sistema, prima che sia troppp tardi.
Ci sono troppi coltelli in giro…..😓


20/03/2025

“La è quell’attrito con un’altra persona che chiede alla fine uno . Ci smussiamo come i ciottoli, altrimenti tutto diventa un ring, un conflitto di solitudini”.
Paolo Benanti

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